<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538</id><updated>2012-02-16T12:34:14.769+01:00</updated><category term='uesta'/><category term='Latina scalo'/><category term='CULTURA'/><category term='presentazione'/><category term='raccolta differenziata'/><category term='circolo PD'/><category term='coordinatore'/><category term='PD'/><title type='text'>Circolo PD Latina Scalo</title><subtitle type='html'>Spazio internet del circolo del Partito Democratico PD di Latina Scalo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>121</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4783640032436581943</id><published>2008-12-01T14:40:00.001+01:00</published><updated>2008-12-01T14:43:04.400+01:00</updated><title type='text'>PROBLEMA SCUOLA A LATINA SCALO!</title><content type='html'>E' cominciato in questi giorni il tour dei dirigenti del PD di Latina nelle scuole della città. I segretario comunale Giorgio De Marchis ed il capogruppo al Consiglio Circoscrizionale di Latina Scalo Fabrizio Porcari hanno incontrato la Dirigente del 6° circolo Sig.ra  Diana Colongi.&lt;br /&gt;L'incontro è servito per analizzate le diverse carenze dell'edificio la maggior parte delle quali sono dovute alla scarsa attenzione prestata in questi anni dall'amministrazione comunale alla manutenzione degli edifici scolastici.&lt;br /&gt;“Occorre che a fronte del grande lavoro – ha affermato De Marchis – svolto dai dirigenti scolastici, come nel caso di Latina Scalo, per garantire lo svolgimento normale del servizio scolastico, c'è un'amministrazione comunale sorda e cieca che non è in grado di dare nessuna risposta”. &lt;br /&gt;Emblematico è il caso di Latina Scalo dove a causa delle infiltrazioni d'acqua nel soffitto che hanno provocato il distacco e la caduta di un parte del solaio, i bambini delle scuola materna sono costretti a  fare lezione nei locali della mensa scolastica. &lt;br /&gt;“La dirigente – aggiunge Porcari – ha segnalato diverse volte  la necessità di un intervento, purtroppo l'Amministrazione comunale si è limitata ad effettuare interventi parziali che non hanno risolto il problema delle infiltrazioni che continuano a ripetersi annualmente”.&lt;br /&gt;Quanto sta succedendo nella scuola materna di Latina Scalo non è più tollerabile. &lt;br /&gt;Il PD presenterà nella giornata di lunedì una mozione in Consiglio Comunale ed in Consiglio Circoscrizionale con le quali si chiede all'Assessore ai LL.PP. un intervento urgente per il rifacimento totale del solaio.&lt;br /&gt;Inoltre i due dirigenti del PD e la Dirigente si sono soffermati sulle altre problematiche del sistema scolastico di Latina Scalo sulle quali si focalizzerà l'iniziativa politica del PD. &lt;br /&gt;Infatti, Latina Scalo soffre di una cronica insufficienza di aule, anche a causa del notevole incremento demografico determinato dai nuovi insediamenti urbanistici. Il problema della carenza delle aule non si risolverà con la promessa sopraelevazione per ricavare alcune nuove aule, che tra l'altro non è dato sapere quando si realizzeranno. Per Latina Scalo è necessario pensare alla costruzione di un nuovo edificio scolastico. &lt;br /&gt;“Siamo al paradosso – affermano De Marchis e Porcari – non ci sono aule, i bambini sono costretti a fare lezioni nei locali della mensa mentre la Giunta Zaccheo ha approvato una variante urbanistica consentendo la realizzazione di una palazzina residenziale al posto della nuova scuola materna di Latina Scalo”. &lt;br /&gt;Il PD presenterà una proposta di Bilancio per chiedere:&lt;br /&gt;1. la previsione di un servizio scuolabus da parte del Comune per garantire il trasporto degli studenti tra Latina Scalo a Tor Tre Ponti, visto che il servizio è attualmente sostenuto dalla scuola che non potrà più sostenerlo il prossimo anno;&lt;br /&gt;2. la richiesta di realizzazione di un collegamento coperto tra la scuola e la palestra;&lt;br /&gt;3. l'immediata messa in sicurezza dello spazio antistante la scuola di via delle scuole che versa in uno stato di degrado assoluto.&lt;br /&gt;Il PD, inoltre, realizzerà un libro bianco sui gravi problemi dell'edilizia scolastica nelle scuole materne ed elementari del capoluogo. “Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai Dirigenti scolastici che stanno facendo un grande lavoro tra mille difficoltà – ha ricordato De Marchis – ai quali questa Amministrazione ha tolto anche il fondo per la piccola manutenzione che serviva per risolvere almeno i  piccoli problemi.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4783640032436581943?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4783640032436581943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4783640032436581943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4783640032436581943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4783640032436581943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/12/problema-scuola-latina-scalo.html' title='PROBLEMA SCUOLA A LATINA SCALO!'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7972557626286422145</id><published>2008-11-30T10:47:00.000+01:00</published><updated>2008-11-30T10:48:50.402+01:00</updated><title type='text'>ACQUALATINA E IMPIANTO IDRICO: UN VERO INCUBO PER I CITTADINI DI LATINA SCALO!</title><content type='html'>Una questione che ad oggi assume notevole rilevanza nella zona di Latina Scalo è senza dubbio quella riguardante il sistema idrico e fognario. Una frazione in costante espansione, tanto che ad oggi conta ben 15000 abitanti, numero tra l’altro in aumento. E come dovrebbe essere ovvio, una situazione del genere avrebbe dovuto prevedere la necessità, nonché una pianificazione, di un adeguamento dei servizi fondamentali, fruibili a tutti i cittadini.&lt;br /&gt;Ed invece ciò non è avvenuto e non sta avvenendo come sarebbe lecito aspettarsi, e numerosi quartieri tra quelli che vanno nascendo, sono privi di molti dei servizi di base, risultando praticamente dei quartieri dormitorio.&lt;br /&gt;Questo risulta particolarmente inaccettabile se si affronta il discorso relativo al sistema idrico e fognario che, essendo stato calibrato su una popolazione decisamente più ridotta dell’attuale, senza un’adeguata previsione di crescita, risulta chiaramente insufficiente e del tutto inadeguato all’attuale situazione. E’ stata consentita la costruzione di numerose abitazioni, rilasciando le licenze edilizie senza assicurarsi dell’effettiva possibilità di adeguare il sistema idrico e quello fognario alle loro necessità. Con il risultato che ad oggi molte zone hanno problemi con le fognature e ricevono acqua ad una pressione bassa che ne limita, quando non lo preclude, l’utilizzo.&lt;br /&gt;Facendoci portavoce del disagio dei cittadini, noi del PD da sabato 15 novembre in piazza, e tutti gli altri giorni nella nostra sede di via Padre Pio, ci faremo carico di raccogliere le firme per far sentire la voce dei cittadini che richiedono la costruzione di una seconda vasca per il depuratore comunale e il potenziamento del sistema idrico per renderlo accessibile a tutti e adeguato alle richieste di una zona in crescita. &lt;br /&gt;Contemporaneamente a questa iniziativa, il circolo del PD di Latina Scalo, provvederà anche a raccogliere le firme per la petizione lanciata dalla direzione provinciale del nostro partito che prevede la richiesta di un CDA di Acqualatina senza la presenza di politici (l’attuale presidente di Acqualatina è Fazzone che percepisce anche un lauto stipendio oltre a quello di senatore), che la regione abbia un controllo diretto sulla gestione della società e che venga rispettato il piano degli investimenti previsto nel contratto.&lt;br /&gt;Puntiamo a sensibilizzare da una parte il Comune di Latina e dall’altra direttamente Acqualatina su un problema che ormai affligge Latina Scalo da troppo tempo. Pensiamo che la depurazione dell’acqua, un servizio idrico efficiente e un costo adeguato di questi servizi sia un diritto fondamentale di tutti i cittadini e per questo ci batteremo in tutte le sedi opportune, dalla circoscrizione alla Provincia passando per il Comune.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7972557626286422145?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7972557626286422145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7972557626286422145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7972557626286422145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7972557626286422145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/11/acqualatina-e-impianto-idrico-un-vero.html' title='ACQUALATINA E IMPIANTO IDRICO: UN VERO INCUBO PER I CITTADINI DI LATINA SCALO!'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-3752236201264699448</id><published>2008-11-25T16:17:00.000+01:00</published><updated>2008-11-25T16:19:43.348+01:00</updated><title type='text'>LETTERA APERTA DEL CIRCOLO DEL PD A UNA MAGGIORANZA ARROGANTE E PRESUNTUOSA!</title><content type='html'>Complimenti per i vostri manifesti e grazie dal PD. Ci riempie di orgoglio sapere che discutiamo politicamente con una forza politica di maggioranza, che amministra la nostra città, ed usa un linguaggio "coerente" con il proprio stile di gestione.. Un forza politica che invece di occuparsi dei problemi veri che esistono nel nostro territorio utilizza le sue risorse per costruire attacchi personali "infimi".. Probabilmente abbiamo raggiunto il nostro scopo: il manifesto contro Anzalone non è altro che la dimostrazione di un'incapacità da parte vostra di gestire l'amministrazione, di dare risposte concrete ai cittadini. &lt;br /&gt;Se aveste avuto le basi per rispondere ai bisogni dei cittadini sollevati da Anzalone, se aveste già avviato azioni concrete per risolvere certi problemi probabilmente avreste scritto altro. &lt;br /&gt;Noi ci preoccupiamo di sollevare dei problemi, in quanto opposizione.. è il nostro lavoro. Cerchiamo di dare voce per quanto possibile ai cittadini. &lt;br /&gt;Voi, come forza politica che governa avreste addirittura gli strumenti per farlo in modo immediato ed invece pensate ad una petizione per sensibilizzare la vostra stessa forza politica... C'è qualcosa su cui vi invitiamo a riflettere!&lt;br /&gt;Ci auguriamo d'ora in avanti di discutere su temi concreti, di confrontarci sul campo politico perchè non vogliamo perdere tempo a valutare certe vostre azioni che ci allontanano dallo scopo della politica.. Non vogliamo certo che i cittadini di Latina Scalo si allontanino dalla politica e perdano la fiducia nelle istituzioni per questioni inutili e senza un obiettivo concreto se non quello di screditare una consigliere comunale che sta svolgendo il suo lavoro. Lasciamo ad altri giudizi e attacchi personali! &lt;br /&gt;Abbiamo tutti una responsabilità politica verso i cittadini, e se qualcuno preferisce dedicarsi ad altro probabilmente dovrebbe essere coerente e scegliere un altro campo su cui sfidarsi...più consono al proprio stile!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-3752236201264699448?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/3752236201264699448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=3752236201264699448' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3752236201264699448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3752236201264699448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/11/lettera-aperta-del-circolo-di-pd-questa.html' title='LETTERA APERTA DEL CIRCOLO DEL PD A UNA MAGGIORANZA ARROGANTE E PRESUNTUOSA!'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1114513977536881724</id><published>2008-11-01T22:39:00.000+01:00</published><updated>2008-11-01T22:45:49.785+01:00</updated><title type='text'>il Pd annuncia una petizione sul mutuo con Depfa Bank</title><content type='html'>Il Pd concentra le forze sul caso acqua. Si parte con una petizione pubblica a sostegno di una serie di proposte per ottimizzare la gestione di Acqualatina, come annuncia il segretario provinciale dei democratici Loreto Bevilacqua. «Nel territorio pontino dal 2002 il servizio idrico integrato&lt;br /&gt;è gestito da una società a capitale misto pubblico - privato che sta deludendo le aspettative di migliorare la gestione del servizio. - sottolinea Bevilacqua - La società in questione ormai da più parti viene indicata come un carrozzone di poltrone politiche che non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini. Noi come Pd saremo impegnati a raccogliere firme promuovendo un confronto con le comunità e con i territori su alcune riflessione di gestione della società ed a&lt;br /&gt;sostegno di iniziative regionali che possano portare ad una gestione più efficace, più puntuale,&lt;br /&gt;più efficiente e più trasparente. L'acqua è un bene pubblico vogliamo portare il nostro positivo contributo affinché questo bene possa essere utilizzato nel migliori dei modi». La petizione prevede: sostegno alla proposta di legge regionale n.365 del 14/02/08. Tale legge introduce una forma di controllo diretto da parte della Regione Lazio sulle attività delle Autorità d'Ambito e&lt;br /&gt;dei gestori del servizio relativamente alle procedure di nomina delle segreterie tecniche.&lt;br /&gt;Inoltre il Pd chiederà che la decisione del pegno delle quote pubbliche per il mutuo con la Depfa Bank passi attraverso i consigli comunali, affinché i consiglieri comunali siano informati&lt;br /&gt;sull'eventuale danno economico conseguente a tale operazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1114513977536881724?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1114513977536881724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1114513977536881724' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1114513977536881724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1114513977536881724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/11/il-pd-annuncia-una-petizione-sul-mutuo.html' title='il Pd annuncia una petizione sul mutuo con Depfa Bank'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8915397421737733563</id><published>2008-10-25T00:52:00.000+02:00</published><updated>2008-10-25T00:53:00.771+02:00</updated><title type='text'>La forza della verità</title><content type='html'>Soltanto una lettura ideologica di ciò che sta avvenendo può spingere ancora qualcuno a parlare di "disinformazione", di "terrorismo", di "studenti fannulloni" ed altre simili corbellerie. La realtà è che una generazione di giovani pacifici, maturi e desiderosi di porre fine alla società dei nani e delle ballerine che ci è stata proposta per 20 anni ha preso in mano la propria vita. Questa è la lotta nonviolenta di cui ha sempre parlato Gandhi, questa è la forza della verità.Non basterà al premier avere il monopolio dell'informazione televisiva per sporcare la bellezza di questa istantanea, tanto bella quanto inattesa. Per difnedere il loro diritto allo studio, i giovani italiani sono finalmente usciti dagli studi di "Amici" e "Uomini e donne" e hanno fatto sentire la loro voce. Non ascoltarla sarebbe un crimine imperdonabile. L'unica cosa sensata che può fare questo governo è ritirare i decreti ed ammettere che vincere le elezioni con i voti degli anziani rimbambiti da Rete 4 non vuol dire avere il consenso della parte migliore, più giovane e più dinamica del paese.Certo il governo cercherà di imbrigliare anche questi lampi di coscienza, ma da questo ottbre 2008 sa con certezza che ci sono ancora milioni di italiani che non tengono gli occhi aperti solo per guardare le TV del premier.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8915397421737733563?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8915397421737733563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8915397421737733563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8915397421737733563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8915397421737733563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/10/la-forza-della-verit.html' title='La forza della verità'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-306801397437066791</id><published>2008-10-19T14:21:00.000+02:00</published><updated>2008-10-19T14:23:20.487+02:00</updated><title type='text'>Depfa, silenzio sui rischi</title><content type='html'>Guidi (Pd) non si fida del contratto in essere per il mutuo ad Acqualatina&lt;br /&gt;Interrogazione al presidente della Provincia: subito i conti veri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SEMBRAVA appena accantonato il «caso Depfa Bank» e invece rispunta più vivo che mai in una interrogazione inoltrata ieri dal consigliere provinciale Domenico Guidi al presidente della Provincia, Armando Cusani, e al presidente del Consiglio provinciale Michele Forte. A suo modo la domanda di Guidi è semplice e terrificante insieme. Il consigliere parte dal presupposto che la banca tedesca che ha concesso il mutuo ad Acqualatina spa è in pessime condizioni finanziarie dovute alla tempesta dei mercati e sta per essere salvata da un pool di altre banche; il fallimento di questa operazione potrebbe costare cara a tutti i contraenti Depfa, tra cui peraltro la&lt;br /&gt;stessa Provincia di Latina oltre che alla società di gestione delle acque. Per questo Guidi chiede la quantificazione esatta dei depositi della amministrazione provinciale, di eventuali altri Comuni e soprattutto di Acqualatina spa presso Depfa Bank. «Vogliamo un aggiornamento del valore dei contratti in derivati in essere con Depfa - dice Guidi – e mi auguro che ci sia ragionevolezza e disponibilità ad affrontare un tema che rischia di gravare pesantemente sui bilanci della Provincia, di Acqualatina, dei Comuni e, in definitiva, sulle famiglie pontine».&lt;br /&gt;Da quando Depfa sta passando un momento buio, però, la Provincia e i molti difensori della società (consumatori dell’Otuc, assessore ai consumatori medesimi e associazioni varie) hanno smesso di sostenere la bontà di questo mutuo. Può darsi sia un caso. Ma intanto è stata altresì rallentata la procedura per la stipula del contratto di pegno&lt;br /&gt;«Una domanda si pongono molti cittadini e amministratori: che cosa rischiano la Provincia e i Comuni dell’Ato4 qualora fallisse Depfa? - sottolinea Guidi - Sussistono in effetti due tipi di rischi: rimetterci le cifre depositate in quella banca a seguito degli accantonamenti in conto capitale già effettuati da via Costa per l’ammortamento del bond che scadrà nel 2035-2040. Ma conseguenze ancor più gravi potrebbero derivare dal fatto che con Depfa sono&lt;br /&gt;in essere contratti derivati su bond emessi nel 2007 e qualora Depfa fallisse potrebbe esserci il rischio di essere obbligati a chiudere il contratto e di versare alla banca fallita la perdita che la Provincia e i Comuni Ato4 hanno in essere in questo momento. Ma qual è la perdita totale dei due rischi? Ad oggi nessuno lo sa e, quel che è ancora più grave, nessuno vuole dirlo. Sono mesi che mettiamo in evidenza i rischi insiti nei contratti derivati sottoscritti nel 2007. E’ arrivato il momento di fornire qualche risposta».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-306801397437066791?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/306801397437066791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=306801397437066791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/306801397437066791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/306801397437066791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/10/depfa-silenzio-sui-rischi.html' title='Depfa, silenzio sui rischi'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4872963316428323046</id><published>2008-10-18T15:29:00.000+02:00</published><updated>2008-10-18T15:30:58.653+02:00</updated><title type='text'>L’arte della bugia - di Paolo Soldini</title><content type='html'>Da bambini ci insegnarono che esistono tre tipi di bugie. Le bugie giocose son quelle che si dicono «per ischerzo e senza pregiudizio per alcuno»; le bugie officiose sono «l'asserzione del falso per la propria o l'altrui utilità, senza pregiudizio di alcuno»; le bugie dannose sono «l'asserzione del falso con pregiudizio del prossimo». Le prime due specie, dice il catechismo, sono peccato veniale, la terza, è peccato mortale: se non ci si confessa si va all'inferno. Il codice di condotta dei cristiani non contempla la fattispecie, aggravante, della bugia detta in pubblico e approfittando della propria capacità di farsi ascoltare, per esempio sui giornali, alla radio, in tv o davanti al Parlamento.Esiste poi (ma esiste?) il tribunale dell’opinione pubblica. Nei paesi civili, quando giudica il comportamento dei potenti, governanti, politici, funzionari pubblici, manager, grandi industriali, questo tribunale è severo con i bugiardi "giocosi", condanna i bugiardi "officiosi" e manda a casa (al minimo) i bugiardi "dannosi". Mentire in un contesto pubblico è considerata una colpa gravissima. Richard Nixon fu costretto alle dimissioni non perché aveva autorizzato lo spionaggio al Watergate, ma perché sostenne di non averne saputo alcunché. Bill Clinton rischiò l’impeachment non per i suoi traffici con Monica Lewinski, ma per averli negati. Jacques Chirac non sarebbe finito sotto accusa se non avesse mentito per proteggere sé e i suoi. A Helmut Kohl sarebbero stati perdonati i finanziamenti illeciti se non avesse traccheggiato per coprire chi li versava alla Cdu … Il peggio che possa accadere a un politico negli Usa, in Francia, in Germania, a Bruxelles, all’Aja, a Madrid è di essere pizzicato con il sorcio in bocca.&lt;br /&gt;In Italia no. In Italia il sorcio nessuno lo cerca, neppure se si affaccia dalla chiostra dei denti e fa ciao ciao con la zampina. E che sorcione avevano in bocca, l’altro giorno, Berlusconi e Frattini quando hanno spensieratamente raccontato che il Consiglio europeo, sulla delicatissima questione dei gas serra, "ha esaudito in pieno le nostre richieste" e ha trovato "una soluzione che rispetta le nostre preoccupazioni". Qualcuno - anche questo giornale - aveva intuito che c’era qualcosa che non quadrava, visto che il presidente di turno Sarkozy e la Commissione Ue sottolineavano il fatto che obiettivi e metodi dello "scalaggio" delle emissioni erano rimasti invariati, ma vàllo a spiegare alla gente cui la bugia era stata propinata. Perché si ristabilisse la verità dei fatti, laddove l’informazione italiana se la beveva senza colpo ferire, è dovuto intervenire il commissario all’Ambiente Stavros Dimas, "allibito" (parole sue) dalla insostenibile leggerezza con cui il capo del governo italiano e il suo ministro degli Esteri avevano sciorinato sicurezze immotivate e dati falsi. E fosse la prima volta… Abbiamo un ministro dell’Interno che mente ogni volta che c’è da far credere che i provvedimenti sugli immigrati stranieri passano con il 110 e lode l’esame degli organismi internazionali. Giorni fa, alla Camera dei deputati, ha raccontato che António Guterres, Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati politici il 6 ottobre scorso a Ginevra avrebbe "elogiato" l’Italia per la sua politica in fatto di asilo. Falso, ma, a parte i lettori di questo giornale, quanti credete che se ne siano accorti? Alla rappresentanza dell’Unhcr in Italia sono caduti dalle sedie, ma quanti, tra i deputati e nei giornali, hanno fatto la cosa più semplice del mondo: prendere la relazione di Guterres e leggersela? È così che l’opinione pubblica italiana e il mondo dei media, a parte i soliti rompiballe che consultano i testi e telefonano agli uffici (cioè: fanno il mestiere di giornalisti), sono convinti che le pericolose insensatezze dell’ordinanza sugli stranieri del maggio scorso -impronte dei bimbi rom comprese - abbiano ricevuto l’imprimatur di Bruxelles. È una bugia dannosa, per i rom in Italia dannosissima, ma il ministro Maroni non ha paura dell’inferno. Come la maggioranza dei suoi colleghi, alcuni dei quali peraltro confermano icasticamente il vecchio detto secondo il quale le bugie hanno le gambe corte.&lt;br /&gt;A cominciare dal loro Capo fresco dell’ennesima performance mentitoria a Bruxelles. L’intensa frequentazione del Grande Venditore di Balle con tutti e tre i tipi di bugie è proverbiale. Ma ciò che stupisce, quel che rende l’opinione italiana diversa da quella degli altri paesi civilizzati, è l’assenza di indignazione, l’indifferenza con cui qui da noi establishment, media, apparati politici (spesso anche dell’opposizione) si bevono ogni cosa senza neppure più protestare. Non è (non è solo) un problema morale, né una questione psicologica. E a voler spiegare questa incredibile indulgenza con presunte "propensioni naturali" degli italiani alla leggerezza di giudizio verso i peccati dei potenti si afferrerebbero, forse, pezzi di storia e di cultura del nostro paese, ma non si darebbe una spiegazione. Una parte consistente di questa spiegazione, invece, è squisitamente politica. In tutti i regimi fondati sulla demagogia, sotto qualsiasi latitudine, i governanti tendono all’utilizzazione propagandistica della menzogna. Il controllo dei media e la poca considerazione per le prerogative del parlamento determinano tra il Potere e l’Opinione un corto circuito in cui si può far passare ogni cosa. Milioni di europei civili e acculturati hanno creduto a una follia come la congiura ebraica dei Protocolli dei Savi di Sion perché all’inizio, nella Russia zarista, nessun giornale ebbe la forza di smascherare l’imbroglio e poi fu troppo tardi. Milioni di americani si sono bevuti la versione ufficiale (patentemente falsa) dell’incidente nel Golfo del Tonchino che dette inizio alla guerra del Vietnam perché la grande stampa, per dover di patria, la sosteneva. Milioni di russi hanno creduto che i kulaki fossero un pericolo di controrivoluzione imminente. Milioni di cinesi hanno creduto sul serio che la rivoluzione culturale portasse una ventata di giustizia. Si potrebbe, ovviamente, continuare per ore.&lt;br /&gt;Non siamo a quel punto. Certo che no. Però i meccanismi che si sono messi in moto non sono, poi, tanto dissimili. Se il senso comune del Paese, il sistema dell’informazione e l’opposizione perdono la capacità di accertare la verità, di vagliare i fatti ricorrendo alle fonti, se continuano a minimizzare, le conseguenze diventano rapidamente incontrollabili. Un rischio enorme, specie in un momento in cui la nuova Grande Crisi reclama il massimo della credibilità di chi ha la responsabilità del governo. E il sistema, un colpo dopo l’altro, la sua credibilità la sta già perdendo. Fuori dai nostri confini l’ha già persa: "Ah, l’Italie…"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4872963316428323046?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4872963316428323046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4872963316428323046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4872963316428323046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4872963316428323046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/10/larte-della-bugia-di-paolo-soldini.html' title='L’arte della bugia - di Paolo Soldini'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-118046406071360951</id><published>2008-10-14T21:50:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T21:52:30.936+02:00</updated><title type='text'>Il popolo delle Primarie si è perduto - di I. Diamanti</title><content type='html'>E' trascorso giusto un anno dalle primarie che elessero Walter Veltroni alla segreteria del Pd, insieme a un'assemblea costituente composta da qualche migliaio di persone. L'approdo finale dell'Ulivo di Romano Prodi dopo 12 anni di navigazione. Il 14 ottobre 2007 si recarono ai seggi circa tre milioni di persone. Mentre due anni prima la partecipazione alle primarie che avevano sancito la candidatura di Prodi in vista delle elezioni politiche del 2006 era risultata ancor più larga. Oltre 4 milioni. Ma allora la consultazione riguardava l'intera coalizione di centrosinistra. In entrambi i casi, però, le primarie hanno costituito un'occasione di straordinaria partecipazione. Milioni di persone, in fila, davanti a seggi improvvisati, a firmare una dichiarazione di appartenenza. Disposte a pagare per votare. Un segno di vitalità della società civile che contrasta con quanti immaginano - e teorizzano - una democrazia stanca, fatta di cittadini indifferenti, per i quali il rito delle elezioni basta e avanza. E' fin troppo. La risposta alle primarie dimostrò - dimostra - che i cittadini sono silenziosi perché non hanno buone ragioni e valide occasioni per esprimersi. Peraltro, le primarie non vanno confuse con una manifestazione di democrazia diretta. Sono, invece, strettamente collegate alla democrazia rappresentativa, in quanto servono a selezionare e a legittimare la classe dirigente dei partiti oppure le candidature alle elezioni a cariche pubbliche. Tuttavia, nonostante si celebrino ogni giorno le ricorrenze più improbabili, l'anniversario delle primarie è stato accompagnato da un singolare silenzio. Rotto da alcuni contributi sui giornali di area. E da qualche iniziativa del Pd e dintorni. Come l'avvio di &lt;a href="http://beta.youdem.tv/"&gt;Youdem,&lt;/a&gt; la tv di partito voluta da Veltroni. Un convegno dei Democratici di Parisi. Questo silenzio riflette, forse, una certa voglia di rimozione. Alimentata, in primo luogo, dal risultato elettorale dello scorso aprile. Se le primarie sono nel codice genetico del Pd, la sconfitta ne ha, in qualche misura, ridimensionato il ruolo. Il divario tra la partecipazione di un anno fa e l'ampiezza della sconfitta elettorale ha generato grande delusione. Da ciò una certa, magari inconfessata, voglia di dimenticare. La sconfitta e i suoi precedenti. La tentazione di esorcizzare la delusione per il risultato elettorale rimuovendo - dimenticando - l'illusione prodotta dalle primarie. Tuttavia immaginare una vittoria, alle elezioni di aprile, era velleitario, visto il grado di sfiducia sociale verso il governo e il centrosinistra. Per cui la disattenzione intorno alle primarie ha altri motivi. Riflette, in parte, la difficoltà di realizzare il progetto implicito nelle primarie. La costruzione di un partito aperto al confronto con la società, in grado di favorire la formazione e il rinnovamento della classe dirigente. Le primarie come indicazione di metodo. Come marchio di un nuovo modello di partito e di democrazia. Non possiamo dire che abbiano prodotto i risultati attesi. Il Pd resta un progetto incompiuto. Le primarie non sono diventate un metodo di selezione generale e generalizzato. Fin qui, a livello nazionale, sono state usate solo per dare investitura popolare a scelte già fatte dai gruppi dirigenti (Prodi, prima; quindi Veltroni). L'assemblea costituente, eletta un anno fa, d'altronde, si è riunita un paio di volte e sembra già aver concluso la sua missione. Le primarie, invece, non sono state usate per scegliere i candidati alle politiche. Né il sindaco a Roma. A causa dei tempi troppo ravvicinati, si è detto. Un problema reale. Che, però, sembra essere stato accolto con sollievo nei gruppi dirigenti, preoccupati dall'emergere di qualche sorpresa, per definizione sgradita. In generale, a livello centrale e locale, negli organismi e fra gli eletti del Pd alle cariche più importanti prevalgono sempre i soliti noti. I leader dei partiti da cui originano: Ds e Margherita. Che, spesso, operano distintamente, come due entità specifiche (come ha rilevato una ricerca sul cambiamento dell'organizzazione dei "nuovi" partiti a livello territoriale condotta da Terenzio Fava, dell'Università di Urbino). La distribuzione degli incarichi avviene, inoltre, in base ad appartenenze "partigiane" (e di corrente: d'alemiani, rutelliani, popolari, veltroniani...). Per cui, le primarie tendono a diventare un problema, perché complicano i rapporti di forza fra ex-partiti, correnti, leader. A livello centrale e locale. Soprattutto se non è possibile controllarne l'esito. Se possono dare, cioè, esiti imprevisti. E quindi sgraditi ai gruppi dirigenti. Come abbiamo osservato altre volte: Obama, mito e bandiera dei democratici italiani, in Italia non riuscirebbe mai a imporsi. A emergere. Troppo giovane: neppure cinquant'anni! Fuori dai giri che contano, controllati da Clinton. E poi, negli Usa (e non solo), difficile imporsi con quella carnagione scura... Insomma, non è "previsto". In Italia, al massimo l'avrebbero nominato a rappresentare i diritti degli immigrati, in qualche amministrazione comunale; al massimo, in qualche commissione governativa. Anche coloro che parlano di "sfiduciare" Veltroni, d'altronde, pensano di rimpiazzarlo con qualcun altro dei "soliti noti". Per cooptazione o congiura. Sancita - ma solo dopo - dal voto popolare. Il che delinea un modello di democrazia poco democratico. Un esito contradditorio e un poco ironico, visto che il progetto da cui originano l'Ulivo, il Pd e le primarie mira all'esatto contrario. Porre limiti a questa democrazia personalizzata e al tempo stesso impersonale. Impostata su partiti "senza società". Centralizzati, identificati nel leader. Le cerchie dirigenti scelte in base a criteri di fedeltà e di immagine. Una democrazia in cui la mediazione con la società è svolta dai media. La televisione, in primo luogo. Dove il contatto con la "gente" avviene attraverso episodici e oceanici bagni di folla, manifestazioni di piazza. Si tratta di un format inventato e imposto da Silvio Berlusconi, che ha adattato e ridisegnato, a modo suo, tendenze presenti - spesso dominanti - in tutto l'Occidente (e non solo). Il filosofo francese Bernard Manin le ha riassunte nella formula della "democrazia del pubblico". Lo stesso Sarkozy ne ha imitato molti tratti. Alcuni commentatori hanno parlato per questo di "berluskozysmo". Il Pd è nato per contrastarlo sul suo terreno. Ma non sembra esservi riuscito. In particolare, non pare essere capace di opporsi alla deriva della democrazia che esclude gli elettori da ogni scelta relativa a chi dovrebbe rappresentarli. Una democrazia "rappresentativa" solo a parole, perché i rappresentanti li decide l'oligarchia che comanda. E che, con queste regole e con questi partiti, comanderà per sempre. Visto che la legge elettorale, alle politiche, non prevede il voto di preferenza. E la dimensione delle circoscrizioni impedisce un rapporto diretto con gli eletti (che invece era possibile nel maggioritario di collegio). Visto che, inoltre, si sta preparando una legge con caratteristiche analoghe anche per le elezioni europee. Con soglia di sbarramento elevata e abolizione delle preferenze. Per impedire qualche imprevisto. Qualche lista sgradita. O peggio: qualche candidato non deciso a livello nazionale. Ormai, solo nelle elezioni amministrative (comunali, provinciali, regionali) la responsabilità degli eletti e degli elettori è chiara. Ma è probabile che, presto, si troverà rimedio anche a queste anomalie. Il Pd, al di là della buona volontà, non pare capace di opporsi a questa partitocrazia senza società. A questa democrazia che limita il potere del cittadino a un esercizio che si svolge - e si esaurisce - una volta ogni tot anni. Quando l'elettore mette una croce su una scheda. E tutto finisce lì. Fino alla prossima. Per questo l'anniversario delle primarie avrebbe potuto essere una buona occasione. Per ricordare - per non dimenticare. Ciò che il Pd dovrebbe diventare. Ma che ancora non è - e non sappiamo se mai diventerà. Per ricordare - per non dimenticare. Ciò che rischia di diventare la nostra democrazia. Fondata su partiti chiusi - alla società e alla "circolazione delle élites" (per citare Pareto). Una democrazia povera, per pochi intimi. Avrebbe potuto essere, ma non lo è stato, un'occasione per ricordare. Questo anniversario finito come è cominciato. Nell'indifferenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-118046406071360951?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/118046406071360951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=118046406071360951' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/118046406071360951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/118046406071360951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/10/il-popolo-delle-primarie-si-perduto-di.html' title='Il popolo delle Primarie si è perduto - di I. Diamanti'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1039495412468987238</id><published>2008-10-03T21:44:00.000+02:00</published><updated>2008-10-05T12:46:57.141+02:00</updated><title type='text'>Il centrodestra  e la politica degli annunci che mortifica l’intelligenza  dei cittadini</title><content type='html'>Il circolo del Partito Democratico di Latina Scalo prende spunto dai manifesti che il centrodestra attacca da ogni parte, in questi giorni , dove si dichiara che c’è più legalità ordine e sicurezza nella città e nella provincia. E’ estremamente facile questo enunciare , quando di quello che accade si cerca di non parlarne o addirittura si annuncia che a Latina non esiste la criminalità organizzata , salvo poi smentire se stessi e deliberare una ricerca privata sulla presenza della criminalità sul territorio del costo di 70.000 euro in barba alle istituzioni locali quali magistratura e forze dell’ordine. Peccato però, per loro, che le pagine dei giornali denunciano ormai da molto tempo la criticità della situazione in materia di legalità e sicurezza Parlano di violenza a singoli cittadini , parlano di intimidazioni mafiose , parlano del dilagare del fenomeno dell’usura ,nella sola scorsa settimana ci sono state tre rapine ad altrettanti supermercati ( Eurospin e Lidl ) e un tentato furto ad una gioielleria dello scalo, nelle settimane scorse si è tornato a sparare per strada , la realtà che vive e racconta il cittadino dimostra invece che molte parti del territorio sono fuori controllo . Non si capisce perché si continui a raccontare una verità che non c’è ,che addirittura offende l’intelligenza delle persone . Viviamo in una città dove l’amministrazione è ormai al dissesto ( La crisi sul bilancio rischia di far saltare la Giunta) , dove si sono aumentate a dismisura le tasse ( TIA +38% IRPEF +55% mense scolastiche +45%) dove esistono 5 milioni di euro di debito fuori bilancio e cosa si fa? Gli annunci pubblicitari , la solita politica d’immagine . Una seria amministrazione sa che non esiste solo un tipo di sicurezza , ma anche quella di avere un progetto per il futuro , che significa lavoro , servizi efficienti , infrastrutture , impegno sull’ambiente . Sono anni che si aspetta tutto questo ,il risultato è drammatico ed è sotto gli occhi di tutti , L’occupazione è al tracollo , la maggioranza delle Aziende sta chiudendo o ha chiuso , lasciando per strada centinaia di famiglie , da questo punto di vista c’è ormai il deserto ,si parla di oltre 20.000 disoccupati nella provincia. I servizi non funzionano , basti pensare a quelli di cui il Comune è il controllore , vedi Acqualatina e Latina Ambiente , società nate per efficentare i servizi e abbassare le tariffe invece sono piene di debiti ,e in questi anni hanno pensato di fare perfettamente il contrario peggiorando il servizio e i debiti li dovranno pagare i cittadini. Strade che per la maggior parte sono dissestate e non si vede come sistemarle visto che si batte cassa. Pensiamo che di fronte a questa che è la reale immagine della città e di molte parti della provincia ,che dimostra che in questi anni c’è stata una scarsa assunzione di responsabilità e molta inerzia ,sia poco edificante speculare su delle verità inesistenti e che sarebbe molto più responsabile chiedere scusa a quei cittadini per i forti ritardi e non perdere altro tempo raccontando il paese che non c’è. In questi giorni il Partito democratico sta intensificano la sua azione ,sia in Giunta, attraverso l’analisi voce per voce sul bilancio che non convince ,sia sul territorio, che culminerà con la manifestazione del sei ottobre prossimo dove si denuncerà con forza la scriteriata scelta di aumentare le tasse che renderanno ancora più deboli i redditi dei cittadini e evidenzierà la mancanza di una politica economica seria che faccia uscire la città e la provincia da questa disastrosa situazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1039495412468987238?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1039495412468987238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1039495412468987238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1039495412468987238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1039495412468987238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/10/il-centrodestra-e-la-politica-degli.html' title='Il centrodestra  e la politica degli annunci che mortifica l’intelligenza  dei cittadini'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2721475531185673702</id><published>2008-09-17T00:41:00.000+02:00</published><updated>2008-09-17T00:42:32.458+02:00</updated><title type='text'>Dopo la farsa , la beffa dei kit per la differenziata</title><content type='html'>Alla fine di giugno, con un mese di ritardo, veniva annunciato dall’assessore all’ambiente, che partiva la distribuzione porta a porta dei kit per la differenziata. In quella circostanza il Partito Democratico denunciò l’inconsistenza dell’operazione in quanto molti cittadini non ricevettero il materiale per due motivi essenziali : Il primo riguardava il fatto che la Società Latina Ambiente aveva gli elenchi non aggiornati e molti dati erano errati ; Il secondo riguardava il fatto che non essendo stata fatta una programmazione della distribuzione dei kit la stragrande maggioranza dei cittadini si ritrovò l’avviso nella cassetta della posta che  avvertiva  loro del fatto che non essendo stati trovati in casa dovevano procurarsi i kit andando alla sede di via dei Monti Lepini. La denuncia  del  PD di Latina  riguardava in particolar modo l’inopportunità che anziani e disabili fossero costretti ad andare fino alla sede per procurarsi il materiale. Oggi giunge la beffa finale , ossia se i cittadini vogliono i kit per la differenziata devono andare alla sede. E’ chiaro che i cittadini non ci stanno a questo gioco, e affermano con forza che, se devono  contribuire al miglioramento della raccolta differenziata ,la società che gestisce il servizio deve fornire gli strumenti per tale fine e inoltre richiamano  l’Assessorato all’ambiente ad effettuare i dovuti controlli e l’opportuna programmazione del servizio di distribuzione dei kit , pena la spazzatura sarà messa  in sacchetti qualsiasi. La cattiva organizzazione di un servizio ,per ora mancato, non può continuare a ricadere sui cittadini .Il Partito Democratico  condivide la rabbia dei cittadini per l’inadempienza . Nei prossimi giorni chiederà all’assessore quali siano le intenzioni dell’amministrazione , e verificare quando sia possibile iniziare il servizio con una corretta programmazione.&lt;br /&gt;Circolo del PD di Latina scalo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latina 14/08/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2721475531185673702?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2721475531185673702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2721475531185673702' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2721475531185673702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2721475531185673702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/09/dopo-la-farsa-la-beffa-dei-kit-per-la.html' title='Dopo la farsa , la beffa dei kit per la differenziata'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6934222111761959932</id><published>2008-09-17T00:33:00.000+02:00</published><updated>2008-09-17T00:35:49.261+02:00</updated><title type='text'>Acqua ai privati, bollette da usura. Il nuovo oro è blu</title><content type='html'>Più preziosa dell'oro, più redditizia del petrolio. In Italia l'acqua, da bene primario, da diritto fondamentale si sta trasformando in merce per multinazionali. Un business sempre più redditizio. Negli ultimi cinque anni le tariffe sono aumentate in media del 35 per cento. Una crescita seconda solo a quella del greggio. E figlia di una privatizzazione feroce, compiuta in nome di una falsa efficienza. Ottenuta, spesso, con la complicità delle istituzioni pubbliche che, per incompetenza o per colpa, hanno abbandonato agli appetiti dei privati il controllo e la gestione del sistema idrico.&lt;br /&gt;Il punto di svolta è il 5 gennaio del 1994 con la Legge Galli (poi confluita nell'aprile 2006 nel Codice Ambientale) che viene emanata con l'obiettivo di semplificare la gestione pubblica delle acque, all'epoca ripartita tra ben novemila diversi soggetti. Vengono definiti 91 Ato (Ambiti territoriali ottimali), ovvero le aree di riferimento per la fornitura dei servizi idrici. Ciascun Ato è posto sotto il controllo degli enti locali. I quali, però, hanno spesso il doppio ruolo di azionisti affiancando i privati. Che in un mercato potenziale da 8 miliardi di euro si ficcano a capofitto. Come "Acea" o le multinazionali francesi "Suez" e "Veolia", che tra gestione e incroci azionari, si stanno mangiando fette di territorio a costo quasi zero. Perché i privati nell'acqua non investono o investono poco. Neanche il 10 per cento del dovuto.&lt;br /&gt;Come rilevato dall'Antitrust, per l'acqua si assiste alla sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati. Una tendenza amplificata dalla Legge Tremonti del 6 agosto 2008 che rende ancora più complesso un ritorno degli enti locali alla gestione. Molti, infatti, ormai lo vorrebbero.Contro questa deriva si batte il "Movimento per l'acqua pubblica" il cui II Forum nazionale si riunirà a metà novembre. Il nostro viaggio attorno al mondo dell'acqua privatizzata, invece, si concentra nel Lazio e in Toscana. Due regioni simbolo, da anni il punto di attacco al servizio idrico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I ribelli di Aprilia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In via Aldo Moro 45 sono arrivati in tre, di buon mattino. Sono scesi dall’auto, si sono diretti verso la scatola dei contatori d’acqua, hanno individuato quello della redazione de “Il Caffè”, piccolo ma agguerrito bisettimanale locale, e applicato il riduttore di pressione, un congegno che strozza il tubo erogatore trasformandolo in una specie di contagocce. Il dispositivo è solo l’ultima delle armi utilizzate da “Acqualatina”, la società che gestisce la fornitura idrica nel Lazio meridionale, nella sua guerra per la gestione dell’acqua ad Aprilia.&lt;br /&gt;“Acqualatina” nasce nel 2002 come società mista: il 51 per cento delle azioni appartiene ai trentotto comuni dell’area (Ato 4 del Lazio) e, dunque, formalmente la maggioranza è pubblica. Ma in realtà sono i privati, capeggiati dalla multinazionale francese “Veolia”, a gestire l’attività e a decidere gli investimenti.&lt;br /&gt;La nuova società assume il controllo delle acque di Aprilia nel 2004 senza che il consiglio comunale abbia approvato quel “contratto di gestione” che, tra l’altro, dovrebbe specificare il sistema per il calcolo delle tariffe per gli utenti. Comunque, per un anno, nessuno se ne accorge. “Acqualatina” non si premura né di leggere né di censire i contatori. L’importo delle bollette resta uguale a quello della gestione pubblica.&lt;br /&gt;La mazzata sugli utenti arriva un anno dopo. Vengono applicate nuove tariffe e nuovi criteri di calcolo sui consumi. Casalinghe e pensionati si vedono recapitare bollette con importi pari al doppio e anche al triplo di quanto avevano sempre pagato. Ci sono casi in cui il rincaro tocca il 3000 per cento. Elena Di Francesco, titolare di un bar, nel giugno del 2005 riceve una bolletta da quasi tremila euro per i consumi annuali del suo locale. Con la gestione pubblica non aveva mai pagato più di 600 euro.&lt;br /&gt;La dissennata privatizzazione determina la nascita del Comitato per la difesa dell’acqua pubblica. «Abbiamo deciso - spiega Mauro Pontoni, il fondatore - di pagare le bollette direttamente al Comune applicando le tariffe pubbliche stabilite dal Cipe nel giugno del 2004». Sono mediamente inferiori del 250 per cento a quelle pretese da “Acqualatina”. In poco tempo il movimento arriva a raccogliere settemila utenti, più o meno la metà del totale. Ma la società di gestione non riconosce la validità dell’autoriduzione. Il denaro resta congelato nel conto corrente comunale mentre i cittadini, per la società privata, sono morosi.&lt;br /&gt;Il fatto è che “Acqualatina” fa più o meno quello che vuole. La conferenza dei sindaci, alla quale la legge affida il compito di controllare, è assente. Anzi è presente, ma dall’altra parte della barricata. Quando la società nasce, il presidente del consiglio di amministrazione è un rappresentante delle istituzioni pubbliche, l’amministratore delegato è un manager della “Veolia”. E nel consiglio di amministrazione finisce tutto il gotha della politica locale.&lt;br /&gt;A parziale consolazione degli utenti inferociti, il 23 gennaio del 2008 finiscono agli arresti sei dirigenti della società, a partire dal suo amministratore delegato, nonché ex presidente della Provincia, Paride Martella, passato dall’Udc all’Italia dei Valori, spiega Roberto Alessio di Legambiente, «nel giro di una notte».&lt;br /&gt;Ma, nonostante l’intervento della magistratura gli amministratori rimangono al loro posto e “Acqualatina” va avanti nella sua guerra ai morosi. Attraverso la minaccia di chiudere le condotte, messa in atto con vigilantes armati e ruspe e, più spesso, come il caso de “Il Caffè”, con l’invio di tecnici armati di riduttore. L’ultima vittima, una pensionata residente in via Amsterdam. Quando i tecnici si sono presentati minacciando di chiudere l’acqua, ha avuto un malore ed è stata ricoverata in ospedale.&lt;br /&gt;La «Ferrarelle» di Collelavena&lt;br /&gt;Quando ci accoglie nella veranda della sua casa di Collelavena, una frazione del comune di Alatri, provincia di Frosinone, il barattolo di vetro è già in bella vista sul tavolo. Monica Ascenzi, trentenne da capelli mogano e viso forte, vi conserva dieci centimetri d’acqua. Almeno così la chiama. Perché non sembra acqua. Sul fondo del barattolo c’è uno strato di calcare bianco e candido come neve, alto due centimetri. Monica prende il barattolo, lo agita e l’acqua assume l’aspetto del latte. «È come una roccia liquida. Ne vuole un sorso?».&lt;br /&gt;Lo strano fenomeno ha origine nel settembre del 2007. Per fare fronte alle periodiche carenze d’acqua in una zona comunque ricca di sorgenti, la “Acea Ato 5”, la società privata che gestisce le risorse idriche per il territorio di Frosinone, inizia a rifornire le case di circa 450 famiglie di Collelavena usando l’acqua di un pozzo comunale. Il pozzo raggiunge i 350 metri di profondità e perciò dovrebbe essere dotato di addolcitore. Ma “Acea Ato 5” non provvede a sistemarlo. «All’inizio usciva un’acqua frizzante. Sembrava Ferrarelle» dice Monica.&lt;br /&gt;Ma l’illusione dura poco. «Nel giro di due giorni la Ferrarelle è diventata latte. Latte di roccia». Prima cominciano a intasarsi i tubi della doccia. A ruota si rompono la caldaia, la lavatrice e la lavastoviglie. Quando iniziano a morire gli animali, «cani, gatti, conigli, polli», Monica decide di agire. Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Alatri Costantino Migliocca, che di mestiere fa il medico ginecologo, fa analizzare l’acqua nel laboratorio della Asl. Il responso è inquietante: dai rubinetti esce un liquido che ha una durezza di 77,5 gradi francesi. Per il consumo umano è consigliata una durezza tra i 15 e i 30 gradi e il limite massimo assoluto è fissato a 50. Monica e gli altri abitanti decidono di non usare più l’acqua della rete, né per mangiare, né per lavarsi.&lt;br /&gt;«L’addolcitore di Collelavena - spiega Severo Lutrario, dell’osservatorio “Peppino Impastato” di Frosinone - è solo uno dei tanti mancati investimenti di Acea Ato 5». Eppure la società, posseduta per il 92 per cento da Acea, aveva stabilito nel «Piano d’ambito», e cioè la base della gara per la privatizzazione, di investire oltre 344 milioni euro in strutture, fognature, rete. Un quarto della cifra doveva concretizzarsi entro i primi cinque anni. «Invece se ne “cantierano” circa sei - spiega Fulvio Pica presidente dell’associazione di quartiere Colle Cottorino - Madonna della Neve - ma questo non vuol dire che siano poi stati realizzati».&lt;br /&gt;Il fatto è che gli investimenti servono, per legge, a determinare le tariffe finali. Che nell’area di Frosinone nel giro di sei anni, da quando la gestione è stata privatizzata, sono schizzate in alto. Per la “fascia agevolata”, cioè quella più bassa, spiega Pica, «gli incrementi hanno superato del 95 per cento la tariffa di aggiudicazione e anche del 250 per cento le vecchie tariffe dei Comuni». I mancati investimenti, naturalmente, hanno un costo sociale. Acea non garantisce i 150 litri al giorno di acqua potabile per abitante previsti dalla convenzione. «Alcune zone della città - denuncia Lutrario - soffrono periodicamente di interruzioni di servizio. Arrivi a casa e scopri e ti manca l’acqua». Chi può permetterselo si dota di cisterne, gli altri si mettono in fila davanti alla fontanella da dove, unica consolazione, sgorga ottima acqua di sorgente. In fila, come si faceva sessant’anni fa.L’ha fatto anche Monica per circa nove mesi, finché l’Acea ha piazzato l’addolcitore. E’ successo un mese fa. «Oggi ci vado di meno perché almeno posso lavarmi a casa. Ma bere no, proprio non ci penso». Da sotto il tavolo tira fuori un altro barattolo di vetro. Sull’etichetta la data è settembre 2008. Il fondo di calcare si è ridotto a mezzo centimetro.&lt;br /&gt;Tornare indietro? Il caso di Arezzo&lt;br /&gt;Donatella Bidini ha un archivio particolare. Né dati, né dossier, ma bollette. Le sue bollette dell’acqua degli ultimi dieci anni. «Ecco guardi. Nel 1998, gestione pubblica, pagavo 173mila lire all’anno. Oggi pago 800 euro con gli stessi consumi».&lt;br /&gt;Ad Arezzo tutti vorrebbero tornare a dieci anni fa, quando si decise di far entrare i privati nella gestione. Nel giro di un trimestre, in città e in molti altri comuni dell’area, le tariffe aumentarono mediamente del 45 per cento.&lt;br /&gt;La storia comincia nel 1998 quando, per gestire l’Ato numero 4 della Toscana, che comprende 37 comuni (33 dei quali aretini, 4 senesi), viene creata la “Nuove Acque spa”. Come nel caso di Aprilia, si tratta di una società mista. Ai comuni va la maggioranza formale con il 53 per cento, ai privati il resto e la gestione. E anche qua la parte del leone la fa un gruppo francese. Non “Veolia”, questa volta, ma “Suez”, altro leader mondiale del settore. In società entrano anche due banche italiane: la Popolare dell’Etruria e Monte dei Paschi.&lt;br /&gt;Con “Nuove Acque spa” la multinazionale Suez stabilisce rapporti redditizi. Soprattutto attraverso le “consulenze tecniche”, voce che comprende il «trasferimento del patrimonio di know-how e di professionalità». Il cui valore, originariamente fissato in sei miliardi di lire, nel giro di qualche mese lievita di quasi otto volte fino a raggiungere i 45 miliardi.&lt;br /&gt;I privati dirigono il gioco. Spostano danaro, si aggiudicano appalti e applicano tariffe altissime. E, attraverso il project financing, ottengono anche il controllo formale della società. «Nel 2005 - spiega il sindaco di Anghiari Danilo Bianchi - “Nuove Acque spa” decide una serie di progetti di investimento. Per farlo servono tanti soldi». Settanta milioni circa. Non tutti i comuni sottoscrivono il progetto. Quelli che lo fanno sono costretti a chiedere un finanziamento. E sono proprio la Popolare dell’Etruria e Monte dei Paschi, le due banche italiane socie della “Suez”, a erogarlo. Applicano un tasso di interesse, variabile, al sette per cento, cioè di tre punti superiore a quello praticato dallo Stato con la Cassa depositi e prestiti. Come garanzia le banche chiedono in pegno ai comuni che lo sottoscrivono le loro azioni di “Nuove Acque”. E il gioco è fatto. La società è ormai controllata dai privati.&lt;br /&gt;Ad Arezzo il tentativo di organizzare un movimento contro il caro-acqua fallisce, ma qualche cittadino decide comunque di agire individualmente. Una utente, Maria Rossi, si rifiuta di pagare la quota fissa della bolletta e porta “Nuove Acque” in tribunale riuscendo a ottenere il rimborso.&lt;br /&gt;Il ricorso al giudice è una strada che una parte dei comuni (quelli dell’Alta Valle del Tevere, di tutti i colori politici) sta pensando di intraprendere per tornare alla gestione pubblica. «Indietro si può e si deve tornare», dice Carlo Schiatti, ex presidente «pentito» di Nuove Acque. «Me ne andai nel 2003 con una relazione dove dicevo tutto». E, tra l’altro: «Dobbiamo avere il coraggio di dire che abbiamo sbagliato. Il servizio idrico integrato non può essere privatizzato. Né in parte, perché gli amministratori pubblici non sono pronti a competere con i manager di professione, né del tutto. L’esperienza ha dimostrato che il servizio integrato deve restare pubblico. Onore a chi lo aveva capito prima».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6934222111761959932?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6934222111761959932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6934222111761959932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6934222111761959932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6934222111761959932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/09/acqua-ai-privati-bollette-da-usura-il.html' title='Acqua ai privati, bollette da usura. Il nuovo oro è blu'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4036759421241914327</id><published>2008-09-14T10:06:00.000+02:00</published><updated>2008-09-14T10:09:08.457+02:00</updated><title type='text'>Il pifferaio, gli allocchi e l'asso di Colaninno - di EUGENIO SCALFARI</title><content type='html'>IL tema caldissimo di oggi è l'Alitalia, il tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in un panorama politico estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di disegni di legge, di atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo univoco effetto di accrescere le tensioni, inasprire i conflitti, mostrare la faccia feroce e la voglia di menar le mani all'insegna di uno slogan diventato ormai un "passepartout". Lo slogan è stato inventato dal ministro dell'Interno che lo ripete a dritto e rovescio come una sorta di tic, di intercalare, ed è "tolleranza zero". È diventato il succo programmatico del governo e della sua maggioranza. Evidentemente funziona e i sondaggi in favore del "premier" hanno toccato il culmine. La gente vuole che si proclami tolleranza zero nei confronti di chiunque utilizzi i propri diritti di libertà in senso non conforme al senso comune ora in auge. Che poi la tolleranza zero realizzi risultati desiderati oppure no, questo non arresta l'onda d'urto d'una strategia "schiacciasassi" tipica nella storia europea degli ultimi cent'anni tutte le volte che pulsioni autoritarie abbiano, in nome di superiori ragioni di ordine e di sicurezza, ristretto i diritti di cittadinanza. Speriamo che il "trend" attuale non ci conduca oltre il limite del populismo e delle favole narrate al popolo per distrarlo, ma questa sorta di ipnosi collettiva induce comunque a riflessioni preoccupate in un'epoca in cui si ridisegna la mappa politica ed economica del mondo. Tolleranza zero, abolizione di fatto della legge Merlin sulla prostituzione, smantellamento della scuola pubblica dell'obbligo senza un progetto che abbia un senso, crescente pressione sui poteri e sull'indipendenza della magistratura inquirente, leggi elettorali che rafforzano il potere degli apparati confiscando ogni diritto di scelta dei cittadini, disprezzo dei valori costituzionali più sensibili, clericalismo di ritorno e impoverimento dei valori cristiani in una ritrovata alleanza tra la gerarchia ecclesiastica e il potere politico, inquinamento reciproco tra politica e affari, rivalutazione del fascismo da parte di ministri e di sindaci in carica: questo è lo sfondo allarmante di questa stagione. La crisi dell'Alitalia e l'incognita del federalismo fiscale ne rappresentano i punti di massima tensione e di totale mancanza di progettualità. Non la fantasia ma il dilettantismo è oggi al potere. Non è la prima volta che accade nel nostro paese dove purtroppo la memoria è labile e non riesce a diventare matura esperienza.  Il ministro Tremonti, nella sua lunga ricostruzione del disastro Alitalia esposta davanti alla commissione competente della Camera e successivamente riprodotta nel suo testo integrale su 24 ore di venerdì e di ieri, ha esordito dicendo: "Lasciamo da parte il confronto con le condizioni di Air France dello scorso aprile, era un altro contesto e un'operazione di altra natura". Seguiamolo in questa sua raccomandazione iniziale, non senza tuttavia aver ricordato che l'offerta di Air France fu respinta dal combinato-disposto del rifiuto dei sindacati, dalla campagna scatenata da Berlusconi contro quel progetto e dall'insistente pressione a favore d'una cosiddetta cordata tricolore sponsorizzata da Banca Intesa. Se oggi ci troviamo tutti di fronte ad un "malpasso" la responsabilità sta in quel rifiuto dovuto a due soggetti (sindacati e Berlusconi) e alla presenza d'un convitato di pietra in attesa di entrare in scena (Banca Intesa). Per Tremonti invece le responsabilità incombono interamente su Prodi e Padoa-Schioppa, incapaci secondo lui di afferrare il bandolo della matassa e concludere. Credo che ci sia stata un'inerzia di Prodi come ci fu, ancor più grave, nella questione dell'immondizia napoletana. Ma Tremonti dimentica almeno due passaggi essenziali avvenuti nel corso del governo Berlusconi e della sua presenza al ministero dell'Economia. Il primo passaggio sta nella valutazione patrimoniale di Alitalia: l'azione in Borsa valeva circa 10 euro nel 2001 e 1,57 nel 2006. Tremonti ha contestato queste cifre, ma il 24 ore dell'11 settembre le ha ricontrollate insieme alla banca dati della Thomson Financial e ne ha certificato l'esattezza. In cinque anni di legislatura il patrimonio della compagnia di volo ha perso dunque i 9 decimi del suo valore patrimoniale. Le cifre non sono opinioni e non hanno bisogno di commenti. Il secondo passaggio riguarda la proposta dell'amministratore di Alitalia, Mengozzi, nominato a quella carica dal governo Berlusconi e quindi dallo stesso Tremonti. Mengozzi aveva in animo una fusione con Air France. Aveva negoziato a lungo e aveva ottenuto che la fusione fosse fatta attribuendo ad Alitalia il 30-35 per cento del capitale del network francese. Il governo però respinse la proposta. Anche qui c'è poco da commentare, i fatti parlano da soli. * * * E veniamo all'oggi. Il governo ha emanato pochi giorni fa un decreto che spacca in due Alitalia: la società controllata dal Tesoro con in capo tutti i debiti, il personale, la flotta, i diritti di volo e i pochi soldi rimasti in cassa; una società sostanzialmente fallita, affidata dal Tesoro ad un commissario secondo le regole della legge Marzano appositamente riveduta per meglio adattarla al caso Alitalia. A fianco del rottame Alitalia una nuova società di nuovissima istituzione, con 18 azionisti, un presidente (Roberto Colaninno) e un amministratore delegato (Sabelli), depurata da tutti i gravami e pronta a fondersi con Air One. Sulla base della legge Marzano questa società figlia giovane e bella d'una madre vecchia e moribonda, potrà rilevare tutta la polpa di Alitalia e cioè gli aerei per l'attuazione del piano industriale, le rotte, il personale di volo e di terra necessari. Gli esuberi resteranno in capo alla società madre, così pure i debiti e il personale esuberante. Il prezzo ritenuto giusto da ambo le parti sarebbe attorno ai 450 milioni di euro. Il capitale messo insieme dai 18 azionisti (tutti italiani) supera il miliardo. Il nome, nuovo di zecca, è Compagnia Aerea Italiana (Cai). Air One si fonderà con essa e i suoi proprietari otterranno 300 milioni portando nella Cai la flotta, le rotte, le opzioni per l'acquisto di nuovi aerei, il personale di volo. L'amministratore di Air One, Toto, entrerà nel capitale della Cai con 120 milioni e siederà nel consiglio d'amministrazione. Il governo e soprattutto Berlusconi è entusiasta: in centoventi giorni la cordata italiana si è materializzata, il caso Alitalia è stato risolto, tutto è stato previsto: la sospensione per sei mesi delle regole antitrust, una benevola disponibilità della Commissione di Bruxelles a dare il disco verde all'operazione, l'entusiasmo degli azionisti della Cai. Molti di loro - in palese conflitto d'interessi - sono felici di esser adeguatamente compensati da alcuni affari sottobanco. L'amministratore di Banca Intesa, diventato da "advisor" dell'operazione azionista Cai, di fronte all'obiezione sugli affari non chiari di molti colleghi di cordata ha risposto che "i conflitti d'interesse saranno gestiti". Il capo dell'antitrust chiamato in causa dal senatore Zanda non ha risposto. Bonanni della Cisl manifesta disponibilità a collaborare. Tutto insomma sembra andare a gonfie vele. Certo il Tesoro si dovrà accollare parecchi pesi: i debiti della vecchia Alitalia, gli esuberi di circa 7 mila unità di cui mille piloti; ma l'onore è salvo, perdite future non sono previste, gli esuberi saranno trattati con gli ammortizzatori sociali esistenti. Ma l'attivo sta nella resurrezione della compagnia di bandiera interamente rinnovata e tricolore, un taglio consistente ai vecchi azionisti, l'ingresso d'un vettore straniero con una quota di capitale non superiore ai 120 milioni. Che cosa si vuole di più? Berlusconi dove tocca fa il miracolo. I consensi degli italiani distratti e assuefatti (che sono al momento la larga maggioranza) sono alle stelle. Tremonti sentenzia: "La luna di miele del governo con gli italiani durerà molto a lungo, ci stiamo preparando a festeggiare le nozze d'argento". Invece no. Poche ore dopo queste celebrazioni scoppia la tempesta. Ci siamo dentro tuttora e non si sa ancora come finirà. * * * Il governo e insieme con esso il commissario di Alitalia, Fantozzi, il presidente di Cai, Colaninno, il leader della Cisl, Bonanni, si erano scordati della questione "contratti". O meglio: non se ne erano scordati ma l'avevano considerata di facile soluzione. I dipendenti - pensavano - non hanno alternative: se non accettano le condizioni offerte dalla Cai, la nuova società si ritirerà, l'Alitalia fallirebbe, 20 mila persone forse più, considerando anche il lavoro indotto, andrebbero in mobilità, anticamera del licenziamento entro qualche anno. Quindi accetteranno. Ma i contratti, per consentire alla Cai di volare con profitto, debbono realizzare una diminuzione di costi del 30 per cento e un pari aumento di produttività. O così o niente, prendere o lasciare. Gli esuberi avranno ammortizzatori lunghi e corsie preferenziali per essere ricollocati, ma sui contratti e sulla produttività non c'è margine. D'altra parte furono proprio i piloti ad affondare l'offerta di Air France. Dunque se la sono voluta. Chi semina vento raccoglie tempesta. E poi il mercato è il mercato. Invece i piloti, gli assistenti di volo, il nucleo duro dei dipendenti, non ci stanno. All'inizio sembra una manfrina ma col passare dei giorni si vede che no, non è la solita sceneggiata sindacalese. I piloti alla fine si alzano dal tavolo e se ne vanno. Berlusconi chiama Colaninno, Sacconi chiama i sindacati, Matteoli chiama i piloti, Passera chiama tutti, ma la questione sembra ormai chiusa: Cai conferma che non può fare modifiche alla sua piattaforma, i piloti confermano che a quelle condizioni è inutile continuare. Berlusconi ha un momento di sconforto ma poi torna in battaglia: ha ancora qualche carta da giocare e la gioca.&lt;br /&gt;Alle ore 14 di ieri, sabato, Fantozzi incontra i sindacati e comunica che siamo alla fine: non c'è più un euro in cassa, i fornitori di carburante hanno comunicato che non faranno più forniture a credito, d'ora in poi la flotta Alitalia potrà contare soltanto sulle poche riserve esistenti nei depositi. Per conseguenza a partire da domani lunedì alcuni voli saranno cancellati e il personale addetto verrà messo in cassa integrazione. I voli da annullare saranno 34. Gli altri e in breve l'intera flotta cesseranno di volare entro una settimana o poco più. Tra i piloti e gli assistenti di volo la tensione sale alle stelle. Intanto si viene a sapere che il fornitore che ha chiuso i rubinetti del credito è l'Eni. Ennesimo paradosso: la compagnia di bandiera petrolifera non fa più credito alla compagnia di bandiera del trasporto aereo. Il governo è stato informato? Oppure governo ed Eni d'accordo stringono la tenaglia intorno al collo dei sindacati? Roberto Colaninno ha passato a Mantova la notte di venerdì e la mattina di sabato ma nel pomeriggio è all'aeroporto di Verona: rientrerà a Roma in serata. Questa mattina, domenica, inviterà i sindacati ad un colloquio finale. Ha qualcosa da mettere sul tavolo? Sì, qualcosa ce l'ha. Si era tenuto una riserva da usare all'ultimo minuto e l'ultimo minuto è arrivato. Potrà migliorare il "monte salari" del personale da riassumere in Cai in misura del 20 per cento. Che cosa significa? Se aveva chiesto ai piloti una decurtazione stipendiale del 25 per cento rispetto gli stipendi vigenti, il 20 per cento di miglioramento significa che la decurtazione scenderebbe al 20. Basterà? Questa sarà l'ultima parola. Ma c'è un però. Colannino non vuole trattare soltanto con i piloti. Se seguisse questa tattica le altre categorie dei dipendenti potrebbero esigere che quel 20 per cento di miglioria sia ripartito tra tutti. Da buon imprenditore Colaninno non ha nessuna voglia di imbottigliarsi in una questione di riparto, perciò la sua offerta sarà fatta al complesso delle sigle sindacali: vedano tra di loro come spartire l'offerta. Comunque entro oggi la questione dev'essere chiusa altrimenti lunedì mattina comincerà non più l'ultima fase ma l'agonia vera e propria di un malato terminale.&lt;br /&gt;Forse l'accordo oggi si farà: le probabilità si misurano al 51 per cento in favore dell'accordo in extremis contro il 49 che non riesca. Berlusconi, che era ormai con le spalle al muro perché il fallimento dell'Alitalia sarebbe stato per lui una catastrofe d'immagine senza precedenti, deve aver strizzato per bene Colaninno e i membri principali della cordata tricolore. Questi a loro volta avranno rincarato a propria compensazione i vantaggi extra che si aspettano dalla loro partecipazione. Passera saggiamente aveva detto che i conflitti d'interesse debbono essere gestiti e il "premier" è un asso in quel tipo di gestione. Un'occhiata di riguardo non si può negare a nessuno dei 18 "capitani coraggiosi". Di occhiate di riguardo ne sono già state date parecchie, una di più non la si nega a nessuno pur d'assicurare il lieto fine. Lieto fine per tutti? Forse per i piloti che rappresentano la nobiltà di spada tra i dipendenti Alitalia, forse per gli assistenti di volo che rappresentano la nobiltà di toga. Il popolaccio dei servizi a terra sarà il più strattonato, ma peggio per loro, qualcuno che trasporti i bagagli lo si trova sempre a buon prezzo magari tra i marocchini e i romeni per bene che fanno la coda per un posto precario. E poi? Il finale della storia l'abbiamo già scritto domenica scorsa: tra cinque anni Cai avrà registrato una cospicua plusvalenza patrimoniale, gli azionisti venderanno e incasseranno. Cai entrerà a far parte di un bel "network" internazionale, tedesco o franco-olandese, perché nell'economia globale non c'è posto per una compagnia di volo come Alitalia, troppo grande per esser piccola e troppo piccola per esser grande. Così saremo tornati alla casella di partenza avendo perso un sacco di soldi e di tempo. Intanto il pifferaio suona il suo piffero e gli allocchi lo seguono incantati. È in arrivo il federalismo fiscale, del quale riparleremo. Per ora si sono sentite molte parole ma non s'è visto nessun numero. Prima o poi però i numeri dovranno sbucare da qualche parte e bisognerà leggerli con molta attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4036759421241914327?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4036759421241914327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4036759421241914327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4036759421241914327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4036759421241914327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/09/il-pifferaio-gli-allocchi-e-lasso-di.html' title='Il pifferaio, gli allocchi e l&apos;asso di Colaninno - di EUGENIO SCALFARI'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4237815266478894764</id><published>2008-07-06T12:34:00.000+02:00</published><updated>2008-07-06T12:36:30.353+02:00</updated><title type='text'>ANATOMIA DI UN PAESE DELUSO - di Ilvo Diamanti</title><content type='html'>Tre mesi dopo le elezioni il Paese è tornato alla normalità triste degli ultimi anni.&lt;br /&gt;Sprofondato nella sfiducia. Berlusconi non ha fatto miracoli, neanche stavolta.&lt;br /&gt;D’altronde, a differenza del passato, in campagna elettorale non li aveva promessi.&lt;br /&gt;Né, probabilmente, gli elettori gli avrebbero creduto. Gli italiani non hanno votato per&lt;br /&gt;lui, il PdL e la Lega sulla “fiducia”. Ma per “sfiducia” nei suoi avversari. Nell’Unione che&lt;br /&gt;aveva governato, faticosamente, per neppure due anni. Tre mesi dopo il voto la&lt;br /&gt;nebbia è ripiombata e ha avvolto tutto e tutti. Veltroni e il Pd, che nelle stime elettorali&lt;br /&gt;scivola indietro. Ma anche Berlusconi e il governo. Verso il quale esprime fiducia il&lt;br /&gt;44% degli elettori. Quindici punti in meno (ripetiamo: 15) rispetto al gradimento&lt;br /&gt;ottenuto dal deprecato governo Prodi esattamente due anni fa. Tre mesi dopo il voto,&lt;br /&gt;come oggi. Certo, nel luglio 2006 Prodi aveva “monetizzato” alcuni importanti&lt;br /&gt;successi, politici e non: a) il referendum che aveva bocciato le riforme istituzionali&lt;br /&gt;volute dalla precedente maggioranza di centrodestra; b) la soddisfazione suscitata dal&lt;br /&gt;decreto Bersani sulle liberalizzazioni; c) infine, la vittoria della nazionale italiana ai&lt;br /&gt;mondiali di calcio in Germania. Un patrimonio di fiducia che il governo Prodi avrebbe&lt;br /&gt;dissipato in fretta, a partire dalla legge sull’indulto, poche settimane dopo. Tuttavia,&lt;br /&gt;due anni fa, l’Unione aveva vinto le elezioni quasi per caso, mentre il centrodestra di&lt;br /&gt;Berlusconi, tre mesi fa, ha conseguito un trionfo. Ciò nonostante, nel Paese è tornata&lt;br /&gt;la sfiducia di sempre.&lt;br /&gt;Quattro le ragioni, suggerite dal sondaggio.&lt;br /&gt;1. In primo luogo, l’insoddisfazione verso le prospettive dell’economia nazionale e&lt;br /&gt;familiare: mai così elevata, mai così diffusa negli ultimi tre anni.&lt;br /&gt;2. Poi, l’insicurezza, sottolineata dal sostegno popolare ai provvedimenti del governo&lt;br /&gt;sull’immigrazione clandestina e sull’impiego dell’esercito. A nostro avviso (lo abbiamo&lt;br /&gt;già scritto) inefficaci, prima ancora che inaccettabili. Ma, comunque, graditi ai più,&lt;br /&gt;perché intercettano le paure diffuse nella società. Tuttavia - come dimostrano i dati del&lt;br /&gt;sondaggio – rispondere alle paure alimentandole ulteriormente, non genera consenso.&lt;br /&gt;Ma il contrario.&lt;br /&gt;3. La contrarietà espressa da gran parte dei cittadini verso i progetti annunciati e, in&lt;br /&gt;parte, avviati dal governo: per limitare le intercettazioni telefoniche nelle indagini, per&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bloccare i procedimenti giudiziari (cosiddetti) minori, per re-introdurre l’immunità a&lt;br /&gt;favore delle alte cariche dello Stato. Queste iniziative hanno suscitato un ampio&lt;br /&gt;dissenso, principalmente per quattro ragioni: a) perché molti le hanno considerate “ad&lt;br /&gt;personam”; finalizzate, cioè, a risolvere i problemi “personali” del premier prima di&lt;br /&gt;quelli “generali” dei cittadini; b) la sospensione dei processi, in particolare, è apparsa,&lt;br /&gt;per taluni versi, una sorta di mini-indulto; e, per questo, in contrasto con l’insicurezza&lt;br /&gt;diffusa; c) perché evocano l’idea, il sospetto di privilegi di “casta”, utili, soprattutto, al&lt;br /&gt;ceto politico.&lt;br /&gt;4. In definitiva, queste iniziative hanno alimentato il sentimento antipolitico: fattore&lt;br /&gt;decisivo nel deprimere il consenso verso le istituzioni e la classe politica, in generale;&lt;br /&gt;e, in particolare, verso il governo di centrodestra e il premier. Perché, a differenza di&lt;br /&gt;pochi mesi fa, oggi “governano”. Appunto.&lt;br /&gt;Questo clima politico si traduce fedelmente nelle intenzioni di voto. Ne escono, infatti,&lt;br /&gt;rafforzati i partiti che più di tutti gli altri interpretano e amplificano il sentimento&lt;br /&gt;antipolitico. La Lega, da un lato, ormai vicina al 9%. La Lista Di Pietro (IdV), dall’altro,&lt;br /&gt;proiettata oltre il 7%. Parallelamente, tutti i leader politici subiscono un calo di fiducia,&lt;br /&gt;In particolare Walter Veltroni. Il quale ha perduto oltre venti punti nel gradimento degli&lt;br /&gt;elettori, rispetto a due mesi fa. Quando era “il più amato di tutti”. Apprezzato, in modo&lt;br /&gt;trasversale. Ora, invece, dopo la fine del dialogo, il suo gradimento fra gli elettori di&lt;br /&gt;centrodestra è crollato. E ha subito una flessione anche nella base elettorale del Pd.&lt;br /&gt;Dove in pochi, tuttavia, ne mettono in discussione il ruolo e la leadership. D’altronde,&lt;br /&gt;Veltroni e il Pd, oggi, si trovano ad agire in una posizione sicuramente scomoda. Il&lt;br /&gt;muro di Arcore non accenna a crollare; e gli impedisce di penetrare al centro, dove&lt;br /&gt;l’UdC non si limita a presidiare il suo pezzetto di mercato elettorale, ma lo allarga.&lt;br /&gt;Mentre è insidiato da Di Pietro, artefice di una opposizione intransigente. Si presenta&lt;br /&gt;come leader del Partito dei Magistrati. Trasformati, di nuovo, in protagonisti politici.&lt;br /&gt;Anzitutto, da Berlusconi: che ne ha fatto il Nemico. A cui non piegarsi. Anzi da&lt;br /&gt;piegare. Per questo, il calo di consenso per il governo e il premier non avvantaggia il&lt;br /&gt;Pd, il quale, anzi soffre. Nelle stime elettorali scende sotto il 30%. Stretto fra le&lt;br /&gt;difficoltà del dialogo e la pressione delle componenti che rivendicano un’opposizione&lt;br /&gt;più radicale.&lt;br /&gt;In questa stagione, solcata da profondi conflitti istituzionali, tuttavia, nessuno si salva.&lt;br /&gt;Per fare riferimento ai due principali antagonisti: la fiducia nel Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;supera di poco il 40%; quella verso i magistrati si ferma ancor più in basso: intorno al&lt;br /&gt;35%. Si assiste, cioè, a un gioco a somma negativa, nel quale la fiducia nella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;democrazia e nelle sue istituzioni declina. Degrada. Solo il Presidente della&lt;br /&gt;Repubblica resiste. Apprezzato da quasi tre italiani su quattro. Perché, come prima di&lt;br /&gt;lui Ciampi, Giorgio Napolitano, in un periodo buio della nostra Repubblica, alla&lt;br /&gt;maggioranza degli italiani appare come un “gancio”. Un’ancora. A cui aggrapparsi, per&lt;br /&gt;non “perdersi” in questo Paese senza bussole, senza appigli e senza sponde. Dove&lt;br /&gt;latitano riferimenti certi e condivisi.&lt;br /&gt;D’altra parte, la strategia del dialogo, promossa da Veltroni e accolta da Berlusconi in&lt;br /&gt;campagna elettorale, dopo il voto si è rapidamente consumata, nonostante gran parte&lt;br /&gt;degli elettori continui a ritenerla necessaria. Mentre il bipartitismo sembra molto più&lt;br /&gt;relativo. Neppure il bipolarismo di un tempo regge. Non c’è più un Paese diviso in due.&lt;br /&gt;Visto che le divisioni politiche e antipolitiche attraversano i due schieramenti,&lt;br /&gt;dall’interno. Soprattutto il centrosinistra. Per il quale la manifestazione promossa,&lt;br /&gt;martedì prossimo, da MicroMega a sostegno dei magistrati e contro Berlusconi&lt;br /&gt;costituisce, certamente, una sfida. Condivisa, senza condizioni, da una minoranza,&lt;br /&gt;per quanto significativa: 2 elettori su 10, in generale; quasi 3 fra quelli del Pd. Ma oltre&lt;br /&gt;4 nella base dell’IdV. La maggioranza degli elettori di centrosinistra, invece, ne&lt;br /&gt;approva la sostanza, non la forma. In altri termini: vorrebbe attendere, cercare altre&lt;br /&gt;vie e altre strade, per fare opposizione, prima di affidarsi alla piazza. O ai magistrati.&lt;br /&gt;In questo Paese confuso, dove coabitano a fatica una maggioranza delusa,&lt;br /&gt;un’opposizione divisa e istituzioni deboli, è forte la tentazione di fuggire. O almeno di&lt;br /&gt;cambiar canale. Voltare pagina. Dimenticare la politica e l’antipolitica passando&lt;br /&gt;direttamente al gossip.&lt;br /&gt;Ma non ci accorgeremmo della differenza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4237815266478894764?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4237815266478894764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4237815266478894764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4237815266478894764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4237815266478894764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/07/anatomia-di-un-paese-deluso-di-ilvo.html' title='ANATOMIA DI UN PAESE DELUSO - di Ilvo Diamanti'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7650698920278155816</id><published>2008-07-03T23:31:00.000+02:00</published><updated>2008-07-03T23:37:50.281+02:00</updated><title type='text'>Red: ridatece er democristo…</title><content type='html'>poesia di Carlo Cornaglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ un partito, sembran mille, ogni giorno fan scintille con litigi su ogni cosa, convivenza burrascosa  fra ex di questo ed ex di quello, come Abele e suo fratello, come Romolo con Remo. “Sempre uniti noi saremo!”,  hanno detto e ci han fregati. Questi sono i risultati: fra correnti, associazioni, giornal, aree, fondazioni non si sa chi sta con chi, chi fa il boss, chi dice sì. Tutti corrono divisi: ulivisti di Parisi, &lt;br /&gt;popolar, Letta e lettiani, teodem, laici, fassiniani, rutellian volenterosi, dalemian, sempre famosi  nel piantare un gran casino perché Baffo è birichino. Si moltiplican le case: c’è chi inventa Quarta fase  e chi invece, come Piero, Democratico pensiero. Fa Politica Vassallo e D’Alema, di rimpallo,  un suo gruppo mette in pista: Red, team demoriformista, non per rompere i coglioni al messia Walter Veltroni,  bensì per contribuire del Pd all’avvenire. La Melandri ha un squadretta, un suo team Enrico Letta  e s’appresta a far faville pur l’associazione Mille, del Pd le teste d’uovo: voglion un vertice nuovo,  con i giovani al comando e gli anziani messi al bando. Meeting, summit, caminetti, riunion, vertici, banchetti  dove ognun spara la sua per guarire dalla bua di elezioni disastrose. Di opinioni un’overdose,  di cazzate una montagna, per Berlusca una cuccagna. “Ci vuol un confronto vero!” “Va cambiato il condottiero!”  “Collegial sia la gestione!” “L’autocritica si impone!” “Ne usciam solo col congresso!” “Un altr’anno, non adesso!”  “Conferenza sul programma!” “Walter, cambia tutto o smamma!” “Torniam coi vecchi alleati!” “No, quei tempi son passati!”  “Col Berlusca le riforme!” “No, perché è un caiman che dorme!” Poi il caimano s’è svegliato e Veltroni si è mangiato…  “Prima o poi  nel Pse!” “No, giammai sarem lacché degli odiati socialisti, noi che siamo democristi!”   “Allearci all’Udc?” “Dico no!” “Io dico sì!” “Vogliam Prodi presidente!” “Se n’è andato, finalmente!”   “Stiamo ben coi radicali!” “Causa son dei nostri mali!” “Nessun pensa alle scissioni!”, se i Ds stanno buoni,  senza tanta laicità… “Tutti in piazza?” “Se po’ fa’, ma in autunno, se non piove.” “No, l’affar non ci commuove,  non siam né girotondini né precari, gay o affini!” E Veltroni che fa, sgombra? “Al momento il premier ombra  dice solo che ha ragione e s’impon la riflessione, ma ha capito che alla fine dovrà ritornare al cine…”  Gli elettori che faranno? “Finalmente capiranno che è tornata la Dc, ma la chiamano Pd.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7650698920278155816?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7650698920278155816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7650698920278155816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7650698920278155816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7650698920278155816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/07/red-ridatece-er-democristo.html' title='Red: ridatece er democristo…'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4305027633462776619</id><published>2008-07-02T22:26:00.000+02:00</published><updated>2008-07-02T22:27:22.271+02:00</updated><title type='text'>Umberto Eco: "La minoranza ha il dovere di manifestare"</title><content type='html'>Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona. Cari Amici, mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare: 1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. 2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umberto Eco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4305027633462776619?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4305027633462776619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4305027633462776619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4305027633462776619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4305027633462776619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/07/umberto-eco-la-minoranza-ha-il-dovere.html' title='Umberto Eco: &quot;La minoranza ha il dovere di manifestare&quot;'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6400053444960999690</id><published>2008-07-02T22:24:00.000+02:00</published><updated>2008-07-02T22:25:39.843+02:00</updated><title type='text'>Latina Ambiente: è cominciata la consegna dei sacchetti porta a porta , ma sembra una farsa!</title><content type='html'>Nel  mese di giugno ,secondo quanto predisposto dal’Assessore all’ambiente , Sig.ra Fanti, è cominciata da parte della società Latina Ambiente la distribuzione dei sacchetti porta a porta. L’operazione  ha subito evidenziato gravi  lacune che hanno portato ad un disservizio generale verso i cittadini di Latina scalo. Il primo problema  che ha determinato la mancanza di consegna a molte famiglie del materiale di supporto per la raccolta differenziata , è dovuto ,come la stessa società ha ammesso, al fatto che gli elenchi in suo possesso  o non sono aggiornati o hanno evidenti errori nei dati del domicilio dei cittadini. Il Partito Democratico ha chiesto, nei giorni scorsi, una volta che si è appurato che il problema non è dipeso dagli utenti ,di procedere ad una nuova consegna dei sacchetti.  A tutt’oggi  non si è avuto nessun riscontro e le lamentele dei cittadini continuano a persistere. La società sostiene che una nuova redistribuzione comporta un costo aggiuntivo per lei , peccato che i cittadini dovranno comunque pagare il materiale non ricevuto attraverso le bollette, ci si chiede, per loro non è un costo a fronte di nulla? Il secondo problema riguarda la mancanza di una pianificazione del servizio di consegna dei sacchetti ( non viene specificato ne il periodo ne l’ora in cui il servizio viene espletato) che di fatto ha comportato la mancata consegna, e molti cittadini si sono visti recapitare nelle cassette della posta l’avviso di mancata consegna per assenza dell’interessato. Ci si chiede se una società organizzata,  si può definire tale ,quando non stabilisce nel rapporto contrattuale con i cittadini  una pianificazione del suo servizio. La comunità e il Circolo del PD  di Latina scalo sollecitano l’Assessore all’ambiente Fanti  di intervenire rapidamente per sanare tali lacune per non rendere tale servizio una farsa. Non è possibile che ogni  qualvolta si deve ottemperare ad un servizio di utilità dei cittadini , il gestore di tale servizio è il primo a mancare al suo dovere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6400053444960999690?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6400053444960999690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6400053444960999690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6400053444960999690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6400053444960999690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/07/latina-ambiente-cominciata-la-consegna.html' title='Latina Ambiente: è cominciata la consegna dei sacchetti porta a porta , ma sembra una farsa!'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7789112862346732937</id><published>2008-06-29T12:22:00.000+02:00</published><updated>2008-06-29T12:30:51.035+02:00</updated><title type='text'>PD IN FESTA</title><content type='html'>L’ex ministro Tiziano Treu nel capoluogo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI è aperta ieri la prima festa provinciale del Partito democratico pontino. Ai giardini pubblici di Latina il primo ospite d’onore è stato l’ex ministro Tiziano Treu che ha tenuto una conferenza sul tema del «mercato del lavoro e del nuovo stato sociale, con particolare attenzione alla&lt;br /&gt;flexsecurity». Quest’ultimo argomento rappresenta uno dei cavalli di battaglia di Treu e si&lt;br /&gt;riferisce alla flessibilità all' entrata ma non all' uscita , con forme di garanzia sociale forti e preponderanti e norme di tutela del rapporto di lavoro nel suo aspetto continuativo,&lt;br /&gt;tramite il diritto e il dovere di accedere alla formazione professionale permanente.&lt;br /&gt;Oggi si replica con la seconda giornata. Alle ore 19, si terrà la presentazione del libro«Lady Asl» scritto dal consigliere regionale del Lazio Alessio D'Amato e dal giornalista e storico Dario Petti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7789112862346732937?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7789112862346732937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7789112862346732937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7789112862346732937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7789112862346732937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/pd-in-festa.html' title='PD IN FESTA'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2999927407631355398</id><published>2008-06-29T11:07:00.000+02:00</published><updated>2008-06-29T11:08:04.791+02:00</updated><title type='text'>Come hanno ridotto noi poveri italiani - di E. Scalfari</title><content type='html'>ROMA - Nel 1972 due giornalisti del Washington Post iniziarono un'inchiesta sui comportamenti del presidente degli Stati Uniti d'America, Nixon, e dell'entourage dei suoi più intimi collaboratori, accusati di aver spiato i loro avversari del Partito democratico. L'inchiesta andò avanti per due anni con una serie di articoli sempre più documentati e sempre più aspri nei confronti del Presidente, supportati da documenti e testimonianze spesso coperte da anonimato. La Casa Bianca cercò in tutti i modi di intimidire l'editore (anzi l'editrice) di quel giornale senza riuscirvi. Due anni dopo, nel 1974, Nixon si dimise dalla carica per evitare l'imminente e ormai inevitabile messa in stato d'accusa da parte del Congresso. Nel 1998, cioè ventiquattro anni dopo la conclusione del "Watergate", scoppiò lo scandalo Lewinsky, subito battezzato "Sexygate". Questa volta il bersaglio fu Bill Clinton, presidente democratico. Il reato non era neppure un reato ma pratiche di sesso orale effettuate ripetutamente nella sala ovale della Casa Bianca. Per mesi e mesi i giornali e le televisioni americane e di tutto il mondo aprirono le loro pagine alle rivelazioni sul sesso orale tra Monica e Bill, i protagonisti furono intervistati decine di volte e così pure Hillary, la moglie del Presidente. La vita privata e le intemperanze sessuali di Clinton furono raccontate nei minimi dettagli. Alla scadenza del mandato il giovane Bush, repubblicano, vinse le elezioni a mani basse. Nessuno in America propose restrizioni alla libertà di stampa. Casa Bianca e Congresso non vararono alcuna legge che vietasse alcunché alla stampa essendo che, per radicata convinzione degli americani, la vita privata e quella pubblica dei politici sono sempre state sotto il controllo dei "media" senza restrizioni di sorta se non nei casi di diffamatoria e calunniosa non verità. Poche settimane fa è stato presentato al Festival cinematografico di Cannes il film "Il divo" del regista Sorrentino che si è guadagnato il premio della giuria. Il protagonista è un bravissimo attore italiano che impersona Giulio Andreotti, l'accento complessivo del film è colpevolista anche se non risolve volutamente l'enigma di quell'uomo politico che fu sette volte presidente del Consiglio e fu accusato dai giornali e dai tribunali di ogni genere di nefandezze. Andreotti non ha querelato gli autori del film. Dico di più: Andreotti è stato coinvolto in processi gravissimi, condannato a gravissime pene nei processi di primo grado, poi ridotte o cancellate in appello e definitivamente annullate in Cassazione. Lui non si è mai sottratto ai processi; li ha affrontati e i suoi avvocati l'hanno difeso con tenacia e composta professionalità. Niente a che vedere con il piglio eversivo dell'avvocato Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi e redattore delle leggi "ad personam" in favore del suo cliente. Ricordo qui i casi di Nixon, di Clinton e di Andreotti perché segnano una differenza abissale rispetto al caso Berlusconi. Differenza che riguarda contemporaneamente i protagonisti dei quattro casi, il conformismo della maggior parte della stampa italiana rispetto a quella americana, l'imbambolamento dell'opinione pubblica nostra rispetto alla reattività di quella d'oltreoceano e infine l'incapacità dei parlamentari del centrodestra di distinguere il loro ruolo di membri del potere legislativo dalle insane voglie d'un presidente del Consiglio che si vuole affrancare da ogni controllo istituzionale, giudiziario, politico, mediatico. * * * Bisogna tutelare la dignità privata delle persone. Principio sacrosanto. Per tutelarla c'è il codice penale e i previsti reati di calunnia e di diffamazione. Aggravata per mezzo della stampa. Se le pene si ritengono troppo lievi è giusto aggravarle. Se i processi procedono con lentezza si faccia in modo di renderli più veloci. Del resto contro la stampa di solito si procede per "direttissima". Per proteggere la dignità dei privati (e anche degli uomini pubblici) occorre che la dignità vi sia. Nixon che usa i suoi poteri di presidente per spiare gli avversari politici non ha dignità. Clinton che si rotola sui tappeti della sala ovale con Monica non ha dignità. Berlusconi che traffica con un dirigente della Rai per collocare veline a lui ben note, favorisce quel medesimo dirigente per sue future iniziative private, negozia accordi collusivi tra Rai e Mediaset con dirigenti del servizio pubblico e perfino con un membro dell'Autorità di controllo delle comunicazioni e che infine usa alcuni di questi suoi poteri per convincere membri del Senato ad abbandonare la maggioranza e passare dalla sua parte, non ha dignità. Ma ne ha ancora di meno quando ritaglia la sua silhouette di imputato in una legge blocca-processi, che intaserà l'intero sistema giudiziario. Nel contempo manda avanti una legge che faccia da scudo alle quattro alte cariche dello Stato. Il tutto con la connivenza dei presidenti delle Camere i quali consentono che vengano inseriti emendamenti inaccettabili e inammissibili in testi di decreto approvati dal presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha ben presente il suo ruolo "super partes" anche se le iniziative scriteriate del "premier" rendono sempre più stretto il suo spazio di mediazione. Ma si può star certi che userà i poteri di sua competenza se, nel momento in cui il disegno di legge sull'immunità delle alte cariche dello Stato sarà presentato in Parlamento e calendarizzato, la maggioranza non ritirerà l'emendamento blocca-processi inserito surrettiziamente nel decreto legge sulla sicurezza. Si può star certi che il capo dello Stato rinvierà alle Camere una legge che contenesse quell'emendamento sciagurato, inserito a sua insaputa e non bloccato come sarebbe stato suo stretto dovere dal presidente del Senato. Non già per incostituzionalità, ma per mancanza dei requisiti di urgenza. Della costituzionalità dovrà occuparsi la Corte quando sarà chiamata in causa, sia per la legge sulla sicurezza sia per l'immunità delle alte cariche e per la durata di quel privilegio immunitario. Un collega cui non manca il talento ma che sta soffrendo (così mi sembra) d'un preoccupante prolasso di moralità deontologica, ha scritto di recente della necessità di concedere a Berlusconi una sorta di salvacondotto giudiziario; solo così, a suo avviso, si potrà risolvere l'anomalia italiana. Naturalmente chi dovrebbe prendersi carico di questa delicata operazione dovrebbe essere l'opposizione che metterebbe così le basi per affermarsi e legittimarsi di fronte alla pubblica opinione. Favorire le scelleratezze (o le mattane) politiche d'un imputato assurto ai vertici del potere per acquistare credito da una pubblica opinione in larga misura cloroformizzata: è vero che il cinismo è di moda in politica, ma non dovrebbe spadroneggiare anche nei "media". Invece spadroneggia eccome! Questo del salvacondotto è un culmine da primato. * * * Lo confesso: ho un debole per la Marcegaglia. È chiara, decisa, dice sì sì, no no. Una capigliatura ondosa. Una femminile virilità. La sua ricetta è meno tasse, meno spese, salari agganciati alla produttività. Il programma di Berlusconi e anche di Tremonti, ma con qualche variante di non piccolo rilievo. Prima variante: di diminuire le tasse non se ne parlerà fino al 2013. Avevano promesso di portare la pressione fiscale dal 43 al 40 per cento, ma ora che i voti li hanno avuti ci informano che nel 2013 la pressione fiscale sarà del 42,90. È contenta la Marcegaglia? Mi piacerebbe saperlo ma lei di queste cose non parla anche se su questo punto hanno fatto il diavolo a quattro ai tempi di Padoa-Schioppa e di Visco. Loro almeno i soldi li prendevano agli evasori e a Confindustria hanno dato cinque punti in meno di Irap e Ires. Tremonti l'Ires l'ha già riportata al livello originario, cinque punti e mezzo in più. È contenta signora? Lo dica, sì sì, no no, non muore nessuno. Qualcuno veramente ci lascia la pelle per uno straccio di contratto precario o in nero. Non dovreste espellerli da Confindustria quelli che assumono in nero? Le spese. Tagliare gli sprechi va bene. Continuità con Padoa-Schioppa. L'Ufficio studi della Confindustria l'ha onestamente ricordato: continuità. Ma Tremonti non taglia solo le spese intermedie, taglia tutto. Tremonti è bravo. Ma lei, gentile Emma, constata con molto disappunto che la crescita nel 2008 sarà zero e nel 2009, se va bene, salirà allo 0,6. Andiamo di lusso. Con l'inflazione al 3,6 e per energia e alimentari al 5,5. Crescita zero. Investimenti sotto zero. Taglio di spese deflatorio. Però due miliardi buttati per l'Ici. Trecento milioni buttati per Alitalia, che stanno per diventare un milione e mezzo se Banca Intesa darà il disco verde. Sommiamo queste cifre e aggiungiamoci l'elemosina dei 500 milioni "una tantum" ai pensionati poveri. Sono già quattro miliardi buttati dalla finestra. Però niente aumento dei salari se non aumenta la produttività. Ma i suoi industriali, gentile Marcegaglia, loro per la produttività non è che abbiano fatto miracoli. Salvo il costo del lavoro da comprimere. Prodotti nuovi? Non se ne parla. Ricerca? Idem. Intanto crolla la Borsa. Non è colpa sua, signora Emma, né di Tremonti, né di Draghi. Però crolla. Trichet alzerà i tassi mentre la Fed li abbasserà. Chi ha ragione? Forse Draghi dovrebbe esprimersi e forse anche Tremonti e magari anche Confindustria. Berlusconi è esentato. Lui si occupa di processi con Ghedini, di militari in strada con La Russa e di schedatura dei "rom" con Maroni. Ha ragione quel genio di Altan sull'ultimo numero dell'Espresso: una donnina con le labbra rosse e gli occhi pensierosi dice: "Ho paura ma non so di che cosa". Gli italiani li avete ridotti così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2999927407631355398?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2999927407631355398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2999927407631355398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2999927407631355398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2999927407631355398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/come-hanno-ridotto-noi-poveri-italiani.html' title='Come hanno ridotto noi poveri italiani - di E. Scalfari'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-3968036283656169070</id><published>2008-06-26T00:00:00.000+02:00</published><updated>2008-06-26T00:13:45.828+02:00</updated><title type='text'>Attenzione al centralismo: rischiamo l'autodistruzione</title><content type='html'>Se il PD non comprende il valore dei suoi circoli ,e non ascolta la base, tornando al vecchio centralismo , rischiamo l'autodistruzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memorie di un iscritto : Vittorio Emiliani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato iscritto per circa vent’anni, dal ’58 al ’78, ad un partito, quello socialista, prima in Lombardia e poi a Roma, e ho vissuto la stagione delle sezioni, delle federazioni provinciali e delle correnti. Che, all’inizio e per non pochi anni, ebbero per me un ruolo altamente formativo. Nelle sezioni si discuteva a viso aperto, accanitamente, persino troppo secondo qualcuno, a volte fino a notte fonda. A Roma, negli anni 70, da giornalista, mi infilavo nelle assemblee di sezione del Pci.Una volta, al Tiburtino, rischiai di dover votare dopo un dibattito, anche generazionale, addirittura bruciante fra chi ancora sosteneva la “superiorità” dell’Urss e chi parlava di America e di Europa senza paraocchi. Andavo per borgate vecchie e nuove e un punto ineludibile di riferimento erano le sezioni di partito, soprattutto quella del Pci. Poi, via via, le correnti sono degenerate in centri di potere e le luci delle sezioni si sono accese con sempre minore frequenza, fino a restare spente. Nel Psi, fallita la riforma ipotizzata dagli intellettuali di Mondoperaio, Bettino Craxi si era preso “tutto sulle spalle” il partito (come disse nel 1990) facendone un partito-persona. In direzione si discuteva pochissimo, e se qualcuno ci provava, veniva guardato come un pericoloso disturbatore. Nel Pci la vicenda è stata ancor più tormentata e complessa, dopo la Bolognina. E però quanto e come si discuteva prima di arrivare “a dare la linea”. Altrimenti, come si sarebbe potuto vincere, a Roma, nel 1976?&lt;br /&gt;Ora sono iscritto, da qualche mese, ad un Circolo del Pd, a Tor di Nona, quartiere un tempo fra i più popolari di Roma, oggi media borghesia acculturata. Prima delle doppie elezioni (generali e romane) c’era molta vivacità, molto fervore. Poi la doppia legnata. Soprattutto quella del Campidoglio, inattesa e violenta. Qualcuno ha promosso un dibattito di base sulla cocente sconfitta? Dall’alto si è subito ammonito “non laceriamoci”. Confesso di non capire. Fra non discutere e lacerarsi c’è pur qualcosa in mezzo. La sola riflessione che abbiamo letto attribuiva l’insuccesso a Roma (che è poi il solo insuccesso vero, il 33 per cento delle politiche non lo è) ad un non meglio precisato “umor nero” dei romani. Un po’ poco, onestamente. Psicologismo banale, l’avrebbe bollato un qualunque vecchio Comitato centrale del Pci o del Psi. Il gruppo dirigente avrebbe fatto meglio a proporre agli iscritti dei circoli (che non sono pochi) analisi, riflessioni, opinioni, chiamandoli a misurarsi con esse. Invece, “non laceriamoci”. Così, discussione quasi a zero, anzi, fragoroso silenzio. Faccio politica dai banchi del liceo, da oltre mezzo secolo, non avevo mai assistito ad una simile fuga dalla realtà.&lt;br /&gt;Come iscritto ai circoli del Pd, sinora sono stato chiamato a convalidare, di fatto, scelte piovute dall’alto, non si sono trovate forme convenienti per consultarmi per i temi fondamentali di un programma politico che fosse alternativo a quello del Pdl e che andasse davvero “dentro” ai problemi sofferti del Paese e della sua capitale. Tantomeno sono stato interpellato, per un modesto parere, consultivo per carità, sulla individuazione di candidati alle politiche che attraessero consensi. Anzi la scelta dei nominati è avvenuta nel più accentrato dei modi. Al loft di Sant’Anastasia anche per le più lontane regioni. Salvo poi parlare, dopo l’insuccesso elettorale, per qualche giorno, di “partito del Nord” inseguendo in modo del tutto congiunturale il successo radicato, localistico, della Lega.&lt;br /&gt;Per qualche giorno, ripeto, mentre il decentramento dovrebbe essere un fatto, un vissuto quotidiano, ordinario, normale. La decisione sul chi mettere in lista dovrebbe avere questo respiro, dovrebbe investire le realtà locali, di base (gli effetti positivi li abbiamo toccati con mano a Vicenza vincendo in pieno Veneto leghista e forzista), e fornire gli elementi decisivi per le strategie nazionali. Ad elezioni avvenute, si può ben dire che le liste confezionate con mediazioni invece tutte accentrate erano poco rinnovate, poco attraenti, con giovani scelti a volte in base a criteri che lasciavano per lo meno perplessi.&lt;br /&gt;Ieri ho letto su questo giornale una interessante opinione di Giovanna Melandri: mai più dovremo andare a candidare un sindaco a Roma senza primarie. Condivido. Occorre che la politica del Pd trovi “ordinariamente” momenti forti di elaborazione a livello regionale e locale. A Roma si è detto (dopo) che la scelta di Francesco Rutelli quale candidato-sindaco (scelta da lui accettata assai più che sollecitata, credo) a distanza di anni dalle due prime riuscite sindacature, non era stata felice, che l’elettorato l’aveva vissuta come quella di un cavallo di ritorno, eccetera. Valutazioni, allo stato dei risultati, fondate.&lt;br /&gt;Ma, anche qui, domando: era proprio impossibile organizzare una rapidissima consultazione (sottolineo due volte, “consultazione”) degli iscritti del Pd a Roma - tutti, o quasi tutti, siamo ormai reperibili per telefono, sms, e-mail o, in modo primordiale, via fax - al fine di avere una indicazione sul candidato-sindaco che fosse la più convinta, la più condivisa soprattutto, tale da mobilitare il maggior numero di energie, tale da evitare che tanta gente, al ballottaggio, restasse al mare o in campagna, non si impegnasse o addirittura desse un voto “disgiunto” (pazzesco, ma vero in migliaia e migliaia di casi) Alemanno-Zingaretti? Io continuo a credere che fosse possibile. Come credo possibile l’uso di questo strumento per l’elezione degli organismi regionali del Pd. Penso pure che, così facendo, si sarebbe rimobilitato e rimotivato il “popolo delle primarie” che, datemi retta, non ne può più di schermaglie e rese dei conti (quelle sì) al vertice, che vuole poter contare nelle scelte di fondo, che ha sempre saputo che le tirate di Grillo (ma dov’è finito?) sono brodaglia populista, qualunquistica, anche abbastanza stantia e sospetta. Ma, ripeto, non vuol essere più chiamato soltanto per qualche rito più o meno unanimistico, che ha guardato ai successi di Vicenza o di Udine come alla riprova della bontà di scelte fortemente condivise. Richiesta da far propria se si vuole una democrazia matura e moderna.&lt;br /&gt;Di una cosa che non prende forma si dice a livello popolare: non campa e non crepa. Se continua a non campare, il Pd creperà al prossimo insuccesso elettorale. E sarà grave, gravissimo. In generale i giovani non sanno dove iscriversi, a quale “sportello” rivolgersi per dar corso ad un impegno politico. Fondati i circoli, bisogna dar loro voce, chiamarli decidere su qualcosa di rilevante. Ricominciano i “girotondi”, il Pd non vi partecipa: finirà anche per “condannarli”? Da tempo sorgono comitati spontanei - sui problemi urbanistici, per esempio - anche in regioni amministrate da sempre dalla sinistra ed ora dal centrosinistra (soltanto in Toscana più di cento comitati e si riuniscono il 28 a Firenze). In campagna elettorale sono stati “demonizzati” dai vertici del Pd come fenomeni eversivi, come cartelli del No e basta, incapaci di controproposte. Balle. Sono fenomeni di democrazia di base che hanno proposte, correttivi, soluzioni da avanzare, ma non trovano nei partiti una sponda. La sponda che noi invece trovavamo - lo constatava di recente Fulco Pratesi, fondatore del Wwf, che non è certo un estremista eversivo - nei partiti della sinistra per battaglie che si chiamavano Parco del Ticino, del Delta del Po o del Cilento, recupero dei centri storici, da Bologna a Taranto, aeroporto di Cervia ad un passo da Sant’Apollinare in Classe (aeroporto inutile, e sventato, che mi ricorda tanto quello minacciato ora ad Ampugnano vicino a Siena) e così via.&lt;br /&gt;Concludo: i circoli come il mio di Tor di Nona vivranno, e con esso un pezzo di Pd, se non dibatteranno soltanto di sampietrini o di tavolini, se potranno discutere di politica, e soprattutto decidere, concorrere a decidere. Di ratificare scelte paracadutate dall’alto non se ne può già più. Da un pezzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-3968036283656169070?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/3968036283656169070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=3968036283656169070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3968036283656169070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3968036283656169070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/attenzione-al-centralismo-rischiamo.html' title='Attenzione al centralismo: rischiamo l&apos;autodistruzione'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8442860340698476674</id><published>2008-06-21T18:00:00.000+02:00</published><updated>2008-06-21T18:05:49.338+02:00</updated><title type='text'>E il mutuo divide</title><content type='html'>Critiche anche al Pd. «D’ora in poi più severi»&lt;br /&gt;Pannone: si è rinunciato al controllo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTINUA intanto il dibattito sulle modalità seguite dalla Conferenza dei sindaci dell’Ato4 in realzione al mutuo acceso dalla società mista Acqualatina spa con Depfa Bank per la realizzazione di opere sulle reti e la depurazione. Una discussione che Giuseppe Pannone del Pd estende alla valutazione complessiva delle società a prevalente capitale pubblico che gestiscono attualmente i&lt;br /&gt;principali servizi come acqua, rifiuti, trasporti, parcheggi.&lt;br /&gt;«Mi aspetto che gli amministratori pontini, una volta tanto - dice Pannone - esaminino attentamente gli atti e le conseguenza di ciò che hanno deciso o che hanno sottovalutato fino ad oggi, e si apprestino ad esprimere pubblicamente un loro parere critico che non sia solo il&lt;br /&gt;frutto di ordini di scuderia: sono in gioco gli interessi ed i diritti dei cittadini, si rischia&lt;br /&gt;di ipotecare ulteriormente il futuro della comunità pontina e ciò è inaccettabile, soprattutto&lt;br /&gt;quando si parla di servizi pubblici essenziali». Scheggia di Pannone anche sul Pd: «Tutte le opposizioni, e in particolare il Pd, dovranno fare fino in fondo la loro parte uscendo da ogni ambiguità, ponendo con fermezza il tema della necessaria revisione del sistema di gestione&lt;br /&gt;semiprivata dei servizi pubblici. La scelta privato uguale efficienza in provincia di Latina&lt;br /&gt;si è rivelata fallimentare perché in tutti i campi, dall'acqua ai rifiuti, fino ad arrivare all'intermodale, e sta portando solo disservizi, aumenti delle tariffe ed esposizioni&lt;br /&gt;economiche finanziarie degli Enti pubblici, ovvero indebitamento dei cittadini. Acqualatina, tra l'altro, si sta distinguendo anche con una discutibile forma di autoreferenzialità.&lt;br /&gt;Si pensi alla Conciliazione sponsorizzata dalla stessa società contro la quale viene chiesta giustizia,&lt;br /&gt;o al convegno sullo sviluppo delle strutture idriche, organizzato al solo scopo di sostenere&lt;br /&gt;il mutuo Depfa Bank, prima ancora che i comunisoci abbiano avuto disponibilità dei documenti. Insomma il gestore vuole giocare ‘in casa’ e la parte pubblica non esercita il diritto dovere&lt;br /&gt;di controllo».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8442860340698476674?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8442860340698476674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8442860340698476674' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8442860340698476674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8442860340698476674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/e-il-mutuo-divide.html' title='E il mutuo divide'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6280979848532048387</id><published>2008-06-21T12:23:00.000+02:00</published><updated>2008-06-21T12:24:28.329+02:00</updated><title type='text'>Il morso del Caimano - di C. Maltese</title><content type='html'>È un po' ingenuo, anzi molto, stupirsi che Berlusconi sia tornato Caimano. Se esiste una persona fedele a se stessa, oltre ogni umana tentazione di dubbio o di noia, questa è il Cavaliere. Era così già molto prima della discesa in politica, con la sua naturale carica eversiva, il paternalismo autoritario, l'amore per la scorciatoia demagogica e il disprezzo irridente per ogni contropotere democratico, a cominciare dalla magistratura e dal giornalismo indipendenti, l'insofferenza per le regole costituzionali, appresa alla scuola della P2. Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l'Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all'enorme potere mediatico del premier. Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l'assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d'urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti. Il pacchetto giustizia di oggi è più eversivo della Cirami e del lodo Schifani, a sua volta più eversivi del "colpo di spugna" del '94. Ma, alla crescente forza delle torsioni imposte da Berlusconi agli assetti democratici, ha corrisposto una reazione dell'opinione pubblica sempre più debole. Nel '94 la rivolta contro la "salva-ladri" azzoppò da subito un governo destinato a durare pochi mesi. Nel 2001 i "girotondi" inaugurarono una stagione di movimenti, con milioni di persone nelle piazze, che si tradussero fin dal primo anno in una serie di pesanti sconfitte elettorali per la maggioranza di centrodestra, pure larghissima in Parlamento. La terza volta, questa, in presenza di un tentativo ancora più clamoroso di far saltare i cardini della magistratura indipendente, la reazione è molto debole. L'opposizione, accantonate le illusioni di dialogo, annuncia una stagione di lotte, ma non ora, in autunno. La cosiddetta società civile sembra scomparsa dalla scena. I magistrati sono gli unici a ribellarsi con veemenza, ma sembrano isolati, almeno nei sondaggi. Quasi difendessero la propria corporazione e non i diritti e la libertà di tutti, così come l'hanno disegnata i padri della Costituzione. Ecco che la questione non è che cosa sia successo a Berlusconi (nulla), ma che cosa è successo al Paese. Siamo davvero diventati un "paese un po' bulgaro", come si è lasciato sfuggire il demiurgo pochi giorni fa? La risposta, purtroppo, è sì. In questo quarto di secolo che non ha cambiato Berlusconi, l'Italia è cambiata molto e in peggio, il tessuto civile e sociale si è logorato, il senso comune è stato modellato su pulsioni autoritarie. Molti discorsi che si sentono negli uffici, nei bar, sulle spiagge oggi, da tutti e su tutto, si tratti di immigrazione o di giustizia, di diritti civili come di religione, di Europa o di sindacati, nell'Italia del '94 sarebbero stati inimmaginabili. Il berlusconismo è partito dalla pancia di un Paese dove la democrazia non si è mai compiuta fino in fondo, per mille ragioni (ragioni di destra e di sinistra), ma ora ha invaso tutti gli organi della nazione ed è arrivato al cervello. La mutazione genetica della società italiana è evidente a chi ci guarda da fuori. Perfino negli aspetti superficiali, di pelle: non eravamo mai stati un popolo "antipatico", com'è oggi. Più seriamente, il ritorno di Berlusconi al potere e le sue prime e devastanti uscite hanno evocato i peggiori fantasmi sulla scena internazionale. Si tratta però di vedere se il "caso Italia" è tale anche per gli italiani. Se nell'opinione pubblica esistano ancora quei reagenti democratici che hanno impedito nel '94 e nel 2001 la deriva, più o meno morbida, verso un regime. I segnali sono contraddittori, la partita è aperta. Certo, in questi decenni la forza d'urto del populismo berlusconiano è andata crescendo, così come la presa su pezzi sempre più ampi di società. Non si tratta soltanto di potere delle televisioni o dell'editoria, ma di una vera e propria egemonia culturale. E sorprende che nell'opposizione, gli ex allievi di Gramsci, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, non comprendano i meccanismi e la portata della strategia in atto. Altro che "l'onda lunga" di craxiana memoria. Anche loro, purtroppo, non cambiano mai. Si erano illusi (ancora!) di trasformare Berlusconi in uno statista, offrendogli un tavolo di trattative. S'illudono (ancora!) di poter resistere con la politica del "giù le mani" e con l'arroccarsi nelle regioni rosse, che sono già rosa pallido e rischiano prima o poi di finire grigie o nere. In attesa di tempi migliori. Non ci saranno tempi migliori per l'opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia "bulgara" dell'agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l'opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6280979848532048387?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6280979848532048387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6280979848532048387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6280979848532048387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6280979848532048387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/il-morso-del-caimano-di-c-maltese.html' title='Il morso del Caimano - di C. Maltese'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-59776289895536372</id><published>2008-06-17T00:22:00.000+02:00</published><updated>2008-06-17T00:23:47.990+02:00</updated><title type='text'>Avviso d´emergenza - di Furio Colombo</title><content type='html'>Voci di estremo allarme si alzano nel Paese in cui un nuovo governo aveva fatto finta, sulle prime, di essere normale, un qualunque governo di destra europeo. Improvvisamente annuncia di seguito - e si prepara a imporre per decreto e con l´approvazione automatica della sua maggioranza - una serie di leggi con cui inventa un clima di tensione e paura. E risponde a quel clima inventato con leggi liberticide, anticostituzionali e contro il diritto di sapere. L´opinione pubblica libera e informata viene proclamata il nemico da eliminare. Si rivela il volto del nuovo governo. Come è stato detto da Antonio Di Pietro, è un volto che evoca paesi ad alto rischio come la Colombia. Ecco alcune voci che descrivono il nostro Paese oggi.&lt;br /&gt;Stefano Rodotà: «Siamo di fronte a un fenomeno che l´Italia ha conosciuto in altri decenni: le leggi speciali. Giovanni Sartori: «La Carta della prima Repubblica non è stata abolita perché non c´è più bisogno di rifarla. La si può svuotare dall´interno. Basta paralizzare la magistratura. Alla fine il potere politico comanda da solo».&lt;br /&gt;Marco Travaglio: «Personalmente annuncio fin d´ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quello che so. Continuerò a pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all´art. 21 della Costituzione e all´art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell´uomo».&lt;br /&gt;Eugenio Scalfari: «Attenti al risveglio. Può essere durissimo. Può essere il risveglio di un Paese senza democrazia».&lt;br /&gt;Ecco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio «per ragioni strategiche»; uso dei soldati per il pattugliamento delle aree urbane; divieto quasi assoluto delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso «lodo Schifani». Torna il passato e torna al peggio. Rivediamolo.&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Un giorno dell´anno 2002, il secondo anno di direzione de l´Unità rinata e rifondata (non più di partito, non più vincolata ad alcuna ortodossia, ispirata alle battaglie «liberal» della stampa anglosassone, pragmatica e intransigente) direttore e il condirettore di questo nuovo corso (ovvero Antonio Padellaro e io) si sono presentati a una assemblea di senatori Ds per spiegare perché nel descrivere le imprese del governo Berlusconi di allora, fondato su una serie di «leggi vergogna», di «leggi ad personam» e di progetti di svuotamento o annullamento della seconda parte della Costituzione (in modo da colpire, sterilizzandoli, i principi democratici fondanti della prima parte della Costituzione, da cui nasce la nostra libertà) perché l´Unità usasse ripetutamente e con piena convinzione la parola «regime».&lt;br /&gt;L´accusa era di estremismo. Ma uno strano estremismo. Non eravamo colpevoli di squilibri e tensioni ideologiche. Il nostro singolare e mal tollerato estremismo non si misurava sulla causa dei lavoratori ma sulle accuse al primo ministro. Dicevamo che godeva della speciale potenza, di una ricchezza immensa e che usava liberamente, impunito, i vantaggi di un gigantesco conflitto di interessi che gli consentiva di governare insieme il pubblico e il privato e di bloccare le informazioni, stava dando segni sempre più chiari di tracimare ogni argine, passare ogni limite, e piegare norme e leggi, anche europee, ai suoi interessi privati. Già allora l'operare politico di Berlusconi era come una bomba a grappolo. Ogni nuovo colpo assestato ai codici italiani portava immediate conseguenze private per il legislatore-beneficiario, un serie di distorsioni e anomalie estranee all´Europa nel sistema giuridico e una catena di conseguenze di fatto su soggetti estranei, come il blocco o l´impossibilità di decine di altri processi o la cancellazione di fatto di altre azioni penali.&lt;br /&gt;Ma l´accusa è rimasta, come se si fosse trattato di un ossessione privata e personale. La frase tipica era: dire «regime» è una sciocchezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un governo può essere più o meno buono ma la nostra democrazia è intatta».&lt;br /&gt;Non era intatta. E ci è voluto un referendum popolare per cancellare le gravi ferite arrecate alla costituzione. Una legge elettorale clamorosamente antidemocratica è ancora in vigore, e sono rimaste intatte tutte le leggi vergogna e ad personam che hanna reso ridicola o brutta l´immagine italiana nel mondo democratico ai tempi del primo Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Ed eccoci arrivati alla nuova prova mortale a cui è sottoposta adesso la democrazia italiana. In nome di un dialogo che - ormai deve essere evidente ed è certo chiaro ai milioni di cittadini che hanno votato Pd - sarà impossibile, la opposizione continua a esprimersi con i toni garbati e rispettosi della normale vita democratica. Quei toni, quanto alle civilissime intenzioni che esprimono, fanno onore a chi le usa. O meglio, facevano onore a chi voleva ostinarsi a credere nella normalità, forse in base al sempre atteso ma raro miracolo della fede che muove le montagne.Ma niente è normale nella situazione italiana che stiamo vivendo.&lt;br /&gt;Tutta l´energia, la bravura tecnica e la forza politica che ci servirebbe in un mondo attanagliato da una crisi gravissima, per proteggere i cittadini dai danni più gravi, collaborare fra noi e collaborare col mondo, vengono dirottati in alcune ossessioni che riguardano esclusivamente interessi personali o politici di alcune persone in Italia.È un delitto contro il Paese, spinto dentro strade senza sbocco, tenuto stretto in una morsa di paura insensata. La militarizzazione del territorio serve per coprire l´incapacità di risolvere il problema dei rifiuti al modo facile e immediato che era stato sbandierato in campagna elettorale. Berlusconi, incapace di capire e di risolvere la questione, ricorre all´occupazione militare. L´invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città esalta la paura, inventa una emergenza, rende unica l´Italia in Europa (e certo i fucili spianati di soldati non addestrati all´ordine pubblico non è un invito al turismo) e - se ci fossero i problemi che, per fortuna non ci sono - aggraverebbe i rischi di incidenti. Comunque, farà sparire provvisoriamente i criminali, che sanno come riorganizzarsi, e lascerà gli immigrati isolati e spaventati a fare da esca per le ronde militari. Bisognerà pure arrestare qualcuno. Quanto alle intercettazioni vietate, esse stanno già raccogliendo l´opposizione netta di tutta l´Europa libera, giornalisti, giuristi, difensori dei diritti civili. È bene annunciare per tempo, anche in Italia, la disobbedienza civile per evitare di farsi complici di un progetto estraneo al diritto, alla Costituzione, ai codici europei e italiani, e al buon senso. Perché è impensabile che un governo voglia fare sua la battaglia per creare uno scudo salva- malfattori. Ma se questo è lo scopo, dovrà avere tutta l´opposizione che merita. Speriamo che il Partito Democratico si renda conto che questa è la sua battaglia, pena la caduta in un vuoto senza storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-59776289895536372?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/59776289895536372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=59776289895536372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/59776289895536372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/59776289895536372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/avviso-demergenza-di-furio-colombo.html' title='Avviso d´emergenza - di Furio Colombo'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6515343393120212285</id><published>2008-06-15T15:25:00.000+02:00</published><updated>2008-06-15T15:26:44.519+02:00</updated><title type='text'>La parrucca del Re Sole che governa il Bel Paese - di E. SCALFARI</title><content type='html'>"BERLUSCONI vuole dimostrare che per governare la crisi italiana è costretto per necessità a separare lo Stato dal diritto. Come se il Paese attraversasse una terra di nessuno. Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore: sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie". Così ha scritto ieri Giuseppe D'Avanzo su questo giornale. Purtroppo questo suo giudizio fotografa esattamente la realtà. Non sarà fascismo, ma certamente è un allarmante "incipit" verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica, complici la debolezza dei contropoteri, la passività dell'opinione pubblica e la sonnolenta fragilità delle opposizioni. Questa sempre più evidente deriva democratica, che si è profilata fin dai primi giorni della nuova legislatura ed è ormai completamente dispiegata davanti ai nostri occhi, ha trovato finora il solo argine del capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta impersonando al meglio il suo ruolo di custode della Costituzione. L'ha fatto con saggezza e fermezza, dando il suo consenso alle iniziative del governo quando sono state dettate da necessità reali come nella crisi dei rifiuti a Napoli, ma lo ha negato nei casi in cui le emergenze erano fittizie e potevano insidiare la correttezza dei meccanismi costituzionali. Sarebbe tuttavia sbagliato addossare al presidente della Repubblica il peso esclusivo di arginare quella deriva: se la dialettica si riducesse soltanto al rapporto tra il Quirinale e Palazzo Chigi la partita non avrebbe più storia e si chiuderebbe in brevissimo tempo. Bisognerà dunque che altre forze e altri poteri entrino in campo. Bisogna denunciare e fermare la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l'esempio più clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri di venerdì sulla sicurezza e sulle intercettazioni: due supposte emergenze gonfiate artificiosamente per distrarre l'attenzione dalle urgenze vere che angustiano gran parte delle famiglie italiane. E' la prima volta che l'Esercito viene impegnato con funzioni di pubblica sicurezza. Quando fu assassinato Falcone e poi, a breve distanza di tempo, Borsellino, contingenti militari furono inviati in Sicilia per presidiare edifici pubblici alleviando da quelle mansioni la Polizia e i Carabinieri affinché potessero dedicarsi interamente alla lotta contro una mafia scatenata. Ma ora il ruolo che si vuole attribuire alle Forze Armate è del tutto diverso: pattugliamento delle città con compiti di pubblica sicurezza e quindi con poteri di repressione, arresto, contrasti a fuoco con la delinquenza. Che senso ha un provvedimento di questo genere? Quale utilità ne può derivare alle azioni di contrasto contro la malavita? La Polizia conta ben oltre centomila effettivi, altrettanti ne conta l'Arma dei carabinieri e altrettanti ancora la Guardia di finanza. Affiancare a queste forze imponenti un contingente di 2.500 soldati è privo di qualunque utilità. Se il governo si è indotto ad una mossa tanto inutile quanto clamorosa ciò è avvenuto appunto per il clamore che avrebbe suscitato. Tanto grave è l'insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento dell'Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso l'eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d'assedio, di pericolo nazionale. Un provvedimento analogo fu preso dal governo Badoglio nei tre giorni successivi al 25 luglio del '43 e un'altra volta nel '47 subito dopo l'attentato a Togliatti. Da allora non era più avvenuto nulla di simile: la Pubblica sicurezza nelle strade, le Forze Armate nelle caserme, questa è la normalità democratica che si vuole modificare con intenti assai più vasti d'un semplice quanto inutile supporto alla Pubblica sicurezza. * * * Il disegno di legge sulle intercettazioni parte dalla ragionevole intenzione di tutelare con maggiore efficacia la privatezza delle persone senza però diminuire la capacità investigativa della magistratura inquirente. Analoghe intenzioni avevano ispirato il ministro della Giustizia Flick e dopo di lui il ministro Clemente Mastella, senza però che quei provvedimenti riuscissero a diventare leggi per la fine anticipata delle rispettive legislature. Adesso presumibilmente ci si riuscirà ma anche in questo caso, come per la sicurezza, il senso politico è un altro rispetto alla "ragionevole intenzione" cui abbiamo prima accennato. Il senso politico, anche qui, è un'altra militarizzazione, delle Procure e dei giornalisti. Le Procure. Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E' già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori. Le intercettazioni poi non possono durare più di tre mesi. Non c'è scritto se rinnovabili e dunque se ne deduce che rinnovabili non saranno. Cosa Nostra, tanto per fare un esempio, è stata intercettata per anni e forse lo è ancora. Tre mesi passano in un "fiat", lo sappiamo tutti. I giornalisti e i giornali. C'è divieto assoluto alla pubblicazione di notizie fin all'inizio del dibattimento. Il deposito degli atti in cancelleria non attenua il divieto. Perché? Se le parti in causa o alcune di esse vogliono pubblicizzare gli atti in loro possesso ne sono impedite. Perché? Non si invochi la presunzione di innocenza poiché se questa fosse la motivazione del divieto bisognerebbe aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Dunque il motivo della secretazione è un altro, ma quale? In realtà il divieto non è soltanto contro giornali e giornalisti ma contro il formarsi della pubblica opinione, cioè contro un elemento basilare della democrazia. Il caso del Santa Rita ha acceso un dibattito sull'organizzazione della Sanità, sul ruolo delle cliniche convenzionate rispetto al Servizio sanitario nazionale. Dibattito di grande rilievo che potrebbe aver luogo soltanto all'inizio del dibattimento e cioè con il rinvio a giudizio degli imputati. L'eventuale archiviazione dell'istruttoria resterebbe ignota e così mancherebbe ogni controllo di opinione sul motivo dell'archiviazione e su una possibile critica della medesima. Così pure su possibili differenze di opinione tra i magistrati inquirenti e l'ufficio del Procuratore capo, sulle avocazioni della Procura generale, su mutamenti dei sostituti assegnatari dell'inchiesta. Su tutti questi passaggi fondamentali la pubblica opinione non potrebbe dire nulla perché sarebbe tenuta all'oscuro di tutto. Sarà bene ricordare che il maxi-processo contro "Cosa Nostra" fu confermato in Cassazione perché fu cambiato il criterio di assegnazione dei processi su iniziativa del ministro della Giustizia dell'epoca, Claudio Martelli, allertato dalla pressione dei giornali in allarme per le pronunce reiterate dell'allora presidente di sezione, Carnevale. Tutte queste vicende avvennero sotto il costante controllo della stampa e della pubblica opinione allertata fin dalla fase inquirente. Falcone e Borsellino non erano giudici giudicanti ma magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con l'efficacia con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione esaurientemente informata. Le gravi penalità previste da questa legge nei confronti degli editori costituiscono un gravame del quale si dovrebbero attentamente valutare gli effetti sulla libertà di stampa. Esso infatti conferisce all'editore un potere enorme sul direttore del giornale: in vista di sanzioni così gravose l'editore chiederà a giusto titolo di essere preventivamente informato delle decisioni che il direttore prenderà in ordine ai processi. Di fatto si tratta di una vera e propria confisca dei poteri del direttore perché la responsabilità si sposta in testa al proprietario del giornale. Si militarizza dunque il giudice, il giornalista ed anche la pubblica opinione. * * * Ha ragione il collega D'Avanzo nel dire che questi provvedimenti stravolgono la Costituzione. Identificano di fatto lo Stato con il governo e il governo con il "premier". Se poi si aggiunge ad essi il famigerato lodo Schifani, cioè il congelamento di tutti i processi nei confronti delle alte cariche dello Stato, l'identificazione diventa totale. Qui il nostro discorso arriva ad un punto particolarmente delicato e cioè al tema dell'opposizione parlamentare. Parlo di tutte le opposizioni politiche. Ma in particolare parlo del Partito democratico. Negli ultimi giorni il Pd e Veltroni quale leader di quel partito hanno assunto su alcune questioni di merito atteggiamenti di energica critica nei confronti del governo. La luna di miele di Berlusconi è ancora in pieno corso con l'opinione pubblica e con la maggior parte dei giornali ma è già svanita in larga misura con il Partito democratico. Salvo un punto fondamentale, più volte ribadito da Veltroni: il dialogo deve invece continuare sulle riforme istituzionali e costituzionali. E' evidente che questa "riserva di dialogo" condiziona inevitabilmente il tono complessivo dell'opposizione. Le riforme istituzionali e costituzionali sono di tale importanza da trasformare in "minimalia" i contrasti di merito su singoli provvedimenti. Tanto più che Tremonti chiede all'opposizione di procedere "sottobraccio" per quanto attiene alla strategia economica; ecco dunque un'ulteriore "riserva di dialogo". Sembrerebbe, questa, una novità a tutto vantaggio dell'opposizione ma non è così. La politica economica italiana dovrà svolgersi nei prossimi anni sotto l'occhio vigile delle Autorità europee. Che ci piaccia o no, noi siamo di fatto commissariati da Bruxelles. Tremonti dovrà assumere responsabilità impopolari. Necessarie, ma impopolari e vuole condividere con l'opposizione quell'impopolarità. Intanto, nel merito delle riforme, Berlusconi procede come si è detto e visto, alla militarizzazione del sistema. "L'Etat c'est moi" diceva il Re Sole e continuarono a dire i suoi successori fin quando scoppiò la rivoluzione dell'Ottantanove. Voglio qui ricordare che uno dei modi, anzi il più rilevante, con il quale l'identificazione dello Stato con la persona fisica del Re si realizzò fu l'asservimento dei Parlamenti al volere della Corona. Gli editti del Re per entrare in vigore avevano bisogno della registrazione dei Parlamenti e soprattutto di quello di Parigi. Questa era all'epoca la sola separazione di poteri concepita e concepibile. Ma il re aveva uno strumento a sua disposizione: poteva ordinare ai Parlamenti la registrazione dell'editto. Di fronte all'ordine scritto del Sovrano il Parlamento registrava "con riserva" e l'editto entrava in funzione. Di solito quest'ordine veniva dato molto di rado ma col Re Sole e con i suoi successori diventò abituale. Quando i Parlamenti si ribellarono ostinandosi a non obbedire il Re li sciolse. Il corpo del Re prevalse sulla labile democrazia del Gran Secolo. Il Re Sole. Ma qui il sole non c'è. C'è fanghiglia, cupidigia, avventatezza, viltà morale. Corteggiamento dell'opposizione. Montaggio di paure e di pulsioni. Picconamento quotidiano della Costituzione. Quale dialogo si può fare nel momento in cui viene militarizzato il Paese nei settori più sensibili della democrazia? Il Partito democratico ha un solo strumento per impedire questa deriva: decidere che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme per mancanza dell'oggetto. Se lo Stato viene smantellato giorno per giorno e identificato con il corpo del Re, su che cosa deve dialogare il Pd? E' qui ed ora che il dialogo va fatto, la militarizzazione va bloccata. Le urgenze e le emergenze vanno trasferite sui problemi della società e dell'economia. "In questo nuovo buon clima si può fare molto e molto bene" declama la Confindustria di Emma Marcegaglia. Qual è il buon clima, gentile Emma? Quello dei pattuglioni dei granatieri che arrestano gli scippatori e possono sparare sullo zingaro di turno? Quello dell'editore promosso a direttore responsabile? Quello del magistrato isolato da ogni realtà sociale e privato di "libero giudizio"? Quello dei contratti di lavoro individuali? E' questo il buon clima? Ricordo che quando furono pubblicati "on line" gli elenchi dei contribuenti ne nacque un putiferio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, autore di tanto misfatto, fu incriminato e si dimise. Ma ora il ministro Brunetta pubblica i contratti di tutti i dirigenti pubblici e le retribuzioni di tutti i consulenti e viene intensamente applaudito e incoraggiato. Anch'io lo applaudo e lo incoraggio come ho applaudito allora Visco e Romano. Ma perché invece due pesi e due misure? La risposta è semplice: per i pubblici impiegati si può. E' questo il buon clima? Attenti al risveglio, può essere durissimo. Può essere il risveglio d'un paese senza democrazia. Dominato dall'antipolitica. Dall'anti-Europa. Dall'anarchia degli indifferenti e dalla dittatura dei furboni. Io trovo che sia un pessimo clima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6515343393120212285?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6515343393120212285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6515343393120212285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6515343393120212285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6515343393120212285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/la-parrucca-del-re-sole-che-governa-il.html' title='La parrucca del Re Sole che governa il Bel Paese - di E. SCALFARI'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7059470371109267314</id><published>2008-06-14T12:23:00.000+02:00</published><updated>2008-06-14T12:24:25.006+02:00</updated><title type='text'>L'eccezione è la regola - di G. D'AVANZO</title><content type='html'>Berlusconi è intenzionato a dimostrare che - per governare la crisi italiana, come vuole che noi l'immaginiamo - è costretto per necessità a separare lo Stato dal diritto, la decisione dalla legge, l'ordine giuridico dalla vita. Come se il Paese attraversasse una terra di nessuno. Così critica, oscura e sinistra da rendere urgente e senza alternative un potere di regolamentazione così esteso da modificare e abrogare con decreti le leggi in vigore. Con il "decreto sicurezza" (alla voce immigrati) e con il "decreto Napoli", è stato chiaro che Berlusconi intende muoversi in uno "stato di eccezione". Ha deciso di esercitare il suo potere secondo un tecnica che gli impone di creare - volontariamente e in modo artefatto - una necessità dopo l'altra, giorno dopo giorno, quale che siano le priorità più autentiche e dolorose del Paese. Nonostante quel che si può pensare, infatti, la necessità non è una situazione oggettiva, implica soltanto un giudizio o una valutazione personale. In fondo, sono straordinarie e urgenti soltanto le circostanze definite tali: quel che, come tali, definisce il Cavaliere. Il quinto consiglio dei Ministri del Berlusconi IV ha dichiarato l'assoluta necessità di ridimensionare l'azione dei giudici; di limitare il diritto di cronaca; di declinare le ragioni dello Stato con l'esibizione, la forza, le armi dell'Esercito. E' finora il caso più emblematico ed esplicito di quel che abbiamo definito la "militarizzazione della politica". Non è mai avvenuto in Italia che i soldati fossero chiamati a far fronte all'ordine pubblico o al controllo delle città. Nemmeno nei terribili mesi che seguirono alla morte di Falcone e Borsellino, all'aperta sfida lanciata contro lo Stato dalla Cosa Nostra di Totò Riina. In quell'occasione, l'Esercito si limitò a proteggere, con "posti fissi", gli edifici pubblici e i luoghi "sensibili" liberando dall'impegno non investigativo le forze di polizia. La decisione del governo di "parificare" 2.500 soldati "agli agenti di pubblica sicurezza" con "compiti di pattugliamento e perlustrazione" delle città inaugura una nuova, inedita stagione. Evocando ragioni (necessità) di "ordine pubblico" e "sicurezza" avvicina, sovrappone il diritto alla violenza. Assegnata all'Esercito, altera il suo segno la funzione amministrativa della polizia, chiamata a rendere esecutivo il diritto. Quella funzione e presenza si fa intimidazione. Non solo per chi trasgredisce, ma per tutti coloro che non credono "democratico" che il governo sostenga le sue decisioni con la violenza. Nello slittamento del legittimo esercizio del potere verso un arbitrario diritto della forza, come non avvertire il rischio che chiunque dissenta sia considerato un "criminale" perché avversario di una "decisione assoluta" che sola può assicurare la "governabilità" e l'uscita dalla crisi? Non è questa l'idea politica, il paradigma di governo, addirittura il fondo sublogico che consiglia a Berlusconi di intervenire anche contro la magistratura limitando l'uso delle intercettazioni o contro l'informazione, promettendo il carcere a chi pubblica il testo o il riassunto di "un ascolto"? Magistratura e informazione, i due ordini che, in un'equilibrata architettura di checks and balances, sono le istituzioni di controllo dei poteri, diventano in questo quadro i pericolosi agenti attivi e degenerati del declino da affrontare. "Nemici", perché impediscono al sovrano di governare, perché sorvegliano le sue decisioni e quella vigilanza è un ostacolo che crea uno status necessitatis, l'urgenza di un provvedimento legislativo che Berlusconi avrebbe voluto con immediata forza di legge. E' stato costretto a una marcia indietro dal capo dello Stato e, dalla Lega, a una correzione che autorizza le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione. Ma il disegno di legge, se non sarà corretto in Parlamento, dissemina l'iter investigativo e la sua efficacia di intralci, intoppi, legacci, esclusioni, vuoti, bizzarri obblighi (se l'indagato è un vescovo bisognerà avvertire il segretario di Stato vaticano, cioè il ministro di un altro Stato). Sono ostacoli che salvaguardano le pratiche più spregiudicate dei colletti bianchi, rendono più fragile la sicurezza dei più deboli, senza proteggere davvero alcuna privacy. I corifei del sovrano diffondono numeri farlocchi sul passato, mai spiegano perché non chiudono le falle nella rete dei gestori di telefonia, venute alle luce con l'affare Telecom. Né svelano all'opinione pubblica come e se daranno mai conto dell'uso delle "intercettazioni preventive" che oggi, al di fuori del processo penale e di ogni tipo di controllo giurisdizionale, possono essere effettuate dalle polizie e, dal 2005, anche dai servizi segreti su delega del presidente del Consiglio con l'autorizzazione del procuratore presso la Corte d'Appello. Non è la privacy del cittadino che interessa a Berlusconi. Gli interessa soltanto la sua privacy e la sua immagine, l'annullamento di un paio di conversazioni con Agostino Saccà, l'oblio di altre in cui di lui si parla. Intende creare una sorta di "diritto positivo della crisi" che impone al giudice di che cosa occuparsi in ossequio alla funzionalità della decisione politica, presentata come necessaria e univoca. Vuole giornalisti silenziosi, intimiditi dalla minaccia del carcere. Vuole editori spaventati dalle possibili, gravi penitenze economiche. Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare radicalmente la struttura e il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7059470371109267314?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7059470371109267314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7059470371109267314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7059470371109267314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7059470371109267314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/leccezione-la-regola-di-g-davanzo.html' title='L&apos;eccezione è la regola - di G. D&apos;AVANZO'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7341745686939160615</id><published>2008-06-13T02:15:00.000+02:00</published><updated>2008-06-13T02:16:21.012+02:00</updated><title type='text'>L'Economist: Veltroni è troppo buono</title><content type='html'>Il settimanale britannico sferza il leader del Pd: «Opposizione fantasma»&lt;br /&gt;L’idea di Veltroni di creare un governo-ombra per contrastare colpo su colpo l’azione dell’esecutivo di Berlusconi, non convince l’Economist. Altro che governo-ombra, sferza il settimanale britannico: in Italia il centrosinistra si sta trasformando in «un’opposizione fantasma». Veltroni, stregato dalla tentazione dell’«appeasament» è «troppo carino» (too nice) con Berlusconi ma la cosa, più che contribure a migliorare il clima politico, rischia di andare tutta a svantaggio del centrosinistra. Nonostante l’iniziativa del governo ombra, dice l’Economist, «l’idea di opposizione di Veltroni non è affatto in linea con la tradizione britannica. In diverse occasioni Veltroni ha rinunciato all’opportunità di mettere in difficoltà il governo, col solo risultato di contribuire a rafforzare la popolarità di Berlusconi».Di queste occasioni mancante l’Economist fa alcuni esempi - dal caso Travaglio, alla vicenda Alitalia - per poi passare a pesanti conclusioni. La strategia dell’appeseasament, incalza il giornale, non sembra vantaggiosa e già più volte «ha avuto conseguenze disastrose». «Evidente è il vantaggio per Berlusconi meno chiari i benefici per la sinistra».Impietoso il finale del pezzo: «il rischio è che più di avere un governo ombra l’Italia si ritrovi con un’opposizione fantasma».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7341745686939160615?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7341745686939160615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7341745686939160615' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7341745686939160615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7341745686939160615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/leconomist-veltroni-troppo-buono.html' title='L&apos;Economist: Veltroni è troppo buono'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2716863602793812625</id><published>2008-06-13T02:10:00.000+02:00</published><updated>2008-06-13T02:11:40.183+02:00</updated><title type='text'>Manca una grande politica - di Alfredo Reichlin</title><content type='html'>Come tanti compagni io mi chiedo cosa dire e cosa fare per aiutare il Partito Democratico a uscire da questo stato di incertezza e di confusione. Certamente, la prima cosa è parlare al Paese con la concretezza, la forza e la credibilità dell’opposizione. Ma ciò di cui abbiamo bisogno come il pane è ridefinire la base su cui si sta costruendo questo nuovo soggetto politico. La sua visione delle cose. È su questo che abbiamo bisogno di un confronto anche duro ma schietto. Perché - come sappiamo - i partiti non si inventano. E se non vogliamo ridurci a componenti che si attestano a difesa delle loro vecchie identità, cioè di quello che sono state in una Italia che, peraltro, non c’è più, è sul futuro che dobbiamo discutere. E quindi sulla “missione” di questo partito; sulla sua funzione storica rispetto alla crisi della nazione italiana, di cui la destra e il leghismo non sono certo la medicina ma il sintomo; sul suo posto nel mondo.&lt;br /&gt;Bisognerebbe partire (come sempre) dall’analisi, cioè dalle cose.&lt;br /&gt;La destra ha vinto per ragioni che vengono da lontano. Riconoscerle e indicarle, ci consentirebbero di collocare in un quadro più obiettivo anche la valutazione del risultato elettorale del Pd. Queste ragioni più lontane sono tante. Per me quella fondamentale è che da anni la nostra visione politica, non dico che era anacronistica, ma nella sostanza è rimasta al di qua degli eventi. E quali eventi. Stava cambiando ciò che rappresenta la struttura fondamentale dei poteri che reggono il mondo. È da qui che bisogna ripartire. Dal fatto che la politica è in grandissimo ritardo rispetto all’economia. Ma, al tempo stesso, l’economia il cui potere si è ingigantito a causa della costituzione di un mercato finanziario mondiale dove enormi capitali circolano liberi da ogni controllo politico esterno sconvolgendo ogni equilibrio, non è in condizione di poter dar vita a un nuovo “ordine”. Non può governare le società moderne, promuovere rapporti pacifici tra gli Stati, salvaguardare la natura. È questa contraddizione (chi comanda?) il cuore del dramma che stiamo vivendo. Il caos è arrivato al punto che il professor Guido Rossi, non un pericoloso sovversivo, si chiede nel suo ultimo libro se il mondo arriverà indenne fino al prossimo secolo.&lt;br /&gt;Stiamo attenti, non si tratta solo di distribuzione del reddito. Il combinato disposto tra strapotenza dell’economia finanziaria - controllo privato della scienza - pervasività di una comunicazione che trasforma sempre più la realtà in realtà virtuale, sta mutando l’asse antropologico e valoriale su cui ruota la società. Non sto parlando di cose astratte e lontane. Forse sono io fuori dalla realtà ma mi chiedo se abbiamo il senso di cosa comporta essere un grande partito di governo, che aspira addirittura al consenso della maggioranza della popolazione, in una situazione in cui la globalizzazione guidata da queste forze sta apportando modifiche profonde anche nei meccanismi della soggettività e personalità umana: per cui il passato diventa irrilevante, si spezza il rapporto tra le generazioni, prevalgono il consumo indotto e la realtà virtuale insieme a nuove spinte verso la trascendenza. I dirigenti del Partito Democratico hanno la coscienza di come sia ardua e impegnativa la loro impresa?&lt;br /&gt;Non dovremmo stupirci troppo se la destra (per ora almeno) domina la scena italiana. Quando la politica è posta di fronte a sfide e problemi di questa natura le scelte diventano radicali. Dopo la crisi del ‘29 Roosevelt prese atto che era finita l’illusione che i mercati potessero regolarsi da soli. Riportò la politica al comando. Fece il “new deal”. In Europa la socialdemocrazia non abolì affatto il mercato ma impose un compromesso democratico al capitalismo. Grandi riforme economiche e sociali portarono a un progresso senza precedenti e si assistette al paradosso che il capitalismo venne salvato proprio in virtù del fatto che fu costretto a cedere potere ai sindacati e alla democrazia politica.&lt;br /&gt;Tutto è diverso da allora. Ma se ricordo cose così risapute è per la lezione che ancora se ne ricava. E che mi sembra semplicemente questa. Quando la politica è posta di fronte a sfide e a crisi che sconvolgono tutti i vecchi assetti (e oggi più di ieri), delle due l’una: o la sinistra si riposiziona rispetto al mondo nuovo che la circonda e alza lo sguardo al di là del piccolo gioco politico italiano; oppure, se resta ferma a una vecchia agenda, è inevitabile che questo miscuglio di paure e al tempo stesso di bisogni di nuove autorità che diano certezze, di rottura dei legami sociali e di ricerca di protezioni e di nuovi spazi di libertà individuale, spingano a destra.&lt;br /&gt;Penso che su questo bisognerebbe aprire una discussione. Quale novità rappresenta il Partito Democratico? Dobbiamo andare oltre la solita discussione su Stato, mercato, liberismo, ecc. Non possiamo più dividerci su un dilemma ormai inutile in un mondo in cui diventa sempre più difficile definire che cosa è uno Stato e che cosa è un mercato. Solo uno stupido non capisce quale ruolo cruciale spetta ai mercati in un Paese di rendite parassitarie e di consorterie ramificate come l’Italia. Ma solo un cieco non vede il problema altamente politico che ci interroga (e interroga tutti: i “liberal” come i riformisti di stampo socialista). Questo problema non è il “mercatismo”. È, forse per la prima volta dopo secoli, la rottura del rapporto tra questa sorta di supercapitalismo e il potere politico, compreso il potere (almeno di regolazione) del dollaro e della superpotenza americana. Il mercato non c’entra. Non è questa la vera discussione. Essa nasce dal fatto che dopo 30 anni di rivoluzione conservatrice torna il bisogno di “grande governo”. Insomma, di grande politica. So che la questione è molto complessa ma al fondo si tratta del fatto che la circolazione assolutamente libera e senza possibilità di controllo di immensi capitali su scala mondiale e in tempo reale ha consegnato nella mani di una oligarchia finanziaria il potere ma non la capacità (essendo la sua logica solo speculativa) di fare quello che vuole circa l’uso e la distribuzione delle risorse mondiali. Può raddoppiare il prezzo del grano e triplicare quello del petrolio, con gli effetti di caos che vediamo e che pesano sulla vita della gente. E poi? Guardiamo l’aumento della fame del mondo. E domandiamoci da dove viene questa nuova povertà dei ceti medi occidentali.&lt;br /&gt;C’è quindi qualcosa di paradossale nella crisi di forze riformiste come il Pd. Qui si sta aprendo un problema politico enorme certo molto complesso e pieno di contrasti e contraddizioni ma non meno grande di quello che fu il conflitto di classe nel Novecento. È il problema di creare nuovi strumenti di governo, nuove istituzioni e nuovi organismi democratici attraverso i quali gli uomini moderni possano esercitare i loro diritti umani e decidere del futuro loro e del Pianeta. Qui si tratta di mettere in campo un pensiero critico che (stia tranquillo Rutelli) è il contrario del vecchio estremismo. E questo è anche il terreno per un arco molto più ampio di alleanze possibili fondate non solo su interessi economici ma su culture che si confrontano e su bisogni ideali che chiedono di entrare - come le religioni - nello “spazio pubblico”. Ma, dopotutto, non è per questo che si è posto alla coscienza di tanti ex comunisti come me il problema di uscire dai vecchi confini per dar vita a un nuovo soggetto politico più moderno e più avanzato rispetto alle culture riformiste del passato? Vogliamo buttare tutto all’aria perché la destra ha vinto quella che è una battaglia ma non la vera guerra?&lt;br /&gt;Per la sinistra europea - come dice Andriani in un recente articolo - si tratta di decidere se rimanere prigioniera di un modello di sviluppo e di società in crisi, oppure se rappresentare un nuovo pensiero critico sull’esistente. Se facciamo questa scelta (che significa una diversa visione dello sviluppo e della globalizzazione imperniata sul rilancio del multilateralismo, e quindi sulla funzione dell’Europa e che si accompagni a una lotta volta a rafforzare i meccanismi di integrazione sociale, a ridurre le disuguaglianze e a incrementare la produzione di beni pubblici) io penso che si possono creare le condizioni per battere la destra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2716863602793812625?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2716863602793812625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2716863602793812625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2716863602793812625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2716863602793812625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/manca-una-grande-politica-di-alfredo.html' title='Manca una grande politica - di Alfredo Reichlin'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5999161776345142419</id><published>2008-06-11T00:28:00.000+02:00</published><updated>2008-06-11T00:30:16.280+02:00</updated><title type='text'>L ´ Europa e la paura dell´altro - di Walter Veltroni</title><content type='html'>Osservando ciò che avveniva diciannove anni fa proprio qui a Berlino, qualcuno giunse a decretare la "fine della storia". È accaduto il contrario. Il crollo del Muro ha aperto idealmente nuove prospettive per il cammino dell´umanità. Lo testimoniano i cambiamenti nelle carte geografiche - dalla riunificazione tedesca all´allargamento dell´Unione europea - e le crescenti interdipendenze che superano gli stessi confini nazionali e che chiamiamo "globalizzazione".Abbiamo impiegato quasi un ventennio a riconoscere opportunità e rischi dei nuovi scenari. Oggi la grande sfida consiste nel capire se e come siamo in grado di governare i fenomeni della globalizzazione. Con la consapevolezza che il pendolo, in questo momento storico, sembra mettere l´accento più sui rischi che sulle opportunità, o almeno più sugli ostacoli e sui nodi da sciogliere, più sulle paure e sulle insicurezze. È una complessiva insicurezza che viene da un´insieme di precarietà sociale e assenza di garanzie nell´immediato, e da una incertezza esistenziale che diventa pessimismo e sfiducia se si guarda al futuro.Succede così che anche lo sviluppo tecnologico più che come possibilità venga visto come una minaccia, e che le scoperte scientifiche o i cambiamenti del costume sociale siano vissuti con timore, come una messa a repentaglio di identità e di stili di vita consolidati. Di fronte a molti di questi fenomeni la reazione più facile, e quindi meno "politica", è la chiusura. È il caso dei primi movimenti "no global", che pure hanno avuto il merito di far luce su alcune distorsioni. È il caso, oggi, di alcuni partiti conservatori che hanno scoperto una sorta di vento no global di destra e lo cavalcano facendo leva sulle paure e invocando grossolane formule protezionistiche o tentativi di isolamento anacronistici e dannosi.L´economista Alan Krueger ha sottolineato che negli Stati Uniti «la paura della globalizzazione e dell´immigrazione sono ormai a un livello preoccupante», ben più che in Europa. Ma i segnali di grave preoccupazione non mancano anche da noi: gli slogan sulla sicurezza, con qualche venatura xenofoba, fanno facile presa sull´opinione pubblica. E quando qualcosa non funziona a casa nostra - che si tratti di economia, di rapporti sociali o di imprese - la tentazione è sempre quella di gettare le colpe sull´"altro". È così che fanno le culture e le forze della destra. Alla fondamentale domanda di sicurezza che attraversa il nostro continente, le nostre comunità, la destra risponde con l´egoismo sociale, con la chiusura particolaristica, con l´allarme e l´esortazione a innalzare muri contro tutto ciò che non si conosce, che potrebbe comportare un pericolo e che per questo deve restare estraneo. È una risposta sbagliata e dannosa, che rischia di creare un vuoto gigantesco. Un vuoto che un giorno, se non venisse colmato, finirebbe per inghiottire tutto. Ma è una risposta. E chi appartiene al grande campo del centrosinistra non può sottovalutarla, perché comunque dietro di essa c´è un apparato di idee e di valori che si possono non condividere, ma che sono evidentemente in grado di attrarre consensi. Prova ne sono i risultati elettorali di questi ultimi anni e l´attuale quadro politico europeo: la perdita di peso della sinistra nei governi europei è un fatto evidente e preoccupante che richiede una seria riflessione comune.Se vogliamo parlare della globalizzazione, di come la politica può avere un ruolo nel governo dei suoi processi, è da qui, allora, che si deve partire. Dal malessere profondo che attraversa le nostre società, che rischiano di ritrovarsi sempre più chiuse in se stesse, sempre più aride ed egoiste. Dalla "paura dell´altro" che sta segnando le relazioni sociali e che rischia di disgregarle. Dai problemi estremamente concreti che incidono, e incideranno sempre più, sulle sorti di ogni nazione e sulla vita di milioni e milioni di cittadini europei.Cittadini che già penalizzati dal fatto che i loro salari e i loro stipendi sono da tempo fermi, ora devono far fronte all'aumento dei prezzi dei prodotti energetici e di quelli alimentari. Cittadini che con il tenore di vita che diminuisce si sentono più poveri, più insicuri, precari. Anche se hanno un lavoro. E ancor più, evidentemente, se sono costretti ad avanti con contratti di pochi mesi e a vivere il futuro come una continua scadenza, come una costante incertezza. Questa è la realtà dominante del nostro tempo.Una volta Nelson Mandela mi disse: «Essere contro la globalizzazione è come essere contro le stagioni: è inutile». La globalizzazione c´è. Se lasciamo da parte le ideologie e le demonizzazioni, ci accorgiamo che la globalizzazione può portare anche opportunità di crescita e di sviluppo per i Paesi più poveri. Ma è innegabile che il mondo stia conoscendo una lunga stagione di ingiustizia sociale, di povertà e di disuguaglianze e la globalizzazione non governata accentua drammaticamente i divari.Negli ultimi quindici anni è accaduto questo, e il gomitolo dell´umanità si è avviluppato in maniera caotica: spostamento di ricchezza dal capitale al lavoro e più recentemente da Paesi produttori a Paesi consumatori, mutamenti climatici e minacce crescenti all´ambiente, uso distorto di risorse primarie e dissipazione di fonti energetiche, grandi spostamenti migratori non efficacemente controllati, squilibri tanto inaccettabili quanto pericolosi tra Nord e Sud del mondo, guerre "preventive" e conflitti dimenticati, un terrorismo internazionale che ha fatto irruzione nelle nostre vite come una minaccia costante e terribilmente concreta.E per noi, per la nostra Europa, in questo stesso quindicennio abbiamo assistito a una crescita tanto vigorosa quanto disordinata delle funzioni delegate all´Unione, con una parallela complessa trasformazione istituzionale: politiche regionali e sociali, politica monetaria, politica dell´immigrazione e da ultimo politica estera e sicurezza e cooperazione giudiziaria hanno conquistato un loro spazio nell´agenda, mentre ben quattro sono stati i nuovi Trattati o le modifiche a quelli esistenti che si sono susseguiti in poco più di dieci anni, dall´Atto Unico a Maastricht, da Amsterdam a Nizza. Il tentativo di mettere ordine al quadro istituzionale europeo, in concomitanza con l´allargamento a 25, ha originato una crisi di stallo dalla quale stiamo uscendo adesso. Uno stallo che in realtà è più grave dal punto di vista politico che da quello istituzionale o economico, ma il primo condiziona inevitabilmente gli altri due, con una complessiva minor capacità di trasmettere decisioni e idee per il futuro. Così, però, l´Europa rischia di apparire sempre più grande ma sempre più debole. (...)Il mondo guarda a noi, parla di noi come europei. Noi invece continuiamo troppo a parlare di noi come un insieme di Stati nazionali. Eppure, se proiettassimo gli attuali tassi di crescita per i prossimi quarant´anni, non ci sarebbe al G7 nessun Paese europeo da solo come partecipante. Anche i Paesi dell´Eurogruppo, destinato ad allargarsi fra breve, mettono in pratica con la stessa moneta dodici diverse politiche economiche senza un decente raccordo fra loro. Eppure il vero punto politico è che le differenze esistenti in Europa - ad esempio quella fra paesi del Nord con alta tecnologia, welfare forte, bassa immigrazione e bassa densità demografica e quelli del Sud con economia matura, alta immigrazione, alta densità e welfare meno forte - non sono comunque maggiori delle differenze fra l´economia della California e quella del Vermont, fra New York e l´Arizona, o fra le diverse regioni che compongono l´India o la Cina. (...)Il cantiere europeo, nonostante gli aggiustamenti e le varianti in corso d´opera, è oggi l´unico cantiere di sovranazionalità democratica aperto nel mondo. Questo cantiere dovrà condurre alla individuazione di nuove missioni, alla costruzione di regole ad esse adeguate, al radicamento di procedure di legittimazione democratica che permettano un esercizio della sovranità dimensionata effettivamente ai problemi.Negli ultimi anni, dopo lo sforzo dell´integrazione monetaria, è tornato a soffiare in Europa il vento dell´euroscetticismo, che imputa all´Euro la bassa crescita, all´Europa gli accresciuti flussi migratori e la mancanza di sicurezza, alla burocrazia europea la scarsa competitività dei nostri sistemi produttivi. Occorre riaccendere una passione europea. Stiamo vivendo tempi critici da cui può scaturire un coraggio nuovo. La speranza è che la crisi internazionale porti l´Europa a una temperatura di fusione che permetta il salto in avanti, verso una vera unità.Allargando gli orizzonti, "l´altro" oggi evoca religioni e culture diverse, la guerra ha il volto del terrorismo e delle minacce ai confini dell´Unione, la fame ha il volto della sfida lanciata dalla globalizzazione alle nostre economie e dei disperati che fuggono dalla povertà e bussano alle nostre porte. (...)L´Europa che guarda al mondo deve guardare con maggiore attenzione alla sponda sud, al Mar Mediterraneo, piccolo e condiviso, crocevia di nuove rotte commerciali e di imponenti e strutturali flussi migratori. L´altra sponda del Mediterraneo è l´Africa, che nel 1950 aveva 200 milioni di abitanti, nel 2000 ne aveva 750 milioni e nel 2050 ne avrà quasi due miliardi. Un´Africa che era la metà dell´Europa cinquant´anni fa e che sarà il triplo dell´Europa fra due generazioni.Oggi nel mondo le persone che soffrono la fame sono 862 milioni, un numero superiore alla popolazione europea. E comunque in Europa ci sono 74 milioni di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà. Ma gli affamati sono soprattutto nel Sud del pianeta, mentre nell´emisfero fortunato un miliardo di esseri umani è in sovrappeso; 300 milioni sono obesi. Dal vertice della Fao, la settimana scorsa a Roma, è venuta la conferma che uno dei principali obiettivi del millennio - sconfiggere la fame nel mondo - continua ad allontanarsi, mentre servirebbero 30 miliardi di dollari l´anno e meno particolarismi.In sintesi, viviamo il tempo in cui, come diceva l´editorialista del New York Times Thomas Friedman, «the world is flat», il mondo è piatto, poiché sono caduti tutti gli ostacoli fisici e tecnici alla possibilità dell´uomo di essere ovunque e di produrre ovunque. Ma viviamo anche il tempo definito da un altro americano, il premio Nobel Joseph Stiglitz, come un tempo di «governance without government».La lacuna va colmata, non con l´imposizione di una leadership ma con l´assunzione di nuove e forti responsabilità. L´Europa, l´Occidente, e per quanto ci riguarda le forze che appartengono al vasto campo del centrosinistra, riscoprano la propria missione, con riferimento ad almeno quattro questioni: il contrasto al terrorismo e l´espansione dei diritti umani; la lotta ai fattori di disuguaglianza globale sanciti dalle Nazioni Unite nella campagna sui Millennium Development Goals; la consapevolezza di una battaglia, se non altro a nome del resto del pianeta, sui temi dell´emergenza climatica; un nuovo sistema di welfare che riconosca la nuova realtà globale e sia la migliore alternativa alle invocazioni di chiusure protezionistiche, che risponda in modo positivo alla domanda di tutela sociale e di opportunità che sale dai cittadini europei, che garantisca formazione a chi perde il posto e sostenga la transizione da un lavoro all'altro."Uniti nelle diversità". È il motto che riassume il cammino dell´integrazione europea. In questo gioco di parole può stare anche il modello europeo per governare la globalizzazione e distribuirne più equamente i benefici: uniamo gli sforzi, puntiamo sulla ricchezza delle diversità per combattere le disparità e promuovere l´uguaglianza e la libertà degli esseri umani in dignità e diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo è tratto dall´intervento tenuto ieri da Veltroni a Berlino durante il convegno «L´Europa sociale: il futuro della democrazia sociale europea»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5999161776345142419?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5999161776345142419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5999161776345142419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5999161776345142419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5999161776345142419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/l-europa-e-la-paura-dellaltro-di-walter.html' title='L ´ Europa e la paura dell´altro - di Walter Veltroni'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5286489364986368949</id><published>2008-06-08T17:33:00.000+02:00</published><updated>2008-06-08T20:21:36.526+02:00</updated><title type='text'>Lavorare 48 ore a settimana, anche di più, è questa la strada giusta per guadagnare di più?</title><content type='html'>Ho sempre più l'impressione che stiamo andando verso la catastrofe; quando il 40% del PIL mondiale è in mano all'1% della popolazione mondiale significa che il capitalismo, oggi ancora più crudo di quanto era previsto dalle teorie degli economisti del 900 , sta portando il mondo alla catastrofe. Cosa si vuole fare oggi? Invece di distribuire la ricchezza in modo più equo, si rafforza l'idea che l'impresa deve guadagnare di più e il lavoratore deve essere sempre più flessibile,facendolo diventare uno strumento da lavoro, e dandogli l'illusione che se lavora di più guadagna di più (cosa mai cosi falsa).Il neoliberismo senza regole o regole apparenti ha determinato i cosiddetti schiavi moderni. questo mondo rappresentato da falsi obbiettivi , dal raccontare una realtà mediatica che non ha riscontro con la realtà di tutti i giorni ,serve a far si che le masse vengano strumentalizzate e messe una contro l'altra ,per cercare di accaparrarsi ciò che rimane di quello che l'impresa si è portata via.Sacconi come vuole regolare il mercato del lavoro? togliendo ogni regola che lo controlli , il risultato sarà la giungla. Ricordatevi che all'impresa interessa soprattutto il presente , il futuro si vedrà ,questo perchè l'importante è sfruttare l'uomo nell'immediato.In Europa cosa si sta facendo? Si privilegiano le politiche che mirano a salvaguardare le sole imprese, e siccome un'Europa politica vera non esiste , e quindi predominano le politiche economiche dei singoli stati, che ahimè, sono per la maggior parte rette da governi di destra, i quali puntano alla massima divisione possibile delle masse ( dividi e impera), noi non possiamo farci grandi illusioni sulle possibilità di una migliore distribuzione della ricchezza.I tempi sono cambiati, come dice qualcuno , io credo che si stia solo tornando indietro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5286489364986368949?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5286489364986368949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5286489364986368949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5286489364986368949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5286489364986368949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/lavorare-48-ore-settimana-anche-di-pi.html' title='Lavorare 48 ore a settimana, anche di più, è questa la strada giusta per guadagnare di più?'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-603745071728396832</id><published>2008-06-06T00:04:00.000+02:00</published><updated>2008-06-06T00:05:40.177+02:00</updated><title type='text'>La democrazia rappresentativa: una burla!</title><content type='html'>Esprimo un concetto sintetizzato da Charles Bukowski: "La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare." Se la democrazia rappresentativa è il migliore dei mondi possibili, la sua versione degenerata italiana è il peggiore dei migliori mondi possibili. In Italia il cittadino conta uno, ma non vale nulla. Io auspicherei, com’è ovvio,  che non ci siano inquisiti in Parlamento, che non ci siano gli stessi parlamentari per più di due legislature e che noi si possa tornare a votare e a scegliere i nostri candidati. Ritengo che questo sia un modo per rendere presentabile qualcosa che presentabile non è, che è indecente, che è una truffa. Questo qualcosa si chiama democrazia rappresentativa. Io  definisco la democrazia rappresentativa, in modo un po’ brutale ,se volete, un modo per metterlo nel di dietro alla gente col suo consenso e soprattutto alla povera gente. Innanzitutto non si è mai capito bene cosa sia la democrazia rappresentativa: Norberto Bobbio, che ha dedicato tutta la sua lunga e laboriosa vita a questo tema, non ne viene a capo. Indica come essenziali della democrazia rappresentativa una volta nove elementi, una volta sei, una volta tre. Comunque prendiamo due elementi che vengono considerati tradizionalmente come essenziali della democrazia, cioè il voto è uguale – un uomo, un voto, il voto è libero. Ebbene, il voto non è uguale: il consenso è taroccato. Il voto non è uguale per la ragione definitiva che è stata illustrata da quella che viene chiamata la scuola élitista italiana dei primi del Novecento, Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Roberto Michels. Dice Mosca: “Cento che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente”. Il consenso non è libero perché ampiamente condizionato dai mass media che sono in mano ai soliti noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del consenso. In realtà la democrazia rappresentativa è un sistema di oligarchie, di minoranze organizzate, di aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme. La democrazia rappresentativa sarebbe ciò di cui il pensiero liberale voleva valorizzare - meriti, capacità, potenzialità - e il cittadino ideale di una democrazia ne diventa vittima designata. Senza fare troppa teoria, lo vediamo tutti che non contiamo niente, che la nostra voce non è ascoltata. Qualche anno fa, a Piazza San Giovanni, sono state radunate un milione di persone su un tema come le leggi ad personam, un tema difficilissimo, infatti è più facile radunare le persone su temi economici. Ebbene: non c’è stata nessuna risposta né da destra né da sinistra. Anzi a sinistra si è detto spesso: “non mi confonderai con un girotondino” come se andare in piazza non fosse il primo diritto politico del cittadino che viene prima del voto.  Il problema è della democrazia mondiale, occidentale, ma il sistema italiano ha delle degenerazioni intollerabili. Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà, e si chiede fino a quando questa straordinaria scissione tra realtà ed ideologia possa continuare. E’ la domanda che mi faccio anche io da parecchio tempo. Ora, naturalmente, le democrazie nate su bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una specie di norma di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la fine della Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io credo invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi presupposti, prima o poi cadrà. Non sarà un unico evento  non sarà certamente la sola mia generazione. Ma prima o poi una truffa di questo genere sarà scoperta ed eliminata. Il difficile ,sarà capire da cosa sarà sostituita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-603745071728396832?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/603745071728396832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=603745071728396832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/603745071728396832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/603745071728396832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/la-democrazia-rappresentativa-una-burla.html' title='La democrazia rappresentativa: una burla!'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4792337660495275259</id><published>2008-06-04T00:37:00.000+02:00</published><updated>2008-06-04T00:38:28.037+02:00</updated><title type='text'>Stranieri di governo</title><content type='html'>Eravamo presenti con un nostro ambasciatore, dice Roberto Calderoli piccato per le polemiche sull’assenza dei ministri della Lega alle celebrazioni del 2 giugno. Dichiarazione che appare tremendamente onesta. Perché mai, infatti, l’unità nazionale e repubblicana dovrebbe essere celebrata da chi a quella stessa nazione e repubblica chiamata Italia non intende appartenere avendone fondata un’altra a cui ha dato il nome di Padania? Concetto fortissimamente ribadito con i giuramenti di fedeltà padana, le sessioni del parlamento padano, le scuole padane e adesso anche la proposta di un esercito padano munito di artiglieria. Senza contare le continue minacce di sollevazione armata (Bossi), i ripetuti oltraggi al tricolore e il rifiuto d’intonare l’inno di Mameli coperto da un allegro motivetto, sempre padano, dal titolo «chi non salta italiano è». In questo quadro di totale estraneità, ostilità e separazione appare del tutto conseguente l’invio alla parata dei Fori Imperiali di un ambasciatore padano, provvisoriamente vicepresidente del gruppo al Senato. Che sull’esempio delle altre rappresentanze diplomatiche, almeno, non ha cercato di fare della bandiera italiana un uso igienico corporale. A questo punto di qualcosa d’altro dovremmo sorprenderci. Come sia possibile che l’intero popolo italiano debba essere governato, unico caso che si conosca, da ministri appartenenti a un’entità che si considera straniera in patria. A cominciare da un ministro dell’Interno che considerando sconveniente passare in rassegna i reparti della Polizia di Stato a cui dovrebbe sovrintendere, preferisce restarsene con le camicie verdi a Varese. Un comportamento ingiurioso verso le istituzioni e proprio nei giorni in cui il presidente della Repubblica lancia l’allarme sui pericoli del ribellismo e della regressione civile. Ha ragione l’ex ministro Parisi: ecco cosa ne è stato dell’unita della nazione a furia di considerare la Lega un fenomeno goliardico con cui dialogare, a furia di chiudere gli occhi e di tapparsi le orecchie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4792337660495275259?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4792337660495275259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4792337660495275259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4792337660495275259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4792337660495275259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/stranieri-di-governo.html' title='Stranieri di governo'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-686608420668152660</id><published>2008-06-03T23:48:00.000+02:00</published><updated>2008-06-03T23:56:06.871+02:00</updated><title type='text'>Le elezioni:hanno lasciato un senso di vuoto</title><content type='html'>Le elezioni hanno lasciato un senso di vuoto. Vuoto di rappresentanza. Vuoto di partecipazione. Il voto è stato soltanto una croce. Un gesto rituale. I partiti erano uno e bino, Berlusconi e Veltroni. PDL e PD-meno-elle. Stesse logiche di potere. Stessa paura di perdere il potere. Stesso programma. Stessi candidati, intercambiabili, Ichino, Calearo, Carra, Ciarrapico. In passato gli italiani hanno scelto. Per la Repubblica o per la Monarchia. Per il fronte socialcomunista o per la Democrazia Cristiana. Hanno deciso del loro futuro. Gli italiani hanno votato per il divorzio, per l’aborto, per il no al nucleare. Per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Per una nuova legge elettorale. In passato sono stati elettori, opinione pubblica, movimenti. Oggi non sono più niente. Hanno la consapevolezza di non avere riferimenti. Nessuna istituzione si fa voce per i cittadini. La paura del cambiamento rende tutti parenti, complici, da Morfeo in giù. I partiti stanno spogliando la democrazia una foglia alla volta, come un carciofo. Una piuma alla volta, come una gallina. Il cittadino sente solo un leggero dolore. La democrazia diventa dittatura, ma non lo sa nessuno. La Costituzione è un peso insopportabile per i partiti. Organizzano larghe intese per cambiarla. Un inciucio benedetto dal Capo dello Stato. La magistratura è quasi impotente. La legge sulle intercettazioni le darà il colpo finale. La Polizia, per ammissione del suo capo, vive in un perpetuo indulto. I delinquenti arrestati, un minuto dopo sono fuori, grazie alle leggi ad personam di Berlusconi. L’Italia è fallita per salvare una sola persona. Era meglio dargli l’impunità a vita, un assegno in bianco e un biglietto aereo di sola andata per Hammamet. La politica è morta. I cittadini lo hanno capito, stanno interiorizzando il lutto. Il vuoto. Alla parola futuro si risponde con il vuoto delle parole. Inceneritori, centrali nucleari, militarizzazione del Paese. Il sistema scolastico produce i migliori somari di Europa. Il sistema politico ha sdoganato i pregiudicati in Parlamento. Stanchezza. L’Italia è stanca. Non ha vie di uscita. Il sistema è bloccato. Bokassa Bassolino e Berlusconi sono la stessa cosa. Si amano senza più nascondersi. I testimoni di Spartacus, il processo a Monnezzopoli, vengono uccisi come le ciliegie. Uno tira l’altro. La scorta per loro non c’è. e, se non c’è, una ragione c’è sempre. I cittadini onesti sono clandestini. Sono maggioranza, ma sfiduciata, perplessa, incredula. In attesa di un segnale. Piccole crepe nei muri. Questa politica finirà, o finirà il Paese. Gli italiani lo sanno, i partiti, forse, non ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-686608420668152660?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/686608420668152660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=686608420668152660' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/686608420668152660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/686608420668152660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/le-elezionihanno-lasciato-un-senso-di.html' title='Le elezioni:hanno lasciato un senso di vuoto'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6764734368086207903</id><published>2008-06-02T22:16:00.000+02:00</published><updated>2008-06-02T22:21:22.901+02:00</updated><title type='text'>Gli onesti; una leggenda del passato</title><content type='html'>Gli onesti sono il vero problema dell’Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni. L’Italia&lt;br /&gt;sarebbe pacificata e serena Gli onesti sono i veri diversi. Sono loro i disadattati. Tutti gli altri cittadini hanno gli occhi bianchi, senza pupille. Vedono la realtà attraverso Fede, Riotta, Vespa,&lt;br /&gt;Mentana, Ferrara. Gli onesti hanno occhi normali, vedono il mondo com’è, non come dovrebbe essere. Sono pericolosi. Alieni da sterminare. La società italiana li sta contrastando&lt;br /&gt;con azioni efficaci, anche se non ancora risolutive. Diverse categorie stanno producendo anticorpi in proprio. I giornalisti onesti sono sotto scorta, come Saviano, o possono scrivere solo su&lt;br /&gt;quotidiani assistiti che nessuno legge, come Travaglio. I giudici dotati di pupilla, quelli che vedono Berlusconi e D’Alema per ciò che sono, finiscono sotto processo. Il CSM fa sempre, senza&lt;br /&gt;sconti, gli interessi del Paese. La categoria dei politici è quasi perfetta, gli  onesti non sono più un problema, sono scomparsi. Gli occhi di Geronzi sono i più bianchi del pianeta Italia. Una&lt;br /&gt;garanzia per le bancarotte e gli AIDS-bond. Il sistema bancario con lui è al sicuro da contagi della feccia degli onesti, del resto emarginata o riparata all’estero. Se l’informazione, la politica e la finanza sono sotto controllo, esistono, purtroppo, ancora nella popolazione frange di delinquenti anti sistema, anti inceneritori, anti condannati in Parlamento, anti base Nato Dal Molin, anti mafia, anti camorra, anti TAV in Val di Susa, anti privatizzazione dell’acqua, anti conflitto&lt;br /&gt;di interessi. Gente subdola che, attraverso una palese manifestazione di onestà, vuole&lt;br /&gt;in realtà andare contro gli interessi del Paese. Gente antidemocratica. L’onestà&lt;br /&gt;in Italia è sovversiva. Ma a questa fastidiosa anomalia verrà posto rimedio. Il quinquennio berlusconiano che ci attende sanerà finalmente la parte infetta della nazione. Dopo ci saranno solo occhi bianchi e capelli finti come tutto il resto. Gli onesti diventeranno leggenda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6764734368086207903?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6764734368086207903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6764734368086207903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6764734368086207903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6764734368086207903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/06/gli-onesti-una-leggenda-del-passato.html' title='Gli onesti; una leggenda del passato'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8863857217102136993</id><published>2008-05-30T23:56:00.000+02:00</published><updated>2008-05-30T23:58:41.305+02:00</updated><title type='text'>Il rovescio del diritto</title><content type='html'>Il governo non perde tempo: cavalcando la tigre della paura, forte del consenso poco consapevole dell’opinione pubblica spaventata, ha già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 maggio il decreto legge sul pacchetto di sicurezza. Essendo ormai entrato, seppure provvisoriamente, nel nostro ordinamento giuridico, i magistrati sono ovviamente tenuti ad applicarlo. Lo faranno con gli occhi rivolti al cielo pensando al tempo e al costo che richiederà la sua applicazione e con la consapevolezza che non darà sostanzialmente alcun risultato.&lt;br /&gt;Mancavano già in passato e mancano tuttora gli strumenti amministrativi, cioè gli uomini ed i mezzi necessari per dare concreta esecuzione agli ordini giurisdizionali di espulsione. Il governo ne è così consapevole che ha espressamente previsto la reclusione per l’immigrato il quale trasgredisca l’ordine di espulsione, trasgressione che presuppone la reale possibilità di non ottemperare all'ordine stesso. Anche perché non sempre è nelle condizioni di dargli spontanea esecuzione per l’elevato costo del viaggio di ritorno e perché i Paesi limitrofi al nostro non gli consentirebbero di certo l’attraversamento del loro territorio e tanto meno la permanenza sullo stesso in virtù di un semplice provvedimento giurisdizionale di un giudice italiano.&lt;br /&gt;L’art. 1 del decreto legge ha molto disinvoltamente sostituito l’art. 235 del codice penale, imponendo ai tribunali di espellere lo straniero od allontanare il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea (quindi anche un francese) condannato a più di due anni. Il tempo perché si avveri questa condizione, stante la ben nota rapidità della nostra giustizia, non è pudicamente preso in considerazione. Se la persona coinvolta continua a calpestare il nostro sacro suolo, commettendo il reato previsto dal secondo comma dell’articolo, dovrà essere sottoposto a nuovo processo penale (sempre che naturalmente venga colto in flagranza) con ovviamente la piena osservanza di tutte le forme e gli oneri processuali, quindi con i lunghi tempi e costi del processo penale. Se pervicace e attaccato all’ex bel paese, potrebbe arrivare all’età pensionabile senza aver subito il trauma del distacco forzata dalla sua patria adottiva! Delle fatiche e del tempo dedicato al caso dagli uomini delle forze dell’ordine, dai funzionari e magistrati non si tiene alcun conto “de minimis praetor non curat”.&lt;br /&gt;Purtroppo di questi particolari debbono però “curarsi” i dipendenti pubblici indicati che faticano a svolgere il loro lavoro “ordinario”, mentre sempre più arduo si fa la ricerca di nuovi locali adeguati in cui rinchiudere i condannati forestieri (le nostre carceri come è noto sono sovra affollate e prossime al punto di rottura). Girare attorno alla questione, come si fa da anni, serve solo ad incancrenire la piaga; non è compito dei giudici occuparsi delle espulsioni, ma degli organi amministrativi ai quali però debbono essere dati i mezzi e gli strumenti necessari, affrontandone i costi se veramente si vuole limitare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Il pugno duro è spesso indice di una sostanziale impotenza ed è desti nato a colpire i più deboli ed emarginati con un rovesciamento dell’ottica dei valori statali. Non poche volte poi volendo a tutti i costi seguire la linea della durezza si finisce con l’infrangono i principi della stessa civiltà giuridica. Ne costituisce un significativo esempio l’ultimo comma dell’art. 1 del decreto che introduce una specifica circostanza aggravante (con un aumento della pena sino ad un terzo) se un reato viene commesso “da chi si trovi illegalmente sul territorio nazionale”. In parole povere, uno stesso fatto previsto come reato viene sanzionato più severamente non per le modalità con cui è stato commesso o per le relazioni tra l’autore del reato e la vittima, ma semplicemente per quello che sei: un clandestino, un irregolare, un diversi dai bravi criminali nostrani! Per carità, stiamo tutti attenti che nessuno tocchi la nostra bella Costituzione e la preziosa autonomia e funzione della nostra illuminata Corte Costituzionale!Molto pericolosa e con profili di incerta legalità è l’estensione ai sindaci del potere di emettere ordinanze con tingibili ed urgenti (la cui inosservanza costituisce un illecito) in materia di sicurezza ed ordine pubblico, su cui di norma sussiste la competenza dei prefetti. Considerato il numero di sindaci, le loro diverse impostazioni ideologiche, è facile prevedere molti difformi interventi sindacali che, oltre aggraveranno il lavoro dei prefetti, saranno causa di ricorsi ai tribunali amministrativi. Non riguarda direttamente gli immigrati la disposizione con tenuta nell’art. 5 che prevede dure sanzioni personali e patrimoniali (la confisca dell’immobile) per coloro che “cedono” a titolo oneroso l’uso degli immobili agli immigrati irregolari (e tali debbono considerarsi anche gli immigrati il cui permesso di soggiorno è scaduto). L’effetto sarà una forte riduzione degli affitti agli immigrati, con notevole peggioramento delle loro condizioni di vita, se non l’illecito ricorso a caro prezzo a prestanomi od a società fittizie.&lt;br /&gt;Non fa per fortuna parte del decreto legge, ma del disegno di legge affidato al Parlamento, la norma che introduce l’atipico reato di immigrazione clandestina. Qui il governo ha voluto chiaramente provare di essere forte, tanto da poter maneggiare con disinvoltura la clava, scavalcando d’impeto sia i principi di solidarietà umana sia quelli minimali del diritto. Viene così punito non un comportamento asociale, ma lo “status” di una persona: l’essere un immigrato non regolare, anche se la sua vita è di specchiata virtù. Una decisione di forza che pone subito in sofferenza coscienze e costituzioni, in modo così sfacciato da provocare più stupore che indignazione. Oltretutto non è ben chiaro quando si commette il delitto: all’atto dell’ingresso (come riportato nel disegno di legge) clandestino nel nostro territorio (ivi compreso il mare territoriale) o nel momento in cui si diventa clandestini perché il permesso di soggiorno è scaduto (ma sarebbe necessario uno specifico emendamento)? Nel primo caso, si pensi agli sbarchi a Lampedusa, l’ingresso può essere dovuto a forza maggiore, mare in tempesta, mancanza di acqua e cibo prostrazione fisica condizioni tutte che non consentirebbero di ritornare indietro, neanche fuori dal mare territoriale senza rischiare la vita (vale a dire dove il reato non c’è, dato che non si arriva a punire l’intenzione). Secondo l’antica legge del mare, non è consentito lasciare in balia delle onde senza mezzi di sostentamento i naviganti sfortunati o improvvidi e per fortuna la nostra Marina ha sempre rispettato questa sacrosanta regola e ha scortato doverosamente gli sventurati superstiti nei porti. Gli immigrati così assistiti essendo, chiaramente clandestini, nel momento in cui entrano nel mare territoriale commettono peraltro il nuovo reato per cui è previsto l’arresto ed il ricorso al rito direttissimo (ovviamente inapplicabile nell’attuale situazione dei nostri uffici giudiziari). Con alta probabilità i magistrati italiani ravviserebbero piuttosto la sussistenza della tipica causa di esclusione della responsabilità penale (aver agito in stato di necessità o per forza maggiore) e procederebbero all’assoluzione dell’imputato.&lt;br /&gt;Stante poi il pacifico principio della non retroattività della legge penale, la disposizione non potrebbe essere applicata a coloro che al momento dell’entrata in vigore del decreto erano già nel territorio italiano. Principio che indurrebbe tutti i clandestini non colti in flagranza a dichiarare che la loro presenza in Italia risale nel tempo. A meno che, in uno slancio di estreme fermezza, il reato non venga fatto consistere nella permanenza clandestina (a permesso di soggiorno scaduto) nel nostro territorio. Decine di migliaia di inutili processi si affollerebbero così nelle aule giudiziarie dove con un po’ di buona volontà ed una manciata di lustri verrebbero smaltiti! Certo, anche in questo caso sorgerebbero le solite questioni di incostituzionalità, vere palle ai piedi dei legislatori decisionisti.In qualche modo si terrebbero comunque fuori dalla mischia le badanti perché servono alla longevità e dignità dei nostri anziani di pura razza europea. Al Parlamento l’ultima (e speriamo illuminata) parola, al momento non può che consigliarsi a tutti gli addetti al lavoro di muoversi con molta ponderata lentezza e tanta pazienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8863857217102136993?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8863857217102136993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8863857217102136993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8863857217102136993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8863857217102136993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/il-rovescio-del-diritto.html' title='Il rovescio del diritto'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-811311204245275776</id><published>2008-05-25T13:26:00.000+02:00</published><updated>2008-05-25T13:28:59.112+02:00</updated><title type='text'>Gli effetti ottici del cavaliere decisionista - di Eugenio Scalfari</title><content type='html'>Stralcio del suo articolo sulla parte economica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è l'economia e Giulio Tremonti in veste di Grande Elemosiniere. Emma Marcegaglia e la luna di miele tra la sua Confindustria e un governo "capace di inaugurare una nuova e irripetibile stagione" all'insegna del decisionismo. Va guardata con molta attenzione questa capacità decisionale della politica. Personalmente penso anch'io che sia un elemento positivo per realizzare soluzioni appropriate. La crescita non è una soluzione ma un auspicio e semmai un effetto. La Marcegaglia punta sull'aumento di produttività e lo lega soprattutto al costo del lavoro e ad una nuova contrattualistica aziendale. Sono certamente due elementi di rilievo ma non quelli essenziali. La contrattazione aziendale lascia fuori a dir poco l'85 per cento delle imprese, cioè tutte quelle che stanno al di sotto dei trenta dipendenti. In quella moltitudine non c'è traccia di sindacato, l'alternativa al contratto territoriale è il nulla. Aggiungo che il vero elemento che influisce sulla produttività è l'innovazione, che non dipende dai lavoratori ma dall'imprenditore, dal suo genio e dalle sue capacità di ricerca. Innovazione di processo e innovazione di prodotto. La seconda molto più decisiva della prima. Emma Marcegaglia e la sua Confindustria rappresentano le imprese, ne sono un ufficio di relazioni pubbliche, ma l'innovazione sono le imprese che debbono produrla. Se c'è stato un crollo di produttività e un crollo ancora maggiore di competitività, le responsabilità ricadono almeno per il 40 per cento sulle imprese, per il 50 per cento sulle carenze infrastrutturali e di illegalità pubblica, cioè sullo Stato. Il costo del lavoro non pesa più del 10 per cento. Non è irrilevante ma non è da lì che si risolve il problema. Tremonti lo sa benissimo. Anche Draghi lo sa e anche la Marcegaglia dovrebbe. Purtroppo per loro e per tutti noi, saperlo non basta. *** La ricontrattazione dei mutui immobiliari è un buffetto sulla guancia dei mutuatari, un'operazione di pura immagine. Se stai affondando ti converrà accettare il tasso fisso del 2006 invece di quello attuale, assoggettandoti al prolungamento delle rate più gli interessi aggiuntivi. Otterrai un uovo oggi e dovrai ripagarlo con una gallina domani. L'operazione non è a costo zero, le banche ci guadagneranno, lo fanno per questo. L'abolizione dell'Ici non serve assolutamente a nulla. Tremonti vi è costretto per onorare l'impegno elettorale assunto da Berlusconi. Anche qui pura immagine fornita ad una platea credulona. Il ministro dell'Economia ne valuta il costo ad un miliardo e lo motiva come un modo per rilanciare la domanda interna. Questa è un'enormità che una persona responsabile non dovrebbe propinare senza arrossire per quel che vuole far credere. Un miliardo per rilanciare la domanda? Un miliardo ottenuto detassando un'imposta di natura patrimoniale? Onorevole ministro dell'Economia, ma si rende conto? Ritiene gli italiani gonzi al punto da credere ad una panzana di queste dimensioni? Poi c'è la detassazione degli straordinari e delle parti flessibili delle retribuzioni. Emma Marcegaglia si è fatta male alle mani per gli applausi tributati a questo provvedimento. Costa - secondo il ministro - 2,6 miliardi. Personalmente credo che costerà di meno. Il fatturato delle imprese rallenta, i premi di produzione si assottigliano. Se c'è meno fatturato ci saranno meno straordinari, non è così? Oppure ci sarà un blocco nelle assunzioni o addirittura chiusura di aziende e trasferimenti di produzione ad altre aziende collegate. Aumento di straordinari contro diminuzione dell'occupazione. Non è così che funziona, gentile Marcegaglia? Non è questa la logica del capitalismo, onorevole Tremonti? Accrescere la produttività con queste misure è un marchiano errore. Accrescere la domanda, nemmeno parlarne. Quelle che certamente cresceranno saranno le disuguaglianze di trattamento. Il pubblico impiego è escluso dal provvedimento. Le donne che lavorano non fanno straordinari. Le piccole imprese e il lavoro precario sono un mondo nell'ombra con vita e logiche proprie difficilmente visibili. Quanto al lavoro degli immigrati è inutile parlarne. Ma soprattutto, lo ripeto: detassare la parte flessibile del salario ha un senso in un'economia che tira; se è ferma o addirittura regredisce si tratta di pura immagine per avere titoli sui giornali e in tivù e qualche commento favorevole. Mi stupisce il Bonanni della Cisl. Angeletti almeno è più prudente. * * * Due parole sul ritorno del nucleare. Sono d'accordo con Umberto Veronesi: il tabù contro non ha più ragion d'essere ammesso che l'abbia avuta venticinque anni fa. Oggi una battaglia ideologica è priva di senso. Infatti non mi pare che ci sia qualcuno che voglia farla. Ci vorranno nove anni a dir poco per avere quattro centrali e un 10 per cento di nuova energia: questo è il piano preparato dall'Enel, altri studi specifici non ci sono e quindi diamolo per buono. Saranno centrali di terza generazione. Detto in breve: nascono vecchie. Producono scorie. L'ammortamento è molto elevato, l'energia prodotta, per conseguenza, molto costosa. I francesi, tanto per parlare d'una economia della quale il nucleare rappresenta l'elemento-base, producono ormai con centrali quasi tutte ammortizzate. Ciò significa che l'energia prodotta oggi è vicina al costo zero. Le nostre, secondo l'Enel, avranno un costo di 30 miliardi. L'ammortamento comincerà a pesare sul primo chilowattore prodotto. Dunque fuori mercato. Marcegaglia batte le mani. È un tic? Forse bisognerà imboccarla comunque, questa strada, ma c'è poco da applaudire. Non sarebbe meglio usare quella montagna di soldi per nuove ricerche di gas o nuove iniziative nelle energie alternative? Agli esperti l'ardua sentenza. La sola cosa certa, lo ripeto, è che le future centrali di Scajola-Marcegaglia nascono vecchie. Per degli innovatori ad oltranza non è un grande obiettivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-811311204245275776?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/811311204245275776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=811311204245275776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/811311204245275776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/811311204245275776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/gli-effetti-ottici-del-cavaliere.html' title='Gli effetti ottici del cavaliere decisionista - di Eugenio Scalfari'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7651415706084105123</id><published>2008-05-25T02:11:00.000+02:00</published><updated>2008-05-25T02:14:21.060+02:00</updated><title type='text'>“Non sono intollerante ma voglio sicurezza”</title><content type='html'>Sono , convinto anch’io che questo Paese ha bisogno di più sicurezza, ma quale è la necessità ? quella rispetto a ciò che viene percepito ? o rispetto a ciò che è reale ? Perchè la differenza non è di poco conto. C’è chi con questo, ha costruito una vittoria elettorale, ma ha spesso seminato paura immotivata. Sicuro che il pericolo viene da fuori? o ce l’abbiamo gia dentro. Che tipo di riflessione siamo disposti a fare rispetto al fatto che abbiamo le tre organizzazioni criminali peggiori del mondo, che bloccano lo sviluppo del Paese ,terrorizzano la gente, e si sostituiscono allo Stato , spesso sotto la nostra più completa indifferenza , se non addirittura le alimentiamo con la nostra omertà? questo genera insicurezza? o siccome è un fenomeno italiano siamo più disposti a tollerare?Il mio timore è un altro , temo che in nome di questa sicurezza oggi ci sia il rischio che chi governa crei attraverso i suoi comportamenti uno Stato parallelo a quello legale ( quello delle leggi e della Costituzione,cioè quello che esercita il diritto e la norma ) e attraverso di esso eserciti il solo diritto di decidere, sostituendo al confronto la militarizzazione della decisione, al diritto e alle leggi ,la sola risposta della decisione da dare ai cittadini sovrani , non ricordandosi che essi comunque sono soggetti alla legge.Il mio timore è che in nome di tutto questo la Democrazia non imploda in un sorte di autoritarismo che alla fine non è molto diverso da un regime.Vedete, inserire il reato di clandestinità, è come dire, io condanno quelle persone per la loro condizione personale e non per l’accertamento o no della loro effettiva pericolosità sociale, questa non è la violazione del diritto e della conseguente norma? Ho la sensazione che questo Paese sia caduto in una completa confusione , dovuta essenzialmente alla sua incapacità di crescere culturalmente ,e alla sua perdita dei riferimanti fondanti che dovevano tenere unito un popolo. Quanto la cattiva politica ha influito negativamente su tutto questo ? Quanto il seminare odio e paura in realtà non sia servito solo a giustificare l’esercizio della sola repressione? Ho bisogno di sentirmi più sicuro , ma non sono disposto a sacrificare la mia libertà in nome di ciò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7651415706084105123?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7651415706084105123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7651415706084105123' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7651415706084105123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7651415706084105123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/non-sono-intollerante-ma-voglio.html' title='“Non sono intollerante ma voglio sicurezza”'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1592172657529381929</id><published>2008-05-24T23:52:00.000+02:00</published><updated>2008-05-24T23:54:35.178+02:00</updated><title type='text'>Acqualatina: Camera di Conciliazione beffa</title><content type='html'>Il comitato civico contesta l’iniziativa di Acqualatina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«LA pubblicità martellante messa in atto per la camera di conciliazione idrica sta assumendo caratteri “preoccupanti». Il comitato in difesa dell’acqua pubblica torna nuovamente sull’argomento Acqualatina contestando le scelte che la società sta compiendo ad Aprilia. «Continuano a sperperare denaro – dicono dal comitato - per l’acquisto di spazi pubblicitari sui&lt;br /&gt;giornali, cercando di trasmettere un tono conciliante e far retrocedere i cittadini  che hanno rivendicato diritti collettivi finora violati. Mai un’ammissione di colpa e mai una multa al gestore per le inadempienze e le inefficienze contrattuali. Neanche le indagini tuttora in corso della Procura di Latina hanno “suggerito” maggiore cautela, maggiori controlli, rigida vigilanza del pubblico sul  privato. In pratica il gestore dispone, il pubblico accetta. In tutto questo bailamme - aggiungono dal comitato&lt;br /&gt;- 14 associazioni dei consumatori preferiscono la conciliazione singola all’azione collettiva. Assecondano la pubblicità martellante che parla di costi zero e “dimentica” di dire che furono stanziati 20.000 euro per la conciliazione e non dice che i conciliatori vengono pagati. Si parla di 200 casi trattati e risolti nel 90% dei casi, ma non si dice se a favore dell’utente&lt;br /&gt;o del gestore; non si dice se si è trattato di “errori” sporadici o sistematici. Le associazioni non hanno reso noto, come previsto dallo stesso protocollo di conciliazione, un rapporto dettagliato sui costi, sugli errori riscontrati, sulle cause che li hanno provocati, sui tempi di attuazione degli accordi. La conciliazione singola - concludono dal comitato - è più conveniente per i&lt;br /&gt;conciliatori che per gli utenti, anche perché alla fine i costi di conciliazione vengono scaricati dal gestore sulle bollette attraverso la tariffa».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1592172657529381929?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1592172657529381929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1592172657529381929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1592172657529381929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1592172657529381929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/acqualatina-camera-di-conciliazione.html' title='Acqualatina: Camera di Conciliazione beffa'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5456814529651770647</id><published>2008-05-24T23:22:00.000+02:00</published><updated>2008-05-24T23:28:19.273+02:00</updated><title type='text'>Giorgio Bocca: «È la fine della nostra storia, se dici che sei antifascista ti ridono in faccia» </title><content type='html'>«Roba da pazzi. Il sindaco Alemanno vuole dedicare una strada ad Almirante, uno che fucilava i partigiani. Anzi no, mi sbaglio: non sono matti. È una provocazione, la provocazione di chi si sente vincitore e può fare quello che vuole». Giorgio Bocca, partigiano e giornalista, è uno dei pochi intellettuali in giro che si oppone alla revisione fai-da-te della storia e che, nonostante l’aria che tira, ha ancora il coraggio di difendere la Resistenza, la Costituzione repubblicana basata sull’antifascismo. Purtroppo non si fa illusioni, «l’Italia e gli italiani sono così...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bocca, ci tocca vedere pure questa: una strada intitolata ad Almirante.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non c’è niente di strano. I fascisti sono al governo, hanno vinto e vogliono far vedere quello che sanno fare. L’altra sera, dopo il consiglio dei ministri a Napoli, ho letto che Berlusconi è andato a far festa con Gasparri. Capito? I fascisti si sono riciclati, adesso fanno i ministri, hanno il potere, sono tornati in forze e, come hanno detto, non si sentono più figli di un dio minore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma Almirante...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«Almirante è sempre stato un fascista: un difensore della razza, un repubblichino di Salò che partecipava ai rastrellamenti di partigiani in val Sesia. Adesso lo celebrano, andiamo bene... Siamo a un’altra svolta. L’Italia è sempre la stessa: trionfano il conformismo e il trasformismo. Oggi c’è un altro cambio di stagione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;È la fine di una storia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«Lo ha detto Fini, diventato presidente della Camera: “Con me finisce il dopoguerra”. Voleva dire che finisce anche l’antifascismo. E quindi possono dedicare le strade a chi vogliono»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Possibile che una notizia del genere non desti qualche reazione, magari una protesta della sinistra...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«La sinistra? Perchè, c’è ancora la sinistra? Ho l’impressione che pur di campare la sinistra, o quel che rimane, sia disposta a tutto. Bisogna mangiare nella greppia del potere per tirare avanti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E l’antifascismo della Costituzione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Se oggi dici che sei antifascista rischi di trovare qualcuno che ti ride in faccia, i valori sono andati a farsi benedire. Ma con chi te la prendi? I fascisti sono diventati tutti filoisraeliani, parlano pure del 25 aprile come se fosse la loro festa. E tutto fila liscio, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Allora ci sta anche la strada per un fucilatore di partigiani».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Deluso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«Molto di più. Sono appiattito, sotterrato, sono quasi morto. Dal punto di vista politico uno con la mia storia è finito. Non mi riconosco in questo paese, nei “valori” che esprime questa classe dirigente. La mia storia è scomparsa. Io sono uno di quelli che si è battuto per il ritorno dell’Italia alla democrazia, per la sconfitta della dittatura fascista, difendo la memoria della stagione partigiana che riscattò questo Paese. Ma oggi sono uno sconfitto, hanno vinto loro. Basta guardarli. Ormai si è stabilito che la democrazia è una parvenza, un’illusione. E, forse, è vero».&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E quest’Italia assorbe tutto, senza mai destarsi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Gli italiani sono trasformisti, sempre gli stessi, stanno con chi vince. Magari una volta c’era qualche speranza, qualche principio per cui battersi. Forse anche noi partigiani ci eravamo illusi di cambiare il Paese. L’altro ieri Berlusconi ha detto alla Marcegaglia che le proposte di Confindustria sono il programma del suo governo. Ma ci rendiamo conto? Come fa il capo del governo a dire una cosa del genere? Quando mai nella nostra storia abbiamo pensato che la Confindustria fosse il Paese? E la Marcegaglia, la raccomando... Ha fatto un intervento per accusare tutti, senza un cenno autocritico, senza un rimorso su quanto sta accadendo. Questi capitalisti pensano di essere sempre nel giusto, di non aver nessun difetto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E invece?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo, ma non è scevro di gravi difetti. È un sistema in crisi, ci sta togliendo l’acqua, l’aria per vivere. Stiamo sulla stessa barca e stiamo affondando, tutti felici in questo globalismo catastrofico. Noi italiani facciamo finta di niente, ma stiamo precipitando. E ora è comparso il segno del precizio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«La scelta di tornare al nucleare. Una follia. Ricadiamo nello stesso errore che avevamo evitato, per un colpo di fortuna, vent’anni fa. E il bello è che torniamo al nucleare con le stesse motivazioni di allora, “perchè ci serve”. Ci siamo dimenticati tutto. A questo punto ci meritiamo le centrali nucleari e anche la strada per Almirante».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5456814529651770647?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5456814529651770647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5456814529651770647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5456814529651770647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5456814529651770647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/giorgio-bocca-la-fine-della-nostra.html' title='Giorgio Bocca: «È la fine della nostra storia, se dici che sei antifascista ti ridono in faccia» '/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-580260958478481600</id><published>2008-05-24T13:57:00.000+02:00</published><updated>2008-05-24T13:58:35.995+02:00</updated><title type='text'>La politica militarizzata</title><content type='html'>STEFANO Rodotà (Repubblica) e Valerio Onida (Sole24ore) scovano strappi e buchi nel pacchetto di provvedimenti preparato dal governo "per dare più sicurezza al Paese". La nascita di un diritto della diseguaglianza, con il reato di immigrazione clandestina, trasforma "una semplice condizione personale" in reato ignorando l'accertata o presunta pericolosità sociale, dimenticando che in uno Stato democratico "lo strumento penale e la pena detentiva non sono utilizzabili ad libitum dal legislatore" (Rodotà). L'incostituzionalità delle circostanze aggravanti da infliggere a chi "si trova illegalmente sul territorio nazionale" dà vita a un doppio binario di giudizio per il cittadino italiano e lo straniero, che paga - con la maggiore severità della pena - soltanto la sua "condizione soggettiva" (Onida). Sono interpretazioni neutrali dei principi costituzionali e delle norme esistenti. Forse si può, forse è addirittura necessario andare oltre questo confine "tecnico" affrontando, con radicalità, il paradigma che affiora in questi provvedimenti che connotano il governo di destra. Forse, potremmo familiarizzare con quel ci attende. Con una formula provvisoria, lo si può definire la "militarizzazione della decisione". Proprio alla luce dei rilievi giuridico-costituzionali di Rodotà e Onida si può dire come, per il governo, il diritto non sia la norma, soltanto la decisione lo è. C'è al fondo dei provvedimenti dell'esecutivo una sorta di decisionismo schmittiano, una concezione del diritto che privilegia, rispetto alla norma, "il suo aspetto di prassi rivolta a una decisione", quasi in antagonismo alla legge. Per l'esecutivo di Berlusconi non appaiono pertinenti e vincolanti i precetti dello Stato di diritto né lo Stato né il diritto. Quel che conta per i ministri è "dare risposte all'insicurezza dei cittadini"; è "decidere", "interpretare il potere costituente del popolo" per usare la formula di Carl Schmitt. Quest'urgenza - vissuta, raccontata, immaginata come estrema o improrogabile - è sufficiente a creare "uno stato d'eccezione", un "vuoto", quel "vuoto del diritto" che sospende la norma e trasforma il diritto in "prassi, processo, cioè in qualcosa la cui decisione non può essere mai interamente determinata dalla norma". Naturale che saltino fuori distorsioni, incostituzionalità, un "diritto penal-amministrativo della diseguaglianza". C'è in questo esito un presupposto inedito per l'Italia e perversamente moderno perché, come ha scritto Giorgio Agamben, "la creazione volontaria di uno stato d'eccezione permanente è divenuta una delle pratiche essenziali degli Stati contemporanei, anche quelli cosiddetti democratici". Questa condizione crea un sostanziale svuotamento della partecipazione politica a vantaggio della verticalizzazione della decisione politica (il ricorso al decreto legge). Sollecita la "militarizzazione" della sua applicazione, anche in opposizione alle leggi e in violazione della Costituzione. Appare coerente, allora, che il primo Consiglio dei ministri si sia tenuto a Napoli e abbia affrontato il collasso della raccolta dei rifiuti in Campania e le questioni dell'immigrazione. Napoli è la città che rende più credibile - quasi indiscutibile - la creazione dello "stato d'eccezione". In quell'area metropolitana si misurano, senza apparenti limiti la catastrofe delle istituzioni; il fallimento delle amministrazioni del centro-sinistra; l'arretratezza della società civile; l'impotenza dello Stato; la pervasività dei poteri criminali; lo sfacelo di ogni rapporto di cooperazione; la frattura di ogni strategia della fiducia. Questo paesaggio rovinoso, minacciato da calamità sanitarie, consente di realizzare, con diffuso consenso, quel "vuoto del diritto" che sospende temporaneamente l'esercizio della norma. Autorizza a declinare la "governabilità" come decisione assoluta e non partecipata fino a ipotizzare l'uso delle forze armate per applicarla. La militarizzazione della decisione, appunto. È coerente che, nella città della spazzatura non smaltita, si siano affrontate anche le questioni dell'immigrazione perché se i rifiuti minacciano l'integrità di Napoli, i "rifiuti umani", gli "scarti" della modernità, gli "esuberi" impauriscono la società e inceppano la vita dello Stato. Così anche in questo caso sarà legittimo, in forza della necessità, la sospensione dell'ordinamento giuridico, la produzione di quel "vuoto" che inghiotte anche i principi costituzionali, la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la convenzione europea dei diritti, il patto internazionale sui diritti civili e politici, liquidando per decreto lo "stato d'emergenza" in cui gli "scartati" sono costretti a vivere. Necessitas legem non habet. Lo "stato d'eccezione" è creato, voluto, organizzato volontariamente. È una scelta politica. È strategia. Quindi concederà di non guardare alle regioni meridionali oppresse dalle mafie. Berlusconi, che ha glorificato come eroe Vittorio Mangano, un mafioso, in campagna elettorale, potrà non vedere quei pericoli e riservare soltanto poche, pleonastiche righe al ricordo di Giovanni Falcone ("La ricorrenza dell'eccidio di Capaci è un momento di memore riflessione"). Per la creazione artefatta e permanente di uno stato d'eccezione, per la militarizzazione delle decisioni, per il nuovo, modernissimo "paradigma di governo", sarà più urgente nominare i direttori dei servizi segreti e affidarli alle cure di De Gennaro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-580260958478481600?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/580260958478481600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=580260958478481600' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/580260958478481600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/580260958478481600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/la-politica-militarizzata.html' title='La politica militarizzata'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1919481944947727929</id><published>2008-05-17T18:08:00.000+02:00</published><updated>2008-05-17T18:15:14.779+02:00</updated><title type='text'>Emergenza cibo: mappa dei nuovi poveri</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Molte famiglie italiane scivolano nell'area del disagio. E hanno difficoltà perfino per i beni primari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiamano addirittura «emergenza cibo». Ma nella mappa dei «nuovi poveri italiani» ci sono soprattutto le famiglie e tra le famiglie, quelle con figli minori. E’ quanto emerge da un’analisi di Luca Pesenti, docente di programmazione del welfare locale all’Università Cattolica di Milano, sui prezzi al consumo dei beni di largo consumo, a cominciare dagli alimentari di base, come pane e pasta, e dei beni strumentali, quali la benzina, il gasolio da riscaldamento, la casa (sia come mutui per chi l’ha acquistata, sia come affitti). Dati che insieme a un’indagine europea EU-SILC su "reddito e condizione di vita" (i cui primi risultati risalgono all’inizio di quest’anno), confermano che fare figli in Italia è sempre più un elemento di impoverimento, in mancanza di adeguate misure compensative in termini fiscali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE RICHIESTE&lt;/strong&gt; - Proprio per ottenere dal Parlamento il quoziente familiare (con deduzioni fiscali in base al numero di persone che traggono sostentamento dallo stesso reddito), ieri il Forum delle associazioni familiari (il principale organizzatore del Family Day dello scorso anno) ha consegnato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una petizione di oltre un milione di firme. «A far le spese dell’attuale difficile congiuntura - scrive Pesenti sul portale della sussidiarietà -ilsussidiario.net - sono sempre di più alcune specifiche categorie di persone». Ad esempio: dove nel nucleo familiare c’è una persona anziana «la povertà è più alta in media di 2-3 punti percentuali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CHI SOFFRE DI PIU'&lt;/strong&gt; - Ma a pagare il più alto prezzo sono state le famiglie con tre o più figli. In un anno - sostiene Pesenti - le coppie povere con tre figli sono cresciute di oltre un punto percentuale, superando addirittura il 30 per cento nei casi in cui i tre figli sono minorenni. Questi effetti sono in particolare amplificati nel Nord Italia. In ogni caso in Italia le famiglie con figli sono per oltre il 40 per cento con redditi bassi o medio bassi, i redditi più alti appartengono invece per il 25 per cento a coppie senza figli. C’è insomma un nesso biunivoco e inversamente proporzionale tra ricchezza e figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1919481944947727929?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1919481944947727929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1919481944947727929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1919481944947727929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1919481944947727929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/emergenza-cibo-mappa-dei-nuovi-poveri.html' title='Emergenza cibo: mappa dei nuovi poveri'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4531202843958592877</id><published>2008-05-17T16:07:00.000+02:00</published><updated>2008-05-17T17:58:54.632+02:00</updated><title type='text'>le immagini dei campi rom bruciati ricordano le persecuzioni fasciste degli anni 20</title><content type='html'>Si, mi ricordano le persecuzioni fasciste , mancano solo i triangoli neri da attaccare sui loro vestiti. Provo profonda tristezza, perchè sul tarlo della paura che questa sorta di xenofobi che ci governano stanno mettendo nella testa delle persone , noi rischieremo di essere disprezzati da tutta Europa , probabilmente questo è un loro intento. Come può un Paese serio mettere il potere in mano a ex fascisti , a xenofobi del bar dello sport come la lega , e a una banda di persone che si inchinano al loro padrone ,Berlusconi ,che ha distrutto questo paese sui suoi valori fondanti ,sostituendoli con il mito del denaro facile e con il concetto dell'impunità. Ricordatevi gente senza cultura , che l'immigrazione è ,ahimè ,un fatto epocale , perchè la ricchezza si stà concentrando sempre in minori mani ,ed esiste un principio che fa parte della natura che è l'istinto della sopravvivenza . La delinquenza si combatte non con le deportazioni di massa , ma per esempio investendo nelle forze dell'ordine , mettere gli uomini per strada ,non imbucarli negli uffici.(polizia , carabinieri, vigili) , educando la gente a denunciare e non ad essere omertosa. Puntare sull'istruzione e sul senso civico che la scuola deve inculcare nelle teste dei giovani, nella crescita culturale di un popolo e non con l'idea che tutti sono nemici perchè non italiani. Questi comportamenti li pagheremo molto cari in Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4531202843958592877?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4531202843958592877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4531202843958592877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4531202843958592877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4531202843958592877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/le-immagini-dei-campi-rom-ricordano-le.html' title='le immagini dei campi rom bruciati ricordano le persecuzioni fasciste degli anni 20'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8670689317206413290</id><published>2008-05-17T16:06:00.001+02:00</published><updated>2008-05-17T22:59:20.587+02:00</updated><title type='text'>Dove è finito il mio Paese</title><content type='html'>La storia, ricorda , che Hitler cominciò il suo percorso che seminò orrore e distruzione in mezza Europa , nel dire al suo popolo, di scarsa cultura, che il male della Germania erano gli stranieri, il resto lo conosciamo. Ho la netta sensazione che questo Paese è nella più completa confusione , possibile che tutto si identifica nell'immigrato e non si tiene conto che i nostri drammi più grandi sono dentro il nostro Paese; abbiamo tre criminalità organizzatele peggiori del mondo ,che bloccano lo sviluppo, che terrorizzano la gente e nessuno delle persone dice nulla su questo , cosa ne pensano sugli assalti alla polizia che entra nei quartieri campani che sono sotto il controllo della camorra, abbiamo la classe politica più corrotta del mondo , e nessuno dice nulla, gente che è condannata in via definitiva e siede in Parlamento e si sente in diritto di parlare di legalità , abbiamo una classe imprenditoriale che di senso dello Stato non ha nulla ,l'idea è solo quella del profitto a qualsiasi costo, abbiamo il più scarso senso dello Stato che vediamo come una terza persona ,invece di capire che noi e solo noi ,lo determiniamo.Vogliamo fare tutti come ci pare, senza pensare che la nostra libertà finisce dove comincia quella dell'altro, abbiamo sempre bisogno che qualcuno ci vieti qualcosa ,perchè non siamo capaci di rispettare le regole comuni. Io chiedo come si può pensare che i mali di questo Paese vengono da fuori , quando la realtà è che noi non siamo stati capaci di eliminare quelli interni.Ma che lasciamo alle generazioni future , solo il senso della paura ? dell'odio verso l'altro? Non lo voglio credere, ma sono veramente preoccupato di ciò che sta avvenendo, il nostro terribile passato dovrebbe farci riflettere.Purtroppo noi siamo una Democrazia troppo giovane per definirla consolidata, pertanto può facilmente essere messa in crisi dalla pochezza di pochi.Vi esorto al ragionamento e all'idea che l'equazione uno straniero è delinquente, tutti gli stranieri sono delinquenti , e solo l'intento di chi ha intenzione di deviare dai gravi problemi che sopra ho evidenziato, perchè si è incapaci di risolverli e la cosa più semplice è prendersela con i più deboli. L'illegalità e la delinquenza si sconfiggono quando chi ci rappresenta nelle Istituzioni è il primo ad essere legale nei comportamenti e nei fatti. Altrimenti tutto diventa opaco e senza confini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8670689317206413290?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8670689317206413290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8670689317206413290' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8670689317206413290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8670689317206413290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/dove-finito-il-mio-paese.html' title='Dove è finito il mio Paese'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-57659122902144672</id><published>2008-05-03T12:40:00.000+02:00</published><updated>2008-05-03T12:48:01.872+02:00</updated><title type='text'>Il declino globale degli stipendi in busta 5mila euro in meno l'anno</title><content type='html'>Secondo uno studio della Bri è sempre più alta la quota di Pil che va ai profitti. Dagli anni Ottanta ad oggi salari schiacciati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - La lotta di classe? C'è stata e l'hanno stravinta i capitalisti. In Italia e negli altri Paesi industrializzati, gli ultimi 25 anni hanno visto la quota dei profitti sulla ricchezza nazionale salire a razzo, amputando quella dei salari, e arrivare a livelli impensabili ("insoliti", preferiscono dire gli economisti). Secondo un recente studio pubblicato dalla Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, nel 1983, all'apogeo della Prima Repubblica, la quota del prodotto interno lordo italiano, intascata alla voce profitti, era pari al 23,12 per cento. Di converso, quella destinata ai lavoratori superava i tre quarti. Più o meno, la stessa situazione del 1960, prima del "miracolo economico". L'allargamento della fetta del capitale comincia subito dopo, nel 1985. Ma per il vero salto bisogna aspettare la metà degli anni '90: i profitti mangiano il 29 per cento della torta nel 1994, oltre il 31 per cento nel 1995. E la fetta dei padroni, grandi e piccoli, non si restringe più: raggiunge un massimo del 32,7 per cento nel 2001 e, nel 2005 era al 31,34 per cento del Pil, quasi un terzo. Ai lavoratori, quell'anno, è rimasto in tasca poco più del 68 per cento della ricchezza nazionale. Otto punti in meno, rispetto al 76 per cento di vent'anni prima. Una cifra enorme, uno scivolamento tettonico. Per capirci, l'8 per cento del Pil di oggi è uguale a 120 miliardi di euro. Se i rapporti di forza fra capitale e lavoro fossero ancora quelli di vent'anni fa, quei soldi sarebbero nelle tasche dei lavoratori, invece che dei capitalisti. Per i 23 milioni di lavoratori italiani, vorrebbero dire 5 mila 200 euro, in più, in media, all'anno, se consideriamo anche gli autonomi (professionisti, commercianti, artigiani) che, in realtà, stanno un po' di qui, un po' di là. Se consideriamo solo i 17 milioni di dipendenti, vuol dire 7 mila euro tonde in più, in busta paga. Altro che il taglio delle aliquote Irpef.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/economia/interna/1517141558/Middle/OasDefault/Googl_Adword_NwEco_SqIns_280408/google_180x150_informatici.gif/35373062643636643438316238383830" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;Non è, però, un caso Italia. Il fenomeno investe l'intero mondo sviluppato. In Francia, rileva sempre lo studio della Bri, la fetta dei profitti sulla ricchezza nazionale è passata dal 24 per cento del 1983 al 33 per cento del 2005. Quote identiche per il Giappone. In Spagna dal 27 al 38 per cento. Anche nei paesi anglosassoni, dove il capitale è sempre stato ben remunerato, la quota dei profitti è a record storici. Dice Olivier Blanchard, economista al Mit, che i lavoratori hanno, di fatto, perduto quanto avevano guadagnato nel dopoguerra. Forse, bisogna andare anche più indietro, al capitalismo selvaggio del primo '900: come allora, in fondo, succede poi che il capitalismo troppo grasso di un secolo dopo arriva agli eccessi esplosi con la crisi finanziaria di questi mesi. Ma gli effetti sono, forse, destinati ad essere più profondi. C'è infatti questo smottamento nella redistribuzione delle risorse in Occidente dietro i colpi che sta perdendo la globalizzazione e il risorgere di tendenze protezionistiche: da Barack Obama e Hillary Clinton, fino a Nicolas Sarkozy e Giulio Tremonti. Sostiene, infatti, Stephen Roach, ex capo economista di una grande banca d'investimenti come Morgan Stanley, che la globalizzazione si sta rivelando come un gioco in cui non è vero che vincono tutti. Secondo la teoria dei vantaggi comparati di Ricardo, la globalizzazione doveva avvantaggiare i paesi emergenti e i loro lavoratori, grazie al boom delle loro esportazioni. E quelli dei paesi industrializzati, grazie all'importazione di prodotti a basso costo e alla produzione di prodotti più sofisticati. "E' una grande teoria - dice Roach - ma non funziona come previsto". Ai lavoratori cinesi è andata bene, ma quelli americani ed europei non hanno mai guadagnato così poco, rispetto alla ricchezza nazionale. Sono i capitalisti dei paesi sviluppati che fanno profitti record: pesa l'ingresso nell'economia mondiale di un miliardo e mezzo di lavoratori dei paesi emergenti, che ha quadruplicato la forza lavoro a disposizione del capitalismo globale, multinazionali in testa, riducendo il potere contrattuale dei lavoratori dei paesi sviluppati. Quanto basta per dirottare verso le casse delle aziende i benefici dei cospicui aumenti di produttività, realizzati in questi anni, lasciandone ai lavoratori le briciole. Inevitabile, secondo Roach, che tutto questo comporti una spinta protezionistica nell'opinione pubblica, a cui i politici si mostrano sempre più sensibili. Ma il ribaltone nella distribuzione della ricchezza in Occidente è, allora, un effetto della globalizzazione? Non proprio, e non del tutto. Secondo gli economisti del Fmi, nonostante che il boom del commercio mondiale eserciti una influenza sulla nuova ripartizione del Pil, l'elemento motore è, piuttosto, il progresso tecnologico. Su questa scia, Luci Ellis e Kathryn Smith, le autrici dello studio della Bri, osservano che il balzo verso l'alto dei profitti inizia a metà degli anni '80, prima che le correnti della globalizzazione acquistino forza. Inoltre, l'aumento della forza lavoro disponibile a livello mondiale interessa anzitutto l'industria manifatturiera, ma, osservano, non è qui - e neanche nei servizi alle imprese, l'altro terreno privilegiato dell'offshoring - che si è verificato il maggior scarto dei profitti. Il meccanismo in funzione, secondo lo studio, è un altro: il progresso tecnologico accelera il ricambio di macchinari, tecniche, organizzazioni, che scavalca sempre più facilmente i lavoratori e le loro competenze, riducendone la forza contrattuale. E' qui, probabilmente, che la legge di Ricardo, a cui faceva riferimento Roach, si è inceppata. Il meccanismo, avvertono Ellis e Smith, è tutt'altro che esaurito e, probabilmente, continuerà ad allargare il divario fra profitti e salari in Occidente. Dunque, è la dura legge dell'economia a giustificare il sacrificio dei lavoratori, davanti alla necessità di consentire al capitale di inseguire un progresso tecnologico mozzafiato? Neanche per idea. La crescita dei profitti, sottolinea lo studio della Bri, "non è stato un passaggio necessario per finanziare investimenti extra". Anzi "gli investimenti sono stati, negli ultimi anni, relativamente scarsi, rispetto ai profitti, in parecchi paesi". In altre parole "l'aumento della quota dei profitti non è stata la ricompensa per un deprezzamento accelerato del capitale, ma una pura redistribuzione di rendite economiche". La lotta di classe, appunto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-57659122902144672?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/57659122902144672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=57659122902144672' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/57659122902144672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/57659122902144672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/il-declino-globale-degli-stipendi-in.html' title='Il declino globale degli stipendi in busta 5mila euro in meno l&apos;anno'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-399172225381882239</id><published>2008-05-01T22:33:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T22:34:54.865+02:00</updated><title type='text'>Una società senza speranze collettive</title><content type='html'>F a una certa impressione constatare che nelle vicende pre-governative di queste settimane non c'è alcuna intenzione di presidiare organicamente il crescente disagio sociale che caratterizza oggi il Paese. La difficile integrazione degli immigrati, le paure di regressione del ceto medio, il bullismo e lo sballo dei giovani e giovanissimi, la delegittimazione dei processi formativi scolastici, le difficoltà (culturali e valoriali più ancora che economiche) delle famiglie, la crescita degli anziani e dei non autosufficienti, l'ancora sostanzioso bisogno di nuove abitazioni, la paura della disoccupazione per i laureati e diplomati, l'insoddisfazione per il sistema sanitario; bastano questi parziali riferimenti per ricordare a tutti che viviamo un periodo in cui la società ha problemi gravi.E non solo di settore, come nella precedente elencazione, ma complessivi, se è vero come è vero che avvertiamo tutti che siamo una società schiacciata su un mediocre presente e senza senso di marcia e quindi senza speranze collettive, una società impaurita e triste.Su una realtà di questo tipo la politica (dei governi passati e futuri) non sa elaborare un approccio complesso e si perde nei diversi fenomeni e problemi di settore: a qualcosa penserà il Viminale, a qualcosaltro il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, a qualcosaltro ancora quello della Salute, a qualcosaltro il ministro del Welfare; forse alla casa quello delle Infrastrutture, alle famiglie un ministro senza portafogli, al resto le Regioni e i Comuni.E così, c'è da esserne sicuri, il disagio complessivo aumenterà, con le rabbie e i rancori che poi fanno le emozioni portanti del voto elettorale.Quel che è concesso al disagio e alle paure economiche, cioè il presidio di due soli ministeri (Economia e Sviluppo economico) e di due ministri di prima scelta, non è concesso al disagio sociale, lasciato pericolosamente non presidiato sul piano politico generale e pericolosamente frammentato in ministeri ormai stanchi e con ministri di seconda scelta e senza grande peso.Con il rigido legislativo accorpamento dei ministeri (dodici non di più) la soluzione del problema non è oggi possibile, anzi si rischia lo spacchettamento fra Welfare e Salute; ma chi vorrà governare l'Italia dei prossimi anni dovrà trovare un approccio sufficientemente unitario ai tanti problemi, alle tante facce della profonda crisi sociale che stiamo attraversando. La sua sottovalutazione finirebbe per essere pagata amaramente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-399172225381882239?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/399172225381882239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=399172225381882239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/399172225381882239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/399172225381882239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/una-societ-senza-speranze-collettive.html' title='Una società senza speranze collettive'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4947671652580337937</id><published>2008-05-01T14:50:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T15:01:22.895+02:00</updated><title type='text'>Ingrao: «È mancata ogni unità a sinistra. Nella falla è passata l’ondata xenofoba della destra»</title><content type='html'>«Che dite a l’Unità e tu che pensi della sconfitta?». Comincia così, questa intervista con Pietro Ingrao sul «day after», con lui che chiede «lumi» all’intervistatore prima di iniziare. Ha le idee chiare in realtà, il vecchio leader. Infatti, appena arrivati in casa sua, troviamo sul tavolo giornali spiegati e sottolineati, e un foglio con gli appunti su quel che vuole dirci. Gli diciamo la «nostra», ma solo per farlo partire e concordare una «scaletta». E lui parte, dopo la prima domanda. Senza disperdersi e attorno a tre chiodi fissi. La xenofobia, gli sbagli di Veltroni e quelli della Sinistra Arcobaleno. Sentiamo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ingrao, perché il centrosinistra ha perso Roma dopo 15 anni, e come è potuto accadere che una destra ex missina abbia conquistato il Campidoglio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«A mio avviso la ragione di fondo è stata l’ondata di paura e di insicurezza alimentata dalla presenza degli immigrati nel nostro Paese: e dunque prima di tutto un’ondata xenofoba, che ha aperto la strada ad Alemanno. La gente lo ha votato, sperando che espellerà “gli stranieri” dall’Italia. Il limite politico e di civiltà di questo atteggiamento mi sembra evidente. Nasce dal provincialismo e dal nazionalismo, anche localistico e leghista, di questa destra che grida: “fuori gli stranieri criminali e fuori quelli che li hanno fatti entrare!”. Tale mi sembra la fonte, l’impronta della vittoria della destra. L’altro aspetto che mi sembra evidente è la frantumazione delle forze di sinistra: sia sul fronte dell’Arcobaleno, sia su quello prodiano. Il soggetto che doveva sconfiggere quella destra reazionaria si è rotto in più pezzi: tra liti interne e partitini rissosi».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Veltroni però ha detto: noi siamo il partito maggioritario e andremo da soli. Eppure la sua non si definiva come una proposta «unitaria»?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Non è stata così: la sua azione non ha saputo e voluto trovare il giusto raccordo con il mondo articolato e plurimo della sinistra che doveva sostenerlo e con cui doveva realizzare un accordo. Qui ha fallito».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Pd ha sostenuto che un accordo con la Sinistra Arcobaleno sarebbe stato oneroso e impopolare.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Eppure da solo il Pd non poteva bastare: per l’entità delle forze che riusciva a mobilitare e per la debolezza della sua azione unitaria. Ai miei tempi avevamo l’ossessione dell’unità a sinistra per reggere lo scontro. Stavolta invece non c’è stata alcuna colleganza tra i moderati del Partito Democratico (perché tali sono) e le forze, seppure limitate, della sinistra classista. E alla fine è passata una confusa moltiplicazione dei soggetti, e Veltroni ha accentuato ancora di più la divaricazione. Persino lasciando intravedere un accordo bipartitico con Berlusconi. È mancata insomma la costruzione forte e articolata del soggetto alternativo. Lo si è visto in modo clamoroso a Roma, dove difatti Rutelli da solo non ce la ha fatta: non è riuscito a far fronte alla ondata xenofoba, tesa alla cacciata degli “stranieri” visti da tanta parte del popolo romano come una messa a rischio delle proprie condizioni di vita».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma non c’è stata anche l’insicurezza legata al disagio economico e alle politiche fiscali e rigoriste del governo Prodi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Sì, anche questo ha pesato. Ma più che politiche rigoriste, preferirei dire politiche di compressione della domanda e del salario. Padoa Schioppa non era un ciarlatano, e non mi pare sia stato il rigore di bilancio il vero problema. Semmai, fermo restando che il punto cruciale è stata la xenofobia, va riconosciuto che non c’è stato un terreno di incontro col sindacato sui salari. Va bene il rigore, ma andava conquistata l’adesione dei lavoratori a quella politica, con contrappesi adeguati che non ci sono stati. Il che ha messo in crisi l’asse tra lavoro, risanamento e sviluppo. Un’alleanza che invece era fondamentale, per l’intesa con la classe operaia e col lavoro dipendente. E così Prodi s’è trovato sotto l’attacco della destra xenofoba senza avere il sostegno della forze classiche del movimento operaio. In Italia fino agli anni 80 c’è sempre stato un soggetto plurale di sinistra, ben articolato nella sua faccia politica e in quella sindacale. Questo rapporto è saltato. Non si è realizzata e forse non è stata nemmeno tentata una intesa corposa tra Prodi e il sindacato. E in questa falla, sotto il peso della xenofobia, è passata la destra».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oltre al Pd, la tua critica tocca dunque anche la Sinistra Arcobaleno. Dove ha sbagliato? E qual è il suo deficit di identità?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«A sinistra si sono spaccati in troppe sigle, in risse di gruppo, invece di realizzare la necessaria compattezza per incalzare l’ala moderata della coalizione. Dunque: da un lato i “moderati” di Veltroni e del PD hanno ammiccato a Berlusconi, dall’altro la sinistra radicale s’è smarrita nei suoi molti rivoli, senza trovare un baricentro programmatico e culturale chiaro».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma allora, da dove ricominciare dopo una sconfitta di queste dimensioni?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Immagino dal realizzare l’unità sul programma, dinanzi a questioni che oggi chiaramente sono inscritte in una vicenda mondiale che ha travolto molti argini. È il ciclo del capitalismo mondiale dopo il 1989 che va ancora decifrato, con tutte le conseguenze che ne sono seguite: dal crollo dell’Est europeo, alla globalizzazione, alla guerra in Medioriente e oggi - temo - dinanzi a un probabile ritorno della recessione nel mondo. Sono sviluppi pesanti che dobbiamo guardare in faccia con chiarezza. È in questo quadro corrusco che Pd e Sinistra Arcobaleno devono ritrovare il loro ruolo. E penso innanzitutto alla riconquista di una tutela di classe per i ceti subalterni e diseredati; alla urgenza di rimettere al centro il tema della pace e della guerra, di cui non parla più nessuno. E invece la guerra, come sai, continua in zone cruciali del globo...».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E per il domani del Partito Democratico che strada, che sviluppi vedi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Tu mi chiedi del Pd. Ebbene il Pd è ormai una forza chiaramente centrista e moderata. E sia; ma dovrebbe evitare di civettare con Berlusconi, come mi pare abbia provato a fare Veltroni. In ogni modo non credo oggi che una tale forza tenda a spostarsi a sinistra. Forse è più realistico lavorare a costruire un rapporto attivo e fruttuoso con la sinistra radicale, essendo consapevoli della differenza netta che corre tra i due soggetti...».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Non potrebbero, almeno nella sinistra radicale, cominciare una buona volta a definirsi socialisti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Non tocca a me dare consigli del genere. Né mi interessa molto un discorso sui nomi, sulle sigle, e tantomeno dare giudizi su vicende che conosco limitatamente. Semmai io direi: a ciascuno il suo. L’Arcobaleno tenga fede alla sua connotazione di sinistra di classe. Il Pd faccia la sua parte "moderata", ma in chiave coerente e non compromissoria. E soprattutto, però, la sinistra in senso lato la smetta di dilaniarsi e ritrovi un minimo di unità».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4947671652580337937?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4947671652580337937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4947671652580337937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4947671652580337937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4947671652580337937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/ingrao-mancata-ogni-unit-sinistra-nella.html' title='Ingrao: «È mancata ogni unità a sinistra. Nella falla è passata l’ondata xenofoba della destra»'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6577414952294887187</id><published>2008-05-01T12:55:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T12:59:59.515+02:00</updated><title type='text'>La corda che si spezza</title><content type='html'>Nel 2008 la crescita della produzione in Italia è stimata in 0,5%. Solo qualche mese fa si scommetteva sull’unoequalcosa%. Finirà sotto lo 0%. Una possibile stima è di meno 0,5%. Ci sarà una recessione dura, ma all’italiana. Il calo della produzione equivale a un calo dell’occupazione. Una recessione si traduce in centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno. In Italia l’occupazione invece salirà e scenderanno gli stipendi. E’ il trend degli ultimi anni.Come funziona? Si trasforma un lavoratore dipendente in precario. Un terzo dello stipendio di prima, addio alla pensione e nessuna sicurezza (che costa) sul lavoro. L’equazione è semplice. Più recessione = meno stipendio, più precari (e quindi più occupazione) e più caduti sul lavoro. Il numero di precari è arrivato a circa cinque milioni, c’è spazio per migliorare. L’intera popolazione italiana. L’abolizione dell’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_dei_lavoratori" target="_blank"&gt;articolo 18&lt;/a&gt; di cui si discute è, in fondo, un aiuto alla crescita del precariato e dell’occupazione. E anche dei morti di fame. La recessione è mondiale, ma la coppa del mondo l’abbiamo già vinta noi. Stime di crescita in Europa e dintorni per il 2008: Slovacchia 7,4%, Russia 7,0%, Ucraina 6,4%, Polonia 5,3%, Repubblica Ceca 4,8%, Turchia 4,6%, Norvegia 3,4%, Irlanda 3,2%, Grecia 3,1%, Svezia 2,5%, Olanda 2,3%, Ungheria 2,2, Belgio 1,9%, UK-Germania 1,7%, Francia-Danimarca-Portogallo 1,6% .Siamo gli ultimi degli ultimi, ma proposte reali per il rilancio del Paese non ci sono. Il motivo è semplice: per cambiare vanno travolti gli equilibri sui quali si regge il Sistema. Che da solo non si riformerà mai. Quanti sono rimasti a produrre reale ricchezza in Italia? Quanti sono i parassiti? I primi diminuiscono, i secondi aumentano a vista d’occhio insieme ai precari, ai nuovi poveri, al debito pubblico. Prima dell’euro si svalutava la lira, oggi si indebita, con allegria, la Nazione con nuove emissioni di titoli di Stato.I problemi economici del Paese, per esempio l’Alitalia, si risolvono indebitandolo. Ma la corda si spezzerà. Nel 2008 pagheremo circa 70 miliardi di euro di interessi sui titoli emessi. Circa quattro finanziarie. Nel 2009 gli interessi saranno di più, per tre motivi. Il primo è che l’Italia è considerata a rischio e per competere con i titoli di Stato degli altri Paesi deve garantire interessi più alti. Il secondo è che il debito pubblico aumenta. Il terzo è che la nostra produzione sta calando. Alla catastrofe, ma con ottimismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6577414952294887187?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6577414952294887187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6577414952294887187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6577414952294887187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6577414952294887187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/la-corda-che-si-spezza.html' title='La corda che si spezza'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7840597988018792815</id><published>2008-05-01T11:29:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T11:30:11.418+02:00</updated><title type='text'>Istat: volano i prezzi degli alimentari</title><content type='html'>Ma l'inflazione resta stabile al 3,3%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA L’inflazione resta stabile ad aprile ma volano i prezzi degli alimentari - in particolare pane, pasta e latte - e dei prodotti energetici. Secondo la stima provvisoria dell'Istat, il costo della vita questo mese è cresciuto come a marzo del 3,3% su base tendenziale, mentre aumentato dello 0,1% su base congiunturale. Si registra così un lieve rallentamento rispetto all’indice armonizzato Ue, che prevede un aumento congiunturale dello 0,5% e tendenziale del 3,5%. A frenare la corsa dell’inflazione, spiega l’Istituto di statistica, è il settore dei servizi (+2,9% annuo contro il +3,1% registrato a marzo), mentre continuano ad accelerare i prezzi dei beni alimentari (+3,6% contro +3,5% raggiunto a marzo) e dell’energia (+10,3% contro +9,6% a marzo). Nel dettaglio, volano su base annua i prezzi di pane e cereali (+10,6%), e in particolare di pane (+13,1%), pasta (18,6%), latte, formaggi e uova (+8,3%) e latte (+10,8%). Rincari anche per la frutta (+6,3%), mentre rallentano la carne (+3,7% contro +3,9% a marzo) e gli ortaggi (+3,3% contro +4,2). A spingere l’inflazione è anche il comparto energia, con un aumento del 10,3% (9,6% a marzo) su basse annua e dell’1% rispetto al mese precedente. Sono le tariffe elettriche, nel comparto regolamentato, a trainare i rincari, con un aumento del 3,3% congiunturale e del 9,2% annuo. Una forbice piuttosto importante si registra nel non regolamentato tra la benzina, che segna un aumento dell’8,7%, e il gasolio, che segna +19,3% su base annua. Rispetto a marzo, invece, la benzina mostra un lieve calo (-1%), mentre il gasolio segna un aumento dello 0,7%. Scatta subito l’allarme delle associazioni dei consumatori. Il Codacons avverte che «l’inflazione galoppante al 3,3% determinerà a fine anno una stangata pari ad almeno 1.300 euro a famiglia» e propone al nuovo Governo un pacchetto di misure da adottare subito per frenare la corsa dei prezzi. Anche Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento dell’esecutivo perchè «si rischia per il 2008 una caduta del potere d’acquisto di 1.740 euro». E per bloccare in particolare la corsa degli alimentari la Cia (Confederazione italiana agricoltori) propone il doppio prezzo (origine e dettaglio), che «potrebbe rappresentare un deterrente per evitare aumenti ingiustificati che alimentano soltanto il trend inflazionistico e causano pesanti ripercussioni per la spesa degli italiani». Per Confcommercio la stabilizzazione dell’inflazione si spiega con «l’effetto "calmieratore" derivante da un’accentuata stagnazione dei consumi. Una situazione che induce le imprese della distribuzione a contenere al massimo gli aumenti per non deprimere ulteriormente il mercato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7840597988018792815?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7840597988018792815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7840597988018792815' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7840597988018792815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7840597988018792815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/05/istat-volano-i-prezzi-degli-alimentari.html' title='Istat: volano i prezzi degli alimentari'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6657667265236422984</id><published>2008-05-01T01:13:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T01:15:35.246+02:00</updated><title type='text'>L’attesa del Pd volge al termine</title><content type='html'>La proposta culturale del capo gruppo del Pd&lt;br /&gt;Porcari:«Andremo in consiglio comunale»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTI due giorni di festa sono una sorta di prova generale per quella che era stata tempo&lt;br /&gt;fa la proposta del capogruppo del Pd della settima circoscrizione Fabrizio Porcari. La&lt;br /&gt;proposta, fatta a nome di tutto il Pd dello Scalo, consisteva infatti nell’animare la frazione&lt;br /&gt;nei fine settimana del mese di giugno. L’iniziativa democratica prevedeva di affidare&lt;br /&gt;ad un’associazione culturale il compito di organizzare spettacoli nelle aree verdi della&lt;br /&gt;Circoscrizione in viale delle Industrie. A seguito di questa proposta, la stessa associazione&lt;br /&gt;Nova Urbs si era mostrata disposta a presentare in Circoscrizione la proposta di portare&lt;br /&gt;allo Scalo i propri spettacoli. Ci chiediamo allora, a che punto è la proposta? «Il nostro&lt;br /&gt;progetto va avanti - ha dichiarato Porcari - è dai primi di marzo, ovvero da quando abbiamo&lt;br /&gt;avanzato la nostra iniziativa, che stiamo aspettando che venga fatto un consiglio&lt;br /&gt;circosrizionale. Il fatto è che questa attesa si sta prolungando troppo, e se non ci saranno&lt;br /&gt;novità a breve, andremmo a proporre la nostra idea direttamente in consiglio comunale».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6657667265236422984?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6657667265236422984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6657667265236422984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6657667265236422984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6657667265236422984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/lattesa-del-pd-volge-al-termine.html' title='L’attesa del Pd volge al termine'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5937318325466772678</id><published>2008-05-01T01:06:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T01:11:09.746+02:00</updated><title type='text'>Avio, 210 in cassa integrazione</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;QUESTO POMERIGGIO INTANTO VERTICE TRA LE PARTI SOCIALI IN PREFETTURA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTO pomeriggio in Prefettura è previsto un nuovo vertice sul caso Avio Interiors. Con le mediazione di Bruno Frattasi le parti sociali si incontreranno per discutere dell’adeguamento&lt;br /&gt;contrattuale per i dipendenti del gruppo (Avio, Railinteriors, Alven e Meccano) che la dirigenza&lt;br /&gt;non sembra disposta a concedere. Ma è chiaro che durante il vertice si discuterà anche dell’ultima azione messa in campo dal patron Veneruso: ovvero l’apertura della cassa&lt;br /&gt;integrazione straordinaria per 210 lavoratori del gruppo (110 dell’Avio, 50 della Meccano e 50 della Railinteriors). Un’azione che, chiaramente, esaspera il personale, inasprisce i&lt;br /&gt;rapporti tra le parti e, soprattutto, rischia di far saltare un’intesa che potenzialmente potrebbe essere raggiunta. Le organizzazioni sindacali durante il summit di questo pomeriggio chiederanno conto alla dirigenza dell’avvio delle procedure di  cassa integrazione e, al tempo stesso,&lt;br /&gt;proveranno a ricucire i rapporti per vedersi riconosciuti gli adeguamenti sugli stipendi degli operai metalmeccanici. Quel che è certo è che questo summit non può concludersi&lt;br /&gt;con un «nulla di fatto», altrimenti c’è il rischio concreto che la situazione dell’azienda precipiti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5937318325466772678?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5937318325466772678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5937318325466772678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5937318325466772678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5937318325466772678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/avio-210-in-cassa-integrazione.html' title='Avio, 210 in cassa integrazione'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2227744160426929451</id><published>2008-05-01T00:56:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T00:57:12.359+02:00</updated><title type='text'>La Lezione della Sconfitta</title><content type='html'>Le sconfitte fanno male se non si sa metterle a frutto. Come avviene dopo un brutto incidente - scendendo a 50 all’ora in bici ed essendo finito in ospedale, da allora uso i freni molto più di prima - la lezione può anche risultare vitale. Se il centrosinistra avesse vinto o perso per il rotto della cuffia ci saremmo salvati l’anima e avremmo tirato avanti come prima o peggio. Così non è e, dico, per fortuna.Qui mi concentro su due grosse mancanze della nostra politica responsabili dell’80% delle sconfitte, nazionale e romana, che appaiono slegate tra loro ma che slegate non sono, sicurezza ed equità e sui mutamenti di rotta che il Pd e la sinistra devono imprimere da subito alle loro politiche.Sulla sicurezza la destra ha un vantaggio storico, Legge ed Ordine è da anni un suo slogan, che, alla luce delle nuove forme di insicurezza, ha assunto un peso non facile colmare. Nostra colpa specifica è stata non capire i cambiamenti strutturali che da venti anni a questa parte la criminalità ha subito. Primo cambiamento è stato l’apporto che una immigrazione vorticosa, mal gestita e peggio contenuta ha avuto sulla criminalità: col 7% di immigrati il loro contributo si aggira intorno al 30% degli arresti e la cosa è abbastanza naturale se solo si considerano le condizioni di estremo disagio in cui molti immigrati vivono. Secondo cambiamento deriva dai luoghi in cui la criminalità si esercita, mentre prima, in Italia come nel resto del mondo, i crimini si concentravano nelle aree metropolitane, da qualche tempo l’intero territorio ne è investito. Anche per le maggiori protezioni delle aree centrali più ricche, la criminalità si è diffusa nelle periferie e nelle province pacifiche e sicure sino ad ieri. Questo ha aumentato enormemente il numero di persone coinvolte ed ha “abbassato” il livello sociale dei colpiti; a differenza di ieri quando erano pochi e benestanti quelli che dovevano guardarsi dal crimine, oggi sono milioni quelli più colpiti dalla insicurezza. Basta guardare al boom di voti di Alemanno nelle periferie romane che prima guardavano a sinistra per convincersi. In conclusione, anche se l’Italia ha tassi di criminalità non superiori alle medie europee, la condizione di insicurezza vissuta sulla pelle da milioni di cittadini è una nuova realtà che solo tardivamenente, e pochi a sinistra tra cui i sindaci di Bologna e di Padova, hanno colto nella loro gravità. Lasciando alla Lega e ad An un vantaggio difficile da colmare senza correzioni serie di politiche, di inclusione e di sinistra, ma efficaci nel rassicurare i cittadini.Altra grossa mancanza delle nostre politiche è culturale: il ritardo di analisi, denuncia e cura delle crescenti iniquità che la globalizzazione e la finanziarizzazione stanno portando all’interno dei nostri Paesi. La globalizzazione ha ridotto i divari tra Paesi ma aumentato quelli all’interno dei Paesi. Il problema riguarda l’Italia ma non solo, anche l’America del presidente Clinton e la Gran Bretagna di Tony Blair poco o niente hanno fatto per ridurre la deriva dei divari crescenti di redditi e di ricchezza. Pochi dati per una realtà arcinota: in Italia, tra il 2001 ed il 2006 i salari reali non sono cresciuti mentre i profitti delle imprese sono raddoppiati. Il 5,3% di aumento reale del Pil in quel periodo sono andati tutti a profitti e rendite. Naturalmente la distribuzione di ricchezza tra benestanti da un lato e operai e ceti medi dall’altro ne ha sofferto, secondo la Banca d’Italia il 10% delle famiglie oggi possiede quasi il 50% della ricchezza nazionale. Negli Usa tra il 1980 e il 2000 i guadagni dei dirigenti sono passati da 30 volte a 120 volte quelli medi (Economist, 20 gennaio 2007). Tony Blair ha battuto ogni record: nei suoi 11 anni di governo i patrimoni dei 1000 inglesi più ricchi, stazionario sotto la Thatcher, è addirittura quadruplicato (Sunday Times, cittato su Repubblica del 28 aprile). Se operai e ceti medi vedono i loro redditi peggiorare e quelli di ricchi e super ricchi crescere, ma perché mai devono votare a sinistra? Non è giusto dire che l’equità aveva lo stesso peso nei programmi del Pd e del Pdl. È giusto dire che sia nei comportamenti concreti della Casta - tutti hanno votato scala mobile e altri privilegi dei parlamentari - sia nel dibattito politico elettorale, il tema dell’equità sociale non è apparso centrale né nei comizi, tantomeno nell’azione di governo. Oggi che molte differenze tra destra e sinistra non sono più rilevanti come ieri, si pensi alla sicurezza, la coesione sociale e l’equità sono tra le poche differenze identitarie da far emergere con molta più determinazione e chiarezza di prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2227744160426929451?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2227744160426929451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2227744160426929451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2227744160426929451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2227744160426929451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/la-lezione-della-sconfitta.html' title='La Lezione della Sconfitta'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-345195782622854374</id><published>2008-04-27T13:05:00.000+02:00</published><updated>2008-04-27T13:10:08.564+02:00</updated><title type='text'>Lo specchio d'Italia è sempre più rotto- di Eugenio Scalfari</title><content type='html'>La nazione è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente di una minoranza e la speranza di recuperarne l'unità è diventato un pallido miraggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La secessione del Nord è un altro segnale di indebolimento del paese e la conseguenza più vistosa è l'affondamento di Alitalia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HO ascoltato venerdì sera Alemanno e Rutelli a "Matrix" come li avevo ascoltati pochi giorni prima da "Ballarò". Più o meno ripetevano le stesse cose come in tanti altri comizi e trasmissioni. Del resto sarebbe ingeneroso pretendere che ogni sera cambino battute e repertorio, accade anche in teatro, se vai a vedere una commedia, una tragedia, un "musical", il copione è quello, non può subire variazioni di rilievo. Alemanno ha battuto e ribattuto sull'insicurezza e la paura della gente e ce l'ha messa tutta per farla aumentare. Rutelli ha denunciato quella tecnica allarmistica e ha descritto i modi per risolvere un problema che affligge le metropoli di tutto il mondo da New York a Parigi, da Londra a Rio, da Amburgo a Canton, a Shanghai, a Mosca, a Washington e naturalmente a Milano e a Roma. Ma venerdì sera Alemanno ad un certo punto un'improvvisazione l'ha fatta: ha detto che in sedici anni di centrosinistra al Campidoglio, Rutelli prima e Veltroni poi non sono riusciti a cambiare il volto della città come invece hanno fatto i francesi a Parigi e i tedeschi a Berlino. "Berlino - ha detto Alemanno - era ancora pochi anni fa una città di rovine, oggi è splendidamente risorta diventando una grande metropoli moderna. Perché voi non siete riusciti a cambiare Roma?". Rutelli gli ha risposto mostrando fotografie di lavori importanti che sia lui sia Veltroni hanno promosso, il piano regolatore che hanno varato, le brutture che hanno eliminato, ma il suo contraddittore continuava a scuotere la testa e a denunciare l'assenza d'una nuova identità della nostra "caput mundi".&lt;br /&gt;Per fortuna, dico io, che Roma non è stata cambiata. Per fortuna. E come poteva esserlo? A Roma convivono almeno cinque diverse metropoli: quella dei ruderi e delle rovine dell'impero di Cesare e di Adriano, quella rinascimentale e papalina, quella barocca, quella dei quartieri piemontesi del nuovo regno, quella moderna da Piacentini all'"Ara Pacis" di Meier. Queste città si sono aggiunte e intrecciate l'una con l'altra. Certo hanno creato problemi: di traffico, di adattabilità, di struttura urbanistica, ma hanno creato e mantenuto un esempio irripetibile di storia, di estetica, di multipresenza che non ha eguali nel mondo, dai Fori Imperiali all'Auditorium, lungo venti secoli di continua evoluzione. Ad Alemanno non piace? Vorrebbe metterci le mani? In nome del cemento palazzinaro? * * * Oggi e domani si concluderà questa lunghissima gara elettorale con gli ultimi ballottaggi. Sei milioni di elettori ancora alle urne, ma il senso e il risultato politico ci sono già stati due settimane fa: Berlusconi ha vinto, la Lega soprattutto tiene in mano la partita e ha posto il suo sigillo sui prossimi cinque anni. Molti hanno scritto e detto che dalle urne del 14 aprile è uscito un elemento apprezzabile di maggiore semplificazione parlamentare e di più solida stabilità. Lo specchio rotto è stato almeno in parte ricomposto e ne emerge una visione del paese che può piacere ad alcuni e dispiacere ad altri ma è comunque percepibile e meno magmatica di prima. L'ho detto anch'io ma sono bastati quindici giorni per smentire quest'unica e timida speranza: lo specchio in cui il paese dovrebbe riflettersi è più frammentato e sconnesso di prima, la riduzione da trenta a quattro o cinque partiti è una chimera, la nazione italiana è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e la speranza di recuperarne l'unità è diventata un pallido e lontano miraggio. Lo si vede da molti segnali: la secessione del Nord ne è il dato più appariscente, l'affondamento dell'Alitalia ne è la conseguenza più vistosa, la regressione missina del centrodestra ne rappresenta l'inevitabile contraccolpo cui fa da controcanto il sussulto identitario dell'estrema sinistra. Le rauche invettive di Beppe Grillo completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito ogni bussola, ogni orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo passato ed ogni progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza timone e senza stelle. * * * Berlusconi - non il governo Prodi che non c'è più - ha buttato nella fornace Alitalia 300 milioni presi dalle casse pubbliche per guadagnare tre o quattro mesi di tempo. In attesa di chi e di che cosa? Alitalia non può esser rimessa in piedi da sola. Non è una questione di soldi ma di imprenditorialità e di dimensioni. Non esiste neppure una remota probabilità di una compagnia aerea italiana che abbia da sola un ruolo internazionale. Aeroflot è una compagnia regionale e statale ancor più piccola del rottame Alitalia. Lufthansa pone condizioni ancora più severe di quelle di Air France. Gli italiani chiamati da Berlusconi a contribuire alla cordata patriottica si riducono a Ligresti e forse a Tronchetti Provera. Se tra tutti e due metteranno insieme 150 milioni sarà un miracolo. Le banche tireranno fuori un finanziamento solo se ci sarà un piano industriale. Bruxelles non accetterà mai un aiuto di Stato per rianimare un moribondo, l'ha già concesso una volta e non è servito a niente. Londra, Berlino, Parigi son lì a vigilare perché una violazione delle regole europee in un settore strategico come l'aeronautica non avvenga. Tutta questa incredibile storia è la degna inaugurazione del Berlusconi-ter. Bossi se ne frega, il Nord secessionista vola benissimo con i suoi aeroporti padani. Da lui Berlusconi non avrà nessun aiuto per Alitalia ladrona. * * * Ho letto con interesse l'intervista alla "Stampa" di Veronica Lario in Berlusconi. Abbiamo scoperto che la signora è leghista nell'animo anche se il 14 aprile ha votato, come era logico, per il marito. Abbiamo anche appreso che il figlio Luigi se ne infischia della politica, si occupa di finanza e gli basta. La politica è solo imbroglio. Valeva la pena, signora Berlusconi, di mandarlo alla scuola steineriana? Che la politica fosse solo imbroglio poteva tranquillamente impararlo in famiglia, gli esempi domestici erano ampiamente sufficienti. Almeno, così ci sembra ed è lei stessa che più d'una volta ce l'ha fatto capire. * * * La signora Marcegaglia, nuovo presidente di Confindustra, si è già guadagnata diversi Oscar: è donna, è tosta, anzi virile, ha le idee chiare in tema di rapporti con i sindacati con il governo e soprattutto con i suoi associati. Non mi ha affatto scandalizzato la sua colazione a Palazzo Grazioli con il futuro presidente del Consiglio insieme a Luca Montezemolo officiato per un ministero. Perché no? Non c'è niente di male che un industriale diventi ministro, in Usa accade spesso ed anche in Europa. L'ipotesi non piacerebbe affatto ai colonnelli di Forza Italia e di An. A Bossi invece, anche su questo terreno, non gliene importa niente: lui i suoi ministri li avrà e nessuno glieli può levare. C'è una sola cosa che non mi è piaciuta della Marcegaglia: ha dichiarato che la Confindustria non si occuperà più di legge elettorale né di altre questioni istituzionali, ma soltanto della sua missione di sindacato degli industriali. Mi sbaglierò, ma è una dichiarazione grave per chi, come me, ha sperato che prima o poi gli imprenditori italiani diventassero una borghesia. Diventare borghesia significa avere un'idea di Paese entro la quale collocare i propri legittimi interessi di azienda e di categoria. Bossi ha una sua idea di Paese nord e di tutto il resto si disinteressa. Ma gli industriali italiani non sono solo al Nord. La Confindustria di Montezemolo sembrò avere una sua idea di Paese e si interessò di legge elettorale e di altre questioni istituzionali. La signora Marcegaglia cambia rotta? Vuol dire che non ha un'idea di Paese o quanto meno non ce l'ha come presidente di Confindustria. Non crede che sia una questione riguardante la rappresentanza degli industriali. Il suo dirimpettaio Bonanni, segretario della Cisl, la pensa allo stesso modo. Quelli della Fiom anche. Epifani sembra di no, lui un'idea di Paese ce l'ha come tutti i suoi predecessori da Di Vittorio a Trentin a Lama e a Cofferati. Ma anche la Cgil sta diventando una minoranza, la sua gente nel Nord le preferisce Maroni e Calderoli. Ecco perché dico che lo specchio è più rotto di prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-345195782622854374?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/345195782622854374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=345195782622854374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/345195782622854374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/345195782622854374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/lo-specchio-ditalia-sempre-pi-rotto-di.html' title='Lo specchio d&apos;Italia è sempre più rotto- di Eugenio Scalfari'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-601876177475383020</id><published>2008-04-26T16:12:00.000+02:00</published><updated>2008-04-26T16:18:00.593+02:00</updated><title type='text'>Dopo la sconfitta come ricominciare</title><content type='html'>&lt;div class="txt"&gt;Archiviate almeno a livello dei grandi mezzi di comunicazione i risultati delle elezioni politiche e amministrative, restano aperti gli interrogativi sul futuro politico e culturale del nostro paese.&lt;br /&gt;Non c'è dubbio sul fatto che la vittoria netta del popolo della libertà, guidato da Berlusconi, ha visto uno spostamento a destra della coalizione vincitrice.&lt;br /&gt;La Lega Nord ha stravinto al Nord raccogliendo anche voti degli scontenti di sinistra. E il partito di Berlusconi, ingrossato da Alleanza Nazionale, ha riguadagnato nel Mezzogiorno la maggioranza che aveva perduto negli anni novanta.&lt;br /&gt;Il biennio di governo di centro-sinistra dal 2006 al 2008 guidato da Prodi è stato interrotto quando si preparava a realizzare il secondo tempo della sua azione politica e a rispondere agli obbiettivi economici e sociali, di recupero dell'equità, scritti nel suo programma. È caduto di fatto per le dimissioni di Mastella e la scelta di Veltroni di affrontare da solo le elezioni.&lt;br /&gt;Durante la campagna elettorale, lo slogan del "voto utile" agitato da Veltroni ha prodotto sul PD la confluenza di parte della sinistra che ha così affondato qualsiasi possibile rappresentanza parlamentare della Sinistra Arcobaleno.&lt;br /&gt;Ma il malessere della sinistra va oltre lo slogan di Veltroni perché palesa lo sradicamento sociale e le incertezze di quelle forze.&lt;br /&gt;Del resto il PD non è riuscito, a sua volta, né a pareggiare né a vincere contro l'ondata del malcontento popolare che si è affidato per la terza volta al leader carismatico di Arcore.&lt;br /&gt;Ora, pensando alle prossime scadenze elettorali del 2009 e 2010, e alla transizione italiana, non c'è dubbio sul fatto che si pongono alla sinistra due obbiettivi di cui sento assai poco parlare.&lt;br /&gt;Il primo è quello di ricominciare a parlare con gli italiani nei luoghi di lavoro, nelle piazze e nelle strade dei problemi che li hanno divisi negli ultimi anni.&lt;br /&gt;C'è un'esigenza assai forte diffusa nella popolazione di una modernizzazione effettiva del paese che in questi anni ha segnato il passo: ricostruire uno stato sociale che risponda ai bisogni di un ceto medio impaurito e danneggiato dalla crisi economica; di giovani e anziani, come delle famiglie, che nutrono verso lo Stato, un atteggiamento negativo perché la politica li ha, senza dubbio trascurati.&lt;br /&gt;Il secondo obbiettivo è quello di puntare su un'adeguata acculturazione delle masse popolari: siamo gli ultimi posti in Europa per quanto riguarda l'istruzione e la ricerca.&lt;br /&gt;E c'è un problema di comunicazione assai forte. Il controllo dei mezzi di comunicazione, tv e giornali, è troppo squilibrato a favore della destra. In questo senso un giornale come l'Unità potrebbe continuare a svolgere una funzione preziosa per favorire il dialogo e la comunicazione tra le forze diverse del centro-sinistra.&lt;br /&gt;L'opposizione parlamentare dovrà lavorare ad ogni costo per una riforma del sistema televisivo e dell'informazione in generale.&lt;br /&gt;Questa è diventata una battaglia fondamentale per difendere l'esistenza dello stato di diritto in Italia.&lt;br /&gt;Se non sbaglio, un simile programma dovrebbe favorire la possibilità di un nuovo dialogo tra il PD e le forze della sinistra.&lt;br /&gt;A noi pare che, partendo da questi punti, è innegabile la comunanza di obbiettivi tra i democratici e quelli che sono vicini ai partiti che hanno formato la Sinistra Arcobaleno.&lt;br /&gt;Ma c'è un problema che riguarda il passato recente del nostro paese.&lt;br /&gt;La vittoria politica ed elettorale delle forze estranee al patto costituzionale del 1945 impone, a mio avviso, la costruzione di una coalizione di centro-sinistra che sarà magari diversa dall'Unione ma che dovrà tener conto del patrimonio valoriale delle forze democratiche che hanno difeso negli ultimi trent'anni la costituzione e i principi che la caratterizzano.&lt;br /&gt;Di qui, secondo me, varrebbe la pena di riaprire un dialogo tra l'opposizione parlamentare e quella che non dispone di seggi, in vista di un accordo stabile per contrastare l'ondata populista che rischia di riportare all'indietro il nostro paese.&lt;br /&gt;Non mi pare che esistano politiche alternative a una simile scelta. &lt;/div&gt;&lt;div class="txt"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="txt"&gt;Nicola Tranfaglia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-601876177475383020?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/601876177475383020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=601876177475383020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/601876177475383020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/601876177475383020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/dopo-la-sconfitta-come-ricominciare.html' title='Dopo la sconfitta come ricominciare'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7576083027489789167</id><published>2008-04-25T15:50:00.000+02:00</published><updated>2008-04-25T15:51:20.729+02:00</updated><title type='text'>Festa di libertà</title><content type='html'>Un fatto nuovo e unico sta verificandosi nel nostro Paese: il tentativo, apertamente sostenuto dai leader della nuova maggioranza che sarà il nuovo governo, di cancellare la Festa della Liberazione che si celebra (si celebrava, temo che dovremo dire fra poco) il 25 Aprile.Si tratta della più importante festa della Repubblica italiana, la sola che veramente riguarda tutti gli italiani.La ragione è semplice. Un giorno del 1945 è finito per sempre il regime detto nazi-fascismo, ovvero il legame fra fascismo italiano e nazismo tedesco che per cinque anni aveva terrorizzato tutta l’Europa, distrutto la maggior parte delle città, deportato e decimato a decine di milioni le popolazioni europee. Aveva, attraverso la stretta subordinazione del fascismo italiano al nazismo tedesco, realizzato il più grande genocidio della Storia: il tentato sterminio del Popolo ebreo, raggiunto, catturato e rinchiuso in apposite istituzioni di morte fino a raggiungere i 6 milioni di donne, bambini e uomini uccisi a uno a uno durante anni di metodica organizzazione.Il 25 Aprile è diventato la Festa degli italiani perché quel giorno tutti gli italiani, compresi coloro che avevano preso parte al fascismo, sono tornati liberi, normali, uguali, non più divisi fra persecutori e vittime. Se il 25 Aprile non ci fosse stato, una parte degli italiani avrebbe dovuto continuare a combattere in clandestinità, fino ad essere eliminata, spesso con la tortura o il trasferimento nei campi di sterminio. E un’ altra parte di italiani avrebbe continuato a servire i tedeschi con la missione di catturare, torturare e uccidere dentro una meticolosa organizzazione di morte. Tutti gli aguzzini avrebbero continuato a cercare tutti gli ebrei, anche nella famiglia o nella porta accanto, tutti i vecchi e i bambini dei gruppi destinati a morire, tutti gli zingari, tutti gli omosessuali, tutti gli avversari politici.Dubito che si possa smentire questa descrizione. Se è vera, il 25 Aprile ha liberato soprattutto i fascisti dal loro tragico destino di aguzzini e di cacciatori di ebrei (per i quali ricevevano un compenso di lire cinquemila per ogni essere umano consegnato).Allo stesso tempo è il giorno della liberazione di coloro che per dignità, decenza, amor di patria e di libertà, si sono rifiutati di piegarsi a un mondo di carceri e di campi di sterminio e hanno dato e rischiato la vita perché l’Italia tornasse a essere un Paese civile, normale, senza più teschi sui gagliardetti.Di colpo le città italiane si sono riempite di bandiere tricolori ed è stata la festa di tutti.* * * Perché allora adesso ti dicono senza imbarazzo e senza arrossire che “è una Festa che divide gli italiani”? Come può dividere una Festa in cui tutti (tutti) sono diventati liberi ed è cominciata la democrazia nel nostro Paese?Poiché è una affermazione palesemente falsa, le stesse persone ti danno, di volta in volta, risposte diverse.Una è che alcune formazioni partigiane erano “bianche” (cattoliche) e volevano la libertà e altre erano comuniste e hanno combattuto sognando di passare da una dittatura fascista a una dittatura sovietica. Poniamo che sia vero. Era vero anche in Francia dove la parte comunista della Resistenza è stata la più combattiva (e - in seguito - molto più “sovietica” dei comunisti italiani).Eppure un presidente di destra come Sarkozy, appena eletto, è andato a rendere omaggio ai caduti (dunque a molti comunisti) della Resistenza francese.Un’altra risposta, un po’ sarcastica e un po’ con l’aria di chi sa meglio di noi la storia, è che «non ci hanno liberato i partigiani, ci hanno liberato gli americani». Chi, come me, c’era nella notte tra il 24 e il 25 Aprile, e con altri bambini che quella notte non hanno mai dormito, spiava la strada a curve che portava al luogo in cui eravamo nascosti, non ha mai dimenticato il rombo dei carri armati americani che abbiamo sentito per ore prima di vedere un carro comparire sulla collina, prima di vedere la bandierina a stelle e strisce, che voleva dire “siete liberi”, sopra la lunga asticella (allora non sapevo che era l’antenna radio).Ma intorno a noi e dietro di noi, e lungo i percorsi che scendevano verso la pianura c’erano i partigiani. A loro si erano arresi i tedeschi (anche grandi reparti, ne vedevamo a centinaia seduti nell’erba senza l’elmetto che era stato per anni il primo segnale del terrore, senza la corta mitraglietta, con cui li avevamo visti abbattere giovani appena catturati, in mezzo alla strada). I partigiani portavano giù interi reparti di fascisti che avevano avuto come unico compito non “l’onore dell’Italia” ma la caccia agli italiani antifascisti, agli italiani ebrei. E al fronte non erano mai andati.Nei due lunghi anni di occupazione di tedeschi e fascisti nelle città e nelle campagne italiane (mai stato così freddo l’inverno come in quei due anni) di chi erano i corpi dei giovani abbandonati, dopo la fucilazione, nelle strade italiane (cinque cadaveri di giovani sui vent’anni, lungo il percorso tra la chiesa e la scuola la mattina presto del due febbraio 1944)? Chi erano gli impiccati, uno per lampione, in via Cernaia, a Torino, sul lato sinistro per chi viene da Porta Susa? Se erano così inutili, così irrilevanti da non meritare nemmeno una Festa, perché ne hanno uccisi tanti? Non sarà che quei fucilati, quegli impiccati erano stati in grado, con i loro tanti compagni “bianchi” e “rossi” più vecchi e più giovani, più “conservatori” e più “sovietici” di tenere inchiodati tedeschi e fascisti, costringendo una parte di loro a non combattere contro gli americani, costringendo una parte di loro a non poter dedicare tutto il tempo alla tortura degli antifascisti e alla deportazione degli ebrei?Oggi, 25 Aprile, vorrei ricordare uno solo di coloro che - con ben due pagine fitte di scherno e denigrazione - Il Giornale di casa Berlusconi (22 aprile) ci intima di smettere di ricordare. È Franco Cesana, un ragazzino ebreo di 13 anni, di Modena, che ha voluto seguire “in montagna” (così si diceva allora) il fratello diciassettenne e con lui è stato fucilato sull’Appennino. È stata la storica americana Susan Zuccotti a raccontare la sua storia nel testo “The Italian Holocaust” (Nebraska University Press), a esibire la lapide del cimitero di Bologna su cui c’è scritto: «Al più giovane partigiano d’Italia». Ci ricorda che con lui è nata giovane, la nostra Repubblica che ha reso liberi tutti. Lo ricorda nel capitolo fitto di nomi e di eventi «Gli Ebrei e la Resistenza italiana». Qualcuno dice che dovremmo dimenticarci di loro, perché questa data divide?Mai sentito che la libertà divida un popolo. Quello è il mestiere, anzi la missione delle dittature.Lo prova il fatto che nessun Paese, mai, ha abiurato o respinto o negato il giorno della Liberazione.Vi immaginate un americano che rinunci alla Festa di Indipendenza del 4 di luglio? Solo persone strane e vanesie o di debole identità si ostinano a cambiarsi la data di nascita. La nostra è il 25 Aprile 1945. E siamo sicuri che ci unisce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7576083027489789167?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7576083027489789167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7576083027489789167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7576083027489789167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7576083027489789167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/festa-di-libert.html' title='Festa di libertà'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1692614126460730361</id><published>2008-04-25T11:45:00.000+02:00</published><updated>2008-04-25T11:46:08.015+02:00</updated><title type='text'>25 Aprile. La storia non si cancella</title><content type='html'>Un senatore, persona assai vicina al presidente Berlusconi, poco prima del voto, ha dichiarato che si sarebbe adoperato perché, nei libri di storia, almeno in quelli a uso scolastico, il «mito» del 25 aprile, cioè della Liberazione, venisse opportunamente ridimensionato. Non è il primo e, certamente, non sarà l’ultimo a manifestare questo proposito. Che equivale, esattamente, a voler ridimensionare il Risorgimento. Il Risorgimento non è un mito, ma un fatto, come lo sono la Resistenza e la Liberazione.Gli eventi storici che portarono alla Resistenza sono così semplici da essere assolutamente incontrovertibili, non possono essere né revisionati (la Storia non è un’automobile alla quale rilasciare tagliandi di validità a scadenze stabilite) né ridimensionati. Dopo l’ignominiosa fuga del re e di Badoglio da Roma, gli italiani e le forze armate italiane furono abbandonate a se stesse e il nostro paese venne militarmente occupato dai soldati di Hitler. Allora furono in molti a ribellarsi a questa occupazione diventando partigiani, combattenti per liberare la Patria dallo straniero. Si trovarono fianco a fianco comunisti, socialisti, cattolici, liberali, uomini del partito d’azione, ufficiali dell’esercito, graduati, soldati, senza partito, reduci dai vari fronti. Fu un movimento del tutto spontaneo e popolare. Solo dopo, solo quando il fantoccio Mussolini creò la Repubblica di Salò, la guerra di Liberazione divenne anche lotta contro i repubblichini che avevano così entusiasticamente affiancato i nazisti, autori d'innumerevoli stragi contro la popolazione inerme. Non si trattò di una guerra civile, come affermano alcuni storici, e se lo fu in parte questo avvenne come conseguenza dell’intervento dei fascisti. I partigiani hanno segnato una pagina gloriosa della nostra storia. Hanno permesso che l’Italia si riscattasse dalle colpe del fascismo, prime tra tutte le leggi razziali, e riacquistasse la sua dignità di nazione. Hanno fatto sì che nascesse uno Stato democratico, hanno fatto sì che si potesse scrivere una Costituzione alla stesura della quale hanno contribuito tutti i rappresentanti delle diverse volontà popolari. Hanno fatto rinascere l’Italia. Che c’è da revisionare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1692614126460730361?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1692614126460730361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1692614126460730361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1692614126460730361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1692614126460730361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/25-aprile-la-storia-non-si-cancella.html' title='25 Aprile. La storia non si cancella'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1405795802812504440</id><published>2008-04-25T00:20:00.000+02:00</published><updated>2008-04-25T00:22:12.794+02:00</updated><title type='text'>Grillo: "Il 25 aprile possiamo cambiare l'Italia"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;«L’italiano è come un canarino in gabbia, bisogna lottare contro le coscienze addormentate»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA&lt;br /&gt;«Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascisno. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione»: così Beppe Grillo, dal suo blog - dove campeggia in fotomontaggio travestito da Pancho Villa, a cavallo e con le cartruccere a tracolla - chiama a raccolta il popolo dei "grillini" per domani, 25 aprile, giorno del secondo "Vaffa-Day" (lui sarà in piazza a Torino), stavolta dedicato ai media e con l’obiettivo di cambiare il modo di fare informazione in Italia attraverso una raccolta di firme per tre referendum: abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, cancellazione del finanziamento pubblico all’editoria, abolizione della legge Gasparri. «Tra qualche giorno - scrive Grillo nel suo "comunicato politico numero 9" - una sola persona avrà il controllo di sei televisioni nazionali. La settima rimarrà in franchising come è adesso. La Voce del Popolo (detto Testa d’Asfalto) sarà il futuro presidente del Consiglio. Per il cittadino non cambierà nulla. L’informazione era di regime prima e lo sarà anche dopo». «Una sola voce, una moltitudine di orecchie» prosegue il comico genovese. «L’italiano è come un canarino in gabbia. La libertà gli fa paura. È abituato a non sapere la verità sulla morte di Borsellino. Sull’Italicus e su Piazza Fontana. Sul G8 di Genova e sugli inceneritori. Vuole credere con tutte le sue forze che il pluri presidente del Consiglio Andreotti sia prosciolto e non prescritto per mafia. L’italiano televisivo immagina un nuovo Parlamento fatto da brave persone. Non da condannati e rinviati a giudizio. Chi controlla l’informazione vince, chi la subisce perde». Stavolta, conclude Grillo, sarà più difficile del 25 aprile del 1945, «non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato: la lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo. Possiamo cambiare il paese e dobbiamo farlo per i nostri figli e la nostra coscienza». L’appuntamento fissato da Grillo è dunque in 400 città italiane dove si raccoglieranno le firme: «musica, biciclette, festa e segni di pace. Un nuovo Rinascimento - sintetizza Grillo - dopo tanta merda, per l’Italia è un atto dovuto».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1405795802812504440?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1405795802812504440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1405795802812504440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1405795802812504440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1405795802812504440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/grillo-il-25-aprile-possiamo-cambiare.html' title='Grillo: &quot;Il 25 aprile possiamo cambiare l&apos;Italia&quot;'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1850993518742581591</id><published>2008-04-24T23:54:00.000+02:00</published><updated>2008-04-24T23:55:41.195+02:00</updated><title type='text'>Alitalia e i furbetti</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora che la prospettiva di una vendita ad Air France – KLM è  sfumata grazie all’intervento di Berlusconi e alla rigidità dei sindacati, la  Commissione europea difficilmente potrà autorizzare l’ennesimo prestito di  denaro dei contribuenti per salvare Alitalia. Il finanziamento di trecento  milioni da parte dello Stato, infatti, avrebbe potuto giustificarsi per  consentire di traghettare la compagnia aerea verso un assetto proprietario ben  identificato, credibile ed economicamente solido. In questo modo sarebbe toccato  al nuovo proprietario, e non ai contribuenti italiani, farsi carico anche del  nuovo debito.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma se in Italia c’è&lt;span&gt; &lt;/span&gt;evidentemente ancora chi  presta fede alle affabulazioni berlusconiane su una ipotetica &lt;cordata&gt; o su un’ingresso di Aeroflot, a Bruxelles sono molto più cauti e  vogliono vedere qualcosa di concreto prima di autorizzare il prestito. Anche  perché la Commissione ha il fiato sul collo delle compagnie concorrenti, in  prima Ryanair, cui un fallimento di Alitalia farebbe evidentemente comodo. E  dunque Bruxelles non può spingersi troppo in là nel favorire la compagnia  italiana, sotto pena di vedersi trascinare in Corte di Giustizia insieme con il  governo di Roma. Questa considerazione dovrebbe essere ben presente anche a quei  furbetti che, nella nuova maggioranza di destra, si illudono che la prossima  nomina di un commissario italiano ai trasporti fedelissimo di Berlusconi possa  risolvere tutti i problemi di Alitalia.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando Frattini divenne commissario alla Giustizia, dovette  impegnarsi sollenemente a far passare il mandato di cattura europeo, contro cui  il governo Berlusconi che lo aveva nominato si era battuto fino all’ultimo. E  mantenne l’impegno. Il prossimo commissario italiano ai trasporti dovrà dare  alla Commissione e al Parlamento europeo ampia garanzia di imparzialità sulle  questione Alitalia. Il suo margine di manovra sarà paradossalmente ancora più  ridotto di quello dell’attuale commissario francese.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1850993518742581591?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1850993518742581591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1850993518742581591' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1850993518742581591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1850993518742581591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/alitalia-e-i-furbetti.html' title='Alitalia e i furbetti'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-756650734342492288</id><published>2008-04-24T23:41:00.000+02:00</published><updated>2008-04-24T23:52:33.234+02:00</updated><title type='text'>La città non si governa come se fosse un feudo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Si assiste ormai da mesi , attraverso articoli sui giornali locali , dei continui annunci di imminente realizzazione di opere o di interventi di manutenzione su strutture di Latina Scalo , facendoli passare come&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;frutto dell’impegno degli amministratori,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;al quale i cittadini dovrebbero inchinarsi in segno di gratitudine come facevano,durante il medioevo , i popolani con il signorotto del feudo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;quando faceva loro concessioni. Tutto questo sembra veramente stravagante per non dire vergognoso. Perché i cittadini devono sapere che costoro sono stati mandati ad amministrare la città per realizzare tutte quelle opere che sono un loro diritto, visto che per queste, pagano le tasse(strade, illuminazione, manutenzione di edifici pubblici, ecc ). Vedere questi &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;annunci ,dopo 13 anni che governano la città ,dovrebbe farli riflettere sulla loro incapacità di realizzare opere e potenziare servizi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che andavano fatti molto prima e non quando cadono a pezzi. Tutti gli indicatori che a livello Nazionale determinano il grado di efficienza dei servizi,esistenza di infrastrutture &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e vivibilità di una città ,dicono che noi siamo agli ultimi posti, allora non capisco di cosa si vantano. Suggerisco a questa gente di essere più umili e di essere al servizio dei cittadini e di non andare in giro con il tentativo di farsi beatificare con l’annuncio di realizzazione di opere , che in realtà denunciano i loro enormi ritardi. Perché non dicono ai cittadini che in tutti questi anni le loro politiche sono state fallimentari &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;visto che le casse del Comune sono vuote. Ricordiamo a questa gente l’attacco frontale che stanno sferrando contro i cittadini attraverso l’aumento dissennato delle tasse &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;locali che non corrisponde affatto ad un miglioramento della prestazione dei servizi. Tassa TIA&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;+38%&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Imposta irpef comunale +55%&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mense scolastiche +200%. Ricordiamo a questa gente in che condizioni sono diverse periferie di Latina scalo che sono senza illuminazione, senza strade asfaltate ,senza marciapiedi. Pertanto meditassero sui loro limiti e pensassero ad una programmazione seria di ciò che va fatto sul territorio ,razionalizzando le risorse senza buttare il denaro dei cittadini.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-756650734342492288?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/756650734342492288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=756650734342492288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/756650734342492288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/756650734342492288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/la-citt-non-si-governa-come-se-fosse-un.html' title='La città non si governa come se fosse un feudo'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4393930357484165263</id><published>2008-04-21T23:46:00.000+02:00</published><updated>2008-04-21T23:47:34.299+02:00</updated><title type='text'>Sicurezza, adesso vogliono governare l'Italia con le ronde</title><content type='html'>Le ronde. I cittadini chiamati alle armi per pattugliare i quartieri delle città e prevenire il crimine. Una vecchia idea della Lega, di dubbia legalità e di dubbia efficacia. Nulla di nuovo, se a rilanciarla non fosse, ora, il ministro dell’interno in pectore, l’uomo che nel futuro governo Berlusconi dovrebbe guidare le forze di polizia e garantire la sicurezza sul territorio: il leghista Roberto Maroni. Un particolare che fa una certa differenza. Per Maroni, intervistato dal Corriere della Sera, le ronde saranno al centro della campagna per la sicurezza scatenata dalla destra dopo la violenza subita da una giovane studentessa straniera a Roma. «Le ronde – afferma - sono già legali» e i problemi di incostituzionalità solo «cavilli». Fra le esperienze citate dal futuro responsabile del Viminale, quella dei City Angels milanesi. Una proposta che allarma politici e giuristi. Per il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, le ronde, se diventano una «polizia privata che si sostituisce al dovere pubblico di tutelare i cittadini», sono «incostituzionali». Secondo Di Pietro, «Se con l'espressione “ronde” - si intende solo chi segnala alla polizia come stanno le cose, questo lo faccio anche io quando, stando in casa e sentendo rumori sospetti, mi rivolgo al 113. Se, al contrario, significa imbracciare il fucile e farsi giustizia da sé, questo è evidentemente impossibile». Per Nicola Latorre, del Partito Democratico, «non di ronde ha bisogno questo paese. Bisogna agire con grande fermezza, non solo per evitare questi reati ma anche per evitare che i responsabili, una volta cacciati, possano rientrare» Quasi sulla stessa linea anche un alleato di Maroni, Maurizio Gasparri di An: «Se si tratta di mobilitare nonni davanti alle scuole e altre persone disposte ad aiutare le forze dell'ordine va tutto bene. Ma la competenza primaria sulla lotta al crimine spetta a polizia e carabinieri», sottolinea. Ma l’intervento più duro viene dall’Unione Camere Penali, che accoglie la proposta del futuro ministro leghista con «profonda preoccupazione» per la «rinunzia agli strumenti pubblici di tutela nell'interesse di tutti i cittadini». I penalisti italiani, si legge in una nota, «in attesa di esaminare proposte concrete e meno vaghe, ribadiscono che la sicurezza pubblica va tutelata con grande rigore ma nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà costituzionali, avendo di mira i reali connotati del fenomeno senza deformazioni e proponendo soluzioni efficaci e non di facciata». Anche per Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, un’associazione impegnata nella lotta alla violenza contro le donne, le ronde «sono cose inammissibili. Non condivido assolutamente iniziative così violente, la violenza genera violenza, siano forse in uno Stato di polizia?»Può darsi, replica l'ultrà leghista Mario Borghezio «che qualche persona estranea culturalmente alla mentalità dei padani non riesca a capirlo o non voglia accettarlo», ma le ronde, «nate e sviluppatesi, guarda caso, in Padania, sono la più pura espressione del senso civico che caratterizza i nostri popoli, usi a far da sè di fronte a emergenze, pericoli, calamità senza aspettare comodamente e passivamente che altri provvedano».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4393930357484165263?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4393930357484165263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4393930357484165263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4393930357484165263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4393930357484165263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/sicurezza-adesso-vogliono-governare.html' title='Sicurezza, adesso vogliono governare l&apos;Italia con le ronde'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8444588256856756536</id><published>2008-04-20T22:47:00.000+02:00</published><updated>2008-04-20T22:52:10.529+02:00</updated><title type='text'>Via libera al sottopasso</title><content type='html'>La Regione finanzia l’opera alla stazione di Latina Scalo&lt;br /&gt;Dalla Giunta 660 mila euro per completare la struttura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA Regione Lazio dà il via liberaalla realizzazione del sottopassaggio alla stazione di Latina scalo.&lt;br /&gt;In questi giorni, infatti, la Giunta guidata dal presidente Piero Marrazzo ha effettuato alcuni provvedimenti riguardanti la mobilità sul territorio approvando i programma di interventi&lt;br /&gt;relativo a «Infrastrutture ferroviarie e centri medici». All’interno di questo accordo di&lt;br /&gt;programma è previsto un intervento ferroviario in località Carrara, a servizio&lt;br /&gt;della stazione ferroviaria di Latina, Monti Lepini, il cui importo ammonta a 660 mila euro. Un finanziamento importante perché permetterà di ammodernare e migliorare la stazione dello scalo. «Si tratta di interventi concreti - spiega il presidente Marrazzo - che favoriranno lo sviluppo e miglioreranno la qualità della vita di migliaia di pendolari. E’ questo il segno&lt;br /&gt;tangibile di un’amministrazione sensibile alle richieste del territorio e che lavora per la sua crescita». Esprime soddisfazione anche l’assessore alla Mobilità, Franco Dalia. «Stiamo&lt;br /&gt;cambiando il volto della Regione Lazio - commenta - mettendo in atto una rivoluzione nel settore del trasporto pubblico. Abbiamo messo mano al sistema infrastrutturale come&lt;br /&gt;nessuno aveva mai fatto negli ultimi 15 anni. Questo messaggio deve essere chiaro per tutti».&lt;br /&gt;All’interno dell’intesa di programma sono inoltre previsti un nodo di interscambio logistico con parcheggio a raso nel comune di Roma, precisamente a Lunghezza, per un importo pari a 1 milione e 400 mila euro, e un nodo di interscambio logistico con parcheggio interrato&lt;br /&gt;presso la stazione di Santa Marinella per una spesa di 1 milione e 800 mila euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8444588256856756536?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8444588256856756536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8444588256856756536' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8444588256856756536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8444588256856756536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/via-libera-al-sottopasso.html' title='Via libera al sottopasso'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-554656437204308715</id><published>2008-04-20T13:05:00.000+02:00</published><updated>2008-04-20T13:11:19.312+02:00</updated><title type='text'>Il retroscena - Tremonti e i sindacati - L'offerta di Giulio: noi molto ragionevoli</title><content type='html'>Il nuovo governo e i rapporti con Cgil, Cisl e Uil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - «Niente dogmatismi, niente furie ideologiche». Persino sul fronte dei rapporti sindacali Tremonti annuncia che il governo Berlusconi del 2008 sarà diverso da quello del 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il ragionamento di Tremonti fa capire che il futuro esecutivo non avrà intenzione di sfiancarsi in battaglie simili a quella sull'articolo 18,&lt;/strong&gt; anzi «avremo un atteggiamento estremamente ragionevole ». Certo colpisce che all'indomani dell'affondo di Montezemolo contro i sindacati, il centrodestra tenda la mano alle organizzazioni del lavoro, e le difenda come a evitare il rischio di una loro delegittimazione. Dietro i segnali distensivi, si cela in realtà una precisa strategia, lo si intuisce quando il ministro dell'Economia in pectore spiega che «proporremo la defiscalizzazione degli straordinari e dei contratti di secondo livello, così come prevede il nostro programma »: «Se poi ci dicessero di no, allora vorrebbe dire che qualcosa nel sindacato non va». Ecco il punto: il Cavaliere si appresta a usare l'arma del dialogo sulle riforme, caricando sui suoi interlocutori la responsabilità di accettare o rifiutare la proposta, sapendo che stavolta non sarà lui a correre il pericolo di venir delegittimato dal Paese. Il pericolo lo correrebbero i sindacati. Perché nel Paese — come sostiene Tremonti — «il clima è diverso»: «Fino a ieri la sinistra era considerata permanente e noi provvisori. Ora è il contrario. Si è compiuta una rivoluzione culturale copernicana».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se nel '94 Berlusconi cadde anche per mano di uno sciopero generale sulle pensioni,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«se allora — come racconta il vicepresidente di Forza Italia — eravamo fuori da tutto, oggi anche l'establishment internazionale ha un approccio completamente diverso verso di noi». Il Cavaliere vuole sfruttare il «cambio di clima ». La fine delle ostilità nei suoi confronti sembra per esempio preludere a un proficuo rapporto con «la nuova Confindustria», come la definisce Tremonti: «Sono certo che lavoreremo bene, perché non sarà un partito politico». La svolta berlusconiana è la logica conseguenza della svolta dettata una settimana fa dalle urne. È un sentimento che attraversa tutto il centrodestra. È in sintonia con «l'appello» che Confalonieri aveva lanciato dopo la vittoria elettorale del Pdl, l'idea cioè che oggi al Paese servano «riforme senza scontri». E non può essere solo una coincidenza che il presidente di Mediaset abbia inserito nel pacchetto anche la riforma dei contratti, dicendo che «i sindacati, è vero, sono diventati asfissianti, ma non si potrà agire contro di loro». Il motivo è evidente, lo sottolinea il leghista Calderoli, che per primo ha criticato l'offensiva di Montezemolo: «A parte il fatto che anche Confindustria, oltre i sindacati, dovrebbe recitare il mea culpa, non vedo perché in questa fase si debbano radicalizzare i toni. Di questo passo il prossimo governo si troverebbe a gestire una situazione molto esasperata e magari un'ondata di scioperi... Eh no». L'obiettivo del centrodestra è un altro: marcare le responsabilità delle parti sociali — come ha fatto ieri Maroni ricordando «l'ostilità dei sindacati verso la legge Biagi» — e proporre al contempo «un nuovo tavolo di trattative sulle riforme». Il muro contro muro per Berlusconi non avrebbe senso, non pagherebbe: c'è il consenso dell'opinione pubblica, c'è una netta maggioranza in Parlamento, dunque «si può fare», o almeno si può tentare di cambiare il Paese senza mettersi in conflitto con il Paese. Piuttosto verrà messo alla prova il sindacato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel Pdl si interrogano sull'atteggiamento che terrà Epifani:&lt;/strong&gt; è vero che difficilmente potrà stare sulle barricate a lungo, perché — ad avviso degli analisti berlusconiani — «farebbe la fine della sinistra radicale». Tuttavia, proprio l'assenza della Sinistra Arcobaleno in Parlamento potrebbe creare gravi problemi al segretario della Cgil. Nel frattempo i rapporti del Pdl con la Cisl si fanno sempre più stretti. Un mese fa, alla commemorazione di Marco Biagi, l'ex sottosegretario forzista Sacconi incontrò Bonanni, e giocando sul nome del paese di origine del sindacalista, lo salutò così: «Dopo che vinceremo le elezioni torneremo a... Bomba». Il Berlusconi del 2008 vuol essere diverso da quello del 2001. Dovrà esserlo, perché — come rammenta spesso Fini — «Facemmo un grave errore quando sottoscrivemmo il Patto per l'Italia con i sindacati e poi non lo onorammo». Era il 2002. Nel 2006 vinse l'Unione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-554656437204308715?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/554656437204308715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=554656437204308715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/554656437204308715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/554656437204308715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/il-retroscena-tremonti-e-i-sindacati.html' title='Il retroscena - Tremonti e i sindacati - L&apos;offerta di Giulio: noi molto ragionevoli'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5168512386426476117</id><published>2008-04-20T12:51:00.000+02:00</published><updated>2008-04-20T13:00:19.020+02:00</updated><title type='text'>Di Pietro: Silvio? Mai dialogo La sua è una «dittatura dolce»</title><content type='html'>«L'Idv non è la Lega del Pd: loro solo una lista civica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA — Antonio Di Pietro, è di nuovo scontro sulla sicurezza: a Roma in un giorno un'anziana uccisa e una giovane violentata. «Dicevano che bisognava allontanare dalle istituzioni i cosiddetti giustizialisti e ora invece Berlusconi rilancia strumentalmente il tema della sicurezza. Con la complicità del sistema dell'informazione, che non fa sapere ai cittadini la verità...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E qual è la verità?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Che è stato proprio il Cavaliere dal 2001 al 2006 ad aver creato insicurezza. Agli italiani non importa nulla della separazione delle carriere, chiedono più poliziotti nelle strade, rimpatrio immediato dei clandestini, inasprimento dei reati contro i bambini e le donne...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre lei sciorina il suo programma, il Pdl accusa l'ex sindaco di Roma.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Veltroni non troverà in me un esponente critico, è stato un buon sindaco per la sua città e un riformista coraggioso per la coalizione. Noi siamo il partito del fare, il Pdl è quello delle parole. Bisogna ridurre da tre a due i gradi di giudizio e varare una legge di una riga per l'esecuzione anticipata della pena, dopo il primo grado di giudizio, per i reati più gravi...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Consigli a Berlusconi, visto che siete all'opposizione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; «Non per questo rinuncio alle mie battaglie. Col suo conflitto di interessi, il controllo globale dell'informazione e la sua idea di giustizia Berlusconi è un pericolo. Il suo ritorno è l'avvento della dittatura dolce, vuol riformare la legge sulla par condicio e andare alla resa dei conti con la magistratura. La sua politica si basa sul libero arbitrio, dando dell'eroe a Mangano ha rivalutato la classe mafiosa. Tocca a noi aprire gli occhi ai cittadini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche se Veltroni decidesse di dialogare con Berlusconi sulle riforme?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Noi non potremmo mai offrire fiducia al governo Berlusconi. Già due volte ha detto che dialogava sulle riforme e si è sporcato le mani. Se la magistratura non si adegua lui la porta dallo psichiatra? Bene, per me il dialogo si è fermato lì».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si dice che non voglia fare il gruppo unico col Pd perché da sola l'Idv ottiene cinque milioni di rimborsi in più&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;«È squalificante e riduttivo, i soldi non vanno a noi ma all'attività del gruppo. Io ho detto che siamo pronti a unirci in Parlamento sulla base del programma, però una annessione non giova a Veltroni. La verità è che c'è una parte del Pd che vede come una liberazione la possibilità che il gruppo unico non si faccia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marini? D'Alema? Parisi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Vedo due anime, una isolazionista e l'altra aperta a una nuova alleanza. Noi siamo disposti a costruirla da subito con un percorso costituente che può arrivare fino al partito unico, però non devono chiuderci le porte. Se il gruppo non si fa subito perché hanno bisogno di chiarirsi le idee noi gli diamo il tempo ma loro devono darci i ruoli che ci spettano, nel governo ombra e in Parlamento ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali e quanti posti, ministro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Se Veltroni intende riservarci un angolino in un cassetto, tipo usa e getta, fa un dispetto a tutti quegli italiani che hanno visto nell'Idv una possibilità di riscatto. Isolarci sarebbe un grave errore, come lo è stato l'ostracismo in campagna elettorale ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Veltroni disse che non vedeva bene per lei il ministero della Giustizia. Aspira a farlo almeno nel governo ombra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Dagli incarichi che ci verranno affidati capiremo quale dialogo Veltroni vuole aprire con noi. Ci sono ruoli che spettano all'opposizione, a cominciare dalla presidenza degli istituti di vigilanza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;È disposto ad allearsi con l'Udc, come piacerebbe a D'Alema?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Se Casini sottoscrive un impegno formale a non candidare persone condannate allora sì. L'alleanza bisogna allargarla ai moderati e ai cattolici o abbiamo perso in partenza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'Idv è la Lega del Pd?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Con tutto il rispetto per gli elettori della Lega, il partito di Bossi è una lista civica che porta avanti i meri interessi di un territorio, noi invece siamo radicati da Mondovì a Canicattì». E l'attacco di Montezemolo al sindacato? «La diagnosi è condivisibile, l'operaio non si sente rappresentato da questa classe dirigente sindacale. Ma una cosa è portare in ospedale un malato e un'altra è affidarlo per le cure a Dracula».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5168512386426476117?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5168512386426476117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5168512386426476117' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5168512386426476117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5168512386426476117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/di-pietro-silvio-mai-dialogo-la-sua-una.html' title='Di Pietro: Silvio? Mai dialogo La sua è una «dittatura dolce»'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4414423050975228124</id><published>2008-04-20T12:34:00.000+02:00</published><updated>2008-04-20T12:41:14.106+02:00</updated><title type='text'>Prodi contro il Pd del Nord: siamo già partito federale</title><content type='html'>Annunciando le dimissioni dalla presidenza del partito, lo aveva messo in chiaro: non rinuncio a dire la mia. Detto, fatto. Romano Prodi boccia senza appello la proposta di dar vita ad un Partito Democratico del Nord: «Il Pd è nato come partito su base federale e regionale - sottolinea- allora non si possono cambiare le basi ogni due mesi. Seguiamo le regole del Pd, e andiamo avanti». Una presa di posizione netta. Il leader democratico Walter Veltroni, che lunedì riunirà a Milano i segretari regionali, ha invece preferito tenersi fuori dalla querelle. Il Pd, si limita a rispondere «è una grande forza che si è insediata. Ci sono elezioni che segnano la fine di un percorso e altre in cui inizia, e queste sono state elezioni da cui si inizia». A sostenere, pur con accenti e ipotesi organizzative diverse, la proposta del Pd del Nord sindaci e amministratori delle regioni padane. Non senza contrasti, come quelli che dividono da una parte il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, sostenitore di un partito del settentrione federale basato su “macroregioni” ma senza leader, e dall’altra il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che chiede di tenere l’Emilia fuori dal progetto e rivendica una leadership autonoma. Intervistata dal quotidiano la Stampa, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, afferma che un Pd del Nord si può e si deve fare «senza chiedere il permesso a Roma», e sottolinea come già da prima delle elezioni alcuni esponenti («io, Chiamaparino, Cacciari, Penati») avevano iniziato un «percorso in questa direzione».  Io aggiungo questo non è il modo per alimentare spinte autonomistiche?  Stiamo verificando che&lt;br /&gt;queste operazioni alla fine non distruggano l'idea per cui siamo nati ?  Ho l'impressione che stiamo sbandando, forse la sconfitta ha bisogno di tempo per essere assorbita e permetterci&lt;br /&gt;di divenire più lucidi nelle riflessioni. Attenzione alle scelte istintive , molto spesso producono danni irreversibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4414423050975228124?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4414423050975228124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4414423050975228124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4414423050975228124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4414423050975228124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/prodi-contro-il-pd-del-nord-siamo-gi.html' title='Prodi contro il Pd del Nord: siamo già partito federale'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4936316015942752196</id><published>2008-04-19T01:11:00.000+02:00</published><updated>2008-04-19T01:13:25.619+02:00</updated><title type='text'>Il messaggio del voto</title><content type='html'>Il Pdl cresce in termini reali di un milione e mezzo di voti validi, di cui 330.000 in Campania (effetto diretto dell’immondizia) e 380.000 mila del Lombardo-Veneto (anche qui in larga parte effetto di quella situazione in Campania). In fondo, se consideriamo la Lega come un equivalente funzionale dei tre principali partiti regionalisti spagnoli (Ciu, Pnv e Erc), rientra in standard quantitativi normali il fatto che il partito a vocazione maggioritaria debba fare i conti con un 6-7% di voti (e seggi) che lì si raccolgono, anche se nel caso spagnolo si ricorre (sinora) ad appoggi esterni e non a un Governo di coalizione. Uso il raffronto con la Spagna, qui e in seguito, perché è anche quello cronologicamente più vicino e anche per questo più stimolante.Pd e Idv salgono in termini reali di poco meno di 190.000 voti, di cui quasi 150.000 in Lazio (effetto della candidatura Veltroni) e poco più di 75.000 tra Toscana, Umbria e Marche, in parte compensati dalla débacle siciliana (meno 62.000). Per chi perde restare oltre un terzo dei voti significa aver comunque ormai raggiunto la dimensione europea della forza politica a vocazione maggioritaria che arriva seconda. Sono livelli paragonabili, punto più punto meno, a quelli di Spd, Psf, Conservatori inglesi, Pp spagnolo. Anche i risultati delle amministrative, a una lettura non frettolosa, ci confermano questa analisi: va per esempio ricordato a chi frettolosamente segnala che per il Pd sarebbe una dura sconfitta non aver vinto a Roma al primo turno, che accadde esattamente la stessa cosa sia a Rutelli sia a Veltroni quando tentarono per la prima volta la salita al campidoglio e che i plebisciti ci furono soltanto al momento della riconferma, sulla base di un giudizo ex post sui risultati conseguiti nel primo mandato. Abbiamo assistito quindi a una tendenza fortissima verso una bipolarizzazione semplificata, a due coalizioni da un partito e mezzo. Alla Camera la somma tra i primi due partiti, che dal 1994 era inferiore al 50%, giunge al 70,5% dei voti (e al 78,3% dei seggi), se si sommano le due coalizioni si arriva all’85,4% dei voti (93,8% dei seggi). Netta invece la sconfitta delle due posizioni identitarie. Sulla drastica sconfitta della Sinistra Arcobaleno si è già scritto molto, forse sovraccaricando il periodo della campagna elettorale, parlando del peso del voto utile e così via. Sono stati elementi che hanno aggravato la crisi, fino a livelli estremi, e tuttavia essa era inevitabile. Come il Pcf di Marchais, portato al governo da Mitterrand, il sostegno all’esecutivo fa perdere a queste forze la verginità della critica radicale al sistema: parte degli elettori delusi slittano verso l’astensione o verso voti di nuova radicalità (in Francia accadde con le Pen, qui con la Lega) e invece l’altra parte, che entra davvero in una logica di Governo, vota direttamente il partito di centrosinistra (così si spiegano in particolare i 480.000 voti in meno alla SA delle sole regioni rosse). Non è quindi da pensare che solo in Italia possa risorgere un partito di estrema sinistra di dimensioni superiori al 5%, anche se parte del consenso attuale potrà essere recuperato dalla collocazione di opposizione extraparlamentare se saprà effettivamente rinnovarsi. Un compito che certo non può essere scaricato sull’Opposizione del Pd, che ha il compito invece di continuare a prospettare in modo ancor più convincente sul medio periodo un’alternativa realistica di Governo e quindi il possibile sfondamento al centro, che era difficilmente realizzabile in pochi mesi di vita con l’eredità pesante di una coalizione litigiosa. Per questo ragionamento quantitativo di scala europea che fa pensare a un’estrema sinistra rinnovata che ritrova l’accesso in Parlamento ma non più con le percentuali tradizionali, forse meriterebbe un’attenzione maggiore una proposta come quella di sistemi di tipo spagnolo che consentono un diritto di tribuna anche a forze minori del 5%, dando loro l’accesso in alcune grandi aree metropolitane. Una proposta prima del voto guardata negativamente da Rifondazione che si schierava per un sistema tedesco, con sbarramento del 5%, superiore a quello del 4% che l’ha condannata alla Camera, perché non aveva ancora preso coscienza del proprio declino, analogo alle forze europee di comune ispirazione. Anche l’Udc ha avuto un ridimensionamento significativo, di circa 530.000 voti: la posizione centrista autonoma, quasi equidistante dai due maggiori, non è stata particolarmente apprezzata, anche se, visti i dati complessivi e le prime ipotesi degli specialisti ha avuto un effetto doppio: ha provocato un’ingente fuga in uscita degli elettori coalizionali verso il Pdl e ha impedito uno scongelamento verso il Pd, a cui ha anche rosicchiato qualcosa. L’elettore centrista antiberlusconiano ha avuto un’opzione più soft rispetto al voto al Pd. C’è anche da pensare che Berlusconi, nel momento in cui ha deciso il taglio di entrambe le ali della sua coalizione, abbia riflettuto su questa chance, oltre che sui passati dissapori personali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4936316015942752196?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4936316015942752196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4936316015942752196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4936316015942752196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4936316015942752196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/il-messaggio-del-voto.html' title='Il messaggio del voto'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-3241988488903818685</id><published>2008-04-18T00:43:00.000+02:00</published><updated>2008-04-18T01:00:57.580+02:00</updated><title type='text'>Elezioni Politiche 13-14/04/2008</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Analisi del voto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché abbiamo perso la grande occasione di voltare pagina . Perché non abbiamo captato i bisogni profondi della gente , cioè: Difesa del reddito ( già con il nostro governo andava ripristinato il fiscal drag che permetteva di recuperare valore in tempi più rapidi e non avrebbe aumentato la percentuale di perdita rispetto ad oggi che è divenuta insostenibile) lo avevamo denunciato per cinque anni ,durante il governo Berlusconi , ma no lo abbiamo reintrodotto. Non andava modificato il sistema di calcolo dell’irpef ( le deduzioni abbassavano l’imponibile) non ci sarebbe stata erosione con le imposte locali , (imposta irpef regionale e comunale) che di fatto hanno reso inefficace l’aumento delle detrazioni e degli assegni familiari .Andava aumentata La no tax area in maniera più incisiva ( almeno 9.000 euro) .Quando si è parlato di famiglie numerose bisognava considerare già quelle con tre figli e quindi l’estensione degli assegni a 21 anni avrebbe coperto una fascia maggiore. Controllo dei prezzi che non è stato fatto ( ci troviamo di fronte ad aumenti non giustificati da anni).Sicurezza non siamo stati capaci di affrontare il problema , per paura di essere tacciati per coloro che volevano difendere il territorio dallo straniero , in realtà la clandestinità è fuori controllo, e in una situazione del genere proporre l’indulto è sembrato un grave errore strategico, ma non siamo stati capaci di dire che in qualche modo eravamo stati sollecitati dall’Europa ad intervenire per la grave situazione delle carceri , e rischiavamo una procedura d’infrazione se non si interveniva e che quella era una delle eredità del vecchio governo .Andava ridotta la spesa pubblica in modo più incisivo , per esempio razionalizzando il lavoro dei ministeri, risparmiando sulle spese di consulenza , e soprattutto andavano tolte le provincie da subito dove esistevano le cosiddette città metropolitane. Andava aumentata la produttività nel settore pubblico portando l’orario di lavoro come nel privato , era il modo di dare più efficienza ai sevizi rendendoli più continuativi al cittadino. Non abbiamo inciso nelle politiche di liberalizzazione che dovevano in qualche modo dare più concorrenza. Non abbiamo avuto capacità comunicativa ,( all’insediamento del governo andava fatta da primo Ministro una conferenza stampa a reti unificate e andava illustrata la realtà ,i conti andavano resi pubblici. )Perché un altro problema ,che questo Paese ha, è una informazione non obbiettiva , i giornali sono tutti di parte e non garantiscono una serietà di fondo nella informazione ,E’ estremamente importante comunicare con La gente sul proprio operato perché le forze di opposizione, oggi di governo ,hanno una macchina da guerra (loro entrano nelle case delle persone senza fatica). Purtroppo la politica è divenuta mediatica e spesso è fatta di messaggi ad effetto. Non abbiamo nemmeno questa volta sanato il più grave dei problemi del nostro Paese, che è il conflitto di interessi . Abbiamo perso tempo dietro a problematiche come “i dico “ che si potevano affrontare in un secondo tempo. Estrema litigiosità , ognuno si sentiva in diritto di replicare alle azioni di governo dando la netta sensazione di non esserci una guida. Il dramma sta anche nel fatto, che ormai da almeno 15 anni ci siamo fatti sfuggire quel tipo di opera sul territorio che è quella che oggi Veltroni chiama offensiva culturale. Il centrodestra ha logorato in questi anni la tenuta delle istituzioni attaccando l’autonomia della magistratura , Capo dello Stato ,Corte Costituzionale , creando nella gente un pericoloso disorientamento ; ha contribuito a far sì che maturasse nella gente, l’dea che era importante riempire solo la pancia .In questo contesto si è introdotta la lega, ha radicalizzato ,in maniera non difficile , in quanto oggi i flussi di voto si spostano rapidamente non essendo più ideologici , i bisogni corporativi di tutte quelle persone ,alle quali si era tolto nel frattempo il riconoscersi nello Stato Nazionale . Attenzione , nella lega non si identifica unità nello Stato , ma solo spinta autonomistica , l’errore sta proprio qui , non si è stati capaci di far sentire lo Stato vicino alle persone non le ha supportate nei bisogni ( più servizi, semplificazione , più efficienza), è stato percepito solo come un esattore delle tasse , molto poco umano. Paradossalmente la stessa PDL ha contribuito alla crescita , a mio avviso, sproporzionata della lega ,tant’è vero che in tutto il Nord questo è coinciso con una loro perdita di voti. La stessa AN è scomparsa dalla campagna elettorale e il loro senso per l’unità dello Stato non si è sentito. Attenzione, però , perchè se la spinta autonomistica dovesse diffondersi su tutto il territorio nazionale, noi rischiamo di tornare indietro a prima dell’unità d’Italia. Stava qui la nostra capacità di insistere , denunciando e operando con interventi sul territorio che mirassero&lt;br /&gt;al coinvolgimento della gente ,sull’importanza dell’unità del sistema Paese ,sul fatto che una democrazia sarà tanto forte quanto forte è il senso dello stato e il rispetto delle regole comuni, e che il ruolo delle persone non si misura solo sul denaro che producono ,ma anche sul ruolo fattivo che esse hanno ( capacita di creare cultura , ricerca,aggregazione , solidarietà) Nel nostro paese si è fatto largo nelle persone il convincimento che debbano essere risolti i soli problemi materiali , visto che si è fatto poco , per ricostruire i valori fondanti che il centrodestra sistematicamente ha aggredito con la sua politica disgregatrice . Non dobbiamo farci coinvolgere con slogan demagogici ,come fa la destra ,quando parla di abolizione dell’ici e del bollo auto , perché queste operazioni sottraggono risorse, sono operazioni prive di equità ,tant’è che l’80% è un regalo ai ricchi. Il salario minimo garantito è ,a mio avviso ,uno slogan demagogico ,perché non attuabile in questo momento, è più credibile lavorare sulla riduzione della precarizzazione. Bisogna insistere , come Veltroni ha fatto in campagna elettorale ,sulla necessità di unire il popolo e questo si concretizza e si rafforza , creando un modello di società credibile, dove il baluardo sono le istituzioni . dove la politica vera ,non quella che si intende come un mestiere, è servizio ,è presenza, e questa deve avere la capacità di orientare anche l’economia , che pur rimanendo libera ,deve comunque rispettare delle regole come la libera concorrenza, il riconoscimento delle capacità individuali ,il premiare l’impegno dei singoli. Un’ economia che si proietti nel futuro e non si presti ad operazioni estemporanee del momento. Se l’economia si lascia senza un reale controllo , il rischio è quello che è sotto gli occhi di tutti , grosse fette di reddito passano dal lavoro dipendente a quello autonomo , dove ahimè, c’è La più alta evasione fiscale , problema che nella nostra storia repubblicana non si è voluto mai risolvere realmente fino in fondo, questo ha comportato e comporta una enorme perdita di risorse da poter reinvestire. Bisogna impedire che l’economia si trasformi in operazioni ,dove monopoli di Stato diventino privati e dove tutto si trasformi in mere operazioni finanziarie,dove dietro ,troppo spesso si nasconde solo speculazione. Ritengo che oggi ,,all’indomani delle elezioni ,ci siano seri problemi di rappresentanza , un Parlamento come quello che si sta profilando non è ,a mio avviso, la reale rappresentanza del Paese ,e questo può comportare il rischio della stabilità del tessuto sociale , perché escludere il 10% degli elettori dalla rappresentanza ( circa 5.000.000 di persone) non fa bene alla Democrazia. Bisognerà al contempo vigilare che eventuali situazioni non vengano strumentalizzate da chi governa per creare tensioni e confusione. Sono due legislature che il centrodestra prima e la destra poi ha, in termini di voti, la minoranza ,ma governa la maggioranza del Paese. Non sono convinto che il Paese sia realmente preparato per Il bipartitismo ,anche perché bisogna fare in modo che il premio di maggioranza venga abolito. La rappresentanza vera è quella che si misura con la proporzionalità dei voti. Semmai la frammentazione si supera con soglie di sbarramento. Perché è importante la rappresentanza reale ? Perché altrimenti, noi ,con l’alibi della governabilità ,creiamo delle dittature parlamentari ,nelle quali l’opposizione non avrà nessuna capacità di intervento nella formulazione delle leggi e delle regole del gioco, e quindi una volta che andrà al governo dovrà perdere tempo per smontare tutto ciò che non rientra nella sua linea politica. La governabilità di un Paese ,secondo me , si raggiunge con altri strumenti , che sono regolamenti parlamentari molto più rigidi , che obblighino alle dimissioni quando non ci si identifica più nella coalizione in cui si era stati votati e impegnino con responsabilità più dirette degli stessi parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni .Non ci illudiamo il governo che si sta formando durerà molto a lungo, proprio per la scarsa incidenza che avrà l’opposizione, che potrà esercitare solo un controllo e per la probabile continuazione di uno scontro ideologico che una parte della destra avrà interesse che continui. L’unico vero handicap lo potrà creare la lega , perchè ad essa interesserà solo la questione del nord ; si Berlusconi se vorrà governare senza grossi problemi dovrà anteporre alla situazione del Paese ,la questione del nord che porterà via notevoli risorse e tempo . Faccio osservare che l’idea di governare esclusivamente con la Lega la si vede nell’operazione di candidatura di Fini alla presidenza della Camera ,chiara operazione mirante all’esclusione di una sua partecipazione alla vita attiva del governo e che lascia A.N. senza un&lt;br /&gt;capo nel governo. Questo governo non risolverà nessun problema del paese perchè questa gente&lt;br /&gt;non è liberale ,ma corporativa e intenderà ,come ha già fatto in passato ,fare interventi con distribuzione di denaro a pioggia a categorie del mondo economico , ma solo quando gli eventuali allarmi si determineranno. Non c’è in nessuno di loro l’idea che le risorse devono essere utilizzate per l’intera collettività attraverso la modifica strutturale della società , loro pensano a politiche di protezionismo che non solo ci creeranno problemi con l’Europa ma ci isoleranno anche dal resto degli altri paesi. Per concludere le ragioni della sconfitta , sono maturate con il governo Prodi , che ci ostiniamo a difendere solo perché ha risanato i conti dello Stato ,e non abbiamo comunicato con insistenza le altre cose che sono state fatte e che porteranno miglioramenti alla vita della gente. Questo la gente comune non lo ha capito. Abbiamo inoltre dato l’impressione di essere arroganti quando abbiamo, a tutti i costi ,voluto fare operazioni che non avevano la sufficiente copertura dei voti .Veltroni ha avuto un compito arduo , e non credo che poteva fare di più, forse ha l’unica responsabilità di non aver inciso sulla sinistra radicale del Paese , sulla quale un tentativo andava fatto , l’immagine dell’operaio e dell’imprenditore messi sullo stesso piano è sembrata troppo forte in questo momento di grande difficoltà. Quindi ritengo che la guerra l’abbiamo persa molto prima. Sostengo che ora sia estremamente importante riconquistare quelle fasce di persone che non abbiamo convinto e che in parte non hanno votato , ricominciando un lavoro assiduo sul territorio, bisognerà essere presenti anche con i vertici a fianco delle persone , ascoltare le loro istanze anche le più semplici e dare seguito con i fatti. Per fare questo è importante scegliere le persone giuste , cioè coloro che hanno passione , spirito di servizio, e che hanno voglia di impegnarsi. E’ importante che anche i vertici comprendano che la loro presenza assidua sul territorio è elemento di stimolo nel proseguire nel fare affermare questo nuovo progetto che ci deve riportare al governo del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Max52&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-3241988488903818685?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/3241988488903818685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=3241988488903818685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3241988488903818685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/3241988488903818685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/elezioni-politiche-13-14042008.html' title='Elezioni Politiche 13-14/04/2008'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-9130288586236118741</id><published>2008-04-13T20:55:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T20:56:26.469+02:00</updated><title type='text'>Dobbiamo crederci - di Walter Veltroni</title><content type='html'>&lt;div class="txt"&gt;Vedere l’Italia. Ammirarne tutta insieme la straordinaria  bellezza. Toccarne con mano i problemi. Ascoltarli dalle parole degli italiani.  E sentirli sempre accompagnati, nel loro racconto, dal rifiuto della  rassegnazione, dalla speranza, dalla voglia di fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Candidarsi a guidare  un Paese non è detto che consenta automaticamente di far questo. Bisogna volerlo  fare. Si deve scegliere di staccarsi dalle rappresentazioni usate nel dibattito  pubblico, spesso di comodo, spesso provenienti dai talk-show televisivi e per  questo molto accreditate da un certo circuito politico. Si deve aver voglia,  invece, di star dentro la realtà, di ascoltare il “respiro” del Paese, di  indagarne e sentirne l’anima. Si deve coltivare un’altra idea della politica,  fatta di valori, di concretezza, di condivisione, di partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io  ho voluto fare così. Ho scelto un viaggio nell’Italia vera, in tutte le sue  centodieci province, nella loro diversità, nella loro ricchezza, nella loro  storia e nella loro identità di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata un’esperienza  indimenticabile, un privilegio unico, di cui voglio davvero ringraziare le  centinaia e centinaia di migliaia di persone che hanno riempito ogni giorno  all’inverosimile piazze, teatri, luoghi di lavoro. È successo così in ogni  angolo del Paese, in ogni occasione, e davvero ad ogni ora, pensando  all’iniziativa che abbiamo fatto a mezzanotte, qualche giorno fa, a  Conversano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi cinquanta giorni, poco più, ho visto facce di ogni  tipo, ho incrociato sguardi assorti e sorrisi allegri, ho stretto mani forti e  ruvide segnate dal duro lavoro di ogni giorno e letto parole di chi del suo  sapere non sa ancora bene cosa fare, oppure lo sa ma non trova le giuste  opportunità. Ho avvertito esigenze diverse da un posto all’altro, ho ascoltato  domande diverse a seconda dell’età, ho sentito porle in tanti accenti e  dialetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non sono le differenze che in questo viaggio mi hanno  colpito. Non date retta a quei politici che da quindici anni hanno come  principale pensiero quello di trarre vantaggio dalle divisioni, quello di  alimentare un clima di contrapposizione e persino di odio, mettendo gli uni  contro gli altri, non esitando a lanciare proposte diverse, e se è per questo  anche a stringere alleanze diverse, in base agli interlocutori che hanno di  fronte e al luogo in cui si trovano in quel momento. Operai contro imprenditori,  immigrati contro italiani, laici contro cattolici, Nord contro Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  date retta, non prestate fede ai messaggi di questo tipo. Non sono veri, non  corrispondono alla realtà. Quel che davvero mi ha colpito, girando in lungo e in  largo per il Paese, è stato vedere quanto sono simili le speranze e le  preoccupazioni degli italiani. Quanto si assomigliano i problemi. Quanti sono i  sogni che ci accomunano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non c’è differenza geografica, culturale o  sociale che tenga: in ognuna delle centodieci tappe del viaggio io ho sentito  che tutti, davvero tutti coloro che erano lì in quel momento c’erano perché  credevano in ciò che il nostro Paese può essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia può cambiare,  si può chiudere una stagione troppo lunga e aprirne finalmente una  nuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardate, nella nostra storia è stato sempre così: le cose più  importanti sono successe quando si è trattato di affrontare le prove più  difficili, quando il tempo e le circostanze non lasciavano spazio all’attesa, al  rinvio, all’immobilismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la storia che lo ha sempre dimostrato: quando  gli italiani credono in qualcosa, qualcosa accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato così quando  dei ragazzi ebbero il coraggio e la moralità di fare quella scelta che avrebbe  cambiato la loro vita e quella dell’Italia. Scelsero la Resistenza, scelsero di  unire le loro idee e i loro colori in un solo ideale di libertà e in una sola  bandiera: il tricolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando gli italiani credono in qualcosa,  qualcosa accade. È stata la creatività, la forza di volontà, la voglia di  rischiare e di fare, che ha permesso alla generazione uscita dal dopoguerra di  ricostruire l’Italia. Una classe dirigente vera, capace, fatta di uomini e donne  consapevoli del fatto che al di sopra di ogni interesse di parte c’erano, come  sempre ci sono, gli interessi nazionali. Mentre si confrontavano, anche  duramente, nelle prime elezioni libere dopo più di vent’anni, scrissero la  Costituzione. E gli italiani vi si riconobbero, si ritrovarono uniti, per la  prima volta davvero consapevolmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando gli italiani sentono che è  il momento, sanno unirsi, sanno fare sacrifici, sanno riconoscere il valore  della posta in gioco. Le istituzioni democratiche, nelle piazze di tutto il  Paese e nei luoghi di lavoro, le hanno difese loro, mentre l’attacco del  terrorismo, trent’anni fa, si faceva più forte e minaccioso. È stato il popolo  italiano, in quel momento, a dire nel modo più netto che nessuno avrebbe mai  potuto toccare, in nome di teorie aberranti e fuori dal tempo, la libertà e la  democrazia di questo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che siamo ormai ben dentro un nuovo  secolo, che viviamo un tempo nuovo, verso queste generazioni abbiamo un debito.  Ma abbiamo anche un modo per saldarlo, che non è solo rivolgere loro un grazie,  cosa che facciamo e continueremo sempre a fare. No, il modo migliore è fare per  i nostri figli quel che i nostri nonni e i nostri padri hanno saputo fare per  noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modo migliore è cambiare l’Italia, è voltare pagina e cominciare  a farlo. Ora ci siamo. Siamo davvero arrivati al momento. Se gli italiani, e io  sono ottimista, sono certo sarà così, diranno basta alla vecchia politica, se  diranno basta al cinismo, all’odio e alle divisioni, e avranno voglia di credere  in ciò che è possibile, che si può fare, allora vinceremo, vinceremo queste  elezioni, cambieremo il corso della storia, e lunedì sera diremo “l’abbiamo  fatto”, e il vero viaggio sarà davvero cominciato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-9130288586236118741?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/9130288586236118741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=9130288586236118741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/9130288586236118741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/9130288586236118741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/dobbiamo-crederci-di-walter-veltroni.html' title='Dobbiamo crederci - di Walter Veltroni'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-51951768982695705</id><published>2008-04-13T11:34:00.000+02:00</published><updated>2008-04-13T11:37:36.982+02:00</updated><title type='text'>Oggi possiamo cambiare il Paese - di Eugenio Scalfari</title><content type='html'>SOLE e nuvole si alternano nei cieli d'Italia in questi giorni di un aprile che trattiene ancora una coda d'inverno ma preannuncia col verde dei prati e il profumo dei fiori la più dolce stagione dell'anno. Così ci auguriamo che sia anche per la società italiana, appesantita dai tanti fardelli del passato ma desiderosa di riprendere slancio e di lavorare per un futuro meno avaro di speranze e di risultati. Vedo che la preoccupazione maggiore di molti osservatori delle vicende politiche, giunti alla scadenza della campagna elettorale, si appunta sul dopo elezioni. Quale che sia l'esito, vinca l'uno o l'altro dei due principali competitori, si teme che dalle urne non esca una netta vittoria e di conseguenza un governo più affannato a durare che capace di affrontare i problemi di fondo che incombono sull'Italia, sull'Europa e sul mondo intero. Si ripropone a questo punto un tema con il quale siamo alle prese da quindici anni, cioè dall'irruzione di Silvio Berlusconi nella politica: quello della sua legittimità, quello dell'anomalia da lui introdotta nella democrazia italiana e della sua demonizzazione da parte di quella metà del Paese che non si riconosce in lui e lo considera a tutti gli effetti il nemico pubblico numero uno. Questo diffuso sentimento di delegittimazione che provoca inevitabilmente un'analoga reazione, condizionerà la fase politica successiva al voto? Renderà ancora più arduo governare? Spingerà il vincitore a esercitare vendette e discriminazioni contro i perdenti? Trasformerà l'autorevolezza in autoritarismo seguendo uno schema purtroppo frequente nella nostra storia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte degli osservatori indipendenti riconosce a Walter Veltroni d'aver condotto una campagna elettorale misurata e responsabile, senza toni di rissa, senza attacchi scomposti all'avversario, innovativa ed equilibrata sugli impegni assunti con gli elettori. Il timore che si fa strada in queste ore di pausa e di attesa, anche di fronte alle frequenti incontinenze del leader di centrodestra, è che questo clima possa radicalmente cambiare. L'esperienza dei due anni passati, durante i quali l'opposizione di centrodestra non ha fatto altro che puntare sulla "spallata" per sgominare l'esile maggioranza di Prodi al Senato pesa giustamente nel ricordo di quanti seguono con attenzione le vicende della politica. Non potendo chiedere a Berlusconi di correggere la sua natura, lo chiedono a Veltroni: quale che sarà la sua posizione post-elettorale, spetterebbe a lui e sopportare con inesauribile pazienza gli spiriti animali dell'avversario. Doppio gravame per Veltroni e per quella metà del paese che non si riconosce in Berlusconi: blandirlo in caso di vittoria dei democratici, sopportarlo se fosse lui a prevalere di poco senza imitare quanto lui stesso fece. Chiedere che i democratici ed il loro leader si assumano questa duplice responsabilità significa considerarli come la parte politica più responsabile. Per certi aspetti suona come un titolo di merito, per altri somiglia ad una "mission impossible": fare da punching ball non piace a nessuno e non sta scritto in nessun luogo che sia sempre e comunque utile al Paese. In realtà - chi lo conosce bene lo sa - non è un fascista e neppure un dittatore nel senso militaresco del termine. Non è spietato. Non è xenofobo. Non è razzista. Berlusconi è un pubblicitario. Un venditore. Venderebbe qualunque cosa. Sia detto senza offesa per i pubblicitari di professione: lui è pubblicitario nell'anima, venditore nell'anima. Quando vende patacche (e gli accade spesso) si convince rapidamente che la sua patacca vale oro zecchino. Perciò è bugiardo con la ferma convinzione di dire sempre la verità. Come tutti i venditori bugiardi è un imbonitore. Come tutti gli imbonitori è un demagogo. Non ha il senso della misura. Strafà. Non rispetta nessuna regola perché le regole le fa solo lui. Guardate l'ultimo atto della sua campagna elettorale, venerdì sera. Pochi minuti alla mezzanotte. Matrix, cioè casa sua, Canale 5. Conduttore Enrico Mentana. Prima di lui aveva parlato Veltroni per cinquanta minuti. Lui era stato brevemente intervistato da Mimun per il telegiornale delle 20. Poi si era ritirato nello studio del direttore e di lì aveva ascoltato il "récit" del suo avversario. Infine è arrivato il suo turno e ha impiegato gran parte del tempo a ribattere gli argomenti di chi l'aveva preceduto con molta enfasi e parecchi insulti. Tanto Veltroni era stato pacato e raziocinante tanto lui ha mostrato i denti e la rabbia, ma fin qui niente di speciale, il bello, anzi il bruttissimo, è venuto dopo quando il suo show era terminato, Mentana aveva dichiarato chiusa la trasmissione e aveva cominciato ad illustrare il modo di votare correttamente con davanti un tabellone che riportava un facsimile di scheda elettorale. Lui non se n'era andato dallo studio, era sempre lì ma fuoricampo. A un certo punto, nello stupore generale, è rientrato in campo, si è sostituito a Mentana ed ha indicato lui il modo di mettere la crocetta sulle schede. Prima che accadesse il peggio, che in realtà stava già accadendo, Mentana ha chiamato la pubblicità e l'indebito spettacolo è stato oscurato. Quest'episodio rivela meglio di qualunque discorso la natura del personaggio e dei suoi spiriti animali. L'Economist ha scritto che Berlusconi è inadatto a governare una nazione. "Unfit". Non è un insulto e neppure una demonizzazione. Semplicemente una constatazione. "Unfit". Inadatto. Metà degli italiani, da Casini fino a Bertinotti passando per i democratici, la pensano esattamente allo stesso modo e così pure i governi e il Parlamento europei. Si dirà: contano i voti che usciranno dalle urne. Giustissimo, contano i voti e solo i voti. Resta un Paese diviso in due non soltanto per differenze politiche ma anche da un giudizio sulla persona: "unfit", inadatto, imbonitore, demagogo, venditore di patacche. Metà del Paese pensa questo, ne ha conferma tutti i giorni e sarà molto difficile che cambi idea. Ci sono infinite altre prove della sua "unfitness" oltre alla miseranda scenetta a Matrix. La più rivoltante è la proclamazione di Mangano, il finto stalliere di Arcore ad eroe. Non si capisce quale tipo di eroismo sia stato il suo, ma sappiamo che è stato condannato a tre ergastoli per associazione mafiosa. Sappiamo anche che Dell'Utri è in qualche modo connesso a un tentativo di taroccare le schede degli italiani all'estero: un mafioso latitante in Argentina gli ha telefonato proponendogli quell'imbroglio ma Dell'Utri ha risposto di non esser lui la persona adatta e l'ha indirizzato al responsabile del suo partito per gli elettori all'estero, senza però informare di quel contatto né la magistratura né il ministero dell'Interno. Mentre brogli veri si preparano, il leader già ora, in via preventiva, manda in scena una campagna contro i brogli supposti per precostituirsi un alibi in caso di sconfitta elettorale come già fece per tutti i due anni del governo Prodi. "Unfit". Sostiene di aver lasciato nel 2006 i conti pubblici in perfetto ordine. La controprova sta nelle cifre a causa delle quali siamo stati per due anni messi sotto processo dall'Europa e ne siamo usciti solo dopo le leggi finanziarie di Paoda-Schioppa. Sostiene anche di aver realizzato il suo "contratto con gli italiani" per l'85 per cento durante gli anni del suo governo, ma in realtà non ha realizzato se non il 15 perché nessuna delle proposte è diventata legge pur disponendo di 100 voti di maggioranza alla Camera e 50 al Senato. Quei voti servivano ad approvare le leggi a suo personale beneficio, dall'abolizione del falso in bilancio alle norme giudiziarie che accorciavano i tempi di prescrizione dei processi, alla Gasparri che ha mantenuto in vita Retequattro contro le reiterate sentenze della Corte. "Unfit". Si potrebbe e forse si dovrebbe continuare, ma a che pro? L'altro giorno ho ricevuto una lettera da un lettore che mi rimprovera perché - dice lui - ho un pregiudizio contro. Io non ho pregiudizi contro e neppure a favore. Esamino la realtà e conosco le persone. Lui è inadatto. Venderebbe la Cupola di San Pietro al primo che ci creda. Purtroppo molti ci credono. Forse gli inadatti sono adatti ad una parte di questo Paese il quale, non a caso, è in declino. L'altro ieri l'Ocse ha dimostrato che il nostro declino ha toccato il culmine nel quinquennio 2001-2006. È proprio il quinquennio del suo governo. Sarà magari un caso ma è un dato di fatto e coi dati di fatto non si può polemizzare. Il pareggio elettorale non ci sarà, o vince uno o vince l'altro. Ma al Senato questa regola vale di meno. Può accadere che uno vinca con una maggioranza relativa e non assoluta. Oppure con una maggioranza di pochissimi voti come fu per Prodi. Tuttavia chi vince anche per un solo voto dovrà governare perché questa è la regola in democrazia. Veltroni ha proposto un patto di "lealtà repubblicana" che significa un'opposizione che controlla, propone alternative, ma non paralizza l'azione del governo votato dalla maggioranza. Berlusconi ha rifiutato questa proposta. Questo è lo stato dei fatti. Voglio ancora una volta ricordare la frase di Petrolini a chi l'aveva fischiato. Disse: "Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto". È la terza volta che la cito perché descrive splendidamente la situazione e mi sembra una buona chiusura nel giorno in cui andiamo a votare. Si è creato in queste ultime ore un sommovimento nella pubblica opinione che ricorda quanto avvenne nel 1991 con il referendum di Mario Segni: un voto corale che fece saltare la Prima Repubblica ormai logora e dominata da una logora casta. Questo stesso sentimento può prevalere domani. Domani si può voltar pagina e aprire un ciclo nuovo che rimetta la politica al livello di un'Italia desiderosa di cambiare. Non sprecate questa grande occasione. Siate popolo sovrano perché è questo il vostro giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-51951768982695705?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/51951768982695705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=51951768982695705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/51951768982695705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/51951768982695705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/oggi-possiamo-cambiare-il-paese-di.html' title='Oggi possiamo cambiare il Paese - di Eugenio Scalfari'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4261452144866883064</id><published>2008-04-12T17:09:00.000+02:00</published><updated>2008-04-12T17:10:45.969+02:00</updated><title type='text'>Dichiarazione di voto</title><content type='html'>Voglio vivere in un Paese dove non si definiscono eroi i condannati per mafia e dove i politici non comprano i voti dalla ‘ndrangheta.In un Paese dove non si stracciano i programmi degli avversari e dove chi la pensa diversamente non è definito un grullo o un fuori di testa o un antropologicamente diverso. In un Paese dove se un magistrato indaga sui reati dei potenti non viene sottoposto a visita psichiatrica.Voglio vivere in un Paese dove i giornalisti non baciano la mano del leader proprietario e non sghignazzano alla sue battute da caserma. In un Paese dove per ottenere un lavoro non occorre piegarsi al padrino di turno. Dove chi rispetta la legge, e ne chiede il rispetto, non viene considerato un fallito o un invidioso. Dove non si giustifica chi evade il fisco dicendo che avrà le sue buone ragioni. In un Paese dove per un baratto elettorale non si permette ai vari capataz nordisti e sudisti di sputare sul tricolore auspicando fucili e cannoni. Dove comizianti in camicia nera non invocano la cacciata degli immigrati a calci nel sedere. Dove i ragazzi sono educati al rispetto della Costituzione e della legalità. Voglio vivere in un Paese che non deve più vergognarsi dei propri governanti davanti al mondo che ci guarda e non sa se ridere o piangere. Un Paese che deve interrogarsi sulle ragioni profonde che periodicamente rischiano di trasformarlo in una repubblica delle banane.Voglio vivere in un grande Paese che deve aprire le finestre e cambiare l’aria avvelenata dell’odio e della paura. Un Paese che ha bisogno di respirare fiducia, ottimismo, intelligenza, creatività. Per tornare subito a correre e a prosperare. Spero, speriamo, che sia questa l’Italia nella quale da lunedì potremo continuare a vivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4261452144866883064?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4261452144866883064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4261452144866883064' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4261452144866883064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4261452144866883064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/dichiarazione-di-voto.html' title='Dichiarazione di voto'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-8899355418633127368</id><published>2008-04-12T14:15:00.000+02:00</published><updated>2008-04-12T14:16:35.912+02:00</updated><title type='text'>Il popolo del Pd - di Goffredo Bettini</title><content type='html'>Si è chiusa la campagna elettorale. Nel nostro campo c'è, giustamente, grande  fiducia. Nel corso dei giorni è apparso sempre più chiaro e convincente il  nostro parlare pacato, serio e ragionato. L'insistenza puntigliosa di Veltroni  sui programmi e sui problemi dei cittadini ha reso ancora più penosa e  strumentale la girandola di trovate, battute e provocazioni dei nostri  avversari. Nel corso della battaglia s'è affermato il Pd, la vera novità in  campo, mentre è apparsa ancora più acuta l'immaturità della destra italiana. Noi  abbiamo intrapreso un percorso democratico e faticoso per cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro,  ancora una volta, sono la somma opportunistica di cose molto diverse: la  vocazione padronale e populista di Berlusconi, lo statalismo di Fini venato  sempre ( basta vedere le candidature) da qualche nostalgia del passato,  l’eversione di Bossi che mina l’unità d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha contribuito alla  straordinaria rimonta di Veltroni, Veltroni stesso. La sua candidatura,  percepita come più fresca, sincera, credibile. Nelle piazze dove ha parlato si è  raccolto un popolo assai più ampio della somma dei due vecchi partiti, Ds e  Margherita. Si sono visti tanti giovani, donne e tanti volti di un’Italia che  non si piega e combatte. E poi ha contribuito la scelta di andare da soli, o  meglio liberi di presentare a pieni polmoni le nostre idee, il nostro profilo  culturale, riformista e moderno; in grado di rompere tabù e luoghi  comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. Per questo sono fiducioso sul risultato. E sento anche in  queste ultime ore un contagio positivo. Un passaparola che spinge verso di  noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è qualcosa, al di là del risultato di lunedì, che abbiamo già  realizzato, che resterà come un patrimonio inestimabile che da ora nessuno ci  potrà più togliere: abbiamo costituito definitivamente e bene il nuovo partito.  Girando nelle manifestazioni e tra la nostra gente possiamo dire con certezza  che nessuno si sente più ex di qualcosa, ma tutti sono dei "democratici"; i  nuovi protagonisti di una nuova storia. Abbiamo nel fuoco della lotta realizzato  quella mescolanza che fino a qualche tempo fa sembrava un obiettivo così  ambizioso. E poi il PD ha trovato il suo popolo. Altro che partito aereo o  liquido. Esso oggi poggia non solo sui voti delle primarie ma su milioni di  persone che hanno partecipato ad una avventura democratica e ad una competizione  talvolta dura e difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una ragione politica dietro a tutto ciò.  Tanti hanno sentito di costruire e partecipare ad un progetto strategico, di  lunga durata per la rinascita dell’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ come se il paese, così  diviso , ripiegato e sfiduciato sul suo futuro, avesse in molte sue parti  avvertito la presenza di un nuovo collante, di un nuovo strumento a disposizione  per costruire la ragione del suo stare insieme. E’ stata, infatti, l’ambizione  di essere un partito nazionale, la carta in più del PD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni ha fatto  il suo viaggio non con lo spirito di una trovata elettorale. Ma per dire che in  ogni parte d’Italia c’è un patrimonio inestimabile da valorizzare. Di storia, di  cultura, di arte, di ambiente, di ricerca, d’innovazione, di piccole e media  impresa, di servizi avanzati. E che finalmente è giunto il momento di trovare  qualcuno che abbia la voglia di ricostruire il filo di una unità nazionale in  grado di stabilire nuove regole, un nuovo Stato, un nuovo patto tra cittadini e  istituzioni, una nuova giustizia in grado di fare esprimere al meglio queste  nostre ricchezze e potenzialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello Stato, in fondo, che la borghesia  italiana non ha mai, da sola, saputo edificare, mancando ad una sua funzione  storica. Oggi la crisi ci impone dunque una doppia operazione. Battere la  destra. E tentare di civilizzarla. Ma avviare anche una fase costituente che  rimetta al centro una nuova "religione" della Repubblica, le ragioni che fanno  degli italiani una comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo lo possono fare solo, unite, le  migliori e più avanzate componenti del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra democratica,  sollevata dall’ipoteca massimalista, il cattolicesimo democratico, e la parte  più creativa e innovativa della borghesia italiana. Sono le forze che abbiamo  voluto raccogliere e mobilitare con il PD: che davvero non è la somma di vecchi  gruppi dirigenti, ma il tentativo di mettere insieme una sorta ( uso un termine  antico) di inedito blocco sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo partito dovranno fare i  conti davvero tutti. Non nasce, come più volte ho già detto, per provare a  vincere solo una tornata elettorale; ma per tenere nel tempo e dispiegare con  tenacia e pazienza il suo progetto. Non si tratta quindi, un po’ banalmente, di  fissare l’asticella di un nostro successo, sotto la quale dovrebbe ripartire la  lotta interna distruttiva di sempre. L’aria che si respira nel gruppo dirigente  è di convinta e generosa partecipazione a questa sfida. Certo le nostre  ambizioni sono grandi. Ma già oggi possiamo dire che qualcosa di irreversibile  abbiamo costruito. Un risultato che nessuno potrà negare e che è l’inizio di un  nuovo lungo cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che, ripeto, sono grandemente fiducioso potrà  muovere i primi passi con la vittoria elettorale del 13-14 aprile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-8899355418633127368?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/8899355418633127368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=8899355418633127368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8899355418633127368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/8899355418633127368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/il-popolo-del-pd-di-goffredo-bettini.html' title='Il popolo del Pd - di Goffredo Bettini'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7241242229442545305</id><published>2008-04-12T01:34:00.000+02:00</published><updated>2008-04-12T01:37:13.653+02:00</updated><title type='text'>Attacco al Quirinale, uno scambio perverso - di G. Pasquino</title><content type='html'>Sarà anche un’ipotesi di scuola quella avanzata da Silvio Berlusconi (sì, lo so, «il principale esponente dello schieramento a noi avverso») di dimissioni del Presidente della Repubblica che consentirebbero l’elezione di un candidato/a del Partito Democratico alla Presidenza del Senato.A me sembra, invece, una sorta di scambio improprio, da un lato, irricevibile, dall’altro, che nessuno può e nessuno dovrebbe garantire, a futura memoria. Non si capisce poi di quale scuola, presumibilmente istituzionale, Berlusconi stia parlando. Le sue due precedenti esperienze di governo, come potrebbero testimoniare i due Presidenti della Repubblica che hanno operato in quei difficili tempi, non sembrano essere state caratterizzate da nessuna cultura istituzionale. Semmai, abbondarono i tentativi di forzature di norme non abbastanza assimilate da lui stesso e dai suoi alleati di maggiore riferimento, ovvero dalla Lega.Vi furono riproposizioni di leggi, appena cosmeticamente ritoccate, che il Quirinale aveva rimandato con le sue accurate annotazioni e indicazioni. Vi furono elusioni clamorose, come quelle riguardanti l’informazione e il conflitto di interessi. Ma il coronamento istituzionale della scuola frequentata da Berlusconi e Bossi, nonché da Calderoli, è rappresentato dalla legge elettorale vigente che, a mo’ di nemesi, incombe sull’esito numerico (e politico) del Senato (che, incidentalmente, "pareggio", dal punto di vista tecnico, non sarà comunque) e quindi sulla stessa possibilità di governare del capo del Popolo delle Libertà.È vero che alcune scuole istituzionali dagli insegnamenti approssimativi hanno anche fatto la loro comparsa sul versante del centro-sinistra. Per fortuna, le loro proposte, a cominciare dal "premierato forte" e a continuare con la marmellata elettorale ispano-tedesca, con qualche escursione similfederalista, non si sono fortunatamente tradotte in pratiche. Ma lo scambio perverso che Berlusconi propone contiene qualche componente sbadatamente sovversiva.Manda, anzitutto, un messaggio al Presidente Napolitano assicurandogli difficili rapporti istituzionali con il suo eventuale governo. Forse, se ne avesse voglia, il Presidente potrebbe fare sapere, in maniera più o meno diplomatica, ad entrambi i principali esponenti degli schieramenti che si contrappongono, che, secondo la Costituzione tuttora vigente, spetta a lui, a prescindere dai nomi impropriamente scritti sui simboli elettorali dei due partiti a vocazione maggioritaria, il delicato compito di "nominare" il Presidente del Consiglio. E, sarebbe costituzionalmente dignitoso se i nominabili/nominandi non arrivassero al Quirinale con un gigantesco, e irrisolto dalla buffa legge approvata dalla maggioranza berlusconiana, conflitto d’interessi. In secondo luogo, nessuno è in grado di prevedere quale sarà la maggioranza del Senato e sarebbe istituzionalmente gravissimo predeterminarne il primo importante atto: l’elezione del suo (della sua) Presidente. Terzo, continuo ad essere dell’opinione, che mantengo con coerenza istituzionale, che l’elezione dei Presidenti delle Camere possa, senza scandalo, essere piena facoltà della maggioranza che ha vinto le elezioni se ha ottenuto il numero sufficiente di seggi. Il problema non è, secondo me, quello delle modalità di queste elezioni. Riguarda, invece, le qualità personali di autorevolezza, indipendenza di giudizio, competenza di coloro che verranno prescelti.Le precedenti scelte del centro-destra, forse a causa del limitato pool di personalità fra le quali è in condizione di pescare, non hanno brillato, come dimostrano anche i percorsi successivi, più o meno politicamente rilevanti, degli ex-Presidenti. Probabilmente, la risposta migliore, perché più facilmente comprensibile, che deve essere data a Berlusconi quando propone l’improponibile scambio è: "non esiste". Tuttavia, il contrasto deve essere reso evidente anche sul piano della vera e propria cultura istituzionale. Chi vince le elezioni acquisisce il potere di governare e di fare molte importanti nomine. Non ha, invece, nessun legittimo potere di squassare le istituzioni. Non ha neppure quello di intimidire le cariche elette secondo i criteri delineati nella Costituzione: dalla Presidenza della Repubblica alla Corte Costituzionale.L’ipotesi della "scuola" di Berlusconi non ha modo di fare breccia e di trovare accoglimento perché è assolutamente estranea alla lettera e allo spirito delle Costituzioni democratiche. Purtroppo, però, quella sua stessa scuola, per quanto dotata di un sapere approssimativo e vacillante, che tradurrà in qualche riforma costituzionale assolutamente da non incoraggiare neppure per telefono, ha inviato il suo messaggio chiaro e semplice: preparatevi a anni di conflitti inter-istituzionali. È augurabile che il Partito Democratico e la Sinistra Arcobaleno, unitamente ai loro intellettuali di riferimento, rispondano senza nessuna furbizia tattica e senza nessuna apertura di credito, ma con la rivendicazione della divisione dei ruoli, dei compiti, dei poteri e della attribuzione di precise responsabilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7241242229442545305?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7241242229442545305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7241242229442545305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7241242229442545305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7241242229442545305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/attacco-al-quirinale-uno-scambio.html' title='Attacco al Quirinale, uno scambio perverso - di G. Pasquino'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4663236578739643263</id><published>2008-04-06T17:05:00.000+02:00</published><updated>2008-04-06T17:08:07.037+02:00</updated><title type='text'>Se scende a valle la montagna degli indecisi -di EUGENIO SCALFARI</title><content type='html'>TRENT'ANNI fa scrissi, avendo Guido Carli come interlocutore, un libro dal titolo "Intervista sul capitalismo", che sarà ripresentato dalla Luiss il 21 aprile prossimo. E' passato molto tempo da allora, e molte cose sono profondamente cambiate ma i pensieri e i giudizi di Carli sono a tal punto anteveggenti che quelle pagine sembrano scritte oggi, la loro attualità è stupefacente. Cito una di quelle previsioni perché racchiude in una sola frase lo spirito di tutta l'intervista; si riferisce al Trattato di fondazione della Comunità europea firmato a Roma nel 1957, vent'anni prima di quando il libro venne alla luce. "Non fu un errore entrare nel gruppo dei fondatori della nuova Europa, era indispensabile, se ne fossimo rimasti fuori oggi l'Italia sarebbe regredita a livello d'un paese africano. Ma fu invece un grave errore pensare che potevamo stare in Europa senza cambiare i nostri comportamenti sia nell'economia sia nella politica. Un grave errore del quale misuriamo oggi i nefasti effetti; fu commesso da tutta la classe dirigente del Paese, dagli imprenditori, dai politici, dai sindacalisti, dai professionisti, dai docenti. Lo Stato, gli Enti locali, le imprese pubbliche e private, il mercato, rimasero quali erano con le stesse leggi, le stesse regole, la stessa arretratezza, la stessa arcaica visione. Inadatti all'Europa, accettammo di misurarci con i paesi più evoluti del nostro continente senza fare nulla per metterci alla loro altezza. Fidammo soltanto nelle svalutazioni della lira e nell'evasione fiscale. Partecipare alla gara in quelle condizioni era impossibile". Così Guido Carli nel 1977. L'ultima e più clamorosa conferma l'abbiamo avuta in questi giorni dalla crisi dell'Alitalia, un'altra altrettanto clamorosa è venuta dalla crisi dei rifiuti in Campania, il Paese mezzo secolo dopo il Trattato di Roma e sette anni dopo la nascita della moneta unica europea è ancora inadeguato. La sua classe dirigente vive ancora aggrappata ai "totem" del nazionalismo economico, dell'assistenzialismo, dello scambio di favori tra affari e politica, delle arciconfraternite del potere e del diritto di veto in mano alle corporazioni e alle "lobbies".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;Qual è stato l'ultimo e tragico errore commesso dai sindacati durante la trattativa con Air France per il salvataggio dell'Alitalia? Puntare sull'ingresso nella Compagnia di Fintecna, una società pubblica posseduta dal Tesoro, nella speranza che essa fosse in grado di pilotare Air France e rendere indolore il cambiamento di proprietà. Qual è stato l'errore altrettanto tragico commesso da Berlusconi, da Formigoni e da Bertinotti? Puntare su una fantomatica cordata patriottica che, a carico dello Stato, mantenesse la Compagnia di bandiera con i soldi delle banche (cioè dei risparmiatori) e dei contribuenti. Politici di destra, politici della sinistra radicale, sindacalisti, lobbisti padani, non si rassegnavano alla realtà di una società arrivata alla soglia del fallimento dopo aver dissipato 15 miliardi di euro con un miliardo e mezzo di debiti, il capitale azzerato, la cassa vuota e perdite di 400 milioni l'anno. Così Air France ha abbandonato il tavolo del negoziato. La Borsa francese che temeva i rischi dell'operazione Alitalia ha premiato il titolo Air France dopo l'abbandono. Buona parte dei dipendenti di Alitalia protestano ora contro i sindacati. Questi a loro volta chiedono a Spinetta di tornare al tavolo del negoziato e si dicono pronti a ritirare le loro improvvide proposte. Il ministro Padoa Schioppa avvisa che per chiudere - sempre che i francesi tornino a Roma - ci sono solo pochi giorni e comunque prima delle elezioni. Sapremo domani se Spinetta tornerà a negoziare. C'è ancora chi sostiene che il governo ha lasciato "nudi" i sindacati. Lo dice Berlusconi, lo dice Bertinotti, lo dicono Bonanni della Cisl ed Epifani della Cgil. Ancora non hanno capito che cosa è il mercato e quali sono gli standard europei. Ancora non hanno capito che Alitalia è finanziariamente ed economicamente un rottame e che Air France era e resta l'ultima sponda sulla quale si poteva approdare. Speriamo che lo si possa ancora fare ma speriamo soprattutto che questa durissima lezione serva a qualcosa. * * * Intanto la campagna elettorale si avvicina al termine, entriamo oggi nell'ultima settimana prima del voto. Si sa dagli ultimi sondaggi prima del divieto di diffusione che la partita decisiva si gioca sugli indecisi. Per la Camera si tratta degli indecisi di tutta Italia, per il Senato quelli soprattutto della Liguria, delle Marche, del Lazio, della Calabria, della Puglia, dell'Abruzzo. Il fatto più significativo rilevato dai sondaggi è che la maggior parte degli indecisi è formato da ex elettori dell'Ulivo delusi dalla coalizione che vinse di stretta misura nel maggio di due anni fa. Le ragioni di questa delusione sono note e in buona parte condivisibili. Molti di loro sognavano una maggioranza capace di dire e di fare "cose di sinistra". Molti altri speravano e sognavano una maggioranza ed un governo efficienti, capaci di modernizzare la pubblica amministrazione, le istituzioni e lo Stato. Difficile dire (i sondaggi non lo rilevano) quale di questi due modi di sentire abbia maggior peso quantitativo tra i delusi. Probabilmente il secondo, quello dei modernizzatori, cioè dei riformisti, ma anche gli altri vanno considerati con attenzione. Dicono i sondaggi, con un margine di errore che va sempre tenuto ben presente, che il complesso degli indecisi sia da valutare attorno al 10 per cento dei presumibili votanti. Dicono anche che il 45 per cento di quel dieci sia orientato a votare Veltroni. E dicono infine che se quel 45 diventasse il 13 aprile il 60, alla Camera si potrebbe pareggiare, i due maggiori partiti si troverebbero spalla a spalla e uno dei due otterrebbe la vittoria con uno scarto minimo di voti. Se poi il Partito democratico convogliasse su di sé il 75 per cento degli indecisi la vittoria alla Camera diventerebbe una quasi certa probabilità. Il Senato è una roulette e come tale va considerato, ma indubbiamente se alla Camera i risultati fossero quelli più favorevoli al Pd anche al Senato ci sarebbe vittoria. Queste previsioni sono molto aleatorie. E' invece cosa certa che la partita si decide nei prossimi sette giorni. Se la montagna degli indecisi smotterà a valle tutto può accadere. * * * Da parecchie settimane Silvio Berlusconi parla di possibili brogli elettorali ed è ancora tornato a parlarne ieri con un appello (improprio) al Capo dello Stato prendendo a pretesto un preteso errore nella redazione delle schede elettorali. Questo continuo allarme contro i brogli (che già costituì il tema delle proteste berlusconiane dopo la sconfitta del 2006) è un segnale evidente di debolezza e timore di sconfitta in una gara che era data sicuramente per vinta dal centrodestra con uno scarto iniziale in suo favore del 20 per cento Nel testa a testa tra le due parti e in particolare tra i due leader sta emergendo un dato di fatto di giorno in giorno più evidente: Berlusconi sa di vecchio. Non si tratta dell'anagrafe, che pure ha un suo peso in un'Europa nella quale i leader appartengono tutti alla generazione dei quaranta-cinquantenni. Ma si tratta della stucchevole ripetitività degli slogan, delle parole d'ordine, dei lazzi, delle gaffe. Quelle sulle casalinghe, quelle sui cardinali, sulle precarie, sugli omosessuali, sull'Alitalia, sulle tasse da evadere se sono troppo alte e tante altre ancora al ritmo di almeno un paio al giorno. E si tratta anche del personale politico. Non c'è un solo nome nuovo e rappresentativo nelle liste berlusconiane se si eccettua una dozzina di ex veline e vallette che ringiovaniscono e ingraziosiscono la media. Il tutto sa di vecchio, anche di vecchiume. Perfino Fini, intruppato e quasi scomparso in quella compagnia, dimostra più anni mentali di quanti ne ha. Ha fatto un salto all'indietro, a prima della curetta di Fiuggi che già sembra antidiluviana. Secondo me la gente se ne accorge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4663236578739643263?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4663236578739643263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4663236578739643263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4663236578739643263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4663236578739643263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/se-scende-valle-la-montagna-degli.html' title='Se scende a valle la montagna degli indecisi -di EUGENIO SCALFARI'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5776124032413709124</id><published>2008-04-05T17:09:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T17:23:05.925+02:00</updated><title type='text'>L’economia dell’eterno presente -di Alfredo Reichlin</title><content type='html'>L’articolo precedente si concludeva con il chiedersi che cosa succede se il consumo diventa la cosa essenziale che definisce il bisogno di identità umana. Succede che viene meno il bisogno di futuro. Tutto si risolve nell’eterno presente, nel «carpe diem» di una società di mercato. Questa è davvero la fine della storia. Ma stiamo attenti perché con essa viene in discussione anche il presupposto storico ed etico-politico dello stesso mercato.Non è strano che un vecchio comunista si domandi cosa succede se viene in discussione il presupposto morale e umano del mercato. Io mi sto chiedendo dove sta andando lo sviluppo umano. Il mercante italiano del Rinascimento rappresentò quel salto di civiltà perché non speculava solo sul divario tra domanda e offerta ma perché scopriva mondi, persone, bisogni, culture e vinceva grazie alla sua superiorità intellettuale. E non per caso con quel profitto costruiva i palazzi rinascimentali e pagava l’opera di Raffaello e Michelangelo. La mercatura era per i tempi di allora libertà, uscita dal Medio Evo. E più tardi, non a caso il liberismo nacque con Adamo Smith che era un filosofo morale. Il mercato moderno, cioè la rottura dei vecchi vincoli corporativi, era anche l’affermazione della autonomia della persona e, quindi, della sua libertà. Infatti è stato quel mercato che ha consentito che si formassero le istituzioni rappresentative e i diritti uguali. Ecco perché io vedo nelle crisi finanziarie in atto ben più che gli «effetti collaterali» di un grandioso processo di sviluppo economico. Vedo un cambiamento di sistema, una metamorfosi abbastanza radicale di ciò che chiamiamo capitalismo. E le conseguenze sono evidenti. La prima è lo stravolgimento della mappa sociale che mi sembra ormai un fenomeno non riducibile all’aumento delle diseguaglianze (tipica conseguenza di certi cambiamenti). Qui si tratta di altro. Della creazione di una oligarchia di super ricchi paragonabili per la follia dei loro lussi alle vecchie aristocrazie prima della rivoluzione francese. E ciò insieme alla perdita di status e di tutele per la gran parte delle classi medie e la formazione di una nuova povertà materiale ma anche morale e culturale. E se penso alle strabilianti conquiste della scienza medica (i trapianti) che solo in cliniche per superricchi si potranno applicare mi chiedo se non vedremo anche la nascita di super-razze. Impressionante mi sembra poi lo svuotamento della democrazia. La crisi della democrazia come fenomeno non contingente ma organico rispetto al fatto che i sistemi politici si sono ridotti a sottosistemi (tendenzialmente clientelari) di una economia finanziaria mondializzata il cui potere supera quello degli Stati. La conseguenza è che le attuali strutture democratiche non sono in grado di prendere le grandi decisioni, e quindi di rappresentare la volontà del cittadino (e non parlo delle sue pulsioni effimere ma di ciò che riguarda la scelta dei suoi destini). È così che la democrazia cessa di essere il luogo della partecipazione. E, infatti, perché partecipare se la democrazia non è più quel luogo dove resta pur sempre aperta la possibilità di cambiare in qualche modo la società attuale? Che cosa resta della democrazia (mi permetto di chiedere ai liberali) se essa perde quella cosa essenziale che consiste nel mantenere viva insieme con le libertà individuali una tensione verso il cambiamento? Il giorno in cui cessa la speranza che sia possibile mutare qualcosa nel rapporto tra dirigenti e diretti la democrazia si svuota. E infine che cosa resta del mercato se esso cessa di essere una struttura aperta? Il mercato non è un suk, per esso non può valere solo la «lex mercatoria» di cui ci parla Guido Rossi. La sua funzione allocativa, insieme alla capacità di misurare costi ed efficienza, viene a sua volta delegittimata se cessa di essere quel luogo aperto dove tutte le persone, almeno in teoria, possano godere di pari opportunità. Di che mercato parliamo se irrompono in esso fondi di investimento pubblici creati da Stati che si chiamano Dubai, Russia, Cina, i quali prima o poi chiederanno contropartite non solo economiche ma politiche. Si crea un nuovo gigantesco capitalismo di Stato su scala mondiale? Può darsi che queste mie considerazioni siano fuori misura. A giustificazione vorrei dire che esse nascono dall’assillo di dare una risposta convincente alla domanda seria che ci viene posta sulla costituzione del partito democratico. Perché l’Italia -questa è la domanda- dovrebbe essere il solo paese europeo senza una sinistra, viste le nuove ingiustizie e i disastri che accadono? È una domanda alla quale io sento il dovere di rispondere anche per il debito che ho con la mia storia. Non facciamo confusione sulle diverse storie della sinistra. Le mie riflessioni e preoccupazioni non sono quelle della sinistra radicale. Io vengo da Gramsci e il suo rovello sulla storia d’Italia, dal marxismo come storicismo assoluto e quindi storicizzazione anche di se stesso, da Togliatti e l’assunzione delle responsabilità nazionale. Ma così come giudico quella della «cosa rossa» (il ritorno alla cultura della sinistra di classe) una non risposta, io sento, al tempo stesso, la debolezza di una posizione la quale sostenesse che il nuovo nome della sinistra storica è semplicemente il partito democratico. Non è così. Ci sono delle nuove ragioni di fondo per cui non è così. E queste ragioni non mi sembra siano quelle che divisero i comunisti dai socialisti, e i socialdemocratici «statalisti» dai liberal di sinistra. Io non so quale partito stia nella realtà nascendo e mi preoccupa il peso che hanno in esso vecchie culture liberiste superate dai fatti: i fatti nuovi accennati prima. Io non voglio commettere l’errore opposto a quello commesso fino a ieri dai troppi entusiasti sostenitori del modello americano. Io sento sempre più la distanza della vecchia cultura classista e qui vedo la grande novità del Pd. Penso questo partito non solo come quella forza nazionale ed unitaria che l’Italia dei guelfi e dei ghibellini, del Nord e del Sud, dei preti e delle massonerie non ha avuto mai e di cui ha un estremo bisogno ma soprattutto come un tentativo, uno strumento una idea circa la necessità di mettere in campo una nuova soggettività politica, un pensiero politico adeguato al fatto che si è aperta una nuova storia. Ciò che vorrei capire è se questa storia è solo la continuazione (con ovvie varianti) di quella precedente oppure se la sua novità sta anche nel fatto che si sta aprendo un conflitto nuovo. Da un lato si sviluppa una diversa presenza delle popolazioni umane sulla terra (non solo come numero ma come presenza di forze attive e di nuove idee di sé) e tutto ciò in un mondo tendenzialmente unificato, e quindi l’acuirsi di un problema che riguarda il destino dell’uomo e la necessità di liberarlo da vecchi vincoli. Dall’altro lato un modello economico-sociale che non essendo in grado di dirigere questo processo si deforma e apre quei problemi ai quali ho accennato. I problemi dello sviluppo umano. Ecco perché la cultura, sia pure aggiornata, della sinistra storica non è più riproponibile. Altri sono i tempi. E altre sono anche le forze che stanno venendo in campo. Noi dobbiamo fare un punto e a capo. Non è possibile guidare un movimento progressista e incontrare le nuove masse giovanili se restiamo intrappolati nella piccola vicenda italiana: un paese in decadenza perché non sa più chi è e non vede un futuro. Cerchiamo di capire perché questo antico paese civile vota in massa e si affida specie al Nord da oltre dieci anni a un imbroglione perfino ridicolo come Berlusconi e perché la sinistra, nel senso più ampio (il paese civile, i democratici) non è riuscita a guidare questo paese sulla via della riscossa. Le ragioni sono tante e ce le indicano le cronache. Ma al di là di queste c’è il fatto che da tempo non riusciamo a prendere le misure di una cosa che chiamiamo destra ma che in realtà è un miscuglio di potenza economica, di controllo di quella inaudita potenza che è la rivoluzione scientifica e tecnologica, di egoismo sociale, di governo delle menti attraverso l’uso dei media e della cultura di massa. Non significa nulla dire capitalismo. Quel nome non definisce la cosa che sto cercando di capire. Perciò la cultura della sinistra storica, al fondo della quale resta l’idea dell’anticapitalismo, non morde. Di che parla? E in nome di quale alternativa: lo statalismo? Esiste ancora l’antitesi Stato-mercato? In più che cosa sono in realtà lo Stato e il mercato? Eppure di un qualche nuovo orizzonte, di un ideale, di una alternativa il mondo ha bisogno: basta vedere con quale rapidità stiamo distruggendo l’ecosistema. Ma è anche chiaro che questa «alternativa» non è il riformismo subalterno alla Tony Blair. Ecco che cosa mi spinge a pensare queste note le quali non hanno altro scopo che ridefinire il nuovo terreno del conflitto: un conflitto diverso ma non meno drammatico di quello che fu il vecchio conflitto di classe nato con l’industrialismo. Se di questo si tratta, allora diventa chiaro il perché di una nuova cultura politica e di un nuovo soggetto politico. E allora così riscopro il futuro di quel partito nuovo che non chiamiamo «sinistra» ma che in realtà potrebbe essere lui il nuovo antagonista. E si creerebbe la possibilità di costruirlo su una base molto larga elaborando l’idea di un governo diverso del mondo e dello sviluppo umano. Io sarò pure un acchiappanuvole ma se agli uomini moderni e alle forze culturalmente sveglie non poniamo questi interrogativi perché facciamo politica?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5776124032413709124?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5776124032413709124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5776124032413709124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5776124032413709124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5776124032413709124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/leconomia-delleterno-presente-di.html' title='L’economia dell’eterno presente -di Alfredo Reichlin'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4015071960083242322</id><published>2008-04-05T17:06:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T17:07:30.487+02:00</updated><title type='text'>Minacce e paura - di Antonio Padellaro</title><content type='html'>Poniamo che nella tarda serata di lunedì 14 aprile, a urne ormai chiuse né dai numeri del Viminale né tantomeno dagli exit-poll si riesca a capire chi ha vinto e chi ha perso le elezioni politiche del 2008. Mettiamo (ipotesi probabile) che al Senato, complici il sistema macchinoso e i voti ballerini degli italiani all’estero si prefiguri un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra. E che alla Camera (ipotesi possibile) si verifichi un testa a testa Pdl-Pd sul filo dei voti e del premio di maggioranza. In una situazione del genere cosa farebbe Silvio Berlusconi? Resterebbe tranquillo ad aspettare la conclusione dello spoglio, disposto a riconoscere e a rispettare il risultato qualunque esso sia? Ne dubitiamo fortemente per il semplice fatto che egli già ora si proclama vincitore e con il più ampio margine. «Se non ci saranno brogli non ci sarà nessun pareggio», ha sentenziato ieri. E ha aggiunto: «Tutti i sondaggi ci danno avanti di 8-10 punti. Abbiamo messo in campo un esercito di 120mila volontari a difesa del voto degli italiani». Dichiarazioni che dovrebbero suscitare il più vivo allarme nelle altre forze politiche, a cominciare naturalmente dal Pd. Quella di Berlusconi, infatti, non è la consueta vanteria propagandistica o un troppo caloroso auspicio ma la rivendicazione di un diritto (la vittoria) a cui manca solo una formalità (le elezioni). Cosicché ogni altro diventa un imbroglio. Un atteggiamento tipicamente infantile. Di chi pensa è tutto mio.Berlusconi procede per affermazioni apodittiche, quelle che non vanno dimostrate e non tollerano discussioni.Sostiene di avere già vinto perché «tutti i sondaggi» gli danno un vantaggio incolmabile per quantità di voti e di parlamentari. Quegli stessi sondaggi elettorali che in passato si sono dimostrati assai fallibili, come nel 2006 quando vaticinarono il trionfo dell’Unione di Prodi però salvata solo da un pugno di voti. Previsioni che anche ultimamente hanno brillato per vaghezza segnalando un trenta per cento di indecisi che in campo statistico non sono proprio un dettaglio. Da una settimana, poi, chiunque può dare i numeri visto che i sondaggi dovrebbero restare riservati per legge. E dunque così come Berlusconi può vantare dieci punti di vantaggio, Veltroni potrebbe benissimo annunciare il sorpasso dell’avversario. Ma per il cavaliere tutto ciò non conta. Del resto, dieci anni fa, dopo la prima affermazione di Prodi contestò i voti degli elettori sostenendo che gli unici veritieri erano i voti dei suoi sondaggisti.Brogli. Il sillogismo è d’acciaio. Vinco certamente io ma se dovessi perdere sarà per i maneggi dei soliti comunisti. Non è una barzelletta ma una minaccia ricorrente. Nel 2005, prima delle Regionali disse che a sinistra c’era «una vecchia professionalità nel cambiare i voti nelle schede». Nel ’96 giurò, «ce ne hanno tolti un milione e 705mila». Alla vigilia del voto del 2006 chiese nientemeno l’intervento degli osservatori dell’Onu per vigilare sui «professionisti dei brogli della sinistra». Dopo, non ha mai riconosciuto la vittoria di Prodi e ha continuato a denunciare colossali imbrogli ai danni della Cdl. Anche se resta il sospetto che i numeri li abbia falsificati qualcun altro ai danni del centrosinistra. L’esercito dei 120mila volontari nei seggi per conto di Silvio è probabilmente un’esagerazione. Che però serve a preparare un clima nel caso il Pdl dovesse perdere o anche solo pareggiare. Un brutto clima che Berlusconi surriscalda accusando le istituzioni di giocargli contro. A cominciare dal Quirinale, arbitro del confronto politico, che ha chiamato in causa con l’accusa poi rimangiata di parzialità.Non c’è dubbio: le minacce di Berlusconi si spiegano con la paura per un esito elettorale all’inizio strombazzato come una tranquilla passeggiata e adesso non più così sicuro. Resta la sensazione, spiacevole, di una democrazia da un quindicennio tenuta costantemente in ansia da un capopopolo degno dello Zimbabwe.Per questo fa bene il loft veltroniano a sposare, come abbiamo letto, la linea dura. Non un espediente momentaneo per motivare l’elettorato e smuovere gli incerti. E neppure un antiberlusconismo di maniera e fine a se stesso. Dura e rigorosa deve essere invece la posizione di chi pretende da ciascuno il rispetto delle regole non permettendo a nessuno di spaccare il Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4015071960083242322?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4015071960083242322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4015071960083242322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4015071960083242322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4015071960083242322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/minacce-e-paura-di-antonio-padellaro.html' title='Minacce e paura - di Antonio Padellaro'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-877453751153800630</id><published>2008-04-05T13:43:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T17:28:09.628+02:00</updated><title type='text'>VII Circoscrizione : si vota il bilancio Comunale 2008-2010</title><content type='html'>Nel pomeriggio si è tenuta la riunione dell’assemblea di circoscrizione di Latina Scalo, al cui ordine del&lt;br /&gt;giorno c’era la votazione simbolica, ma prevista dallo statuto , del bilancio Comunale.&lt;br /&gt;Il Presidente della circoscrizione ,Di Lorenzo ,ha illustrato il bilancio nelle sole voci riguardanti i fondi a disposizione del Comune e quelle riguardanti le somme da distribuire alle circoscrizioni territoriali , senza&lt;br /&gt;poporre nessun dibattito, all’assemblea ,che riguardasse , per esempio le voci di entrata che rappresentano una vera e propria stangata a carico dei cittadini ( aumento superiore al 50% dell’imposta irpef comunale, aumento fino al 38% della TIA , aumento fino a 3 euro dei buoni mensa) ,senza almeno analizzare se in cambio si veda l’opportunità di investimenti per migliorare i servizi e le infrastrutture. Il Comune in materia di risorse , è praticamente senza un euro ,in quanto si sono quantificati 5,7 milioni di euro nelle casse e altri 5milioni&lt;br /&gt;che però non sono toccabili in quanto servono a ripianare i debiti fuori bilancio.&lt;br /&gt;Dei primi , circa un milione, è previsto sul territorio di Latina Scalo per finanziare due progetti che sono L’ampliamento della scuola elementare “ Camillo Caetani” (€ 725.000 ) e la messa in sicurezza del vecchio cinema enal. (€ 250.000) mentre circa 1.1 milioni sono in mutui già accesi e non utilizzati. Inoltre sono previsti circa 61.000 euro in totale per le 7 circoscrizioni ( poco più di 9.000 euro ciascuno) che sono una cifra irrisoria ,che non permette di affrontare nessun progetto sul territorio ,bloccando di fatto ogni tipo di intervento che permetta di risolvere i vari problemi esistenti. Il Presidente ha evidenziato lo stato di crisi in cui versano le casse Comunali senza nessuna analisi obbiettiva sulle cause che l’hanno determinata.&lt;br /&gt;Si è limitato a dire che la coperta è stretta e non ci sono alternative a questa situazione in quanto la legge sul patto di stabilita impedisce ogni tipo d’intervento. Ha in qualche modo tentato di tranquillizzare l’assemblea , dicendo che comunque diverse risorse saranno disponibili&lt;br /&gt;Dalla Regione e dalla Provincia , i Consiglieri di opposizione hanno ricordato che non sono risorse scaturite dalle politiche virtuose della&lt;br /&gt;Giunta che governa la città, ma sono risorse finalizzate già a dei progetti ,in cui il Comune non ha avuto un ruolo diretto, perché rientrano nelle politiche di sviluppo che persegue la Regione e la Provincia.&lt;br /&gt;Il Presidente ha evidenziato che durante la riunione dei presidenti di circoscrizione è stato redatto un documento nel quale , si chiede di innalzare , nelle varie voci di spesa, la somma da mettere a disposizione per le circoscrizioni da 61.000 euro a 175.000 euro ( 25.000 euro a circoscrizione) affermando che la delibera sarebbe stata vincolante per l’espressione di un giudizio positivo sul Bilancio. La domanda che ci si&lt;br /&gt;È posti è la seguente : come può essere vincolante un documento quando il bilancio Comunale risulta già approvato dalla giunta? Si ravvisa invece il tentativo, con la scusa del documento vincolante ,di estorcere una unanimità di giudizio positivo sul bilancio. Fortunatamente il gioco&lt;br /&gt;Si è scoperto subito e i consiglieri di opposizione hanno denunciato la presa in giro. Il dibattito è stato estremamente scarno , perché nelle voci vere del bilancio ( quelle più pesanti per i cittadini) non si è entrati Mai. Si è avuta la chiara sensazione che probabilmente molti consiglieri non conoscessero nemmeno il contenuto del documento di bilancio. Gli interventi non stati 4 in tutto ; uno della maggioranza Fatto dal consigliere Calvani, che lo definisce , critica costruttiva ( non si capisce cosa significa) che denuncia di fatto la completa mancanza di risorse per le attività produttive. L’intervento del consigliere di opposizione Porcari ha puntato sul fatto che se il bilancio del Comune è così esiguo ,questo è dovuto eclusivamente alla politica dissennata delI’Amministrazione. Inoltre ha denunciato che per la terza volta è stata cambiata l’entità della somma che doveva essere a disposizione delle circoscrizioni, prima 100.000 euro,poi 50.000 infine 9.000.Il consigliere Biondini invece ha denunciato il tentativo di voler avere un appoggio dell’opposizione sul giudizio del bilancio quando si è tentato di legarlo alla delibera dei presidenti di circoscrizione. L’ultimo intervento è stato quello del consigliere&lt;br /&gt;Bonfanti ,che in modo articolato e preciso, ha denunciato la scarsa sensibilità che i consiglieri di maggioranza hanno avuto nell’analisi del bilancio soprattutto sui temi che riguardano direttamente la gente&lt;br /&gt;La completa assenza di sensibilità sui problemi del lavoro che sul territorio stanno creando una vera devastazione ( casi Pettinicchio, Cisternino, Pfizer, Gambro ecc.) tale mancanza è suffragata dall’assenza&lt;br /&gt;di ogni forma di risorsa in bilancio. Ha denunciato anche i vizi di forma con la quale viene presentato il documento&lt;br /&gt;peraltro senza valore vincolante , affiancato ad un bilancio il cui voto ,che viene espresso ,ha solo valore simbolico. Si è passati successivamente alla votazione che ha visto la scontata approvazione, essendo i consiglieri di maggioranza presenti, più numerosi. I voti contrari sono stati tre quelli dei consiglieri del PD Porcari , Petrocelli e quello di Bonfanti mentre il consigliere Biondini non ha partecipato al voto . L’unica astensione&lt;br /&gt;è stata del consigliere di opposizione della lista Cirilli Perna.Va comunque evidenziata anche l’assenza pur giustificata ,del consigliere di opposizione del PD ,Quattrocchi. Quello che va denunciato in maniera drammatica è la completa assenza di un pubblico cittadino che abbia assistito ai lavori. Questo dimostra una scarsa informazione sul territorio che rende gli stessi cittadini inconsapevoli su ciò che sta accadendo intorno a&lt;br /&gt;Loro. Onestamente viene da pensare ,che per un risparmio in termini di costi della politica, bisognerebbe&lt;br /&gt;rendere operative le disposizioni della finanziaria 2008, che prevede il taglio delle circoscrizioni , perché&lt;br /&gt;non servono quando il loro lavoro rimane circoscritto intorno a se stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-877453751153800630?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/877453751153800630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=877453751153800630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/877453751153800630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/877453751153800630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/vii-circoscrizione-si-vota-il-bilancio.html' title='VII Circoscrizione : si vota il bilancio Comunale 2008-2010'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2945620035161626681</id><published>2008-04-05T13:41:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T13:43:41.069+02:00</updated><title type='text'>Veltroni: il voto riserva sorprese</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il leader del Pd: «Il modo di fare campagna elettorale di Berlusconi è assolutamente incivile». "No "ad un altro indulto. Sui rifiuti: fase di discontinuità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA«Oggi l’elettorato è molto mobile e può darsi che mi sbaglio ma ho l’impressione che il Paese darà una sorpresa». È la convinzione espressa dal leader del Pd Walter Veltroni sull’esito delle elezioni del 13 e 14 aprile. «Gli italiani sono preoccupati per la situazione internazionale - spiega il segretario del Pd - e capiscono che devono girare pagina». Quanto ad un’eventuale squadra di governo, Veltroni conferma che farà «alcuni nomi di personaggi indipendenti» e sui nomi di un eventuale governo del Pdl ironizza: «Abbiamo letto i nomi di Tremonti, Bossi e Maroni ma lo sapevamo dal ’94... Non mi sembra un grande scoop». «Il modo di fare campagna elettorale di Berlusconi è assolutamente incivile». Lo ha detto Walter Veltroni a ’Omnibus’ riferendosi in particolare al problema dei rifiuti a Napoli. Il leader del Pd ha criticato Berlusconi che dice: «C’è un problema? Lo risolvo io. Ma in piazza contro i termovalorizzatori c’erano l’estrema destra e l’estrema sinistra, Alemanno e i sindaci di Forza Italia. Vediamole bene queste responsabilità». Su Antonio Bassolino, ha ribadito che nel momento dell’emergenza è stato giusto che non andasse via «perchè sarebbe stato un atto di irresponsabilità che avrebbe creato una crisi istituzionale. Subito dopo, invece, bisognerà aprire una forte discontinuità». Walter Veltroni dice No ad un eventuale altro indulto e rilancia sulla necessità di costruire nuove carceri. «Non sono per un provvedimento come l’indulto - ha detto il leader del Pd a ’Omnibus’ - ma quella era una situazione di emergenza. Io sono per fare un’altra cosa: carceri efficienti e modern. Bisogna dare un segnale di rigore e responsabilità». Superata l’emergenza servirà una «fase di forte discontinuità», ma sarebbe stato irresponsabile aprire ora una «crisi istituzionale». Walter Veltroni, durante ’Omnibus’, risponde così quando gli viene chiesto se non sarebbe stato opportuno spingere Antonio Bassolino a dimettersi per la vicenda rifiuti. «Andar via mentre c’è un’emergenza è un atto di irresponsabilità, ci mancava solo che si creasse una crisi istituzionale. Poi, ho detto che alla fine si dovrà aprire una fase di forte discontinuità. L’ho detto e lo confermo». Veltroni, poi, dice di non sapere se Bassolino sarà sul palco con lui a Napoli il prossimo 9 aprile.Sulle coppie di fatto Paola Binetti esprime una posizione personale, mentre al Senato si era fatto un lavoro «ottimo», secondo il segretario del Pd Walter Veltroni. Durante la trasmissione ’Omnibus’, Veltroni spiega: «Penso che sul tema dei diritti delle coppie di fatto si fosse fatto al senato un lavoro importante. Poteva essere una base condivisa. La stessa cosa penso si debba fare sulla fecondazione. Tutto lo sforzo deve essere costruire un punto di sintesi avanzato». Per Veltroni sarebbe sbagliato dividere la politica lungo il confine laici-cattolici, «nemmeno in Spagna è così. Io cercherei di riunire questo Paese, con riconoscimento delle differenze, per proiettarlo verso un obiettivo di innovazione». Per quanto riguarda le articolazioni interne al Pd sul tema della laicità, Veltroni dice: «Non c’è nessun grande partito che non abbia dentro di sè una pluralità di opinioni... vivaddio che è così».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2945620035161626681?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2945620035161626681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2945620035161626681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2945620035161626681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2945620035161626681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/veltroni-il-voto-riserva-sorprese.html' title='Veltroni: il voto riserva sorprese'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7869647879834348068</id><published>2008-04-05T01:11:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T01:13:07.742+02:00</updated><title type='text'>Se l’economia travolge le vite - di Alfredo Reichlin</title><content type='html'>La ragione per cui il libro di Tremonti va preso un po’ più sul serio è che rappresenta la spia di un problema politico molto grosso. La cui novità, in sostanza, è la crisi del modello di sviluppo che i vertici del mondo occidentale (specie anglo-americano) hanno imposto al mondo da oltre 30 anni. Il cosidetto «Washington consensus». Sappiamo di quale autentica rivoluzione (sia pure conservatrice) si è trattato. Finì il compromesso socialdemocratico.La discussione che mi sembra necessario aprire non riguarda quindi Tremonti ma noi, il nuovo scenario che si apre per la sinistra. E dico subito che l’eterna preoccupazione di non confonderci con l’estremismo e con lo stupido antiamericanismo no-global non può più inibire alle forze progressiste di riorganizzarsi in modo autonomo su scala europea ben oltre i confini della socialdemocrazia. E di cominciare ad assolvere alla funzione sempre più necessaria di pensare un nuovo modello di sviluppo per un mondo che è davvero a rischio.Dove va l’Europa? Io non confonderei la posizione di Tremonti col vecchio protezionismo di stampo leghista. C’è nella sua posizione il tentativo di riorganizzare le forze di destra europee su una base diversa rispetto al «pensiero unico» liberista di questi anni, ponendosi come una alternativa anche ideale rispetto a quella che Tremonti considera la colonizzazione dell’Europa da parte di forze e popoli nuovi (la Cina) favorita dal modo come la mondializzazione è diretta dall’oligarchia finanziaria anglo-americana, in combutta (?) niente meno che con il defunto comunismo. Qui c’è tutto la demagogia e il cinismo intellettuale di Tremonti. Ma perché egli invoca la difesa delle «radici cristiane» europee? Dietro c’è il fatto che l’America perde influenza e che le religioni in questo mondo a rischio vengono usate sempre più come «instrumentum regni». Mi hanno raccontato dei colloqui in Vaticano del presidente francese Sarkozy. Non si è parlato dei rapporti tra il laicismo e la religione. I cardinali avrebbero sondato la possibilità di riorganizzare le forze di destra europee su una base etico-politica nuova.L’interrogativo da cui parto è, quindi, il seguente. I problemi emersi con la crisi finanziaria dobbiamo considerarli essenzialmente economici per cui, fatte le somme del positivo e del negativo della mondializzazione i conti, alla fine, tornano? Io penso che bisognerebbe cominciare a cambiare il terreno della discussione. Il tema è il nuovo rapporto tra l’economia e la società moderna. A me sembra che la mondializzazione, nel suo nesso inscindibile con la rivoluzione scientifica e soprattutto con i meccanismi dell’informazione e della conoscenza, ma priva com’è di una guida politica che non sia l’unilateralismo americano, sta provocando mutamenti fino a ieri impensabili non solo nella antropologia umana e nel rapporto tra uomo e natura ma anche nel senso di una metamorfosi del capitalismo. Attenzione. Non parlo solo della evidente tendenza alla finanziarizzazione. Parlo delle conseguenze di esse sul modo di essere del capitalismo intendendolo come la civiltà non solo materiale ma giuridica e intellettuale e morale in cui siamo immersi da almeno 3-4 secoli. Nè parlo solo del mercato, cioè di quel meccanismo dello scambio che esiste da millenni in tutte, o quasi, le società umane. Il capitalismo, come sappiamo, è ben altro. Non è un rapporto tra cose. È la trama (altre, del resto, non si vedono) di una società moderna regolata non dal potere del sovrano o da una qualche morale divina ma dalla combinazione di diritti e di doveri, di libertà individuali e di obbligazioni sociali. Parlo, insomma, della civilizzazione in cui siamo immersi e che ha affermato la sua egemonia non con la violenza o la polizia ma con la capacità di tenere insieme l’egoismo del singolo e quell’altra cosa insopprimibile che è la spinta anche morale e culturale verso l’uguaglianza. Smith e Marx: le due facce che avevano consentito all’Europa di parlare alle èlites di tutto il mondo. E vengo così al punto. «È proprio questo dualismo -scrive Paolo Prodi sul Mulino a proposito del rapporto tra economia e politica- che è ora messo in crisi (come la stessa democrazia) per la tendenza dell’economia a inglobare in un nuovo monopolio del potere tutta la vita dell’uomo». Dunque, è la vita intera dell’uomo che viene in gioco? Non è poco.Ecco allora il perché di questi spunti di riflessione da parte di chi non è un economista. Proprio perché il capitalismo non è una «cosa» io rimango molto colpito da certi fatti, quali che siano i ritmi di sviluppo della Cina. Che conseguenze ha il fatto che la cosidetta finanziarizzazione o il cosidetto «turbo-capitalismo» hanno rotto ogni involucro di tipo statale e ogni contenitore capace di svolgere un controllo pubblico, per cui perfino le banche centrali sembrano degli stupefatti osservatori? Lo stesso Prodi (Paolo) parla come di una ovvietà del fatto che le grandi truffe finanziarie di cui sono pieni i giornali «sono soltanto le spie di un sistema costituito da una enorme catena di furti impuniti o quasi legalizzati». E abbiamo letto i libri di Guido Rossi sulla distruzione del diritto. È vero che un problema analogo si pose con l’avvento delle multinazionali le quali però alla fin fine subirono una certa regolazione. Si sono scritti libri interi sul capitalismo dei manager. Ma poi, alla fine, anche i manager sono stati «colonizzati» dalla finanza: costretti a «creare valore», cioè a valorizzare non le capacità produttive dell’impresa e il suo sviluppo nel medio periodo ma rendere conto giorno per giorno del valore di Borsa ai loro padroni, cioè ai fondi di investimento, emanazioni a loro volta delle banche. Io non so se ci rendiamo conto di quale enorme potere si è costituito attraverso le grandi concentrazioni bancarie. Un potere -ecco la novità- che deriva sempre meno dall’intermediare il risparmio a favore degli investimenti di innumerevoli imprenditori (quello che dovrebbero essere il mestiere delle banche). In realtà i loro bilanci diventano illeggibili perché assistiamo a un enorme trasferimento dei rischi dalle istituzioni finanziarie ai cosidetti «mercati». Dico cosidetti perché in pratica si tratta delle famiglie, le quali essendo sempre meno protette dallo Stato sociale e dalla copertura pensionistica pubblica e sempre più esposte a lavori precari e ad altri bisogni vitali come la casa vengono indotte ad acquistare azioni, fondi, titoli spazzatura indebitandosi fino al collo. Un indebitamento che in USA supera quello dello Stato e che, paradossalmente, è finanziato dal risparmio dei cinesi. Si crea così, nella sostanza un sistema che convoglia il risparmio non verso gli investimenti produttivi ma verso i consumi. Consumi però continuamente esposti al rischio che deriva dai mutamenti del costo del denaro.È così? So benissimo che la finanza ha svolto e continua a svolgere una funzione cruciale per lo sviluppo. Il fatto su cui vorrei attirare l’attenzione è il ruolo dei consumi. Mi chiedo se la ragione per cui la società si trasforma sempre più in società di mercato non derivi proprio da un fatto essenzialmente storico-politico. Questo fatto è che essendo i bisogni primari ormai largamente soddisfatti ed essendo il plusvalore ricavato dallo sfruttamento del lavoro operaio nel vecchio sistema di fabbrica divenuto ormai «troppo misera cosa» (Marx), si è posta oggettivamente la questione di un diverso rapporto tra una nuova idea dello sviluppo umano e l’economia. Questa è la grossa sfida. Si vuole scartare ogni alternativa che presupporrebbe un diverso rapporto tra dirigenti e diretti? Ecco che allora non resta che trasformare la società in società di mercato. Io penso che da qui, forse soprattutto da qui, viene la trasformazione del cittadino in consumatore. Perché solo su questo terreno più ampio può avvenire un enorme prelievo che scavalca i confini di classe e che fa leva su una gamma vastissima di bisogni umani i quali richiedono nuovi mercati e che sono, almeno in parte indotti in modo artificioso dalle sub-culture dominanti.Insomma non basta il salario che sottopaga la merce lavoro, occorre creare attraverso il modo di vivere una nuova forma di dominio. Del resto, solo così cominciamo a capire perché la sinistra non ha subito solo qualche sconfitta, è stata messa fuori gioco. Ma qui si apre (se le mie non sono solo fantasie) il grande capitolo su cosa succede se il consumo diventa la cosa essenziale che definisce il bisogno di identità umana. Questa è la prima parte di un saggio di Alfredo Reichlin sui nuovi rapporti tra economia e società che prende spunto da un libro di Tremonti. La seconda parte seguirà domani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7869647879834348068?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7869647879834348068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7869647879834348068' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7869647879834348068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7869647879834348068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/se-leconomia-travolge-le-vite-di.html' title='Se l’economia travolge le vite - di Alfredo Reichlin'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1119774828236914927</id><published>2008-04-05T00:51:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T00:56:13.200+02:00</updated><title type='text'>Verso il voto : Pd, lunedì evento politico allo Scalo</title><content type='html'>L’AGENDA elettorale del Partito democratico continua a essere fitta. I candidati Sesa Amici e&lt;br /&gt;Raffaele Ranucci stanno percorrendo in lungo e in largo la provincia pontina. Nel capoluogo,&lt;br /&gt;in questi giorni, stanno terminando gli incontri con le associazioni di categoria. Intanto&lt;br /&gt;anche i consiglieri comunali si attivano per sensibilizzare l’elettorato. In quest’ottica si&lt;br /&gt;inserisce l’appuntamento organizzato dal consigliere comunale Mauro Anzalone per&lt;br /&gt;lunedì sera all’hotel Excelsior di LatinaScalo. Un grande bagno di pubblico al quale&lt;br /&gt;prenderanno parte i candidati, ma anche i rappresentanti provincialie comunali del&lt;br /&gt;Partito democratico. L’organizzazione della serata viene curata, oltre che da Anzalone,anche dai consiglieri di circoscrizione Fabrizio Porcari , Sonia Petrocelli e dal direttivo di circolo del Partito Democratico di Latina Scalo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1119774828236914927?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1119774828236914927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1119774828236914927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1119774828236914927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1119774828236914927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/verso-il-voto-pd-luned-evento-politico.html' title='Verso il voto : Pd, lunedì evento politico allo Scalo'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-729236811903544806</id><published>2008-04-05T00:40:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T00:47:27.352+02:00</updated><title type='text'>Le aree boicottate</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Edilizia residenziale pubblica, la polemica di Giorgio De Marchis&lt;br /&gt;«La Regione stanzia i fondi, ma il Comune è immobile»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA Regione Lazio finanzia la realizzazione di 600 alloggi destinati ad edilizia residenziale pubblica, ma la giunta Zaccheo non mette a disposizione le aree per la realizzazione degli appartamenti.&lt;br /&gt;A tornare sull’argomento è il consigliere comunale del Partito democratico Giorgio De Marchis,&lt;br /&gt;che invita «l’amministrazione ad uscire dall’immobilismo e a dare finalmente delle risposte sull’importante tema della emergenza abitativa » . Secondo il segretario del Pd De Marchis «mentre permane l'immobilismo del Pdl di Latina e della Giunta Zaccheo in materia di politiche&lt;br /&gt;per la casa, la Regione Lazio ha approvato con le delibere 125 e 126, pubblicate il 21 marzo scorso, le graduatorie delle domande ammissibili del bando di concorso per l'assegnazione&lt;br /&gt;di mutui agevolati per la costruzione di alloggi in favore di imprese e delle cooperative&lt;br /&gt;edilizie. Si tratta di un finanziamento che consentirebbe la realizzazione di circa 600 alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata nel capoluogo pontino». Questo intervento&lt;br /&gt;rappresenterebbe una grande boccata di ossigeno per molte famiglie del capoluogo che non hanno la possibilità di accedere ai finanziamenti per l'edilizia privata, in modo particolare le giovani coppie. «Gli effetti del caro mutui cominciano a farsi sentire anche nella città&lt;br /&gt;di Latina - afferma De Marchis - che da anni non beneficia più degli effetti dei&lt;br /&gt;finanziamenti agevolati al fine di calmierare il mercato. Purtroppo da parte dell'amministrazione&lt;br /&gt;comunale non sono arrivate risposte soddisfacenti, anzi da più di due anni è bloccata l'assegnazione delle aree per l'Erp le cui offerte sono state consegnate nel giugno del 2006. Faccio un appello alle forze politiche della maggioranza, al sindaco ed agli uffici dell'amministrazione&lt;br /&gt;affinché diano in questa occasioneun segnale chiaro in favore dell'edilizia residenziale&lt;br /&gt;pubblica, mettendo a disposizione in tempi brevissimi le aree. Diversamente - conclude De Marchis - ci convinceremo sempre più che la politica della casa dell'amministrazione Zaccheo è subordinata alle scelte ed agli interessi dell'edilizia privata invece che agli interessi pubblici».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-729236811903544806?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/729236811903544806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=729236811903544806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/729236811903544806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/729236811903544806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/le-aree-boicottate.html' title='Le aree boicottate'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-1478511252606990617</id><published>2008-04-04T01:05:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T01:06:05.177+02:00</updated><title type='text'>Una risposta all’emergenza</title><content type='html'>La proposta del «buono spesa» illustrata ieri da Veltroni aggredisce uno dei più acuti problemi sentiti dalla stragrande maggioranza delle famiglie italiane: la difficoltà a far fronte agli anomali aumenti dei prezzi dei beni alimentari di prima necessità. I dati sull’inflazione di marzo, resi noti dall’Istat nei giorni scorsi, indicano un aumento, rispetto allo stesso mese del 2007, del prezzo della pasta del 17,2%, del pane del 13,2%, del latte del 10,5%, della frutta del 5,8%, degli ortaggi e della carne oltre il 4%.È vero che l’indice generale si ferma al 3,3%, ma è la bolletta alimentare che pesa. E pesa tanto più quanto minore è il reddito di una famiglia. Ma, i dati sull’inflazione non dicono tutto se non vengono confrontati con l’andamento dei redditi da lavoro, in particolare da lavoro dipendente, e da pensione, i quali, da almeno 15 anni, a fatica riescono a tenere il passo dell’indice generale dei prezzi, ossia perdono potere d’acquisto in termini reali. In altre parole, i redditi da lavoro dipendente e da pensione non partecipano all’aumento della ricchezza prodotta dal Paese, nonostante contribuiscano o abbiano contribuito a produrla. La “torta” si allarga, ma le loro “fette” rimangono sempre della stessa dimensione, quindi, rispetto a quelle dei percettori di altri redditi (di lavoro autonomo, di impresa, di capitale) diminuiscono. Dato tale quadro, le risposte dovute dalla politica economica e date dal Pd sono di due ordini: una di ordine emergenziale; una di ordine strutturale. In sostanza, la politica economica del Pd continua a seguire lo stesso schema proposto settimana scorsa per le pensioni (innalzamento delle detrazioni subito; revisione del paniere di riferimento per la rivalutazione annuale e modifica dei coefficienti di trasformazione per dare risposte strutturali). Il bonus spesa è la risposta emergenziale, ad una emergenza sociale pressante, per la quale i tempi delle riforme strutturali, necessarie, sono tempi troppo lunghi. Il buono spesa, prospettato a partire dal prossimo primo Luglio, ha il fine “circostritto” di compensare almeno tre milioni di famiglie italiane per l’aumento dei prezzi dei beni alimentari. Ha un valore di 600 euro per una famiglia di quattro componenti in una “condizione economica equivalente” inferiore a 18.000 euro all’anno (ad esempio, una coppia con due figli a carico, un reddito complessivo inferiore a 18.000 euro all’anno, meno di 15.000 euro di risparmi e senza altro patrimonio che la casa di abitazione). Il livello di condizione economica per ricevere il buono spesa e l’ammontare del buono, secondo la proposta del Pd, variano in base alla numerosità del nucleo famigliare (in riferimento alla scala di equivalenza prevista per l’Isee, l’indicatore di situazione economica equivalente). In aggiunta, la proposta punta, attraverso una convenzione tra Governo e associazioni di rappresentanza degli esercenti attività commerciali, a potenziare il buono spesa con uno sconto del 5-10% sui beni acquistati nei punti vendita convenzionati. Il buono spesa non è una trovata estemporanea, da campagna elettorale. Si iscrive nell’insieme di misure, già contenute nel programma del Pd, finalizzate a migliorare la condizione economica delle famiglie. In particolare, si iscrive nell’intervento per incrementare il potere d’acquisto dei redditi da lavoro. Infatti, nella bozza di Disegno di Legge presentata da Veltroni a metà Marzo («Un fisco per lo sviluppo e l’equità»), all’articolo 1, è prevista anche la restituzione dell’incremento delle detrazioni ai “contribuenti incapienti”, ossia, a quei contribuenti che devono un’imposta minore della detrazione ad essi spettante. In sintesi, è una specifica modalità di disegnare l’assegno ad essi dovuto dal fisco. Quindi, il suo impatto di finanza pubblica, quantificato in 1,4 miliardi di euro all’anno, è già coperto, non è un costo ulteriore. Come per l’aumento delle detrazioni fiscali per le pensioni illustrato da Veltroni settimana scorsa, si interviene contestualmente sulle classi medie e sulle situazioni “normali” (capienti) e sulle famiglie con maggiori difficoltà (gli incapienti appunto).Il buono spesa, come la proposta per le pensioni e per i redditi da lavoro, è un “intervento mirato”, auspicato anche da Bini-Smaghi in una recente intervista, per affrontare nell’immediato la caduta del potere d’acquisto senza innescare pericolose spirali inflazionistiche. Infatti, il buono spesa, come le detrazioni fiscali, non ha effetti sulle aspettative di inflazione, non attiva le nefaste ricadute, sperimentate in passato, della scala mobile su crescita economica e redditi. Tale infausta prospettiva sarebbe, invece, conseguenza delle proposte di revisione indiscriminata dei meccanismi di indicizzazione di retribuzioni e pensioni propagandate da PdL e Sinistra Arcobaleno. Veniamo ora alla risposta strutturale: come indicato nel programma del Pd, essa si articola in un ventaglio di misure intorno all’obiettivo di innalzamento della produttività di sistema, la produttività totale dei fattori, non solo (e non tanto) la produttività del lavoro. In altri termini, parliamo di riforma della scuola, dell’università, della ricerca, del primato della legalità, del rafforzamento della sicurezza, dell’ammodernamento delle infrastrutture, dell’efficienza delle pubbliche ammnistrazioni, della semplificazione degli adempimenti contabili e fiscali, delle liberalizzazioni, delle riduzioni di imposte. In sostanza, la risposta strutturale punta a difendere il potere d’acquisto dei redditi da lavoro attraverso l’innalzamento sostenibile della crescita economica del Paese e la distribuzione equa di tale crescita su tutte le forze produttive coinvolte. Inoltre, la risposta strutturale investe la politica energetica, a livello nazionale ed europeo. Investe le misure per l’efficienza delle catene della distribuzione commerciale. Investe, infine, la Politica Agricola Comune europea, oggetto degli (auspicabili) interventi di revisione del Bilancio europeo nel 2009.In conclusione, equità e sviluppo, insieme. Attenzione all’emergenze sociali e determinazione a scogliere i nodi strutturali, insieme. Per un’Italia moderna, dinamica e solidale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-1478511252606990617?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/1478511252606990617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=1478511252606990617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1478511252606990617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/1478511252606990617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/una-risposta-allemergenza.html' title='Una risposta all’emergenza'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-2482565211143236196</id><published>2008-04-04T00:49:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T00:57:46.490+02:00</updated><title type='text'>L’ora della protesta</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Pettinicchio, oggi lo sciopero dei lavoratori dell’azienda&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presentata ufficialmente la proposta di acquisto del sito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il giorno della gran protesta in casa della Pettinicchio. Oggi, infatti, è previsto lo sciopero nazionale dei dipendenti Granarolo; una protesta che coinvolgerà tutti gli stabilimenti&lt;br /&gt;del gruppo emiliano. Sono previsti dunque scioperi in tutti i vari siti industriali per protestare&lt;br /&gt;contro la chiusura degli stabilimenti Sermoneta scalo e Acqui Terme (Merlo) nonché la mancata ricollocazione di 60 lavoratori dell’ex Yomo. Come detto all’azione di lotta parteciperà anche&lt;br /&gt;il personale della Pettinicchio, sempre più preoccupato per la situazione che si sta venendo a&lt;br /&gt;creare. La società, nell’incontro di lunedì in Regione, ha infatti confermato la volontà di lasciare&lt;br /&gt;il territorio entro giugno e adesso quindi bisogna riuscire a mantenere il marchio ed il sito qui in&lt;br /&gt;zona, magari cedendolo ad altri imprenditori. Un’operazione non semplice visto che, malgrado i&lt;br /&gt;buoni propositi, la Granarolo non appare intenzionato a cedere il marchio come ha spiegato la cordata guidata da Scavazzi e Protani. Per questo le organizzazioni sindacali hanno fatto appello alle forze istituzionali affinché diano un sostegno concreto. Ed un primo segnale sembra arrivare visto che alla manifestazione hanno già aderito il sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli e il deputato del Partito Democratico, Sesa Amici. «Voglio esprimere solidarietà ai lavoratori della&lt;br /&gt;Pettinicchio e alle loro famiglie in questo momento di difficoltà che dobbiamo superare con uno sforzo corale sfruttando le particolarità e le risorse del nostro territorio - commenta l’esponente del Pd -. C’è un forte collegamento  tra il rilancio del settore bufalinolattiero- caseario promosso dall’assessorato regionale. Va in questa direzione il marchio del latte ‘Made in Lazio’ che si presenta a Roma ma all’assessore Valentini chiediamo risorse per la promozione delle produzioni». Il primo cittadino di Sermoneta, che parteciperà insieme all’assessore Giulia&lt;br /&gt;Bianconi, ha spiegato che: «si deve ribadire la sicurezza e la sanità del latte, ma anche lanciare le&lt;br /&gt;basi di un progetto di qualità. La crisi potrebbe avere ripercussioni inimmaginabili; uno scenario&lt;br /&gt;che deve essere scongiurato». Intanto lo studio legale Carnellutti ha ricevuto mandato, da&lt;br /&gt;parte di alcuni imprenditori locali, di avviare una trattativa per l’acquisizione del sito. Ieri è stata&lt;br /&gt;inviata la formale richiesta di acquisto alla Granarolo, a fronte di un realistico piano industriale e&lt;br /&gt;finanziario per garantire gli interessi di tutte le parti in causa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-2482565211143236196?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/2482565211143236196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=2482565211143236196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2482565211143236196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/2482565211143236196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/lora-della-protesta.html' title='L’ora della protesta'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-6214889496937377285</id><published>2008-04-04T00:25:00.000+02:00</published><updated>2008-04-05T00:11:03.973+02:00</updated><title type='text'>L’Amministrazione Comunale presenta il peggior bilancio degli ultimi 12 anni</title><content type='html'>Nella serata di oggi si è riunito il direttivo del circolo di Latina scalo per discutere&lt;br /&gt;Sul bilancio che il Comune vuole approvare per il prossimo triennio.&lt;br /&gt;Il dibattito è stato presieduto dal consigliere comunale del partito democratico&lt;br /&gt;Giorgio DeMarchis (nonché segretario comunale del partito), il quale ha illustrato&lt;br /&gt;come in esso ci sia il tentativo di recuperare la pessima amministrazione che questa giunta&lt;br /&gt;ha perpetrato in questi ultimi anni. Il tentativo punta ha recuperare , attraverso le entrate&lt;br /&gt;fondi che non ci sono più. Il costo di questa operazione dovrà gravare pesantemente sui cittadini.&lt;br /&gt;Questa è la risposta in tempo reale ,alle bugie di questo centrodestra ,quando dice anche a livello Nazionale che loro non aumentano le tasse. Analizzando dall’interno il bilancio si evidenziano le seguenti cose:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) Aumento fino al 38% della TIA (Tassa igiene e ambiente)&lt;br /&gt;2) Aumento dell’imposta comunale irpef da 0,40% a 0,62%&lt;br /&gt;3) Fortissima limitazione agli investimenti per le infrastrutture della città per la limitazione della capacità&lt;br /&gt;Di accendere mutui non esistendo più i margini che la legge impone.&lt;br /&gt;4) Nessun investimento nella cultura (scuola, università, manifestazioni culturali) sembra che la quota&lt;br /&gt;Massima prevista sia di 6500 euro&lt;br /&gt;5) Nessun investimento per opere sul nostro territorio (infrastrutture in genere) in particolare per Latina scalo ciò che è&lt;br /&gt;previsto si finanzia con i soldi messi a disposizione dalla Regione&lt;br /&gt;6) Si parla della riduzione dell’ICI dal 4,65‰ al 4,40‰ che davanti agli aumenti previsti sembra una presa in giro&lt;br /&gt;anche perché l’operazione è vanificata già dalla riduzione prevista in finanziaria 2008 (aumento delle detrazioni per la prima casa) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’operazione che vuole L’Amministrazione Comunale di fatto  escluderebbe   il 40% dei cittadini perché esonerati dal pagamento dell’ICI per i motivi sopra detti.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Questa situazione è estremamente grave in quanto è la tragica evidenza del dissesto finanziario in cui il Comune ormai si trova.&lt;br /&gt;Il Partito Democratico esprime un fermo giudizio negativo, in quanto non si possono aumentare indiscriminatamente le tasse senza che nel contempo si punti a reinvestire ,attraverso un serio programma di crescita infrastrutturale ,risorse per la città e per il nostro territorio.&lt;br /&gt;In conclusione del dibattito si è deciso di sviluppare delle iniziative che puntino ad informare la gente di quello che sta accadendo . Operazioni che vanno condotte ,oltre che con il dialogo ,anche attraverso la comunicazione scritta (volantini informativi).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-6214889496937377285?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/6214889496937377285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=6214889496937377285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6214889496937377285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/6214889496937377285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/lamministrazione-comunale-presenta-il.html' title='L’Amministrazione Comunale presenta il peggior bilancio degli ultimi 12 anni'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-4515144691196069780</id><published>2008-04-02T19:41:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T00:25:19.949+02:00</updated><title type='text'>Il PD incontra i cittadini</title><content type='html'>Nella serata del 31/03/2008 c’è stato un incontro pubblico con i cittadini, sul tema del futuro&lt;br /&gt;e sul programma elettorale del Partito Democratico, a due settimane dal voto politico che deciderà&lt;br /&gt;le sorti di questo Paese. L’incontro è stato preparato dalle coordinatrici dei circoli di Sermoneta e&lt;br /&gt;Latina scalo , Anna Rosa Centra e Sonia Petrocelli. Il dibattito è stato aperto da Anna che ha evidenziato la crisi del lavoro che esiste nella provincia e ha richiamato la necessità di operare&lt;br /&gt;con molta più attenzione nel capire le ragioni di questa situazione ,Ha evidenziato&lt;br /&gt;che la provincia ha delle potenzialità, come l’agricoltura e il turismo e bisogna lavorare affinché&lt;br /&gt;queste potenzialità vengano utilizzate per garantire un miglior futuro delle persone. Successivamente Sonia ha ricordato la necessità che il programma del Partito Democratico venga sviluppato nelle sue tematiche perché è attuabile in quanto chiaro e incentrato sui bisogni della gente. Ha ricordato l’importanza di rendere vivo il tema del lavoro,e che, la flessibilità non si trasformi in una precarietà a vita ,che renda la stessa un incubo. L’incontro è proseguito con l’intervento di Dario Roncon segretario regionale della Cisl.&lt;br /&gt;che ha illustrato in modo capillare il tema del lavoro e le ragioni della sua crisi, ricordando che il concetto del posto fisso è ormai superato in una società globale , ma è estremamente importante che se si vuole evitare la trasformazione di una maggiore flessibilità delle persone in pura precarietà, bisogna rimodellare la società intorno a questo nuovo modo di intendere il lavoro, Questo è estremamente importante, in quanto la flessibilità non regolata rischia di fatto la creazione di non pochi problemi anche allo sviluppo economico del Paese. Si è richiamato anche la necessità di operare in modo da far sì, che ci sia più presenza delle donne nel mondo del lavoro. Si è evidenziato, con amarezza ,che nonostante gli sforzi di questi ultimi anni, siamo ancora molto lontani da quello che ci si era proposti con gli accordi di Lisbona, ossia la piena occupazione. Si è discusso sul problema dei redditi che non sono stati salvaguardati nel momento più delicato che è stato il passaggio del vecchio conio all’euro. Sono mancati i controlli ,e soprattutto , questa mancanza ha fatto sì che una buona fetta di ricchezza sia passata dal lavoro dipendente al lavoro autonomo. Il dibattito è proseguito con l’intervento delle due candidate alla Camera ; Nicoletta Zuliani e Sesa Amici. Nicoletta ha accentrato il suo intervento, essendo un’insegnante, sulla formazione e sulla capacità che il nuovo governo deve avere nell’investire nella scuola e nella ricerca, perché è l’unica possibilità che si ha di far crescere le nuove generazioni , preparate e con un forte senso dello Stato. Ha evidenziato il desiderio di proporsi ,con il proprio impegno nella costruzione di un nuovo modello di società , questo, lei afferma con emozione,è anche frutto della capacità che Veltroni ha avuto nel parlare ad un unico Paese e al cuore della gente.&lt;br /&gt;Sesa ha invece evidenziato , con molta crudezza, i motivi della crisi del governo a cui apparteneva.&lt;br /&gt;La difficoltà di doversi ogni giorno trovare a mediare ,non con l’opposizione, ma con gli stessi membri del governo. La consapevolezza che la scelta fatta è una scelta coraggiosa, che probabilmente,. avrà un costo in termini politici, ma era l’unica percorribile per far capire alla gente che bisogna voltare pagina .Sesa ha ricordato la difficoltà che in questo paese&lt;br /&gt;ancora esiste, nel far affermare una maggior presenza della donna nel mondo del lavoro e in politica riconoscendo comunque, la capacità del Partito Democratico di aver fatto in tal senso un buon passo avanti. Infine ha ricordato con forza, la necessità di ricostruire quei valori necessari a far superare gli individualismi, che in questi ultimi anni sono stati la conseguenza della perdita di quei punti di riferimento che sono fondamentali per la sopravvivenza della Democrazia e concorrere nel far sviluppare una nuova coscienza che punti agli interessi generali del Paese.&lt;br /&gt;Il dibattito si è concluso con gli interventi dei segretari Comunale e Provinciale del Partito Democratico, Giorgio De Marchis e Loreto Bevilacqua. Il loro discorso si è sviluppato intorno&lt;br /&gt;alla necessità di fare l’ultimo importante sforzo per l’affermazione alle politiche del 13 e 14 aprile&lt;br /&gt;che è quello di un lavoro capillare di convincimento degli indecisi , E’ stato ricordato che la destra&lt;br /&gt;che governa la città in realtà non ha fatto una campagna elettorale ,che al livello nazionale non ha avuto la capacità di proporre nessuno , mentre il Partito Democratico ha avuto questa capacità&lt;br /&gt;attraverso la candidatura di nuove persone che appartengono a tutti i settori della società civile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-4515144691196069780?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/4515144691196069780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=4515144691196069780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4515144691196069780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/4515144691196069780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/04/il-pd-incontra-i-cittadini.html' title='Il PD incontra i cittadini'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-7746732540390868335</id><published>2008-04-01T01:43:00.000+02:00</published><updated>2008-04-01T01:52:25.507+02:00</updated><title type='text'>"Caro Walter, è ora di cambiare passo"</title><content type='html'>INTERVISTA A PIERLUIGI BERSANI «La gente non ha ancora capito il cuore della campagna elettorale»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA&lt;br /&gt;Pierluigi Bersani lo dice con il lessico posato del vecchio Pci, ma lo dice: «Dobbiamo ammettere che fatichiamo ad arrivare a una certa fascia di elettorato e per questo dobbiamo essere capaci di dare un colpo di reni, dicendo con chiarezza: cari elettori del centro-destra incerti, cari imprenditori che stavolta riconoscete quanto siamo stati seri, bene, anche se non siete del tutto convinti, cavolo, aiutateci, scommettete su di noi, siamo l’unica novità in campo. Noi abbiamo rischiato, rischiate anche voi. Altrimenti torniamo tutti nella palude».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ministro, vuol dire che gli elettori incerti e moderati andrebbero corteggiati più esplicitamente?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Sì, se vogliamo i loro voti, bisogna dirglielo. Non bisogna che lo sappiano per sentito dire».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dice questo perché anche lei avverte, per il Pd, lo stallo segnalato dai sondaggi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«No, girando, percepisco un’aria buona. Più che dei sondaggi, mi fido del mio orecchio a terra e dico che questa storia dello stop del nostro messaggio non è vera. Per via carsica continua a passare. Penso che se riusciamo a collocarci al fotofinish, a quel punto vinciamo noi, perché al fotofinish chi rimonta vince. Abbiamo davanti una possibilità, dobbiamo saperla afferrare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sì, ma gli ultimi sondaggi pubblicabili non evocavano un fotofinish, raccontavano di una volata solitaria di Berlusconi...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;/strong&gt;Quel che dobbiamo saper fare ora è metterci due occhiali. Quelli nostri, ma anche quelli di un’area piuttosto vasta perimetrata così: ci sono quelli che hanno deciso di non votare, gli indecisi e c’è un pezzo di elettorato di centrodestra che percepisce la caduta della spinta propulsiva di Berlusconi. Tutta quest’area sta assistendo ad una campagna elettorale che a noi pare brillante e vivace, ma a loro è un pochino estranea».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché estranea?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Loro guardano la tv. Un giorno vedono Alitalia, un giorno c’è la mozzarella, un giorno la polemica televisiva, un altro giorno c’è chi dice “di più” sulle pensioni. Ma alla fine il baricentro, il cuore, l’oggetto di questa accidenti di campagna elettorale ancora non gli è arrivato. Fin qui Walter ha fatto bene e perciò siamo nelle condizioni di andare al fotofinish. Ma come sempre alla fine delle campagne elettorali, dobbiamo battere su uno o due chiodi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E quale è il chiodo capace di incrinare il muro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Noi dobbiamo far capire ancora meglio che il Pd è la reazione e la risposta a istituzioni che non decidono, a una politica sputtanata, a riforme che non si fanno perché venti partiti non accettano di morire. Noi questo rischio ce lo siamo preso. Per dire: ancora oggi non sappiamo se entriamo nell’Internazionale socialista...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Finora, grazie a Veltroni, è passato il messaggio che siete soli, liberi, pacificatori. Ma non che siete nuovi: un guaio per il voto «profondo»?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Facendo il Pd noi avevamo un’unica certezza: che da due poltrone ne veniva fuori una, dopodiché abbiamo accettato scissioni, strappi, ma ora dobbiamo saper raffigurare plasticamente il giorno dopo le elezioni. Capisco che Berlusconi possa piacere, ma deve diventare più chiaro a tutti che se vince lui, la ruota gira indietro, si torna al già visto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chi, come lei, ha incontrato in questi giorni gli imprenditori del Nord ne ha ricavato l’impressione che ci vorrà tempo per dissipare il muro di diffidenza di questi ultimi anni. E’ così?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«La situazione è cambiata. Agli imprenditori del Nord-Est che ora ci stimano perché non ci sono più Bertinotti e Pecoraro Scanio, dico: oh, ragazzi, ma se ci stimate dovete darci un aiutino, perché altrimenti il cambio di sistema ve lo sognate. Per quel che sento in giro, bazzicando in casa altrui, il punto è questo: chi vota di là, sente che non c’è più spinta propulsiva. E invece se vinciamo noi, governa un solo gruppo parlamentare, in sei mesi ci saranno in Italia soltanto quattro partiti e finalmente si faranno le riforme istituzionali e quella elettorale. Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei che ha il profilo per succedere a Veltroni in caso di (improbabile) débâcle del Pd, come Goffredo Bettini pensa che sotto il 35% il leader dovrebbe lasciare?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Noi abbiamo fatto un partito per il nuovo secolo, che è alla sua prima prova. Bisogna vincere, ma non affiderei ai numeri derivate politiche. Abbiamo un secolo davanti! Veltroni sta facendo bene e quel che abbiamo già fatto è molto. Non vedo ultime spiagge. Nella storia chi vince ha sempre ragione, ma chi perde non sempre ha torto».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-7746732540390868335?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/7746732540390868335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=7746732540390868335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7746732540390868335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/7746732540390868335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/2008/03/caro-walter-ora-di-cambiare-passo.html' title='&quot;Caro Walter, è ora di cambiare passo&quot;'/><author><name>gruppo PD</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='25' src='http://3.bp.blogspot.com/_04srMPLMV9U/R6UOlRlqqiI/AAAAAAAAAAM/JRf3u7mPtbI/S220/immaginelogo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4684347855021018538.post-5310140870433511421</id><published>2008-03-31T23:37:00.000+02:00</published><updated>2008-03-31T23:38:42.792+02:00</updated><title type='text'>Democratic-day, i lavoratori de l’Unità ringraziano il popolo dei gazebo</title><content type='html'>I giornalisti e i poligrafici de l’Unità ringraziano il popolo dei gazebo, i simpatizzanti e i dirigenti nazionali e locali del Partito democratico che hanno contribuito al successo della diffusione straordinaria del quotidiano durante il Democratic-day. Il successo registrato dall’edizione di domenica 30 marzo 2008 - con 750mila copie distribuite nei gazebo - ha rappresentato un tassello importante del grande appuntamento promosso dal Pd. Si è ottenuto un risultato eccezionale che, al di là di alcune comprensibili disfunzioni organizzative, è stato il frutto di un proficuo gioco di squadra tra l’Unità e il Pd, e tra redazione, tecnici, direzione e azienda. Si dimostra che il nostro giornale è un organismo vivo, capace di contribuire positivamente alle battaglie civili e democratiche del Paese. Per radicarlo ancora di più, occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo, scommettere sul futuro, rendersi conto che l’Unità è al centro di un vasto reticolo di relazioni politiche, culturali e sociali che, se sollecitate opportunamente, possono contribuire positivamente allo sviluppo del giornale. Per questo auspichiamo che la diffusione di domenica 30 marzo non rappresenti solo un espisodio, ma il primo momento di una presenza politica costante in questa campagna elettorale e di un proficuo rapporto con il popolo dei gazebo che vada oltre il voto del 13-14 aprile. Tutto ciò, come autorevoli dirigenti del Pd hanno dichiarato, a partire dal suo leader nazionale, Walter Veltroni, nella consapevolezza che il quotidiano svolge una funzione indispensabile per le forze di cambiamento del Paese. Queste considerazioni vanno rivolte innanzitutto all’Azienda. Le scommesse pagano, gli investimenti anche politici rendono. La logica dei conti economici va tenuta sempre presente, ma non può diventare l’unico moloch del quale farsi carico sempre e in ogni caso. Soprattutto se l’Unità, come dimostrano i dati, è un’azienda sana. Altrimenti si finisce per mortificare il ruolo stesso che il giornale può giocare. Se è vero che il quotidiano deve essere capace di rinnovarsi continuamente, è anche vero che va sostenuto in edicola con entusiasmo e determinazione e con investimenti capaci di espanderne la diffusione. Senza indulgere, cioè, ad atteggiamenti rinunciatari e autoemarginanti. «Si può fare», quindi. L’esperienza di domenica scorsa conferma che il variegato popolo delle primarie è punto di riferimneto dell’Unità. Un giornale, cioè, che deve dar voce a tutte le diverse realtà del centrosinistra, con rispetto e con serietà, ma nella sua autonomia deve guardare innanzitutto alla nuova realtà politica, il Pd, che si è radicata nel Paese e che si sottopone alla prima prova elettorale dalla sua nascita. È chiaro che questa scommessa implica per l’Unità la definizione di un assetto proprietario coerente con il suo insediamento politico. Non possiamo disperdere la fiducia che ci è stata testimoniata nell’«Unità day» e nella straordinaria domenica dei gazebo, con soluzioni azionarie che rischiano di mortificare l’immagine del giornale e di rendere poco credibile la sua navigazione futura. Per questo continueremo a batterci, certi di trovare intorno a noi antiche e nuove solidarietà e inedite opportunità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4684347855021018538-5310140870433511421?l=pdlatinascalo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdlatinascalo.blogspot.com/feeds/5310140870433511421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4684347855021018538&amp;postID=5310140870433511421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4684347855021018538/posts/default/5310140870433511421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 
