E' cominciato in questi giorni il tour dei dirigenti del PD di Latina nelle scuole della città. I segretario comunale Giorgio De Marchis ed il capogruppo al Consiglio Circoscrizionale di Latina Scalo Fabrizio Porcari hanno incontrato la Dirigente del 6° circolo Sig.ra Diana Colongi.
L'incontro è servito per analizzate le diverse carenze dell'edificio la maggior parte delle quali sono dovute alla scarsa attenzione prestata in questi anni dall'amministrazione comunale alla manutenzione degli edifici scolastici.
“Occorre che a fronte del grande lavoro – ha affermato De Marchis – svolto dai dirigenti scolastici, come nel caso di Latina Scalo, per garantire lo svolgimento normale del servizio scolastico, c'è un'amministrazione comunale sorda e cieca che non è in grado di dare nessuna risposta”.
Emblematico è il caso di Latina Scalo dove a causa delle infiltrazioni d'acqua nel soffitto che hanno provocato il distacco e la caduta di un parte del solaio, i bambini delle scuola materna sono costretti a fare lezione nei locali della mensa scolastica.
“La dirigente – aggiunge Porcari – ha segnalato diverse volte la necessità di un intervento, purtroppo l'Amministrazione comunale si è limitata ad effettuare interventi parziali che non hanno risolto il problema delle infiltrazioni che continuano a ripetersi annualmente”.
Quanto sta succedendo nella scuola materna di Latina Scalo non è più tollerabile.
Il PD presenterà nella giornata di lunedì una mozione in Consiglio Comunale ed in Consiglio Circoscrizionale con le quali si chiede all'Assessore ai LL.PP. un intervento urgente per il rifacimento totale del solaio.
Inoltre i due dirigenti del PD e la Dirigente si sono soffermati sulle altre problematiche del sistema scolastico di Latina Scalo sulle quali si focalizzerà l'iniziativa politica del PD.
Infatti, Latina Scalo soffre di una cronica insufficienza di aule, anche a causa del notevole incremento demografico determinato dai nuovi insediamenti urbanistici. Il problema della carenza delle aule non si risolverà con la promessa sopraelevazione per ricavare alcune nuove aule, che tra l'altro non è dato sapere quando si realizzeranno. Per Latina Scalo è necessario pensare alla costruzione di un nuovo edificio scolastico.
“Siamo al paradosso – affermano De Marchis e Porcari – non ci sono aule, i bambini sono costretti a fare lezioni nei locali della mensa mentre la Giunta Zaccheo ha approvato una variante urbanistica consentendo la realizzazione di una palazzina residenziale al posto della nuova scuola materna di Latina Scalo”.
Il PD presenterà una proposta di Bilancio per chiedere:
1. la previsione di un servizio scuolabus da parte del Comune per garantire il trasporto degli studenti tra Latina Scalo a Tor Tre Ponti, visto che il servizio è attualmente sostenuto dalla scuola che non potrà più sostenerlo il prossimo anno;
2. la richiesta di realizzazione di un collegamento coperto tra la scuola e la palestra;
3. l'immediata messa in sicurezza dello spazio antistante la scuola di via delle scuole che versa in uno stato di degrado assoluto.
Il PD, inoltre, realizzerà un libro bianco sui gravi problemi dell'edilizia scolastica nelle scuole materne ed elementari del capoluogo. “Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai Dirigenti scolastici che stanno facendo un grande lavoro tra mille difficoltà – ha ricordato De Marchis – ai quali questa Amministrazione ha tolto anche il fondo per la piccola manutenzione che serviva per risolvere almeno i piccoli problemi.”
lunedì 1 dicembre 2008
domenica 30 novembre 2008
ACQUALATINA E IMPIANTO IDRICO: UN VERO INCUBO PER I CITTADINI DI LATINA SCALO!
Una questione che ad oggi assume notevole rilevanza nella zona di Latina Scalo è senza dubbio quella riguardante il sistema idrico e fognario. Una frazione in costante espansione, tanto che ad oggi conta ben 15000 abitanti, numero tra l’altro in aumento. E come dovrebbe essere ovvio, una situazione del genere avrebbe dovuto prevedere la necessità, nonché una pianificazione, di un adeguamento dei servizi fondamentali, fruibili a tutti i cittadini.
Ed invece ciò non è avvenuto e non sta avvenendo come sarebbe lecito aspettarsi, e numerosi quartieri tra quelli che vanno nascendo, sono privi di molti dei servizi di base, risultando praticamente dei quartieri dormitorio.
Questo risulta particolarmente inaccettabile se si affronta il discorso relativo al sistema idrico e fognario che, essendo stato calibrato su una popolazione decisamente più ridotta dell’attuale, senza un’adeguata previsione di crescita, risulta chiaramente insufficiente e del tutto inadeguato all’attuale situazione. E’ stata consentita la costruzione di numerose abitazioni, rilasciando le licenze edilizie senza assicurarsi dell’effettiva possibilità di adeguare il sistema idrico e quello fognario alle loro necessità. Con il risultato che ad oggi molte zone hanno problemi con le fognature e ricevono acqua ad una pressione bassa che ne limita, quando non lo preclude, l’utilizzo.
Facendoci portavoce del disagio dei cittadini, noi del PD da sabato 15 novembre in piazza, e tutti gli altri giorni nella nostra sede di via Padre Pio, ci faremo carico di raccogliere le firme per far sentire la voce dei cittadini che richiedono la costruzione di una seconda vasca per il depuratore comunale e il potenziamento del sistema idrico per renderlo accessibile a tutti e adeguato alle richieste di una zona in crescita.
Contemporaneamente a questa iniziativa, il circolo del PD di Latina Scalo, provvederà anche a raccogliere le firme per la petizione lanciata dalla direzione provinciale del nostro partito che prevede la richiesta di un CDA di Acqualatina senza la presenza di politici (l’attuale presidente di Acqualatina è Fazzone che percepisce anche un lauto stipendio oltre a quello di senatore), che la regione abbia un controllo diretto sulla gestione della società e che venga rispettato il piano degli investimenti previsto nel contratto.
Puntiamo a sensibilizzare da una parte il Comune di Latina e dall’altra direttamente Acqualatina su un problema che ormai affligge Latina Scalo da troppo tempo. Pensiamo che la depurazione dell’acqua, un servizio idrico efficiente e un costo adeguato di questi servizi sia un diritto fondamentale di tutti i cittadini e per questo ci batteremo in tutte le sedi opportune, dalla circoscrizione alla Provincia passando per il Comune.
Ed invece ciò non è avvenuto e non sta avvenendo come sarebbe lecito aspettarsi, e numerosi quartieri tra quelli che vanno nascendo, sono privi di molti dei servizi di base, risultando praticamente dei quartieri dormitorio.
Questo risulta particolarmente inaccettabile se si affronta il discorso relativo al sistema idrico e fognario che, essendo stato calibrato su una popolazione decisamente più ridotta dell’attuale, senza un’adeguata previsione di crescita, risulta chiaramente insufficiente e del tutto inadeguato all’attuale situazione. E’ stata consentita la costruzione di numerose abitazioni, rilasciando le licenze edilizie senza assicurarsi dell’effettiva possibilità di adeguare il sistema idrico e quello fognario alle loro necessità. Con il risultato che ad oggi molte zone hanno problemi con le fognature e ricevono acqua ad una pressione bassa che ne limita, quando non lo preclude, l’utilizzo.
Facendoci portavoce del disagio dei cittadini, noi del PD da sabato 15 novembre in piazza, e tutti gli altri giorni nella nostra sede di via Padre Pio, ci faremo carico di raccogliere le firme per far sentire la voce dei cittadini che richiedono la costruzione di una seconda vasca per il depuratore comunale e il potenziamento del sistema idrico per renderlo accessibile a tutti e adeguato alle richieste di una zona in crescita.
Contemporaneamente a questa iniziativa, il circolo del PD di Latina Scalo, provvederà anche a raccogliere le firme per la petizione lanciata dalla direzione provinciale del nostro partito che prevede la richiesta di un CDA di Acqualatina senza la presenza di politici (l’attuale presidente di Acqualatina è Fazzone che percepisce anche un lauto stipendio oltre a quello di senatore), che la regione abbia un controllo diretto sulla gestione della società e che venga rispettato il piano degli investimenti previsto nel contratto.
Puntiamo a sensibilizzare da una parte il Comune di Latina e dall’altra direttamente Acqualatina su un problema che ormai affligge Latina Scalo da troppo tempo. Pensiamo che la depurazione dell’acqua, un servizio idrico efficiente e un costo adeguato di questi servizi sia un diritto fondamentale di tutti i cittadini e per questo ci batteremo in tutte le sedi opportune, dalla circoscrizione alla Provincia passando per il Comune.
martedì 25 novembre 2008
LETTERA APERTA DEL CIRCOLO DEL PD A UNA MAGGIORANZA ARROGANTE E PRESUNTUOSA!
Complimenti per i vostri manifesti e grazie dal PD. Ci riempie di orgoglio sapere che discutiamo politicamente con una forza politica di maggioranza, che amministra la nostra città, ed usa un linguaggio "coerente" con il proprio stile di gestione.. Un forza politica che invece di occuparsi dei problemi veri che esistono nel nostro territorio utilizza le sue risorse per costruire attacchi personali "infimi".. Probabilmente abbiamo raggiunto il nostro scopo: il manifesto contro Anzalone non è altro che la dimostrazione di un'incapacità da parte vostra di gestire l'amministrazione, di dare risposte concrete ai cittadini.
Se aveste avuto le basi per rispondere ai bisogni dei cittadini sollevati da Anzalone, se aveste già avviato azioni concrete per risolvere certi problemi probabilmente avreste scritto altro.
Noi ci preoccupiamo di sollevare dei problemi, in quanto opposizione.. è il nostro lavoro. Cerchiamo di dare voce per quanto possibile ai cittadini.
Voi, come forza politica che governa avreste addirittura gli strumenti per farlo in modo immediato ed invece pensate ad una petizione per sensibilizzare la vostra stessa forza politica... C'è qualcosa su cui vi invitiamo a riflettere!
Ci auguriamo d'ora in avanti di discutere su temi concreti, di confrontarci sul campo politico perchè non vogliamo perdere tempo a valutare certe vostre azioni che ci allontanano dallo scopo della politica.. Non vogliamo certo che i cittadini di Latina Scalo si allontanino dalla politica e perdano la fiducia nelle istituzioni per questioni inutili e senza un obiettivo concreto se non quello di screditare una consigliere comunale che sta svolgendo il suo lavoro. Lasciamo ad altri giudizi e attacchi personali!
Abbiamo tutti una responsabilità politica verso i cittadini, e se qualcuno preferisce dedicarsi ad altro probabilmente dovrebbe essere coerente e scegliere un altro campo su cui sfidarsi...più consono al proprio stile!!!
Se aveste avuto le basi per rispondere ai bisogni dei cittadini sollevati da Anzalone, se aveste già avviato azioni concrete per risolvere certi problemi probabilmente avreste scritto altro.
Noi ci preoccupiamo di sollevare dei problemi, in quanto opposizione.. è il nostro lavoro. Cerchiamo di dare voce per quanto possibile ai cittadini.
Voi, come forza politica che governa avreste addirittura gli strumenti per farlo in modo immediato ed invece pensate ad una petizione per sensibilizzare la vostra stessa forza politica... C'è qualcosa su cui vi invitiamo a riflettere!
Ci auguriamo d'ora in avanti di discutere su temi concreti, di confrontarci sul campo politico perchè non vogliamo perdere tempo a valutare certe vostre azioni che ci allontanano dallo scopo della politica.. Non vogliamo certo che i cittadini di Latina Scalo si allontanino dalla politica e perdano la fiducia nelle istituzioni per questioni inutili e senza un obiettivo concreto se non quello di screditare una consigliere comunale che sta svolgendo il suo lavoro. Lasciamo ad altri giudizi e attacchi personali!
Abbiamo tutti una responsabilità politica verso i cittadini, e se qualcuno preferisce dedicarsi ad altro probabilmente dovrebbe essere coerente e scegliere un altro campo su cui sfidarsi...più consono al proprio stile!!!
sabato 1 novembre 2008
il Pd annuncia una petizione sul mutuo con Depfa Bank
Il Pd concentra le forze sul caso acqua. Si parte con una petizione pubblica a sostegno di una serie di proposte per ottimizzare la gestione di Acqualatina, come annuncia il segretario provinciale dei democratici Loreto Bevilacqua. «Nel territorio pontino dal 2002 il servizio idrico integrato
è gestito da una società a capitale misto pubblico - privato che sta deludendo le aspettative di migliorare la gestione del servizio. - sottolinea Bevilacqua - La società in questione ormai da più parti viene indicata come un carrozzone di poltrone politiche che non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini. Noi come Pd saremo impegnati a raccogliere firme promuovendo un confronto con le comunità e con i territori su alcune riflessione di gestione della società ed a
sostegno di iniziative regionali che possano portare ad una gestione più efficace, più puntuale,
più efficiente e più trasparente. L'acqua è un bene pubblico vogliamo portare il nostro positivo contributo affinché questo bene possa essere utilizzato nel migliori dei modi». La petizione prevede: sostegno alla proposta di legge regionale n.365 del 14/02/08. Tale legge introduce una forma di controllo diretto da parte della Regione Lazio sulle attività delle Autorità d'Ambito e
dei gestori del servizio relativamente alle procedure di nomina delle segreterie tecniche.
Inoltre il Pd chiederà che la decisione del pegno delle quote pubbliche per il mutuo con la Depfa Bank passi attraverso i consigli comunali, affinché i consiglieri comunali siano informati
sull'eventuale danno economico conseguente a tale operazione.
è gestito da una società a capitale misto pubblico - privato che sta deludendo le aspettative di migliorare la gestione del servizio. - sottolinea Bevilacqua - La società in questione ormai da più parti viene indicata come un carrozzone di poltrone politiche che non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini. Noi come Pd saremo impegnati a raccogliere firme promuovendo un confronto con le comunità e con i territori su alcune riflessione di gestione della società ed a
sostegno di iniziative regionali che possano portare ad una gestione più efficace, più puntuale,
più efficiente e più trasparente. L'acqua è un bene pubblico vogliamo portare il nostro positivo contributo affinché questo bene possa essere utilizzato nel migliori dei modi». La petizione prevede: sostegno alla proposta di legge regionale n.365 del 14/02/08. Tale legge introduce una forma di controllo diretto da parte della Regione Lazio sulle attività delle Autorità d'Ambito e
dei gestori del servizio relativamente alle procedure di nomina delle segreterie tecniche.
Inoltre il Pd chiederà che la decisione del pegno delle quote pubbliche per il mutuo con la Depfa Bank passi attraverso i consigli comunali, affinché i consiglieri comunali siano informati
sull'eventuale danno economico conseguente a tale operazione.
sabato 25 ottobre 2008
La forza della verità
Soltanto una lettura ideologica di ciò che sta avvenendo può spingere ancora qualcuno a parlare di "disinformazione", di "terrorismo", di "studenti fannulloni" ed altre simili corbellerie. La realtà è che una generazione di giovani pacifici, maturi e desiderosi di porre fine alla società dei nani e delle ballerine che ci è stata proposta per 20 anni ha preso in mano la propria vita. Questa è la lotta nonviolenta di cui ha sempre parlato Gandhi, questa è la forza della verità.Non basterà al premier avere il monopolio dell'informazione televisiva per sporcare la bellezza di questa istantanea, tanto bella quanto inattesa. Per difnedere il loro diritto allo studio, i giovani italiani sono finalmente usciti dagli studi di "Amici" e "Uomini e donne" e hanno fatto sentire la loro voce. Non ascoltarla sarebbe un crimine imperdonabile. L'unica cosa sensata che può fare questo governo è ritirare i decreti ed ammettere che vincere le elezioni con i voti degli anziani rimbambiti da Rete 4 non vuol dire avere il consenso della parte migliore, più giovane e più dinamica del paese.Certo il governo cercherà di imbrigliare anche questi lampi di coscienza, ma da questo ottbre 2008 sa con certezza che ci sono ancora milioni di italiani che non tengono gli occhi aperti solo per guardare le TV del premier.
domenica 19 ottobre 2008
Depfa, silenzio sui rischi
Guidi (Pd) non si fida del contratto in essere per il mutuo ad Acqualatina
Interrogazione al presidente della Provincia: subito i conti veri
SEMBRAVA appena accantonato il «caso Depfa Bank» e invece rispunta più vivo che mai in una interrogazione inoltrata ieri dal consigliere provinciale Domenico Guidi al presidente della Provincia, Armando Cusani, e al presidente del Consiglio provinciale Michele Forte. A suo modo la domanda di Guidi è semplice e terrificante insieme. Il consigliere parte dal presupposto che la banca tedesca che ha concesso il mutuo ad Acqualatina spa è in pessime condizioni finanziarie dovute alla tempesta dei mercati e sta per essere salvata da un pool di altre banche; il fallimento di questa operazione potrebbe costare cara a tutti i contraenti Depfa, tra cui peraltro la
stessa Provincia di Latina oltre che alla società di gestione delle acque. Per questo Guidi chiede la quantificazione esatta dei depositi della amministrazione provinciale, di eventuali altri Comuni e soprattutto di Acqualatina spa presso Depfa Bank. «Vogliamo un aggiornamento del valore dei contratti in derivati in essere con Depfa - dice Guidi – e mi auguro che ci sia ragionevolezza e disponibilità ad affrontare un tema che rischia di gravare pesantemente sui bilanci della Provincia, di Acqualatina, dei Comuni e, in definitiva, sulle famiglie pontine».
Da quando Depfa sta passando un momento buio, però, la Provincia e i molti difensori della società (consumatori dell’Otuc, assessore ai consumatori medesimi e associazioni varie) hanno smesso di sostenere la bontà di questo mutuo. Può darsi sia un caso. Ma intanto è stata altresì rallentata la procedura per la stipula del contratto di pegno
«Una domanda si pongono molti cittadini e amministratori: che cosa rischiano la Provincia e i Comuni dell’Ato4 qualora fallisse Depfa? - sottolinea Guidi - Sussistono in effetti due tipi di rischi: rimetterci le cifre depositate in quella banca a seguito degli accantonamenti in conto capitale già effettuati da via Costa per l’ammortamento del bond che scadrà nel 2035-2040. Ma conseguenze ancor più gravi potrebbero derivare dal fatto che con Depfa sono
in essere contratti derivati su bond emessi nel 2007 e qualora Depfa fallisse potrebbe esserci il rischio di essere obbligati a chiudere il contratto e di versare alla banca fallita la perdita che la Provincia e i Comuni Ato4 hanno in essere in questo momento. Ma qual è la perdita totale dei due rischi? Ad oggi nessuno lo sa e, quel che è ancora più grave, nessuno vuole dirlo. Sono mesi che mettiamo in evidenza i rischi insiti nei contratti derivati sottoscritti nel 2007. E’ arrivato il momento di fornire qualche risposta».
Interrogazione al presidente della Provincia: subito i conti veri
SEMBRAVA appena accantonato il «caso Depfa Bank» e invece rispunta più vivo che mai in una interrogazione inoltrata ieri dal consigliere provinciale Domenico Guidi al presidente della Provincia, Armando Cusani, e al presidente del Consiglio provinciale Michele Forte. A suo modo la domanda di Guidi è semplice e terrificante insieme. Il consigliere parte dal presupposto che la banca tedesca che ha concesso il mutuo ad Acqualatina spa è in pessime condizioni finanziarie dovute alla tempesta dei mercati e sta per essere salvata da un pool di altre banche; il fallimento di questa operazione potrebbe costare cara a tutti i contraenti Depfa, tra cui peraltro la
stessa Provincia di Latina oltre che alla società di gestione delle acque. Per questo Guidi chiede la quantificazione esatta dei depositi della amministrazione provinciale, di eventuali altri Comuni e soprattutto di Acqualatina spa presso Depfa Bank. «Vogliamo un aggiornamento del valore dei contratti in derivati in essere con Depfa - dice Guidi – e mi auguro che ci sia ragionevolezza e disponibilità ad affrontare un tema che rischia di gravare pesantemente sui bilanci della Provincia, di Acqualatina, dei Comuni e, in definitiva, sulle famiglie pontine».
Da quando Depfa sta passando un momento buio, però, la Provincia e i molti difensori della società (consumatori dell’Otuc, assessore ai consumatori medesimi e associazioni varie) hanno smesso di sostenere la bontà di questo mutuo. Può darsi sia un caso. Ma intanto è stata altresì rallentata la procedura per la stipula del contratto di pegno
«Una domanda si pongono molti cittadini e amministratori: che cosa rischiano la Provincia e i Comuni dell’Ato4 qualora fallisse Depfa? - sottolinea Guidi - Sussistono in effetti due tipi di rischi: rimetterci le cifre depositate in quella banca a seguito degli accantonamenti in conto capitale già effettuati da via Costa per l’ammortamento del bond che scadrà nel 2035-2040. Ma conseguenze ancor più gravi potrebbero derivare dal fatto che con Depfa sono
in essere contratti derivati su bond emessi nel 2007 e qualora Depfa fallisse potrebbe esserci il rischio di essere obbligati a chiudere il contratto e di versare alla banca fallita la perdita che la Provincia e i Comuni Ato4 hanno in essere in questo momento. Ma qual è la perdita totale dei due rischi? Ad oggi nessuno lo sa e, quel che è ancora più grave, nessuno vuole dirlo. Sono mesi che mettiamo in evidenza i rischi insiti nei contratti derivati sottoscritti nel 2007. E’ arrivato il momento di fornire qualche risposta».
sabato 18 ottobre 2008
L’arte della bugia - di Paolo Soldini
Da bambini ci insegnarono che esistono tre tipi di bugie. Le bugie giocose son quelle che si dicono «per ischerzo e senza pregiudizio per alcuno»; le bugie officiose sono «l'asserzione del falso per la propria o l'altrui utilità, senza pregiudizio di alcuno»; le bugie dannose sono «l'asserzione del falso con pregiudizio del prossimo». Le prime due specie, dice il catechismo, sono peccato veniale, la terza, è peccato mortale: se non ci si confessa si va all'inferno. Il codice di condotta dei cristiani non contempla la fattispecie, aggravante, della bugia detta in pubblico e approfittando della propria capacità di farsi ascoltare, per esempio sui giornali, alla radio, in tv o davanti al Parlamento.Esiste poi (ma esiste?) il tribunale dell’opinione pubblica. Nei paesi civili, quando giudica il comportamento dei potenti, governanti, politici, funzionari pubblici, manager, grandi industriali, questo tribunale è severo con i bugiardi "giocosi", condanna i bugiardi "officiosi" e manda a casa (al minimo) i bugiardi "dannosi". Mentire in un contesto pubblico è considerata una colpa gravissima. Richard Nixon fu costretto alle dimissioni non perché aveva autorizzato lo spionaggio al Watergate, ma perché sostenne di non averne saputo alcunché. Bill Clinton rischiò l’impeachment non per i suoi traffici con Monica Lewinski, ma per averli negati. Jacques Chirac non sarebbe finito sotto accusa se non avesse mentito per proteggere sé e i suoi. A Helmut Kohl sarebbero stati perdonati i finanziamenti illeciti se non avesse traccheggiato per coprire chi li versava alla Cdu … Il peggio che possa accadere a un politico negli Usa, in Francia, in Germania, a Bruxelles, all’Aja, a Madrid è di essere pizzicato con il sorcio in bocca.
In Italia no. In Italia il sorcio nessuno lo cerca, neppure se si affaccia dalla chiostra dei denti e fa ciao ciao con la zampina. E che sorcione avevano in bocca, l’altro giorno, Berlusconi e Frattini quando hanno spensieratamente raccontato che il Consiglio europeo, sulla delicatissima questione dei gas serra, "ha esaudito in pieno le nostre richieste" e ha trovato "una soluzione che rispetta le nostre preoccupazioni". Qualcuno - anche questo giornale - aveva intuito che c’era qualcosa che non quadrava, visto che il presidente di turno Sarkozy e la Commissione Ue sottolineavano il fatto che obiettivi e metodi dello "scalaggio" delle emissioni erano rimasti invariati, ma vàllo a spiegare alla gente cui la bugia era stata propinata. Perché si ristabilisse la verità dei fatti, laddove l’informazione italiana se la beveva senza colpo ferire, è dovuto intervenire il commissario all’Ambiente Stavros Dimas, "allibito" (parole sue) dalla insostenibile leggerezza con cui il capo del governo italiano e il suo ministro degli Esteri avevano sciorinato sicurezze immotivate e dati falsi. E fosse la prima volta… Abbiamo un ministro dell’Interno che mente ogni volta che c’è da far credere che i provvedimenti sugli immigrati stranieri passano con il 110 e lode l’esame degli organismi internazionali. Giorni fa, alla Camera dei deputati, ha raccontato che António Guterres, Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati politici il 6 ottobre scorso a Ginevra avrebbe "elogiato" l’Italia per la sua politica in fatto di asilo. Falso, ma, a parte i lettori di questo giornale, quanti credete che se ne siano accorti? Alla rappresentanza dell’Unhcr in Italia sono caduti dalle sedie, ma quanti, tra i deputati e nei giornali, hanno fatto la cosa più semplice del mondo: prendere la relazione di Guterres e leggersela? È così che l’opinione pubblica italiana e il mondo dei media, a parte i soliti rompiballe che consultano i testi e telefonano agli uffici (cioè: fanno il mestiere di giornalisti), sono convinti che le pericolose insensatezze dell’ordinanza sugli stranieri del maggio scorso -impronte dei bimbi rom comprese - abbiano ricevuto l’imprimatur di Bruxelles. È una bugia dannosa, per i rom in Italia dannosissima, ma il ministro Maroni non ha paura dell’inferno. Come la maggioranza dei suoi colleghi, alcuni dei quali peraltro confermano icasticamente il vecchio detto secondo il quale le bugie hanno le gambe corte.
A cominciare dal loro Capo fresco dell’ennesima performance mentitoria a Bruxelles. L’intensa frequentazione del Grande Venditore di Balle con tutti e tre i tipi di bugie è proverbiale. Ma ciò che stupisce, quel che rende l’opinione italiana diversa da quella degli altri paesi civilizzati, è l’assenza di indignazione, l’indifferenza con cui qui da noi establishment, media, apparati politici (spesso anche dell’opposizione) si bevono ogni cosa senza neppure più protestare. Non è (non è solo) un problema morale, né una questione psicologica. E a voler spiegare questa incredibile indulgenza con presunte "propensioni naturali" degli italiani alla leggerezza di giudizio verso i peccati dei potenti si afferrerebbero, forse, pezzi di storia e di cultura del nostro paese, ma non si darebbe una spiegazione. Una parte consistente di questa spiegazione, invece, è squisitamente politica. In tutti i regimi fondati sulla demagogia, sotto qualsiasi latitudine, i governanti tendono all’utilizzazione propagandistica della menzogna. Il controllo dei media e la poca considerazione per le prerogative del parlamento determinano tra il Potere e l’Opinione un corto circuito in cui si può far passare ogni cosa. Milioni di europei civili e acculturati hanno creduto a una follia come la congiura ebraica dei Protocolli dei Savi di Sion perché all’inizio, nella Russia zarista, nessun giornale ebbe la forza di smascherare l’imbroglio e poi fu troppo tardi. Milioni di americani si sono bevuti la versione ufficiale (patentemente falsa) dell’incidente nel Golfo del Tonchino che dette inizio alla guerra del Vietnam perché la grande stampa, per dover di patria, la sosteneva. Milioni di russi hanno creduto che i kulaki fossero un pericolo di controrivoluzione imminente. Milioni di cinesi hanno creduto sul serio che la rivoluzione culturale portasse una ventata di giustizia. Si potrebbe, ovviamente, continuare per ore.
Non siamo a quel punto. Certo che no. Però i meccanismi che si sono messi in moto non sono, poi, tanto dissimili. Se il senso comune del Paese, il sistema dell’informazione e l’opposizione perdono la capacità di accertare la verità, di vagliare i fatti ricorrendo alle fonti, se continuano a minimizzare, le conseguenze diventano rapidamente incontrollabili. Un rischio enorme, specie in un momento in cui la nuova Grande Crisi reclama il massimo della credibilità di chi ha la responsabilità del governo. E il sistema, un colpo dopo l’altro, la sua credibilità la sta già perdendo. Fuori dai nostri confini l’ha già persa: "Ah, l’Italie…"
In Italia no. In Italia il sorcio nessuno lo cerca, neppure se si affaccia dalla chiostra dei denti e fa ciao ciao con la zampina. E che sorcione avevano in bocca, l’altro giorno, Berlusconi e Frattini quando hanno spensieratamente raccontato che il Consiglio europeo, sulla delicatissima questione dei gas serra, "ha esaudito in pieno le nostre richieste" e ha trovato "una soluzione che rispetta le nostre preoccupazioni". Qualcuno - anche questo giornale - aveva intuito che c’era qualcosa che non quadrava, visto che il presidente di turno Sarkozy e la Commissione Ue sottolineavano il fatto che obiettivi e metodi dello "scalaggio" delle emissioni erano rimasti invariati, ma vàllo a spiegare alla gente cui la bugia era stata propinata. Perché si ristabilisse la verità dei fatti, laddove l’informazione italiana se la beveva senza colpo ferire, è dovuto intervenire il commissario all’Ambiente Stavros Dimas, "allibito" (parole sue) dalla insostenibile leggerezza con cui il capo del governo italiano e il suo ministro degli Esteri avevano sciorinato sicurezze immotivate e dati falsi. E fosse la prima volta… Abbiamo un ministro dell’Interno che mente ogni volta che c’è da far credere che i provvedimenti sugli immigrati stranieri passano con il 110 e lode l’esame degli organismi internazionali. Giorni fa, alla Camera dei deputati, ha raccontato che António Guterres, Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati politici il 6 ottobre scorso a Ginevra avrebbe "elogiato" l’Italia per la sua politica in fatto di asilo. Falso, ma, a parte i lettori di questo giornale, quanti credete che se ne siano accorti? Alla rappresentanza dell’Unhcr in Italia sono caduti dalle sedie, ma quanti, tra i deputati e nei giornali, hanno fatto la cosa più semplice del mondo: prendere la relazione di Guterres e leggersela? È così che l’opinione pubblica italiana e il mondo dei media, a parte i soliti rompiballe che consultano i testi e telefonano agli uffici (cioè: fanno il mestiere di giornalisti), sono convinti che le pericolose insensatezze dell’ordinanza sugli stranieri del maggio scorso -impronte dei bimbi rom comprese - abbiano ricevuto l’imprimatur di Bruxelles. È una bugia dannosa, per i rom in Italia dannosissima, ma il ministro Maroni non ha paura dell’inferno. Come la maggioranza dei suoi colleghi, alcuni dei quali peraltro confermano icasticamente il vecchio detto secondo il quale le bugie hanno le gambe corte.
A cominciare dal loro Capo fresco dell’ennesima performance mentitoria a Bruxelles. L’intensa frequentazione del Grande Venditore di Balle con tutti e tre i tipi di bugie è proverbiale. Ma ciò che stupisce, quel che rende l’opinione italiana diversa da quella degli altri paesi civilizzati, è l’assenza di indignazione, l’indifferenza con cui qui da noi establishment, media, apparati politici (spesso anche dell’opposizione) si bevono ogni cosa senza neppure più protestare. Non è (non è solo) un problema morale, né una questione psicologica. E a voler spiegare questa incredibile indulgenza con presunte "propensioni naturali" degli italiani alla leggerezza di giudizio verso i peccati dei potenti si afferrerebbero, forse, pezzi di storia e di cultura del nostro paese, ma non si darebbe una spiegazione. Una parte consistente di questa spiegazione, invece, è squisitamente politica. In tutti i regimi fondati sulla demagogia, sotto qualsiasi latitudine, i governanti tendono all’utilizzazione propagandistica della menzogna. Il controllo dei media e la poca considerazione per le prerogative del parlamento determinano tra il Potere e l’Opinione un corto circuito in cui si può far passare ogni cosa. Milioni di europei civili e acculturati hanno creduto a una follia come la congiura ebraica dei Protocolli dei Savi di Sion perché all’inizio, nella Russia zarista, nessun giornale ebbe la forza di smascherare l’imbroglio e poi fu troppo tardi. Milioni di americani si sono bevuti la versione ufficiale (patentemente falsa) dell’incidente nel Golfo del Tonchino che dette inizio alla guerra del Vietnam perché la grande stampa, per dover di patria, la sosteneva. Milioni di russi hanno creduto che i kulaki fossero un pericolo di controrivoluzione imminente. Milioni di cinesi hanno creduto sul serio che la rivoluzione culturale portasse una ventata di giustizia. Si potrebbe, ovviamente, continuare per ore.
Non siamo a quel punto. Certo che no. Però i meccanismi che si sono messi in moto non sono, poi, tanto dissimili. Se il senso comune del Paese, il sistema dell’informazione e l’opposizione perdono la capacità di accertare la verità, di vagliare i fatti ricorrendo alle fonti, se continuano a minimizzare, le conseguenze diventano rapidamente incontrollabili. Un rischio enorme, specie in un momento in cui la nuova Grande Crisi reclama il massimo della credibilità di chi ha la responsabilità del governo. E il sistema, un colpo dopo l’altro, la sua credibilità la sta già perdendo. Fuori dai nostri confini l’ha già persa: "Ah, l’Italie…"
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